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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 156 nel testo della Commissione,
identico a quello approvato dal Senato e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis-B sezione 126).
Nessuno chiedendo di parlare, chiedo al relatore di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. E il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Concordo con il relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Chiappori 156.1.
SILVIO LIOTTA. Signor Presidente, colleghi, intervengo in particolare per fare appello a decisioni che nella scorsa legislatura ci hanno visto insieme con i colleghi della maggioranza affrontare il tema dell'EFIM nel corso di alcuni approfonditi incontri. C'erano il sottosegretario Solaroli, l'onorevole Guerra e l'onorevole Carazzi. Esaminando la complessa vicenda dell'EFIM abbiamo potuto constatare come essa rappresentava allora già un elemento di grave disturbo nella prospettiva di una revisione della situazione ai fini di possibili ripercussioni negative sui conti pubblici. Abbiamo più volte incontrato il professor Preghieri e pur avendo egli più volte fornito una serie di elementi, la Commissione è rimasta molto perplessa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI. Ho solo poche cose da aggiungere a quanto già detto dal collega Liotta. Desidero ricordare che la vicenda EFIM esplose nel 1992-1993, quando era Presidente del Consiglio l'attuale Presidente del Consiglio, professor Giuliano Amato. Il tentativo di evitare di onorare gli impegni dello Stato verso le banche estere di allora fu uno degli elementi che determinarono il crollo della lira e la sua uscita dal sistema monetario europeo, nonché 50 mila miliardi - l'attuale Presidente della Repubblica era governatore della Banca d'Italia - di perdite delle nostre riserve valutarie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parrelli. Ne ha facoltà.
ENNIO PARRELLI. Signor Presidente, ero orientato ad astenermi nella votazione
di questo articolo ma devo far presente ai colleghi che la modifica introdotta dal Senato attiene non alla generalità dei debiti e dei presunti crediti (tali sono infatti a mio avviso) delle società che l'EFIM incorpora, ma solo al periodo del liquidatore. Ciò comporta una differenza sostanziale perché il liquidatore, per definizione e nei fatti, non può gestire le società in chiave produttiva, vale a dire, per esempio, assumendo nuove iniziative economiche; può solo pagare i debiti, tant'è che con il richiamo all'articolo 5, così circoscritta la norma, è stata messa a disposizione la somma per pagare i debiti delle società. Cosa succede allora? La compensazione, impropriamente chiamata estinzione, non può che risolversi nella cancellazione dei crediti che lo Stato avanza e che dovrebbe pagare a se stesso, essendo queste società statuali. Così posto il problema, ero portato comunque ad astenermi. Se non che, permettetemi una considerazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione degli emendamenti Giancarlo Giorgetti 156.2, Bono 156.6, Giancarlo Giorgetti 156.3 e Manzoni 156.4, di identico contenuto normativo.
GIANCARLO PAGLIARINI. Presidente, il comma 8 dell'articolo 156 prevede l'estinzione dei debiti che l'EFIM ha nei confronti dello Stato. Voglio ricordare che in quest'aula, il 16 novembre scorso, è stato approvato un emendamento che aveva questo contenuto. L'emendamento discusso in quest'aula il 16 novembre recava la firma dell'onorevole Giancarlo Giorgetti e, dopo un lungo dibattito, è stato approvato, per la precisione con 385 voti favorevoli e 6 voti contrari. Adesso il Senato ha reintrodotto lo stesso testo, con una piccola modifica ma sostanzialmente uguale, e con lo stesso effetto di rendere non più possibili le eventuali cause contro il commissario liquidatore, gli amministratori dell'EFIM e tutti coloro che hanno combinato questo disastro. Noi riproponiamo di eliminarlo: votate come volete, colleghi, ma se non approverete questo emendamento, oggi voterete in un modo, mentre il 16 novembre, sullo stesso identico argomento, avrete votato in modo diverso! Questo non mi sembra né serio né dignitoso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carlo Pace. Ne ha facoltà.
CARLO PACE. Signor Presidente, giustamente l'onorevole Pagliarini ha ricordato
che questo ramo del Parlamento si era già pronunciato su tale questione con una notevolissima convergenza e, tra l'altro, con il fattivo intervento degli onorevoli Parrelli e Manzoni. Non vorrei che la scarsa qualità delle motivazioni che io e i miei colleghi riusciremo ad apportare ad una causa giusta condanni la stessa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlo Giorgetti 156.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 156.
NICOLA BONO. Onorevoli colleghi, ci sono varie scuole di pensiero per votare a favore di questo articolo e mi pare che tutte siano state rappresentate tra la prima e la seconda lettura. L'ultima, che abbiamo ascoltato poco fa, mi è sembrata la più ardita rispetto alla portata del provvedimento. La verità è che non si vuole ammettere che siamo davanti ad una vera e propria vergogna di carattere legislativo (Applausi di deputati del gruppo della Lega nord Padania). Infatti, da qualche anno a questa parte, non si era mai assistito, o quasi mai - devo dire che ogni tanto nella prima Repubblica questo avveniva, ma nella condizione istituzionale attuale stiamo cominciando a prendere i vecchi vizi, che sarebbe stato opportuno accantonare per sempre -, all'introduzione per legge dei colpi di spugna. Si
badi bene, non solo e non tanto un colpo di spugna, di carattere economico, con la cancellazione di 9 mila miliardi dati dallo Stato, per legge, al liquidatore dell'EFIM per pagare i debiti contratti dalla società e chiudere la partita, quanto un colpo di spugna in ordine alle responsabilità penali e contabili del liquidatore e dei precedenti amministratori. Non si può fare finta che la questione non sia chiara: deve essere chiaro che chi vota a favore del mantenimento del comma 8 dell'articolo 156 vuole fare un'amnistia di fatto nei confronti di alcuni ordinari delinquenti che hanno utilizzato il denaro pubblico per interessi privati e personali. (Applausi di deputati del gruppo della Lega nord Padania)
PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Da parte dei rappresentanti dell'opposizione sono state fatte affermazioni molto gravi su questa materia. A nome del Governo, devo dire che tutte le affermazioni pesanti che sono state fatte su questo tema sono infondate e derivano da una inesatta e inappropriata lettura del testo della legge (Applausi dei deputati dei gruppi Democratici di sinistra-l'Ulivo, Popolari e democratici-l'Ulivo, i Democratici-l'Ulivo e UDEUR).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.
