Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 820 del 5/12/2000
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Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 ottobre 2000, n. 311, recante differimento della decorrenza dei termini per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (7403) (ore 12,15).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 ottobre 2000, n. 311, recante differimento della decorrenza dei termini per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
Ricordo che nella seduta del 1o dicembre si è svolta la discussione sulle linee generali, avendo il relatore ed il rappresentante del Governo rinunciato alla replica.

(Esame degli articoli - A.C. 7403)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 30 ottobre 2000, n. 311 (vedi l'allegato A - A.C. 7403 sezione 1), nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 7403 sezione 2).
Avverto che gli emendamenti presentati sono riferiti agli articoli del decreto-legge, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 7403 sezione 3).
Avverto altresì che non sono stati presentati emendamenti riferiti all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
Nessuno chiedendo di parlare sul complesso degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

FRANCESCO BONITO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Molgora 1.1, 1.2 e 1.3.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo concorda.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Molgora 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Signor Presidente, il decreto-legge al nostro esame è la conseguenza di una norma contenuta nel collegato alla finanziaria per il 2000, limitatamente all'articolo che prevede la proroga del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria. L'emendamento 1.1 in realtà tende a limitare la portata di quella norma perché prevede comunque che «le elezioni del Consiglio di Presidenza (...) dovranno tenersi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto».
Qual è il motivo che ci spinge a proporre tale modifica? Il fatto che la proroga del Consiglio di Presidenza dei giudici tributari fatta attraverso la legge lascia moltissimi dubbi. Noi sappiamo che il Consiglio di Presidenza, proprio per quanto è contenuto nella legge delega che doveva riformare il processo tributario, è un organismo che si deve ispirare agli stessi principi che ispirano il Consiglio superiore della magistratura. In quanto tale, il Consiglio di Presidenza ha delle competenze e una rilevanza costituzionale! Tant'è vero che prima nella legge e poi nel decreto legislativo si è previsto che i membri non possano essere rieleggibili, come avviene per quegli organi che hanno esclusivamente rilevanza costituzionale.
Per i membri di un Consiglio di Presidenza, che la legge prevede non rieleggibili, proponiamo una proroga che sostanzialmente è di 16 mesi, perché tale organismo doveva essere rinnovato il 16 di novembre. Si prevedono, all'entrata in vigore di questo decreto-legge, ulteriori 14 mesi; il che significa che il mandato, che doveva durare quattro anni, viene in realtà aumentato di più di un terzo.


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Mi chiedo se tale procedura sia costituzionalmente regolare. Io credo di no; ritengo che un organo di questo tipo non possa essere prorogato se non andando contro le norme costituzionali! Non vi sono elementi che riguardano una particolare urgenza o che siano talmente straordinari da determinare la proroga del Consiglio di Presidenza. Le questioni che vengono sollevate sul fatto che il Consiglio di Presidenza deve applicare le nuove norme sull'incompatibilità sono assolutamente fuori luogo, perché le nuove norme sull'incompatibilità entreranno in vigore soltanto nel mese di ottobre. Non si capisce perché si debba effettuare una proroga di 16 mesi di un organo, che doveva già scadere due mesi fa, per effettuare dei controlli che hanno una scadenza così lontana. Questa norma è stata predisposta esclusivamente per tenere in piedi l'attuale composizione del Consiglio di Presidenza che non rappresenta nella maniera più assoluta la composizione dei giudici tributari qual è oggi; dico questo anche perché la legge oggi prevede lo svolgimento delle votazioni presso le sedi provinciali, cosa che non poteva avvenire quattro anni fa perché la legge era diversa. Questo è pertanto il problema vero ed è il nocciolo della questione!
Non si può comunque, per questi motivi, andare contro il dettato costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molgora 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 315
Votanti 220
Astenuti 95
Maggioranza 111
Hanno votato
sì 47
Hanno votato
no 173).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Molgora 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Con l'emendamento 1.2 si prevede che le elezioni del Consiglio di Presidenza con le nuove leggi che sono entrate in vigore vengano comunque effettuate entro il 28 febbraio 2001.
Mi chiedo comunque se la Commissione abbia svolto le audizioni necessarie dei rappresentanti delle associazioni dei magistrati tributari. Si è sentito, per caso, cosa ne pensino queste associazioni? Si è saputo che parere danno su una legge di questo tipo? Pongo tali quesiti perché ritengo che, se noi dovessimo prorogare per legge il Consiglio superiore della magistratura, si solleverebbe l'intero mondo della magistratura. Ebbene, nella normativa in esame si prevede una proroga che sarebbe sostanzialmente analoga, e ciò avviene nel silenzio più totale!
Per quale motivo dobbiamo prorogare il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria senza che ci sia un vero e fondato motivo costituzionale per effettuare una proroga di questo genere e soprattutto di questa lunghezza? Infatti, un organo che è in carica da quattro anni non può essere prorogato per 16 mesi, se non di fronte a questioni estremamente urgenti (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Questo è il vero problema.
Allora, se sotto vi sono interessi di qualcuno che si trova attualmente all'interno del Consiglio di presidenza, noi non possiamo essere complici, soprattutto perché si va contro delle norme costituzionali.
Chiedo a voi, colleghi del centrosinistra, che mettete giustamente davanti a tutto i principi costituzionali della nostra Costituzione, perché vi sono fissati dei principi, che se quei principi valgono, perché non dovrebbero valere anche in questa situazione?


