![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIACOMO CHIAPPORI. Come è stato più volte osservato nel corso della discussione, il provvedimento in esame e già approvato dal Senato gode di una corsia preferenziale oltretutto blindata, nel senso che non può essere modificato in alcun modo, nonostante vi siano punti che dovrebbero essere ampiamente rivisti. Mi riferisco in particolare al finanziamento che non è adeguato alla partecipazione ad un così importante progetto europeo, sganciato dai progetti americano e russo, che avrebbe potuto renderci indipendenti dandoci la possibilità di intervenire in maniera concreta sui problemi legati ai trasporti e alla navigazione nonché sulle condizioni climatiche che tanta influenza hanno sulla vita di un paese, come abbiamo potuto verificare negli ultimi anni. Non sfugge a nessuno l'importanza di conoscere per tempo i mutamenti climatici riguardanti il nostro paese.
dunque, può darci qualcosa di più e può consentirci di dar vita a molte piccole imprese nel settore aerospaziale. Non volevamo che non si trattasse di un sistema di carattere assistenzialistico, né che fosse rivolto solo ed esclusivamente a ripianare debiti pregressi, come può sembrare dall'assegnazione dei 20 miliardi finali, né volevamo che fosse un inizio di collaborazione. Abbiamo tuttora qualche dubbio sull'ASI: come ha ricordato l'onorevole Aloisio, abbiamo riformato l'ASI perché sappiamo come esso abbia mal gestito, nel passato, i soldi dello Stato: ricordiamo il progetto CIRA ed il progetto Space camp, anche se sarebbe meglio dimenticarlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Barral. Ne ha facoltà.
MARIO LUCIO BARRAL. Signor Presidente, questo provvedimento, composto di un articolo, al comma 1 mette a disposizione 600 miliardi, di cui 220 tra il 2000, il 2001 ed il 2002. Addirittura, lo Stato dà 100 miliardi, retroattivamente, per l'anno che è già passato. Ciò in base ad un criterio intelligente, ossia quello del proseguimento di un progetto importante quale GNSS 2-Galileo, progetto satellitare europeo che bisogna sicuramente portare avanti fino in fondo.
controllo del Parlamento né del Governo, debbano fare la stessa fine fatta dalle precedenti, vale a dire che verranno date agli amici degli amici. Nel corso dell'esame del provvedimento abbiamo potuto notare il rapporto che si è instaurato tra alcuni componenti del gruppo di Alleanza nazionale e alcuni componenti del gruppo dei Democratici di sinistra. A questi ultimi un provvedimento di questo tipo a fine legislatura va bene, perché copre un settore strategico importante dando soldi agli amici degli amici, mentre alcuni deputati di Alleanza nazionale avranno bisogno - è per questo che si sono astenuti su alcuni emendamenti - di qualche consiglio di amministrazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Edo Rossi, al quale ricordo che ha esaurito ampiamente il tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
EDO ROSSI. Signor Presidente, dall'esame in Assemblea del provvedimento è emerso con chiarezza che la maggioranza lo ha blindato presupponendo la sua immodificabilità.
settimane il Governo Amato non ci sarà più, per cui non è nelle condizioni di garantire alcunché per il futuro.
PRESIDENTE. Onorevole Edo Rossi, il tempo a sua disposizione è ampiamente terminato.
EDO ROSSI. Presidente, nel chiederle l'autorizzazione a pubblicare in calce al resoconto della seduta odierna le mie considerazioni integrative, confermo il voto contrario di Rifondazione comunista (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
PRESIDENTE. La Presidenza, lo consente senz'altro, onorevole Edo Rossi.
RUGGERO RUGGERI. Nell'esprimere, a nome del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo, un voto favorevole sul provvedimento, le chiedo, Presidente, la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
GAETANO RASI. Presidente, mi affido alla comprensione dei colleghi non solo per esprimere il voto favorevole di Alleanza nazionale e illustrarlo brevemente, ma anche per ricordare doverosamente il professor Broglio, deceduto due giorni fa, il quale deve essere considerato il padre dell'astronautica italiana, artefice del progetto San Marco, che trentasei anni fa diede all'Italia il terzo posto nel mondo, dopo l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti, nel mettere in orbita un satellite.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloisio. Ne ha facoltà.
