Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 838 del 16/1/2001
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(Dichiarazioni di voto - Doc. IV-quater, n. 164)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.

SERGIO COLA. Signor Presidente, desidero aggiungere alcune precisazioni brevissime, telegrafiche. D'altro canto, mi sono già espresso nel senso dell'insindacabilità e confermo il mio giudizio, ma con alcune specificazioni che ritengo sia il caso di formulare. Non condivido, per la verità, la parte della motivazione nella quale si fa riferimento ad un'attività parlamentare che è stata espletata nell'ambito del sindacato ispettivo al Senato, e non alla Camera, la cui data è peraltro successiva alle affermazioni dell'onorevole Di Fonzo; non condivido neanche l'altra


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notazione con la quale si osserva che, nel caso particolare, secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, che peraltro non condivido...

FILIPPO MANCUSO. Non condividi niente!

SERGIO COLA. In effetti, onorevole Mancuso!
Secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, dicevo, la polemica politica può assumere toni anche aspri purché sia riferita sempre a condotte e fatti attribuibili all'avversario politico e non trasmodi nell'attacco alla persona mediante l'uso del cosiddetto argumentum ad hominem; nella fattispecie, per la verità, l'argumentum ad hominem vi sarebbe, se è vero che, tra le espressioni riferite al sindaco, vi sono le seguenti: «...ha preso parte agli sperperi e alle assunzioni clientelari, strumentalizzato le finanze di un ente strumentale a fini elettoralistici e ha partecipato a speculazioni». Mi sembra che questi siano fatti determinati, che non possono che concernere la persona in modo specifico.
Invece, ciò che si sarebbe dovuto sottolineare, e che dovrebbe indurci ad avere comportamenti analoghi anche in futuro, è che tutta questa polemica si inserisce nell'ambito di un argomento di rilievo effettivamente importantissimo, che riguarda il collegio elettorale. È chiaro, infatti, che il deputato eletto con il sistema maggioritario si trova esposto, anche contro la sua volontà, a determinate polemiche: nel caso particolare, la polemica concerneva l'acquedotto e la sua gestione, cattiva o meno.
Nel corso della discussione in sede di Giunta, ricordai anche gli arresti avvenuti con riferimento a speculazioni, per la verità, non molto trasparenti. L'onorevole Di Fonzo, chiamato in causa, si interessa di un problema del collegio, a prescindere dalla connessione o meno con l'attività parlamentare (ecco, l'interpretazione in questo caso lato sensu dell'attività parlamentare): egli, quindi, non poteva non prendere una posizione, anche se essa si è manifestata, attraverso le sue affermazioni, con toni aspri. Ritengo che tutto questo non possa che essere coperto, appunto, dall'insindacabilità, da interpretare in senso molto più ampio rispetto a quanto è avvenuto sino ad ora.
Ricordiamoci allora di questo precedente e cerchiamo di essere coerenti quando tratteremo situazioni analoghe: con queste precisazioni, che ritengo siano doverose e che sono emerse anche nella discussione svolta in sede di Giunta, mi pronuncio a favore dell'insindacabilità ed annuncio il voto favorevole del mio gruppo.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

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