Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 832 del 22/12/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A. C. 7328-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Eravamo d'accordo che le dichiarazioni di voto si sarebbero tenute domani e c'era un forte movimento di telespettatori che volevamo ascoltarle. Penso però che possiamo deluderli e procedere stasera alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l'onorevole Sbarbati. Ne ha facoltà.

LUCIANA SBARBATI. Chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza, onorevole Sbarbati.
La Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna anche del testo delle dichiarazioni di voto dei deputati Soro, Liotta, Pagliarini e Chiamparino, che ne hanno fatta richiesta.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Intervengo solo per annunciare il mio voto contrario e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza, onorevole Bono.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Manzione. Ne ha facoltà.

ROBERTO MANZIONE. Preannuncio anch'io il voto favorevole dell'UDEUR e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza, onorevole Manzione.
La Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna anche del testo della dichiarazione di voto del deputato Villetti, che ne ha fatta richiesta.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.

MARA MALAVENDA. Dichiaro il mio voto contrario e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Malavenda.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone Delfino. Ne ha facoltà.

LEONE DELFINO. Annuncio il mio voto contrario e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza onorevole Delfino.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, i repubblicani hanno giudicato inadeguata la legge finanziaria nella sua prima stesura ed hanno deciso di assumere una posizione di astensione, che hanno manifestato. Naturalmente, il contenuto delle modifiche apportate dal Senato è peggiorativo e quindi, certamente, non possiamo che confermare questo voto di astensione.
Richiamo l'Assemblea alle dichiarazioni rese questa mattina dal Presidente del Consiglio, professor Amato, il quale, in un'intervista ad un quotidiano ha detto che, pur non avendo esaminato a fondo le cifre rese note dalla Confindustria nei giorni scorsi, egli giudica non infondato il rischio di un aumento del fabbisogno pubblico ed aggiunge che lo spettacolo offerto con la finanziaria è molto allarmante. E questo spettacolo lo conferma.
Per questo motivo, signor Presidente, non possiamo che confermare questo voto. Vorrei mettere in guardia i colleghi della coalizione del centrosinistra che, tenendo questo atteggiamento, non fanno che rendere più certa la decisione dei repubblicani di lasciare questa coalizione (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Federalisti liberaldemocratici repubblicani, di Forza Italia, di Alleanza nazionale, della Lega nord Padania e misto-CCD).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni. Ne ha facoltà.

STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Rinnovamento italiano e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carazzi. Ne ha facoltà.

MARIA CARAZZI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei Comunisti italiani e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Testa. Ne ha facoltà.

LUCIO TESTA. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del gruppo dei Democratici-l'Ulivo e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alessandro Rubino. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO RUBINO. Signor Presidente, chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.


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TERESIO DELFINO. Signor Presidente, annuncio il voto contrario della componente del CDU del gruppo misto e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scalia. Ne ha facoltà.

MASSIMO SCALIA. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei Verdi e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonato. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONATO. Signor Presidente, annuncio il voto contrario di Rifondazione comunista e chiedo che venga autorizzata la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, volevo solo dichiarare il mio voto contrario e l'inutilità di qualsiasi dichiarazione, sia scritta che orale.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
Avverto che dopo il voto finale sulla legge finanziaria, si passerà al voto sul disegno di legge di bilancio.
Colleghi, ci sono alcune correzioni formali che ci sono pervenute dal Senato, che ora vi leggerò.
A pagina 59, articolo 28, al comma 7, al quarto rigo, le parole: «al comma 10» devono leggersi come «al comma 6»;
a pagina 150, articolo 75, al comma 5, al settimo rigo, dopo le parole: «sul reddito di attività» deve intendersi aggiunta la parola: «lavorativa»;
a pagina 182, articolo 85, al comma 4, le parole: «dei precancerosi» devono leggersi come: «delle precancerosi»;
a pagina 255, articolo 118, al comma 6, lettera b), dopo le parole: «del codice civile», deve intendersi aggiunta la parola: «concessa»;
alla pagina LII, Tabella C, alla voce «Legge n. 163 del 1985» i capitoli «4303» e «8212» devono leggersi, rispettivamente, «4303/p» e «8212/p».

ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, ho chiesto di avere una copia del coordinamento formale da dieci minuti e non l'ho ancora ricevuta. Capisco che siamo tutti stanchi, ma non ritengo corretto che noi prendiamo solo atto di questo coordinamento che lei definisce formale e che io personalmente non giudico tale.
Innanzitutto, ci è stato confermato che dobbiamo cambiare alcuni commi con altri. I contenuti dei commi sono sicuramente diversi gli uni dagli altri; che lei poi ritenga che questi siano solo errori formali non ci trova assolutamente d'accordo. Un altro esempio è quello di scambiare le precancerosi (cioè malattie) con i precancerosi, che sono i pazienti: se per voi della maggioranza questo è un errore da poco, sanabile come errore formale, non siamo assolutamente d'accordo.
Molte altre cose che lei ha letto sono difficilmente comprensibili. Abbiamo avuto anche un'anticipazione dal sottosegretario Giarda il quale prima pensava fosse logico inserire una frase aggiuntiva perché il Senato si era dimenticato di riportarla nel testo.


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Tutto questo quadro dà un'idea di come siano approssimativi ed irrispettosi i modi di procedere che caratterizzano la maggioranza.
Presidente, non siamo assolutamente d'accordo con questo tipo di coordinamento formale, il quale serve solo ed unicamente a voi per evitare un ulteriore passaggio al Senato, che sarebbe assolutamente doveroso (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Non siamo assolutamente d'accordo - ripeto - e sicuramente non è questa una strada giusta, rispettosa delle opposizioni, democratica.
Se lei ritiene che sia opportuno procedere in questo modo, passerà alla storia, oltre che come un Presidente di grandissime capacità e grandissima resistenza, qualità personali che occorre riconoscerle, anche come Presidente che ha aperto la strada ad un utilizzo del regolamento e delle norme in generale che non è assolutamente rispettoso del confronto politico (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Non si tratta di coordinamento formale della Camera, ma del Senato. Il Senato ci ha informato che nel messaggio c'erano alcuni errori ed io ho il dovere di informarmi del testo inviato dal Senato: il Senato ha inviato queste correzioni nel corso della giornata di oggi ed io vi ho informato.

BEPPE PISANU. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEPPE PISANU. Signor Presidente, dalle sue dichiarazioni si deve dunque trarre la conclusione che ci stiamo sostituendo al Senato della Repubblica nell'apportare queste correzioni al testo.

PRESIDENTE. Mi ascolti, onorevole Pisanu: ho detto che il Senato ci ha inviato queste correzioni ed io ne ho dato lettura. Non ci siamo sostituiti al Senato.

BEPPE PISANU. Il Senato si è accorto a cose fatte, cioè a documenti già consegnati alla Camera, di aver commesso degli errori di carattere formale, ma a quegli errori deve rimediare il Senato, non noi.

PRESIDENTE. Onorevole Pisanu, lei continua a non intendermi. Il Senato ci ha inviato un messaggio, rivedendolo si è accorto che c'erano errori di stampa ed io ve ne ho dato comunicazione. Cosa avreste voluto che facessi?
Ricordate cosa diceva Lutero: giuristi cattivi cristiani.

PAOLO ARMAROLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO ARMAROLI. Ho appreso in questo momento che oggi pomeriggio il Senato ci ha trasmesso alcune correzioni formali del testo. Noi abbiamo cominciato a votare stamattina, allora vorrei sapere da lei se le correzioni inviate oggi pomeriggio dal Senato riguardino anche articoli che abbiamo votato stamattina; se così è, infatti, abbiamo votato un testo diverso da quello che avrebbe dovuto essere. Abbiamo presentato emendamenti su un'altra cosa...

PRESIDENTE. Non è così.

PAOLO ARMAROLI. È così. Se lo avesse inviato ieri sera...

PRESIDENTE. Colleghi, se volete, possiamo ricominciare da capo.