FRANCESCO ALOISIO. Presidente, per quanto riguarda le motivazioni del voto favorevole del gruppo che rappresento, rimando alla discussione generale e agli interventi precedenti. Tuttavia, non posso fare a meno di fare due precisazioni, a mio avviso, molto importanti. La prima riguarda le affermazioni del collega Barral nei confronti del professor Sergio De Julio, presidente dell'ASI, il quale non ha avuto mai niente a che fare con la vicenda Space camp ed è una persona di provata e adamantina onestà e dirittura morale. Per quanto riguarda la sua capacità nel ruolo che riveste, prego il collega Barral di avere la bontà di leggersi il primo rendiconto dell'Agenzia spaziale sulla propria attività, presentato nello scorso dicembre.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ortolano. Ne ha facoltà.
DARIO ORTOLANO. Presidente, confermo il voto favorevole del gruppo Comunista su questo provvedimento per le ragioni esposte nel mio precedente intervento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angeloni. Ne ha facoltà.
VINCENZO BERARDINO ANGELONI. Presidente, annuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chiappori. Ne ha facoltà.
Forse questo provvedimento contiene un sottofondo elettoralistico, visto che è stato speso prima ancora di essere approvato. Mi riferisco ad un dibattito televisivo nel corso del quale la FIAT ha pubblicizzato, in funzione di questo provvedimento ancora in esame, la ricerca nel campo della navigazione satellitare.
Altrettanto ha fatto l'ASI due sere dopo e, addirittura, il nostro collega Aloisio qualche tempo fa, partecipando ad una trasmissione di Telemontecarlo. Dunque, l'iniziativa è stata pubblicizzata abbondantemente prima ancora che il provvedimento fosse all'esame dell'Assemblea. Pertanto, si può in qualche modo pensare che il provvedimento abbia subito una grande accelerazione in quanto siamo in presenza di un appuntamento elettorale e, dunque, bisogna dire che cosa si è fatto o cosa si pensa di fare.
Ripeto, vi è un ragionevole dubbio, in quanto vi è stata un'accelerazione dell'iter del provvedimento, quando lo stesso è stato all'esame del Senato per ben dodici mesi. A questo punto, sarebbe stato meglio che il provvedimento fosse modificato ulteriormente al Senato, in modo che vi fosse la possibilità di dire qualcosa di più in quest'aula per poterlo ben completare e per poter stanziare qualche miliardo in più, fissando obiettivi maggiormente definiti.
Abbiamo avuto ed abbiamo un ragionevole dubbio, anche se vorrei precisare che rispetto la battaglia dell'onorevole Edo Rossi in quest'aula; non ne rido, perché ognuno ha il diritto di esprimere in quest'aula, a nome del proprio gruppo, il parere su certi progetti. Dunque, qualche dubbio lo abbiamo avuto, in quanto i 220 miliardi che saranno assegnati alla Presidenza del Consiglio dei ministri non seguono un percorso preciso e non sappiamo come e per cosa saranno spesi. Vi è una traccia, ma non è definito un vero e proprio percorso per cui si possa essere tranquilli che quei soldi siano spesi nella direzione giusta. Vi è solo la certezza dei 250 miliardi che spenderà l'ASI, esclusivamente per partecipare al progetto ESA ovvero quel progetto europeo nel quale sembra che il nostro Parlamento creda di più rispetto agli altri paesi che dovrebbero farne parte; sembra, infatti, che la Germania e la Francia nutrano ancora alcuni dubbi per cui, probabilmente, parteciperanno successivamente. La nostra azione, dunque, servirà a velocizzare le decisioni di altri paesi che sono a noi vicini.
Signor Presidente, non abbiamo alcun problema a dichiarare che si tratta di una ricerca che era necessaria; si tratta di un progetto che forse ci svincolerà da alcuni giochi che provengono da altrove: abbiamo parlato del GPS ovvero del sistema americano che è nato inizialmente per esigenze militari, ma successivamente ha prestato una delle frequenze al sistema civile. Abbiamo, forse, la presunzione di voler disporre di un sistema più preciso e che sia assicurabile: infatti, il GPS non è preciso, né assicurabile. Tale progetto,
Di fronte a tutto ciò avevamo intenzione di cambiare. Lo hanno dimostrato gli emendamenti che abbiamo presentato. Abbiamo ritirato, evidentemente, quelli ostruzionistici: sapevamo che gli emendamenti presentati non sarebbero stati approvati, perché, come è stato detto, il provvedimento è blindato, però abbiamo ritenuto di portarli in votazione perché erano lo specchio di quello che poi sarebbe stato l'ordine del giorno della Commissione, in cui questi emendamenti trovano eco. Qualcuno dice che l'ordine del giorno è qualcosa che lascia il tempo che trova: evidentemente, purtroppo ci siamo abituati a vedere ordini del giorno che poi non servono a niente. Io spero che questo sia non dico seguito alla lettera, ma comunque tenuto in seria considerazione, vista la cifra che spenderemo, viste le preoccupazioni che abbiamo avuto ed i ragionevoli dubbi suscitati da un provvedimento che era rimasto per troppo tempo fermo per poi subire un'accelerazione che ha tutto il sapore di qualcosa da spendersi per motivi elettorali.
