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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
ENZO SAVARESE. Signor Presidente, il mio intervento sarà breve, considerata l'ora e considerato il lavoro che ci aspetta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.
ALBERTO DI LUCA. Signor Presidente, da sempre il Polo delle libertà è a favore dell'uso di Internet e dei lavoratori che lo utilizzano. Siamo quindi favorevoli a questo disegno di legge, anche se non possiamo non ricordare altri progetti di legge ancora all'esame del Senato. Mi riferisco, in particolare, alla proposta di legge che permetterebbe l'uso delle parabole satellitari per collegarsi ad Internet in maniera più agevole: essa è stata approvata all'unanimità in Commissione in sede legislativa qui alla Camera ed è attualmente ferma al Senato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Veltri. Ne ha facoltà.
ELIO VELTRI. Signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole sul provvedimento, perché chi se ne intende più di me - vale a dire i nostri esperti - mi dice che questo provvedimento favorisce la libera concorrenza a scapito dei monopoli, dando impulso così sia al mercato telematico sia al mercato del lavoro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rogna Manassero di Costigliole. Ne ha facoltà.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo. Vorrei ricordare - non per lucidare le nostre medaglie - che una delle proposte di legge abbinate al disegno di legge al nostro esame è stata presentata dall'onorevole Cambursano (atto Camera n. 7124).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.
DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, visto che il clima di «volemose bene» mi dà sempre un po' fastidio o quanto meno mi insospettisce, vorrei fare alcune puntualizzazioni. Il provvedimento al nostro esame è sicuramente molto atteso dagli Internet service provider, ma lo si sarebbe potuto approvare molto prima. La Casa delle libertà aveva presentato alcune proposte di legge che sono rimaste ferme per molto tempo in Commissione: è stato presentato finalmente il disegno di legge del Governo e sono serviti sei mesi per esaminare un provvedimento di un solo articolo, approvato poi all'unanimità. Richiamo l'attenzione dei colleghi sugli emendamenti presentati dalla Casa delle libertà in particolare su quello relativo all'introduzione del flat rate. Si tratta di un elemento innovativo che è stato introdotto in un provvedimento che altrimenti avrebbe rischiato di risultare vecchio ancor prima di essere approvato.
grave anche rispetto al rapporto che dovrebbe avere con le istituzioni e con il Parlamento.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIORGIO PANATTONI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI, Relatore. Presidente, credo che, per l'ennesima volta, abbiamo perso un'occasione per evitare polemiche totalmente inutili e, a mio avviso, completamente fuori luogo. Internet, per fortuna, non ha un colore politico; è uno strumento formidabile di competitività di un paese.
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Colleghi, ho fatto fatica ad ascoltare le richieste dell'onorevole relatore perché vi è un brusio insopportabile. Vi prego di consentire al Governo, che ha chiesto di parlare, di potersi esprimere, in modo tale da potere essere compreso anche dalla Presidenza.
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, tranquillizzo i colleghi, sarò brevissimo.
di utilizzo della rete assai maggiore di quanto abbiano oggi in base allo specifico decreto che li autorizzò qualche anno fa.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.
Desidero soltanto ricordare che questo progetto di legge nasce anche e soprattutto grazie alla spinta propositiva dei colleghi di Alleanza nazionale, in particolare del collega Gasparri, del collega Bocchino e del sottoscritto. Già nel 1997 avevamo identificato il problema legato alla necessità di non penalizzare i fornitori di accesso ad Internet rispetto alle grandi compagnie che offrono servizi di telefonia e che quindi sono avvantaggiate. Lungo il percorso accidentato del lavoro in Commissione, non specificamente per questo progetto di legge, ma a causa dei tanti provvedimenti che si sono accavallati, si è comunque creata una consonanza.
Ci si è resi conto, infatti, che non si può fare di Internet soltanto una bandiera elettorale: Internet è uno strumento di lavoro importante, è uno strumento di conoscenza. Noi riteniamo che questo disegno di legge, seppur limitato negli obiettivi, aiuti a diventare Internet uno strumento di lavoro per tutti.
Annuncio quindi il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale.
Mi permetto di rivendicare un piccolo merito dell'opposizione: quello di aver inserito nel provvedimento al nostro esame il concetto di flat rate. Pur condividendo quanto proposto dal Governo nel disegno di legge, abbiamo voluto comunque inserire una nuova possibilità per gli utenti, proprio la cosiddetta connessione flat rate. Essendo stato accolto il nostro emendamento in tal senso, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia.