PAOLO ARMAROLI. Lei ha capito benissimo la questione, perché è troppo intelligente per non capire. Se il Presidente del Senato le avesse inviate ieri sera, nulla quaestio, ma avendolo inviato oggi pomeriggio, stamattina abbiamo votato un testo sbagliato.

PRESIDENTE. Si trattava di correzioni puramente formali.


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ROCCO BUTTIGLIONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROCCO BUTTIGLIONE. Signor Presidente, siamo tutti stanchi e nervosi (Commenti), ma la questione che dobbiamo affrontare è grave. Vorrei capire che testo abbiamo votato nel corso di questa giornata e se il testo che ha ricevuto i nostri voti sia quello che diventa legge dello Stato.
Se il testo che noi abbiamo votato è diverso da quello che diventa legge dello Stato, cade il principio fondamentale della sovranità del popolo e della sovranità del Parlamento (Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo).

PIER FERDINANDO CASINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIER FERDINANDO CASINI. Presidente, naturalmente, nessuno di noi a quest'ora della seduta intende attuare manovre dilatorie che sarebbero semplicemente ridicole. Tuttavia, mi permetto di dire e di sottoporre alla sua attenzione le parole che il presidente Pisanu, i colleghi Armaroli e Buttiglione e prima ancora il collega della Lega hanno pronunciato. Io credo che siano parole niente affatto da minimizzare e credo che quello che si è verificato - non per responsabilità sua o degli uffici della Camera, evidentemente - sia qualcosa di grave su cui noi esprimiamo - e crediamo di doverlo fare in quest'aula, a quest'ora e non domani - un giudizio molto severo.
Noi crediamo che quello che è capitato sia un fatto assai grave. Vogliamo capire se il coordinamento formale si sia soffermato su parti sostanziali o - come dice invece la dizione stessa - solo su fatti puramente tecnici e ininfluenti in termini politici.
È chiaro che non è un approfondimento che possiamo fare oggi; adesso voteremo così come era previsto che votassimo. Tuttavia, agli atti di questa seduta della Camera deve risultare una protesta forte per un metodo assolutamente inaccettabile, perché il Senato può permettersi di sbagliare su tante cose, ma non può permettersi di sbagliare in momenti così importanti per la vita della Camera dei deputati e dello stesso Senato.
Signor Presidente, la prego pertanto di prendere atto che qui nessuno di noi ha voglia di perdere tempo; tutti vogliamo andare a casa, ma il nostro giudizio è molto severo e molto chiaro (Applausi dei deputati del gruppo misto-CCD).

PRESIDENTE. Onorevole Casini, so bene, per carità, che nessuno intende perdere tempo e comprendo la complessità della questione (ci mancherebbe altro). Voglio dire però che innanzitutto si è fatta una confusione tra il coordinamento formale nostro, che non avrebbe ragione d'essere perché, non essendo stato modificato alcun articolo, non vi è alcun coordinamento formale nostro e la comunicazione che io ho fatto all'Assemblea di quello che il Senato ci ha trasmesso, ferme restando tutte le obiezioni politiche che si possono fare.

GUSTAVO SELVA. Presidente...

PRESIDENTE. Un attimo, mi lascia finire di parlare?
Devo dire che, essendomi pervenuto questo testo prima che votassimo l'articolo 145, ricorderete che vi ho informato delle modifiche che erano intervenute su tale articolo. Le altre modifiche riguardavano articoli già votati in precedenza e quindi, perciò, li ho detti alla fine.
Ora, a questo punto, il diritto parlamentare, trattandosi di correzioni che il Senato ci dice formali e tali devo considerare (non posso infatti entrare nel merito di valutazioni fatte dall'altro ramo del Parlamento), ci dice che la votazione sana questo tipo di questioni.


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Io non mi nascondo assolutamente i problemi che avete posto, però la votazione se c'è sana questo tipo di questione. Si tratta di una questione - ripeto - che non riguarda questo ramo del Parlamento, ma l'altro ramo del Parlamento.

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