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Perché non è possibile pensare che il motivo sia esclusivamente quello del controllo delle incompatibilità?
La legge sulle incompatibilità esiste dal 1997. Da più di tre anni esiste la norma sull'incompatibilità e dovrebbe essere stata già largamente verificata. Se sia stata fatta successivamente un'ulteriore restrizione, che andrà in vigore a partire dall'ottobre 2001, non si capisce per quale motivo questo Consiglio di presidenza dovrebbe essere prorogato per controllare le incompatibilità che vanno in vigore a quella data.
Noi non possiamo essere complici nell'entrare all'interno della magistratura con una modifica di legge così pesante che favorisce magistrati che sono stati eletti con poche centinaia di voti, a fronte a più di 8 mila giudici tributari, che attualmente potrebbero partecipare alla votazione, mentre sostanzialmente non lo hanno potuto fare quattro anni fa. Infatti, quattro anni fa, molti di essi non hanno votato perché, contrariamente a quanto avviene per le elezioni del CSM, i giudici tributari dovevano recarsi nel capoluogo di regione. Evidentemente, erano pochi coloro che potevano essere disposti a fare 300 o 400 chilometri, tra andata e ritorno, per partecipare a queste elezioni. Questo è il motivo per cui quando si tengono le elezioni per il CSM, queste vengono effettuate nelle sedi di tribunale. Oggi la norma è stata adeguata e le elezioni per i magistrati tributari si possono tenere nelle sedi delle commissioni provinciali, quindi in modo analogo a quanto avviene per la magistratura ordinaria. Oggi, in realtà, cambiano le basi elettive su cui avverranno le elezioni e, allora, che cosa si fa? Si interviene con una proroga di sedici mesi, magari scartando chi non si è allineato con l'attuale Consiglio di presidenza, prima di andare a nuove elezioni. Questo non è regolare, questo non è corretto se facciamo riferimento ai principi espressi dalla nostra Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Veltri. Ne ha facoltà.

ELIO VELTRI. Signor Presidente, l'onorevole Molgora ha posto un problema estremamente delicato e credo che sia utile innanzitutto che il Presidente della Camera fornisca un chiarimento su questa questione che ha rilevanza costituzionale, così anche il relatore o il presidente della Commissione giustizia, perché non è un fatto che può essere accolto e accettato così come nulla fosse. Credo che questa sia una questione veramente rilevante, come rilevantissima è la questione della distrazione di migliaia di giudici dal loro compito per svolgere questa funzione. È un problema che ho già sollevato altre volte. Essi non hanno bisogno neppure di una autorizzazione come i giudici ordinari (eppure lo fanno e quindi non svolgono il loro lavoro) (Applausi del deputato Luciano Dussin).

