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PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
SERGIO SOAVE, Vicepresidente della VII Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta di legge in esame riguarda un tema certamente rilevante e, tuttavia, risente in parte della frammentarietà e della lentezza dei nostri lavori, per cui è stata pensata, concepita e scritta in termini che sono stati via via superati dalla legislazione successiva. L'onorevole Sbarbati partiva da una condivisibile preoccupazione relativa alla diffusione della cultura musicale e coristica nella scuola secondaria, sia inferiore sia superiore, e si preoccupava del finanziamento di istituti ed enti di formazione nel settore delle arti musicali, che vivono in condizioni di difficoltà, nonché del conservatorio di musica Rossini e della fondazione Rossini di Pesaro.
sul quale fondare i successivi lavori, esse sono superate sia dalla riforma sul riordino dei cicli sia dal fatto che la legge sui precari, a sua volta, disciplina l'assunzione in termini diversi. Essa non prevede la suddetta fattispecie, rispetto alla quale, quindi, si dovrebbe prevedere una deroga.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il ministro della pubblica istruzione.
TULLIO DE MAURO, Ministro della pubblica istruzione. Signor Presidente, condivido ampiamente le osservazioni che sono state fatte. Credo che l'intero testo vada ripensato e rimaneggiato dalla stessa relatrice per coordinarlo meglio con la legislazione vigente.
PRESIDENTE. La prima iscritta a parlare è l'onorevole Napoli. Ne ha facoltà.
ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, sinceramente non siamo riusciti a comprendere - ed anche gli interventi dell'onorevole Soave, che sostituisce la relatrice, e dello stesso ministro me ne danno atto - come mai questo provvedimento sia stato calendarizzato oggi per l'Assemblea, quando esso ha ultimato il suo iter in VII Commissione (Cultura) nel lontano settembre 1999.
sperimentali attualmente in corso nella scuola media e negli istituti di istruzione secondaria superiore. Del patrimonio di esperienza didattica acquisito dai docenti reclutati per gli attuali corsi sperimentali occorrerebbe servirsi nell'attuazione della nuova area. È stato persino soppresso a suo tempo in Commissione l'originario comma 2 dell'articolo 1 dove veniva fatto specifico riferimento alla necessità di uno speciale concorso per titoli per l'assegnazione degli insegnamenti musicali, pur sapendo che sono stati messi al bando gli attuali insegnanti di strumenti musicali, per i quali necessiterebbe una specifica classe di concorso.
lasciati dallo stesso allo scopo di attivare una scuola musicale a Pesaro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Rossetto. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE ROSSETTO. Signor Presidente, credo non sia necessario aggiungere molto agli interventi svolti dai colleghi Soave e Napoli e dal ministro.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Soave, vicepresidente della VII Commissione, in sostituzione del relatore, onorevole Sbarbati.
La proposta di legge consta sostanzialmente di due articoli. Nell'articolo 1 si disciplinano le questioni a cui ho prima accennato; nell'articolo 2 si affrontano le questioni relative ai settori delle arti musicali e all'opera Rossini. Per quanto riguarda l'articolo 1, i propositi dell'onorevole Sbarbati, a mio avviso, sono stati completamente colti da altre leggi: per esempio, per l'istruzione e la formazione musicale e coreutica nella scuola secondaria superiore, lo stesso articolo rimanda all'approvazione della legge sui cicli scolastici. Tale legge, appunto, è stata approvata: essa prevede un liceo musicale e quanto auspicato dall'onorevole Sbarbati, che del resto quella legge ha sostenuto in Parlamento.
Per quanto riguarda la scuola media, la legge n. 440 finanzia le attività per le scuole che vogliono caratterizzarsi in questo modo. Per quanto attiene, invece, le accademie, ricordo che alcune questioni ad esse inerenti sono state disciplinate da leggi precedenti sotto il forte impulso dell'onorevole Sbarbati e ormai sono di competenza del Ministero dell'università e della ricerca scientifica. Anche per quanto riguarda questioni di dettaglio, ad esempio la soluzione - giustamente prevista all'epoca - per i corsi e per gli indirizzi degli istituti di istruzione secondaria di affidare gli insegnamenti a docenti da assumere con rapporto di lavoro a tempo determinato, al fine di ottenere un quadro più certo, attraverso la sperimentazione, e
Pertanto, l'articolo 1 dovrà essere sintetizzato, per un verso, e rivisto, per altro verso, alla luce delle acquisite leggi che, al tempo della formulazione del disegno di legge, non erano state ancora varate. Alcune di esse erano all'orizzonte, quindi da parte dell'onorevole Sbarbati era anche legittimo pensare che non sarebbero mai giunte a conclusione.
