Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 838 del 16/1/2001
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Si riprende la discussione.

(Discussione - Doc. IV-quater, n. 164)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del deputato Di Fonzo (Doc. IV-quater, n. 164).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dall'onorevole Giovanni Di Fonzo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Ceremigna.

ENZO CEREMIGNA, Relatore. La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Giovanni Di Fonzo con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Lanciano.
I fatti all'origine della vicenda consistono in dichiarazioni del predetto deputato, relative al Consorzio acquedottistico del Chietino, riportate dal quotidiano Il Centro, cronaca di Chieti, del 1o settembre 2000 e in un'intervista del medesimo deputato all'emittente televisiva Rete 8, nella quale l'onorevole Di Fonzo ha mosso delle critiche al sindaco di Lanciano Nicola Fosco. Peraltro in un dibattito televisivo, andato in onda sull'emittente televisiva locale Telemax sempre del 1o settembre 2000, all'invito del sindaco Fosco di moderare i toni, il Di Fonzo aveva ribadito i suoi rilievi.
Per tale esternazione, il sindaco Nicola Fosco lo ha citato in giudizio, dolendosi in particolare di alcune espressioni, quali per esempio: «Forse il sindaco dimentica che il Consiglio è composto da suoi amici di merende che hanno trovato nel centro-destra la protezione per continuare a gestire il Consorzio» (quotidiano Il Centro). E ancora: «[Il sindaco] ha preso parte agli sperperi e alle assunzioni clientelari [del comune di Castelfrentano] e ha strumentalizzato le finanze di un ente strumentale a fini elettoralistici [e ha] partecipato a speculazioni» (rete Telemax).
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 10 gennaio 2001, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Di Fonzo.
Dall'analisi dei fatti, è emerso chiaramente come in questo caso le espressioni usate dal deputato si inseriscano in un contesto prettamente politico-parlamentare. Le espressioni usate dall'onorevole


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Di Fonzo costituiscono infatti una manifestazione del suo esercizio del diritto di critica nei confronti di un soggetto politico-istituzionale avversato per le scelte amministrative e politiche assunte. Occorre sottolineare al riguardo che la materia degli acquedotti è stata oggetto di numerosi atti parlamentari, sia legislativi che non, e in particolare di interrogazioni ai competenti Ministeri tra cui una (la n. 4/12185), presentata proprio sulla cattiva gestione del Consorzio acquedottistico Chietino del senatore Angelo Staniscia, appartenente allo stesso partito dell'onorevole Di Fonzo ed eletto anch'egli in Abruzzo. In tale atto ispettivo si legge testualmente che: «Il presidente pro tempore del suddetto ente, nella persona del sindaco del comune più popoloso compreso nell'ambito ottimale suddetto, cioè il comune di Lanciano, non ha provveduto finora a espletare i compiti a lui affidati dalla legge per rendere operativo l'ente d'ambito; nonostante alcune conferenze preliminari tra i sindaci interessati convocate dal febbraio al luglio scorso, egli non ha a tutt'oggi convocato l'assemblea per l'elezione degli organismi preposti alla gestione, per cui l'ente non può esercitare le sue funzioni (...). I disguidi segnalati, ed altri prevedibili in futuro se dovesse prolungarsi l'attuale situazione di precarietà (...), sono dunque riferibili proprio alla provvisorietà della gestione in atto (...), dovuta ai dissidi interni agli ambienti politici locali del centro-destra e ai loro uomini, in quanto presumibili futuri amministratori dell'ente stesso».
Nel corso dell'esame della richiesta, è risultato chiaro anche che l'onorevole Di Fonzo, nell'esprimere il suo giudizio censorio sull'operato del sindaco, il quale peraltro aveva avuto occasione di indirizzargli pesanti rilievi, dava voce al malcontento esistente nella popolazione del suo collegio circa un problema primario, quale quello dell'approvvigionamento idrico della zona della provincia di Chieti, e circa talune scelte economico-gestionali da parte del consorzio rivelatesi poco oculate. Tanto ciò è vero, che anche il sindaco di Lanciano successivamente si è unito alle voci critiche della gestione del consorzio acquedottistico.
Si può osservare, inoltre, che - come anche la giurisprudenza della Corte di cassazione ha affermato ripetutamente - la polemica politica può assumere toni anche aspri, purché sia riferita sempre a condotte e fatti attribuibili all'avversario politico e non trasmodi nell'attacco alla persona mediante l'uso del cosiddetto argumentum ad hominem. Nel caso in esame appare evidente che le espressioni adoperate dall'onorevole Di Fonzo si siano mantenute entro questo limite.

Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, all'unanimità, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.

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