Ho una sola riserva: la validità di un anno, in previsione dell'entrata in vigore di una direttiva europea. Vorrei sapere dal sottosegretario, se possibile, se ciò sarà automatico o meno.
Il provvedimento al nostro esame ha seguito in Commissione un iter particolarmente agevole, proprio perché è stato ritenuto necessario, in quanto mantiene aperto un mercato, intervenendo sul delicato settore delle tariffe. È per questo che tale provvedimento merita l'approvazione di tutta l'Assemblea.
Il disegno di legge che ci accingiamo ad approvare è un provvedimento atteso dagli operatori del settore, perchè è un provvedimento antimonopoli. Con riferimento alle dichiarazioni fatte lunedì scorso dal sottosegretario e dal relatore in ordine all'intento di approvare un testo «tecnico», cioè senza coloriture politiche, debbo dire però che leggendo il resoconto stenografico non possiamo non cogliere una enfatizzazione della politica portata avanti da questo Governo per quanto riguarda la diffusione di Internet e dei nuovi strumenti di comunicazione. Direi anzi che questi strumenti oggi sono diffusi nel nostro paese malgrado questo Governo e non grazie a questo Governo! Ci tengo a dirlo perché è vero, signor sottosegretario, che la legge n. 249 del 1997 è la «madre» di tutte le riforme però è altrettanto vero che questa ha avuto dei «figli» che definirei modificati geneticamente. A quella legge infatti non hanno fatto seguito normative degne o comunque in linea con la loro «madre». Al riguardo mi limito a citare come esempi il piano delle frequenze e la politica sull'emittenza locale.
Ricordo che al Senato la discussione del disegno di legge n. 1138 con l'annessa e connessa riforma del sistema radiotelevisivo è ferma. Nel frattempo però la RAI, senza alcuna delega da parte del Parlamento, ha fatto tutto e il contrario di tutto ed ha agito sulla base di un provvedimento presentato dalla maggioranza. La RAI continua nel suo percorso in maniera assolutamente autonoma e ciò è
Ricordo che siamo anche in attesa di una normativa sul rapporto infanzia-informazione. In materia è stata recepita una direttiva comunitaria ma la legislazione attuale mi sembra assolutamente insufficiente considerato che più volte sono state segnalate violazioni inerenti proprio al rapporto tra minori e televisione. Non è possibile tollerare che la televisione diventi uno strumento contro i minori come purtroppo oggi sta avvenendo!
Colgo questa occasione per sollecitare la predisposizione di infrastrutture specifiche per la comunicazione. In proposito, le indagini e gli studi condotti hanno evidenziato che in Italia il problema dell'inquinamento elettromagnetico è pesante ed è correlato alla razionalizzazione dei siti sia per quanto riguarda le telecomunicazioni che le radiocomunicazioni.
In questo senso non posso non sottolineare che il ritardo che esiste in questo settore riguarda la cablatura e la stessa valorizzazione del commercio elettronico. È vero infatti che in Italia sono aumentati gli utenti di Internet, ma è altrettanto vero che mentre un utente può fare un ordine on line ed esso viene accettato in tempo reale, purtroppo prima che la merce arrivi a destinazione passa anche qualche mese e questo perché le strade non funzionano, le poste non funzionano e via dicendo. La situazione in cui versa l'indotto è responsabilità del vostro Governo che in questi cinque anni non è riuscito, in alcun modo, a risolvere i problemi, anzi li ha acuiti in molti settori.
Per quanto riguarda poi l'alfabetizzazione informatica, cui si faceva riferimento in quest'aula ieri, poco è stato fatto; inviterei il sottosegretario Vita a visitare le scuole italiane e a dirmi dove trovi computer e, soprattutto, quanti insegnanti siano in grado di istruire gli alunni ad usarli. Invito i colleghi a visitare scuole al di fuori dell'Italia dove potranno osservare un'informatizzazione completamente diversa rispetto a quella a cui, purtroppo, siamo abituati e che offriamo ai nostri figli.
Questo provvedimento rappresenta un piccolo passo in avanti relativamente alla fornitura di servizi di accesso ad Internet, ma è anche l'unico fatto da questo Parlamento e questo la dice lunga sulla pochezza di questo Governo.
La nostra proposta è innovativa e forte e di questo dobbiamo essere abbastanza fieri, perché mi sembra che diamo un contributo importante ad un settore di punta.