Per quanto riguarda l'articolo 2, si prevede un sostegno finanziario volto a valorizzare l'opera di istituti ed enti che, operando sia all'esterno sia all'interno del sistema istituzionale di formazione, per così dire, nel settore delle arti musicali e visive, svolgono anch'essi una funzione altrettanto formativa in senso ampio e con risultati generalmente riconosciuti e apprezzati. I criteri per l'individuazione dei predetti istituti ed enti sono demandati al decreto del ministro della pubblica istruzione di concerto con il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Su tale aspetto naturalmente si può discutere, con l'avvertenza che, ad esempio, esiste un atto Senato giunto alla Camera in seconda lettura (atto Camera n. 7307) oggi all'esame della VII Commissione, che all'articolo 32 fa riferimento esattamente alla stessa materia o di materia largamente sovrapponibile. Quindi, anche per la prima parte dell'articolo 2 si pone un problema di coordinamento. Resta la questione specifica del conservatorio di musica Gioacchino Rossini e dell'ente denominato fondazione Rossini; si tratta di due istituzioni autonome che perseguono scopi diversi, con diverse risorse finanziarie: la prima con fine di istruzione musicale è incardinata nel sistema scolastico; la seconda con il fine di esaltare la figura e la memoria del grande maestro pesarese ha attinenza maggiormente con le finalità del recupero dei beni culturali e di altro Ministero.
Fin dal 1940 esistono convenzioni che riguardano le suddette istituzioni e obblighi sanciti dalle stesse. Vi è un elemento di novità, intervenuto con la legge n. 23 del 1996 che, in un riassetto generale delle competenze passive in ordine alla fornitura e gestione di locali scolastici ha posto a carico delle province quelle concernenti gli edifici sede dei conservatori di musica. A tale proposito vi è una complicata questione che l'onorevole Sbarbati chiarisce nella relazione, tale per cui non è così agevole finanziare e sostenere gli immobili della fondazione Rossini. Da questo punto di vista, quindi, rimangono in vita le finalità del provvedimento volte ad assicurare il contributo di 500 milioni annui, che nella proposta era previsto per il 1999 e per il 2000 (a questo punto bisognerà verificare se tale data rimarrà ferma). Per gli stessi anni è previsto un contributo di 150 milioni per le esigenze di funzionamento; quindi, in totale si tratta di 650 milioni, di cui 50 milioni per il conservatorio di Fermo, già sede distaccata del conservatorio Rossini.
Questo è il provvedimento che oggi viene all'attenzione dell'Assemblea, in un periodo molto successivo a quello in cui fu concepito, pensato e presentato. Credo, quindi, che, insieme ai colleghi della Commissione e del Comitato dei nove e naturalmente con il concorso dell'onorevole Sbarbati, quando sarà presente, dovremo pensare ad un intervento emendativo fortemente modificativo per cercare di salvare la sostanza di quel progetto di legge che non è stata ancora colta da altre leggi che sono largamente intervenute proprio sui territori esplorati dall'onorevole Sbarbati.
Per quanto riguarda un aspetto particolare, quello che motivava i passi iniziali del progetto, ai tempi di Ciampi ministro del tesoro, cioè l'integrazione nell'attività della scuola di attività teatrali e musicali, è stata già opportunamente richiamata la legge n. 440. Oggi abbiamo un'imponente attività collaterale che consente di conseguire crediti, spesso molto ben integrata con le attività di insegnamento ordinario e con produzioni ben visibili. Ad esempio, ormai da tre anni si tiene annualmente la giornata della musica, alla quale partecipano, portando le capacità maturate, giovani provenienti da tutte le scuole italiane selezionati proprio a questo fine.