Abbiamo chiesto chiarezza e mi pare che nell'ordine del giorno vi sia; abbiamo chiesto la sicurezza della spesa e mi sembra che nell'ordine del giorno la cifra sia stata fissata; i programmi sembra vengano controllati dalla Presidenza del Consiglio con il concorso di tutti gli enti preposti alla navigazione satellitare o comunque al lavoro nello spazio. Tutto considerato, credo che questo provvedimento debba ricevere da parte nostra un voto di astensione, perché siamo favorevoli alla ricerca nella navigazione satellitare, nonché alle sue ricadute sociali, però il percorso che il provvedimento ha avuto ed il fatto che non abbiamo potuto inserire alcuna proposta nel progetto di legge, ma ci siamo dovuti affidare ad un ordine del giorno, riteniamo renda doveroso, per la serietà del nostro gruppo, esprimere un voto di astensione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Dalla lettura dell'articolato, però, emergono delle incongruenze. Lo Stato mette a disposizione dei fondi, però sappiamo che qualsiasi Governo che è passato per questo Parlamento non ha mai controllato che fine facessero i soldi: insomma, trattandosi dei soldi dei contribuenti, si elargisce senza controllare come le cifre vengono spese.
Queste somme dovranno essere gestite da due enti: in primo luogo l'ASI, che tutti conosciamo e con la quale vi sono stati dei problemi. Io stesso ho più volte espresso, non solo in quest'aula, ma anche in Commissione, perplessità sul suo presidente, il dottor De Julio, per talune questioni emerse in questa legislatura: alcuni colleghi hanno già ricordato l'operazione Space camp, che costituiva un'elargizione di denaro agli amici degli amici.
Sembra che le somme stanziate con questo progetto, visto che non c'è alcun
Io sono fuori da questi giochi, ma vorrei che si sappia che questi soldi, come è previsto nella progettazione, serviranno al mantenimento dei punti di forza - non sappiamo di cosa si tratti -, all'acquisizione di competenze strategiche, alla promozione di sviluppi commerciali e alla localizzazione a Roma della sede dell'Agenzia europea di navigazione satellitare. A tale riguardo vorrei ricordare che una delle regioni più importanti a livello strategico, per quanto riguarda la tecnologia avanzata, è proprio il Piemonte, in quanto a Torino vi è la sede dell'Alenia. L'onorevole Rasi conosce questa realtà e credo che il presidente della regione Piemonte sarebbe contento se questo ente importante e strategico a livello europeo avesse sede a Torino. Ciò anche per motivi di decentramento, dato che non capisco per quale motivo tutto deve avere sede a Roma.
Signor Presidente, annuncio che il mio gruppo voterà a favore di questo disegno di legge, sperando che il Governo prenda in considerazione la mia proposta concernente il decentramento di competenze in Piemonte.
Non solo non sono stati accolti i nostri emendamenti di buonsenso, che avrebbero certamente migliorato il provvedimento, ma sono stati respinti anche quelli relativi al controllo parlamentare sull'utilizzo dei fondi che con esso venivano stanziati. Questo nostro tentativo è stato giudicato dal collego Aloisio, nel suo intervento in discussione generale, un'innocente azione dilatoria per tutelare interessi che non sono né italiani né europei; pur di non accettare modifiche, il collega Aloisio ricorre ad un'accusa che andava in voga nei tempi passati: quella di imputare al sottoscritto e a Rifondazione comunista di essere portatori di interessi di nazioni dove è imperante il male e dove si trama ogni giorno contro il bene. Queste accuse strumentali venivano usate dalla Democrazia cristiana contro le osservazioni critiche dei comunisti: oggi per il collega Aloisio si sono invertiti i ruoli.
È incredibile che nessun deputato del centrosinistra si sia chiesto se questi 600 miliardi siano ben spesi. Il fatto che il provvedimento sia stato blindato ci autorizza ad essere dubbiosi sulla reale volontà di finanziare un progetto utile nonché pessimisti, perché con illimitati controlli parlamentari si aumenta il rischio di finanziare altre cose e magari anche qualche clientela.