PRESIDENTE. Onorevole Bonito, intende fornire il chiarimento richiesto?

FRANCESCO BONITO, Relatore. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO, Relatore. Signor Presidente, ovviamente, mi sembra sufficiente ricordare che non ci stiamo occupando di un organo di rilevanza costituzionale, in quanto, come è noto, non è previsto dalla Costituzione. Tutte le problematiche cui si sono riferiti i colleghi intervenuti sono state affrontate a suo tempo, allorché ci siamo occupati delle medesime questioni in relazione ad altri provvedimenti normativi recentemente esaminati dal Parlamento. Il decreto-legge in esame articola i tempi che tanto sono contestati sul presupposto, del tutto fondato, che per procedere alle elezioni, occorre una serie di adempimenti amministrativi, in relazione ai quali il Governo ha previsto un termine di dieci mesi. Non vi è nulla di cui scandalizzarsi: è una


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procedura in itinere, in relazione alla quale occorrono tempi tecnici che la maggioranza ritiene congrui.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molgora 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 317
Votanti 237
Astenuti 80
Maggioranza 119
Hanno votato
sì 66
Hanno votato
no 171).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Molgora 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Signor Presidente, se il relatore sostiene che non si tratta di un organo di rilevanza costituzionale, deve anche dirci che rilevanza abbia questo tipo di organo, perché non è un ente che viva al di sopra delle nostre teste e che non si sa che rilevanza abbia. Se non è un organo di rilevanza costituzionale, allora è un organo di tipo amministrativo: mi sembra strano che un organo che governa la magistratura tributaria sia un organo amministrativo, anche perché, ripeto, la legge delega prescriveva che il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria fosse costituito sulla base dei principi che valgono per il Consiglio superiore della magistratura, che è un organo di rilevanza costituzionale. Certo, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria non è previsto dalla Costituzione, ma potrebbe avere una rilevanza costituzionale; tuttavia, ammesso che non la abbia, un organo di tipo amministrativo, in base ad una legge del 1994, può essere prorogato soltanto di 45 giorni: è un principio cardine del nostro ordinamento amministrativo.
Allora, si dica che si prevede una deroga a questo tipo di legislazione. Quindi, in primo luogo, si inquadri dal punto di vista normativo la natura dell'organo; in secondo luogo, mi sembra strano che occorrano dieci mesi per stabilire come debba essere la scheda elettorale, perché di questo si tratta, è inutile che stiamo qui a raccontarci balle! Guarda caso, il termine dal quale avrà efficacia la nuova elezione è successivo ai dieci mesi: cosa succede fra dieci mesi? Entreranno in vigore le nuove norme sulle incompatibilità ed allora vi è qualcosa di strano: la proroga, guarda caso, corrisponde con l'entrata in vigore delle nuove incompatibilità, che sono state fissate lo scorso ottobre e avranno vigenza dopo un anno.
Ricordo che il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria doveva essere rieletto il 16 novembre e che il ministero doveva provvedere a questioni assolutamente pratiche, perché il decreto legislativo n. 545 del 1992 è chiaro e detta disposizioni precise su come devono svolgersi le elezioni; il decreto ministeriale doveva servire, quindi, esclusivamente per la scheda elettorale, e non per altro. Servono dieci mesi per questo? Bonito, vuoi prenderci in giro, credi che io sia deficiente, credi che tutti qui siano deficienti per credere a queste cose? Cerca di non prendere in giro e di fare interventi un po' più seri (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

FRANCESCO BONITO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO, Relatore. Signor Presidente, rivendico la costante serietà dei miei interventi: quelli dell'onorevole Molgora si commentano da soli (Commenti del deputato Molgora)! Sii corretto!


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DANIELE MOLGORA. Tu di le cose come stanno!

PRESIDENTE. Colleghi, per piacere, calma!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molgora 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 321
Votanti 245
Astenuti 76
Maggioranza 123
Hanno votato
sì 74
Hanno votato
no 171).

Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del regolamento.

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