Il lavoro va avanti e, se si voleva che il mondo del teatro, della musica e della danza non fosse più estraneo all'orizzonte di attività delle nostre scuole, ciò oramai è già reale, a parte la normativa che consente tutto ciò e con la quale evidentemente occorre coordinare meglio questo testo di legge.
Già allora ha visto la contrarietà del gruppo di Alleanza nazionale che oggi è aumentata per le motivazioni che brevemente cercherò di esporre e che sono pressoché analoghe a quelle svolte dallo stesso relatore.
Il disegno di legge presentato nel giugno 1998 reca il titolo «Interventi nel settore della formazione nelle arti musicali, visive e coreutiche» ma, anziché prevedere gli interventi necessari in tale settore in termini di formazione contiene prioritariamente interventi di sostegno economico per istituti ed enti e in particolare per la provincia di Pesaro e Urbino e per il conservatorio di musica Rossini di Pesaro. Innanzitutto il testo, se approvato, come ha evidenziato l'onorevole Soave, non solo contribuirebbe al processo di frammentazione del corpus legislativo in materia di istruzione, vanificando l'opera di unificazione e di riordino effettuata con il testo unico, ma sarebbe senza dubbio privo dei caratteri di continuità tanto con la legge n. 30 del 2000, relativa al riordino dei cicli scolastici, quanto con la legge n. 508 del 1999 relativa alla riforma delle accademie e dei conservatori. Il provvedimento mancherebbe ancora del necessario collante con la disciplina delle attività musicali (atto Camera n. 7307), già approvato dal Senato e attualmente in discussione presso la Commissione cultura.
Ricordo, per esempio, che durante la discussione della già richiamata legge n. 508 del 1999 relativa alla riforma delle accademie e dei conservatori ci è stato impedito in questo ramo del Parlamento da parte del Governo di raccordare la formazione musicale e coreutica nelle fasce dell'istruzione primaria e secondaria per rinviarla alla legge del riordino dei cicli scolastici. Lo stesso testo licenziato dalla Commissione e oggi in discussione, all'articolo 1, comma 2, per quanto riguarda il personale fa riferimento alla futura legge quadro in materia di riordino dei cicli scolastici, che oggi è legge dello Stato. Quest'ultima articola il sistema di istruzione nel ciclo primario, che assume la denominazione di scuola di base della durata di sette anni e abolisce l'attuale scuola media che, invece, continua ad essere menzionata nel testo stesso, e nel ciclo secondario che assume la denominazione di scuola secondaria della durata di cinque anni, la quale si articola anche nell'area artistica e musicale. Questa nuova area dovrà essere strutturata dal Ministero della pubblica istruzione nell'ambito del quadro generale della normativa di riordino e non ha quindi senso alcuno che si trasferiscano in questo momento ad ordinamento le iniziative
Non sarebbe poi assolutamente veritiera la parte della relazione tecnica che accompagna il disegno di legge governativo laddove fa riferimento agli oneri relativi al personale, specificando che sostanzialmente si tratterebbe di consolidare una spesa già attualmente sostenuta per le sperimentazioni di educazione musicale. Di fatto, se valutassimo attentamente le tabelle allegate alla relazione tecnica, ci accorgeremmo che per l'attuazione del provvedimento in discussione occorrerebbero negli anni l'inserimento di nuovi insegnanti nonché l'acquisizione di strumenti, il tutto con automatici oneri aggiuntivi per lo Stato ed anche in contrasto con le ultime leggi finanziarie che prevedono la riduzione degli organici del personale insegnante. Per quanto riguarda l'articolo 2 del disegno di legge, lasciatemi dire che esso appare alquanto demagogico e, se vogliamo, legato a scopi di natura elettoralistica. Infatti, mi sembra strana la calendarizzazione del provvedimento in aula a distanza di un anno e mezzo dal termine dell'iter in Commissione cultura.