I dubbi e le perplessità che anche in altri gruppi si sono manifestati si dice possano essere risolti da un ordine del giorno che impegna il Governo a garantire il Parlamento sulla trasparenza dell'utilizzo di 600 miliardi.
Giudichiamo questa proposta francamente senza futuro non tanto e non solo per il fatto che questo Governo degli ordini del giorno ha sempre fatto carta straccia, ma soprattutto perché fra poche
Con questi 600 miliardi il Parlamento autorizza una ricerca finalizzata a scoprire una cosa che esiste già, che è già funzionante e che è utilizzabile gratuitamente. A questa osservazione, nel corso della discussione sulle linee generali alcuni colleghi hanno contrapposto una valida argomentazione cioè quella che sostiene che i proprietari dei segnali GPS e GLONASS sono i militari americani e russi i quali, in qualsiasi momento, potrebbero spegnerlo privando navi ed aerei ed altri mezzi di trasporto del segnale stesso.
In virtù di tali argomentazioni, l'Unione europea deve darsi una sua autonomia mettendo in orbita una costellazione satellitare di 30 satelliti i quali dovrebbero nel 2008 fornire un segnale cosiddetto di ultima generazione, capace di funzioni più avanzate.
Questa argomentazione si scontra con i fatti i quali dicono che l'Unione europea non ha assunto questa decisione e che solo quattro paesi su quindici sono favorevoli ad investire ingenti quantità di risorse per costruire questa ulteriore costellazione satellitare.
A tale riguardo la vicenda di Nizza e della Carta dei diritti dovrebbe pur insegnare qualcosa a tutti quanti; dovrebbe insegnare che i progetti non condivisi hanno scarse possibilità di realizzarsi.
Molte sono le osservazioni che l'Unione europea ha fatto alla bozza di progetto, non ultima la questione dei ricavi che appare assolutamente evanescente dal punto di vista delle quantità di spesa e di ricavo. Ma la questione più importante riguarda il fatto che il progetto Galileo rischia di venire alla luce e di essere già morto. Vita e morte, in questo caso, poiché stiamo parlando di un segnale utilizzabile civilmente a prevalente scopo commerciale, sono riconducibili all'evoluzione tecnologica e alla perfezione del segnale stesso e quindi alle sue diverse possibilità di impiego.
In tale campo gli americani, disponendo sin dagli anni ottanta di ingenti risorse finanziarie per la costruzione dello scudo stellare, detengono da tempo il monopolio delle conoscenze tecnologiche dei segreti industriali; detengono pressoché il cento per cento del mercato mondiale e di tutto ciò che ne consegue in termini di affari.
Poiché, come è noto, gli americani sono amanti degli affari e ogni volta che qualcuno ha cercato di ridimensionare la loro presenza sul mercato si sono arrabbiati, non pensandoci due volte anche a fare delle guerre - è facile prevedere che nel 2008 saranno già intervenuti con innovazioni sul loro segnale e sulla loro costellazione - tali da garantire loro il mantenimento della supremazia tecnologica che già oggi hanno.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rasi. Ne ha facoltà.
Ritengo sia giusto, mentre la Camera si accinge ad approvare questo progetto d'avanguardia della navigazione satellitare, ricordare questo illustre italiano. Purtroppo, spesso il nostro paese dimentica i propri figli migliori a mano a mano che procede la civiltà; a questa civiltà l'Italia contribuisce in maniera molto nobile e molto consistente. Il programma satellitare europeo interessa tutta l'Europa e avrà ulteriori sviluppi oltre ai numerosissimi cui ha fatto riferimento il relatore Saraca. Il gruppo di Alleanza nazionale aveva alcuni problemi relativamente al monitoraggio presso le Commissioni parlamentari di tutti i passaggi relativi alla gestione del programma. L'ordine del giorno, accettato dal Governo, espresso dalla maggioranza assoluta della Commissione, al di là delle divisioni e delle posizioni politiche abituali, fa sì che si abbia tranquillità sull'adeguatezza, la trasparenza e l'uso specifico delle risorse per il programma satellitare. Considerato che sono state accolte le esigenze espresse dal gruppo di Alleanza nazionale, annuncio il nostro voto favorevole su questo disegno di legge.
Al collega Rossi voglio dire che egli non è il centro del mondo; può darsi che quelle affermazioni non fossero dirette soltanto a lui che probabilmente, in modo involontario, faceva un gioco di lobbying nei confronti di aziende americane.