Per quanto riguarda la domanda dell'onorevole Veltri, l'iter di questo provvedimento è durato un anno perché vi è un impegno in sede comunitaria, preso nell'ultimo incontro in Portogallo, di intervenire nel settore di Internet con una normativa specifica; per questo motivo abbiamo tempi limitati.
Stiamo approvando un provvedimento a favore dei piccoli operatori di Internet, che operano a livello locale, che sono stati pionieri del suo sviluppo e che hanno dato un contributo estremamente importante. Realizziamo condizioni di equità, ci schieriamo per l'innovazione, diamo alle piccole e medie imprese gli strumenti per operare nel segmento di punta della competitività del sistema paese italiano, che appartiene a tutti, non alla maggioranza o all'opposizione ed io aggiungo: per fortuna.
Detto ciò, colgo l'occasione per sollecitare l'esame del provvedimento che giace al Senato sull'uso delle antenne satellitari per Internet, perché rappresenterebbe un naturale completamento del quadro dei provvedimenti che abbiamo messo in atto.
Inoltre, Presidente, proporrei un coordinamento formale perché questo disegno di legge ha come definizione di riferimento in inglese: Internet service provider. Poiché credo sia conveniente scrivere le leggi in italiano, sia nel titolo sia in tutti i commi del testo, propongo di sostituire le parole «i fornitori di accesso ad Internet» con le seguenti «i fornitori di servizi Internet» e, quando si usa l'espressione per la prima volta, di inserire tra parentesi la dizione Internet service provider. Infine, in questo testo, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni è stata definita «autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni».
Concludo, esprimendo soddisfazione perché questo provvedimento sarà approvato a grande maggioranza, in quanto è un atto dovuto e procede nel senso delle azioni che questo Governo ha portato avanti. Mai come in questa finanziaria vi è stato un intervento così massiccio a supporto della società della comunicazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Prego, onorevole Vita.
Sul piano politico generale, mi duole sia stata rilevata ingiustamente la volontà di caricare troppo il provvedimento che, invece - come risulta dai lavori svoltisi in Commissione -, è stato ampiamente ed unitariamente dibattuto. Anzi, nella discussione sulle linee generali di lunedì scorso, il Governo ha sottolineato tale spirito, tant'è vero che, come l'onorevole Di Luca sa, abbiamo sollecitato i gruppi parlamentari al Senato a completare l'iter del buon provvedimento sull'uso delle antenne satellitari per Internet, provvedimento molto opportuno che integra ciò di cui si sta discutendo in quest'aula.
Per quanto concerne le enfatizzazioni su quello che è successo in questi anni, mi limito semplicemente a ricordare un dato. Qualche anno fa Internet era una parola quasi ignota, salvo che in pochi ambienti esperti; oggi, in Italia, ci sono 10 milioni di navigatori ed è un dato che credo debba far piacere a tutti affinché si vada avanti e non al fine di registrare, per ragioni di propaganda, una situazione che riguarda l'intero paese.
Infine, per ciò che attiene al problema posto dall'onorevole Veltri, è vero che a Lisbona, nella Conferenza sulla società dell'informazione, durante la Presidenza portoghese dell'Unione europea dello scorso anno, si pose un problema specifico inerente ad Internet: tutti i paesi membri dell'Unione europea furono d'accordo nel congegnare una specifica politica di sviluppo di Internet, con la possibilità di un accesso possibilmente libero e gratuito essendo Internet - ricordo le parole del commissario Liikanen - «uno dei punti fondamentali della nuova democrazia nella società dell'informazione». Da qui la temporaneità, che è anche dovuta al fatto che, per valorizzare tali strutture - raccolgo l'invito ad italianizzare il termine - di servizio, che sono state un po' i pionieri di Internet in Italia, è opportuno concedere loro un lasso di tempo (si è pensato di un anno) anche per riconvertirsi, per ristrutturarsi come piccole e medie imprese fornitrici di servizi più ampi, parificandone i diritti (si tratta di una scelta molto impegnativa che forse susciterà qualche polemica) a quelli dei licenziatari. Si realizzerebbe così una potenzialità
Invito a raccogliere, quindi, lo spirito positivo di un provvedimento molto valido. Signor Presidente, colleghi, approfitto per ringraziare il relatore, onorevole Panattoni, l'intera Commissione, il presidente Mazzocchin, per il lavoro importante che è stato svolto, predisponendo un testo breve ma che presentava qualche difficoltà, come abbiamo visto, perché affronta materie tariffarie e di prezzi di non semplice approccio e definizione.