Il provvedimento prevede, all'articolo 2, interventi di sostegno ad istituti ed enti non statali che svolgono attività di alta formazione, promozione, ricerca e sviluppo nel settore delle arti visive e musicali. A parte il collegamento che è stato già riferito tanto dal ministro, quanto dall'onorevole Soave, va detto che nel provvedimento è contenuta la solita delega senza alcun limite, in base alla quale vari ministri dovrebbero individuare gli istituti e gli enti destinatari dei contributi. A nostro avviso, non spetterebbe al Governo designare gli istituti e gli enti in questione: nella delega sarebbe almeno necessaria la definizione di alcuni - diciamo così - paletti, altrimenti potrebbero nascere sospetti, che non credo siano auspicabili, soprattutto in questo particolare momento.
Ancor più grave è il contenuto degli ultimi commi dell'articolo 2: è vero - come è stato giustamente affermato dall'onorevole Soave - che esso riguarda la concessione di fondi tanto al conservatorio musicale «Gioacchino Rossini» di Pesaro, quanto all'omonima fondazione; tuttavia, è altrettanto vero - ritengo che il Parlamento non possa lasciar correre al riguardo - che è in atto un contenzioso che si trascina da molto tempo tra la fondazione Gioacchino Rossini ed il conservatorio di Pesaro. Infatti, la fondazione Gioaccchino Rossini, istituita nel 1940 a seguito della convenzione stipulata tra lo Stato e gli enti locali di Pesaro per il trasferimento allo Stato del liceo musicale fondato nel 1869 per volontà di Gioacchino Rossini, ha il compito di gestire il patrimonio già appartenente al liceo musicale Rossini e di concorrere al funzionamento del conservatorio musicale. Tale conservatorio - ritengo che ciò sia a conoscenza di tutti noi - necessita di urgenti interventi; tuttavia, l'assegnazione di fondi alla provincia di Pesaro e Urbino non solo non ne consentirebbe l'immediato uso, ma creerebbe un ulteriore contrasto nel complesso contenzioso in atto tra la fondazione e il conservatorio. Di fronte alla situazione di oggettivo pericolo in cui versa la sede del conservatorio, non si capisce perché lo Stato non possa intervenire direttamente su una struttura di propria competenza, evitando così ulteriori complicazioni burocratiche e ritardi nei lavori.
Tra l'altro, la fondazione Gioacchino Rossini non ha a tutt'oggi uno statuto di amministrazione, né è stata definita la sorte dei residui beni di Gioacchino Rossini,
Come stavo dicendo, il provvedimento accentua l'attuale contenzioso in quanto prevede tra l'altro, nell'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 2, che le disponibilità eventualmente eccedenti, alla fine dell'esercizio, possano essere destinate, nell'esercizio successivo, a spese per lavori di restauro dell'edificio e di conservazione dei beni mobili di proprietà della fondazione Gioacchino Rossini di Pesaro. A mio avviso occorrerebbe separare, più che incrementare, i legami tra il conservatorio, che è scuola di Stato, e la fondazione, che ha assunto, come ha ricordato l'onorevole Soave, ormai di fatto un ruolo estraneo alla vita delle istituzioni scolastiche.
Per quanto detto ed anche alla luce del lungo periodo intercorso fra il 14 settembre 1999 - data della sua ultima definizione in Commissione - ed oggi, periodo che ha visto diverse innovazioni, ritengo che il provvedimento necessiti di irrinunciabili forme di coordinamento e pertanto il mio gruppo chiede che venga rinviato in Commissione per un'attenta valutazione.
Se avessimo dovuto valutare il disegno di legge così com'era, avremmo dovuto esprimere i giudizi che la collega Napoli ha formulato nel disegnare quello che sarebbe stato uno scenario di aumentata complessità legislativa, una volta approvato questo progetto di legge. Naturalmente, noi eravamo e siamo favorevoli agli obiettivi di fondo che il disegno di legge si proponeva: in realtà, il vero motivo del contendere, o comunque l'aspetto sul quale dovremo ragionare, è rappresentato dall'articolo 2, che concerne il conservatorio.
In conclusione, anche il gruppo di Forza Italia chiede che il provvedimento venga rinviato in Commissione per una valutazione più approfondita di questo articolo.