Oggi torna al nostro esame la norma relativa all'EFIM. Ci ha colpito in modo particolare il fatto che il Governo abbia ripresentato al Senato - ne aveva titolo trattandosi di una norma respinta alla Camera - una norma che determina che i crediti e i debiti dell'EFIM e delle società elencate nei commi 1 e 2 siano estinti alla data di entrata in vigore della presente legge. Complessivamente sono stati trasferiti all'EFIM più di 8 mila miliardi. Non è pensabile che per legge venga definita una compensazione tra crediti e debiti di enti e società ad essi collegate dello Stato nei confronti dello Stato. È un esempio di cattivissima amministrazione, signor Presidente.
Oggi, se non altro per evitare quel ricordo e per un minimo senso di dirittura morale, l'attuale Governo, presieduto dallo stesso Presidente del Consiglio di allora, non dovrebbe riproporre un problema che, come sappiamo, inverte responsabilità di singoli operatori e amministratori di società dell'EFIM; sull'argomento è intervenuta addirittura una Commissione d'inchiesta.
Chiedo al Presidente che questa Camera abbia un minimo di dirittura morale e di dignità. Come ha bocciato allora quell'emendamento, esprima anche in questa occasione analoga volontà rispetto alla norma approvata dal Senato.
Ho sentito troppe volte affermare in quest'aula da parte dell'opposizione in modo veramente improprio: poi vi mandiamo a casa... alla prossima legislatura, quando saremo al Governo. Francamente, sono infastidito. Per questa ragione, esprimerò un voto favorevole, in modo che questa legge finanziaria venga assicurata totalmente al paese, e ricordo a tutti che il nostro destino, anche elettorale, è sulle ginocchia di Giove. Chissà che il vostro grido di guerra non debba risuonare nello stesso identico modo in cui lo lanciate oggi anche nella prossima legislatura per quella futura che verrà (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, misto-Socialisti democratici italiani e misto-Verdi-Ulivo)!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 156.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 378
Astenuti 5
Maggioranza 190
Hanno votato sì 128
Hanno votato no 250).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.
La questione si pone in questi termini. Noi non volevamo e non desidereremmo che mediante una norma legislativa situazioni di cui alcuni enti devono rispondere nei confronti dell'amministrazione dello Stato finiscano, viceversa, totalmente nel dimenticatoio per legge. Teniamo conto, sul piano tecnico, che la nuova formulazione con cui il Senato ha cercato di reintrodurre una soluzione favorevole alla cancellazione del pregresso si basa sul riferimento al comma 1 dell'articolo 5. Poi, in maniera per la verità non trasparente né limpida, si parla di crediti e debiti dell'EFIM e delle società elencate nei commi successivi nei confronti dell'amministrazione dello Stato. Per la verità, il comma 1 dell'articolo 5 parla soltanto di debiti dell'EFIM e delle società da esso controllate nei confronti dell'amministrazione dello Stato, perché crediti dell'EFIM e di tali società non ve ne sono.
Quindi, sia chiaro che questo significa effettuare una apparente compensazione tra debiti esistenti e crediti inesistenti, al fine semplicemente di coprire il bidone ed evitare che si possano far valere da parte dell'amministrazione - non da parte dei ministri ma dell'amministrazione, quindi dell'interesse dello Stato - le ragioni che lo Stato vanta nei confronti di questa società e delle sue controllate.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 156.2, Buono 156.6, Giancarlo Giorgetti 156.3 e Manzoni 156.4, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato sì 129
Hanno votato no 259).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 401
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato sì 136
Hanno votato no 265).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
Siamo in questa condizione. E siccome sono anche in corso alcune inchieste avviate dal Parlamento in ordine all'accertamento delle responsabilità degli amministratori, ma anche e soprattutto in ordine all'accertamento delle responsabilità del liquidatore, la cancellazione del debito dell'EFIM nei confronti dello Stato svuota, di fatto, di contenuto e di interesse l'accertamento delle stesse responsabilità. Quindi, si è davanti ad un'operazione capziosa, di copertura sostanziale di reati che sono stati commessi in nome e nell'interesse personale contro gli interessi dello Stato e contro l'erario pubblico e si è tranquillamente davanti ad interpretazioni come quella che ascoltavo poco fa dal collega Parrelli, il quale, in nome di un presunto scontro tra maggioranza e opposizione, ha deciso, invece di astenersi, di votare a favore. Ma vogliamo veramente prenderci in giro? Qui siamo davanti ad un'operazione politica sporca, dovete mettervelo in testa e assumervene fino in fondo ogni responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, di Forza Italia e della Lega nord Padania)!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 156.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 400
Astenuti 5
Maggioranza 201
Hanno votato sì 304
Hanno votato no 96).


