(Sezione 4 - Istruzione e formazione in materia di nuove tecnologie)
D) Interrogazione:
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
il governatore della Banca d'Italia dottor Antonio Fazio, parlando al cospetto della commissione bilancio della Camera dei deputati, ha affermato: «Proprio quando le nuove tecnologie rendono il capitale umano fattore centrale di sviluppo, l'Italia presenta un deficit di scolarizzazione che non ha riscontro negli altri Paesi industrializzati»;
il livello di istruzione della forza lavoro italiana è per lo più medio-basso, considerando che oltre la metà della popolazione attiva, e per la precisione il 54 per cento, si è fermata alla scuola dell'obbligo;
in tempi di nuova economia e di opportunità per profili professionali con
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alti livelli di competenza tecnica, una condizione quale quella denunciata dal governatore della Banca d'Italia rappresenta un gap pericolosissimo, e per di più destinato ad eccentuarsi, nei confronti dell'Europa;
si osserva, in buona sostanza, che il passaggio dalla catena di montaggio al terziario avanzato ha visto sostanzialmente inalterato il livello di istruzione della forza lavoro;
la percentuale dei laureati tocca l'11 per cento ed è fra le più basse dei paesi Ocse, ed anche la quota dei diplomati, che non va oltre il 34 per cento, è decisamente scarsa;
fra l'altro è da osservarsi che in Italia non si è ancora sviluppato un livello di istruzione terziaria non universitaria e tale circostanza rende ancora più profondo il divario fra l'Italia ed il resto del mondo occidentale;
secondo una speciale classifica, l'Italia figura purtroppo soltanto al terz'ultimo posto, seguita soltanto da Portogallo e Spagna, dove rispettivamente il 76 per cento ed il 62 per cento della forza lavoro non è andata oltre la scuola primaria;
dovremo competere - ed è facile prevedere con quali risultati - con Paesi come il Canada, dove tra dottorati e titoli di studio parauniversitari si arriva al 53 per cento della forza lavoro, o come gli Usa o i Paesi Bassi, ove i laureati rappresentano rispettivamente il 28 per cento ed il 27 per cento della forza lavoro;
la situazione in cui versa il nostro Paese è estremamente grave e lascia intravedere, se non urgentemente corretta, gravi conseguenze dal punto di vista della competitività del sistema Paese;
anche gli sforzi nel senso della formazione professionale, pur se positivi, non possono eliminare le gravi carenze di base evidenziate dal governatore della Banca d'Italia dottor Antonio Fazio;
s'impone una profonda riflessione, di concerto con gli altri dicasteri interessati, atteso che le grandi sfide dell'economia verranno vinte (o perse) nel breve volgere di qualche anno e che, dunque, anche le riforme dei cicli scolastici, ammesso (e non sempre concesso) che producano effetti positivi, produrranno risultati quanti-qualitativamente significativi e rilevanti in un arco temporale medio-lungo -:
se non ritenga di dover elaborare un piano urgente, organico e strategico, di concerto con gli altri dicasteri interessati, per tentare di porre riparo ad una situazione che rischia di porre, nel breve volgere di qualche anno, il nostro Paese al di fuori delle grandi sfide dell'economia globalizzata. (3-05972)
(5 luglio 2000)