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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 , nel testo della Commissione, identico a quello modificato dal Senato, e dell'unico emendamento ad esso presentato (vedi l'allegato A - A.C. 6661-B sezione 1).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pittino. Ne ha facoltà (Commenti del deputato Lembo).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pittino!
ALBERTO LEMBO. L'avevo chiesto cinque minuti fa.
DOMENICO PITTINO. Signor Presidente, abbiamo preso atto della disponibilità e delle promesse del ministro, peraltro volevamo puntualizzare alcune cose, vale a dire che nel corso di questa legislatura la Lega nord ha sempre colto l'occasione, nel corso dell'esame delle leggi comunitarie, per presentare emendamenti mai ostruzionistici e sempre correttivi di alcuni criteri di adozione delle normative comunitarie. Noi alludiamo in particolare alla realtà delle piccole e medie imprese, la cui tutela è per noi un principio. Alcuni settori, come l'artigianato, le industrie alimentari locali sono legate ad alcune produzioni particolari su cui si regge tutto il tessuto economico delle nostre terre, rischiano di essere paralizzate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lembo. Ne ha facoltà.
ALBERTO LEMBO. Signor Presidente, il ministro Mattioli ha assunto una posizione coerente rispetto a quanto è emerso durante la discussione in Commissione: le sue aperture ed il riferimento ad un testo della legge comunitaria in corso di elaborazione e di discussione nella Conferenza Stato-regioni indubbiamente creano spazi per il recupero che avevamo energicamente chiesto in Commissione, proprio per correggere alcune carenze del testo originario od anche delle modifiche introdotte dal Senato.
coincidenti con le nostre, e trovino poi applicazione all'interno dello Stato italiano. Comunque, la sostanza dei nostri emendamenti è stata trasfusa in un ordine del giorno che fra l'altro è stato riformulato nella versione di cui il ministro ha preso visione. Tutti i nostri emendamenti vengono pertanto ritirati, in quanto si ritengono in qualche modo accolti, o direttamente tramite l'ordine del giorno o nell'ambito della prossima legge comunitaria oppure in successivi interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Lembo, per cortesia, può precisare se sono ritirati anche gli emendamenti a prima firma Fei?
ALBERTO LEMBO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Ha chiesto di parlare l'onorevole Nan. Ne ha facoltà.
ENRICO NAN. Signor Presidente, anch'io desidero esprimere apprezzamento per la disponibilità del Governo ad impegnarsi per la correzione di alcuni aspetti importanti del provvedimento in esame che sono stati oggetto di critica da parte nostra. Credo che, come Casa delle libertà, abbiamo dimostrato un atteggiamento molto collaborativo in occasione del vertice di Nizza ed ovviamente manterremo il medesimo atteggiamento in questa sede. Tuttavia, non posso non rilevare che la legge è stata peggiorata dal Senato. Nel corso della prima lettura in quest'aula avevamo detto che esprimevamo una posizione critica su un provvedimento che riguardava leggi che avrebbero dovuto seguire un iter di tipo diverso; ci siamo trovati di fronte, improvvisamente, ad alcune norme aggiunte e non capiamo perché non siano state inserite prima, considerato che alcune direttive erano antecedenti al momento della presentazione del provvedimento in esame. Allo stesso modo, solleviamo alcune perplessità, evidenziate anche dal relatore, sugli articoli 4 e 10, che, anche se riguardano altri aspetti, sono regolati comunque da un decreto ministeriale e dalla legge finanziaria. Riteniamo che in questi casi sarebbe stato opportuno che facessero parte di un unico provvedimento.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Certo, noi teniamo in grande considerazione la qualità delle produzioni, le modalità con le quali si svolge il processo produttivo, la tutela dell'igiene e della salute. Questi sono tutti concetti e valori positivi a cui ci atteniamo naturalmente. Però, molto spesso noi abbiamo avuto l'impressione che, in nome di questi obiettivi di alto profilo, si nascondesse una volontà di certi Governi e anche di certe realtà dell'Europa, di rafforzare e radicare una grandissima impresa in sostituzione delle piccole imprese, soprattutto nel campo della distribuzione e della produzione alimentare e dell'artigianato. Infatti, noi abbiamo avuto l'occasione di verificare sul territorio che solo le grandi imprese hanno potuto agilmente omogeneizzarsi ai criteri definiti da queste direttive comunitarie, anche perché abbiamo poi visto che il recepimento, soprattutto nel nostro paese spesso ha appesantito l'applicazione delle norme.
Pertanto, tutti gli emendamenti che abbiamo presentato al disegno di legge comunitaria vanno in questa direzione. Ci teniamo peraltro a sottolineare che il nostro gruppo, il quale crede in un'Europa dei popoli e delle regioni, ha sempre avuto rispetto alle normative europee e all'Europa in genere, seppure nell'ambito di determinate posizioni critiche doverose, un atteggiamento collaborativo nell'iter parlamentare. Preso quindi atto delle promesse ufficiali del ministro, il gruppo della Lega nord ritira i suoi emendamenti e ne trasfonderà il contenuto in due ordini del giorno (Applausi).
Abbiamo dunque ordini del giorno che, se ben comprendo, il Governo è intenzionato ad accogliere. Mi limiterò, quindi, a fare rapidamente riferimento al complesso degli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 11, che comunque ritiriamo, per un motivo molto semplice: l'articolo 22 del decreto legislativo relativo alle autorizzazioni per la sperimentazione corrisponde all'analogo articolo della direttiva comunitaria solo nei primi commi; nei commi successivi, infatti, le disposizioni del decreto legislativo si discostano in modo sostanziale dalla normativa europea. Si creano così difficoltà e disparità per quanto riguarda i nostri operatori, mentre sarebbe necessario andare verso un'armonizzazione che, in particolare in questo caso, sia positiva. È infatti, forse, uno dei pochi casi in cui l'armonizzazione produce effetti positivi e non danni.
Se non completassimo l'intervento sulla norma, ci troveremmo di fronte ad una particolare difficoltà, potendo operare sperimentazioni all'interno dello Stato italiano con operatori italiani, strutture italiane, capitali italiani, quando invece altri hanno ulteriori possibilità In particolare, è necessario che le norme nazionali inserite nel decreto legislativo n. 194 del 1995, anche se non previste nella direttiva comunitaria relativa al controllo delle derrate trattate a scopo alimentare, vengano meglio precisate ed adeguate alle norme internazionali, allo scopo di rendere possibile l'operatività sperimentale in Italia, come prima accennavo, ed evitare la chiusura di enti ed organismi sperimentali italiani pubblici ed anche privati che oggi operano nel settore.
È dunque necessario tale intervento per evitare che le sperimentazioni vengano condotte esclusivamente in altri Stati comunitari, in condizioni non sempre
Pertanto, annuncio il ritiro degli emendamenti da me presentati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 244
Astenuti 199
Maggioranza 123
Hanno votato sì 238
Hanno votato no 6).


