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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 24 , nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e dell'unico emendamento ad esso presentato (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis-B - sezione 22).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIANFRANCO MORGANDO, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Bono 24.1.
NICOLA BONO. Io non credo, considerato l'atteggiamento assunto finora dalla maggioranza, che questo emendamento abbia possibilità di essere accolto. Però mi corre l'obbligo ricordarne il tema e il contenuto, perché riguarda la controversa e più volte discussa questione della defiscalizzazione della benzina in Sicilia, che ho voluto riproporre in questa fase soprattutto perché mi serve per cercare di sgombrare il campo da una serie di equivoci voluti, che sono stati ispirati da finalità di carattere propagandistico e che sono pervenuti da ambienti del Governo e della maggioranza che continuano a parlare di un fantomatico pacchetto Sicilia che sarebbe stato concesso alla regione siciliana per compensarla, sostanzialmente, della mancata concessione della defiscalizzazione. Ha inaugurato questo meccanismo di carattere pubblicitario il ministro dell'interno Bianco che, con un editoriale pubblicato su Il Giornale di Sicilia, si è diffuso su questa concessione da parte del Governo e della maggioranza sul pacchetto Sicilia, facendo anche una serie di osservazioni che, francamente, enfatizzavano una cosa del tutto priva di contenuto, anzitutto partendo da un dato errato: si parla - prima lo ha fatto il ministro Bianco, poi, dopo di lui, in successione, gran parte dei parlamentari siciliani del centrosinistra - di 500 miliardi concessi alla Sicilia, ma nessuno dice che i 500 miliardi sono ripartiti nel triennio e, soprattutto, che non si tratta di 500 miliardi, ma di meno, atteso che il primo anno sono 175, il secondo anno 150 e il terzo 150. A questo fantomatico pacchetto Sicilia si aggiungono poi altri 200 miliardi una tantum, che sono lo storno dei fondi già concessi alla regione siciliana e contenuti nella previsione di finanziaria del Governo ai sensi dell'articolo 38. In effetti, lì cosa si è fatto da parte del Governo? Per l'articolo 38, sono stati tolti alla regione siciliana due terzi dello stanziamento originario, che si è restituito alla regione siciliana finalizzando la spesa. Dunque, un'operazione contabile improntata ad un funambolismo che serviva solo a gonfiare il cosiddetto pacchetto Sicilia e, nei fatti, a rendere ancora più mortificante il trattamento per la regione siciliana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.
SILVIO LIOTTA. Ho sottoscritto questo emendamento, signor Presidente, proprio
per lasciare agli atti una considerazione di carattere generale.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 24.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
Ho voluto sottolinearlo non solo perché si è mortificata l'aspettativa di 5 milioni di siciliani in ordine al provvedimento sulla defiscalizzazione, da tutti ritenuto l'unico strumento valido per il rilancio economico e sociale dell'isola, ma anche per evidenziare e denunciare un'azione di carattere pubblicitario, in questo caso fondata, tra l'altro, sulla mistificazione dei dati, sulla manipolazione dei dati contabili che, obiettivamente, oltre ad offendere l'aspettativa dei siciliani, tenta di offendere anche la loro intelligenza.
Avevo salutato positivamente il fatto che nella Tabella 1 annessa alla legge finanziaria figurasse, finalmente, l'adempimento di una norma, inserita nella finanziaria precedente, relativa alla rideterminazione del contributo di solidarietà nazionale in favore della Sicilia. Esisteva allora un limite di impegno di 30 miliardi, per 15 anni, che comportava, a decorrere dall'esercizio 2002, una determinazione del contributo di solidarietà nazionale di 450 miliardi. Purtroppo, successivamente quel limite di impegno è stato modificato; ne è stato autorizzato un altro, ma con diverse finalità, anzi, con la specifica degli obiettivi da raggiungere. Quindi, certamente è stato fatto un passo indietro nei rapporti finanziari Stato-regione, che ritornano così in alto mare e che non lasciano presagire nulla di buono per il futuro.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 24.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 447
Astenuti 7
Maggioranza 224
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 267).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 445
Astenuti 9
Maggioranza 223
Hanno votato sì 255
Hanno votato no 190).


