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PRESIDENTE. Passiamo all'esame delle modifiche introdotte dal Senato ed accettate dalla Commissione.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, nella XIV Commissione, forse in virtù dell'opera svolta a suo tempo dal presidente Ruberti e poi continuata dal presidente Berlinguer, si è ormai da tempo verificata una vera situazione di lavoro bipartisan sulle questioni europee. La Commissione ha dunque affrontato la problematica relativa alla legge comunitaria - nel testo ritornato dalla seconda lettura del Senato - con un ampio dibattito, del quale ringrazio certamente i colleghi Saonara, Schmid, Lembo, Fei, Nan, Pittino e Rossi.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Da tale dibattito è emerso che in alcuni casi l'opera di correzione effettuata dal Senato, proprio perché interveniva su aspetti che si volevano cambiare con una difficoltà ad intervenire sul corpo della legge, ha portato a redigere un testo che, per qualche punto, è certamente soggetto a ragionevoli critiche, in considerazione delle quali il Governo assume degli impegni rispetto a testi normativi per l'immediato futuro: mi riferisco in particolare alla legge comunitaria 2001, che è già stata approvata dal Governo e che è stata trasmessa alla Conferenza Stato-regioni per il relativo esame. Preciso che, anche se approvata dalla Conferenza Stato-regioni, la legge comunitaria potrà ancora essere modificata a seguito dell'apporto costruttivo di questo dibattito, che ha portato a suggerire alcune ragionevoli correzioni su taluni aspetti. Una di queste ha riguardato la questione delle produzioni ad uso militare, ad uso pacifico, per la quale si richiedeva un intervento immediato: riteniamo giusta la critica secondo la quale queste normative «dettagliate» difficilmente avrebbero potuto correttamente trovare sede in un provvedimento come la legge comunitaria.
Avverto che, a norma dell'articolo 70, comma 2, del regolamento, saranno posti in votazione solo gli articoli 4, 5, 10, 11, 18, 22, 23, 24, 25, 26 e 27. Gli altri articoli non verranno posti in votazione, in quanto non modificati dal Senato.
Un altro esempio ha riguardato una norma che creava qualche preoccupazione di ambiguità alla Commissione bilancio: riguardo ad essa vi è assolutamente il solenne impegno del Governo che l'ulteriore finanziamento di 500 milioni che viene introdotto nel testo per l'unico anno di presidenza italiana dell'organismo INCE, non troverà nessun'altra utilizzazione negli anni successivi. Dico questo per chiarire le preoccupazioni di chi avesse invece, voluto vedere in quel finanziamento, una cosa che sarebbe proseguita nel tempo. Altre norme riguardano il carattere delle norme comunitarie sull'alimentazione del bestiame, con riferimento al dramma dei giorni della mucca pazza. Il Governo vuole che si sappia che è ben consapevole delle difficoltà del settore e degli allevatori e che sta mettendo in atto provvedimenti di sostegno al settore.
Ho riferito su tutti questi punti per chiarire a tutti i gruppi che, attraverso gli strumenti possibili, queste correzioni saranno apportate, anche ai regolamenti. Mi riferisco, onorevole Pittino, anche alla questione delle armi antiche. Il Governo apporterà queste correzioni e pertanto, sulla base di questo leale scambio che è avvenuto nella Commissione, il Governo stesso invita tutti i presentatori di emendamenti a volerli ritirare e trasfonderne il contenuto in ordini del giorno con le prescrizioni che il Governo ha già dato prova, quando la comunitaria è passata per la prima lettura al Senato, di onorare immediatamente.


