SERGIO COLA. In effetti, onorevole Mancuso!
Secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, dicevo, la polemica politica può assumere toni anche aspri purché sia riferita sempre a condotte e fatti attribuibili all'avversario politico e non trasmodi nell'attacco alla persona mediante l'uso del cosiddetto argumentum ad hominem; nella fattispecie, per la verità, l'argumentum ad hominem vi sarebbe, se è vero che, tra le espressioni riferite al sindaco, vi sono le seguenti: «...ha preso parte agli sperperi e alle assunzioni clientelari, strumentalizzato le finanze di un ente strumentale a fini elettoralistici e ha partecipato a speculazioni». Mi sembra che questi siano fatti determinati, che non possono che concernere la persona in modo specifico.
Invece, ciò che si sarebbe dovuto sottolineare, e che dovrebbe indurci ad avere comportamenti analoghi anche in futuro, è che tutta questa polemica si inserisce nell'ambito di un argomento di rilievo effettivamente importantissimo, che riguarda il collegio elettorale. È chiaro, infatti, che il deputato eletto con il sistema maggioritario si trova esposto, anche contro la sua volontà, a determinate polemiche: nel caso particolare, la polemica concerneva l'acquedotto e la sua gestione, cattiva o meno.
Nel corso della discussione in sede di Giunta, ricordai anche gli arresti avvenuti con riferimento a speculazioni, per la verità, non molto trasparenti. L'onorevole Di Fonzo, chiamato in causa, si interessa di un problema del collegio, a prescindere dalla connessione o meno con l'attività parlamentare (ecco, l'interpretazione in questo caso lato sensu dell'attività parlamentare): egli, quindi, non poteva non prendere una posizione, anche se essa si è manifestata, attraverso le sue affermazioni, con toni aspri. Ritengo che tutto questo non possa che essere coperto, appunto, dall'insindacabilità, da interpretare in senso molto più ampio rispetto a quanto è avvenuto sino ad ora.
Ricordiamoci allora di questo precedente e cerchiamo di essere coerenti quando tratteremo situazioni analoghe: con queste precisazioni, che ritengo siano doverose e che sono emerse anche nella discussione svolta in sede di Giunta, mi pronuncio a favore dell'insindacabilità ed annuncio il voto favorevole del mio gruppo.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.