![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIOVANNI SAONARA. Preannunzio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo su un provvedimento che è particolarmente atteso (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deodato. Ne ha facoltà.
GIOVANNI GIULIO DEODATO. La proposta di legge in esame, benché non completamente soddisfacente, è da lungo tempo attesa da tutto il settore fieristico, oggi regolato da una normativa non organica e che risale a molti anni fa, quando l'attività espositiva aveva una fisionomia ed una natura completamente diverse. Pur non essendo quindi soddisfatti di questo provvedimento, annuncio l'astensione dei deputati del gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.
DARIO GALLI. Mi associo alle considerazioni dei colleghi della Casa delle libertà, osservando che la proposta di legge, che pone rimedio ad una situazione ormai anacronistica e che è stata predisposta per ottemperare agli obblighi derivanti da una direttiva europea, è sicuramente attesa dal settore, perché rispetto alla situazione attuale rappresenta comunque un minimo passa avanti.
possibilità d'azione, dall'altra mette in campo una serie di meccanismi di controllo non giustificati, a nostro parere; il secondo è che si perde l'occasione per fare una trasformazione finalizzata a dare competitività e slancio ad un settore estremamente importante, invece di evitare di far pagare, come al solito, le tasse a chi opera nel settore e di far defluire ulteriore denaro nelle casse dello Stato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliuzzi. Ne ha facoltà.
GABRIELE PAGLIUZZI. In conformità alle valutazioni della Casa delle libertà, preannuncio il voto di astensione dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale esprimendo una valutazione positiva per gli accenni innovativi strappati dall'opposizione nel corso del duro lavoro della Commissione ma con il rammarico di vedere presenti ancora nel testo elementi che ci auguriamo verranno superati nella prossima legislatura con un adeguamento alle reali necessità del sistema economico fieristico italiano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Edo Rossi. Ne ha facoltà.
EDO ROSSI. Purtroppo non potrò essere così breve come i colleghi che mi hanno preceduto perché il gruppo di Rifondazione comunista osteggia fortemente il provvedimento in discussione.
interesse pubblico in quanto la loro buona organizzazione rappresenta lo specchio fedele della capacità produttiva del paese; poi improvvisamente e inspiegabilmente è cambiata la linea: queste attività non devono essere più considerate di interesse pubblico ma di libera impresa, non più finalizzate alla promozione delle nostre produzioni ma all'obiettivo di fare soldi e dare soldi ai privati.
contrario a questa ennesima brutta legge (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, preannuncio l'astensione dei deputati del CDU. Il provvedimento che stiamo per votare si propone tre obiettivi di fondo: costruire un quadro legislativo organico per il settore e per l'attività legislativa regionale; recepire le indicazioni contenute nelle comunicazioni della Commissione politiche dell'Unione europea; porre le basi per il rilancio del settore nel contesto competitivo internazionale. Riteniamo che tali obiettivi non siano stati ancora una volta pienamente centrati e rivendichiamo la necessità di andare avanti con una proposta che veda nell'economia meno Stato e più mercato, con regole appropriate che offrano più opportunità e libertà. Qui invece vediamo nuovi vincoli burocratici, limitazioni all'attività imprenditoriale che mortificano la capacità di impresa e nuocciono all'economia del nostro paese. Siamo davanti ad attività che, sia pure in senso lato, hanno caratteristiche di interesse pubblico, perché l'efficienza del settore fieristico dà un contributo importante alla crescita dell'economia e dell'occupazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Manzini. Ne ha facoltà.
PAOLA MANZINI. Signor Presidente, nel confermare il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo sul provvedimento in esame, vorrei ringraziare il relatore per il lavoro che ha svolto nel corso di queste settimane, anzi, direi di questi mesi. Questo provvedimento, che qualcuno ha definito tardivo, è stato licenziato dalla Commissione molti mesi fa e, come i colleghi sanno, avrebbe potuto essere anche approvato in sede legislativa dalla X Commissione. Per legittime ragioni questo non è stato possibile, tuttavia la definizione del quadro normativo che noi abbiamo di fronte consente alle regioni di procedere al riordino, di determinare autonomamente le forme che meglio si attagliano alle realtà fieristiche regionali (la cui competenza, ricordo, è già stata trasferita ai sensi del decreto legislativo n. 112 alle regioni medesime), di incentivare forme imprenditoriali innovative affinché gli enti fieristici possano competere nel mercato fieristico europeo. Vorrei dire, a questo proposito - è solo una battuta, i colleghi me la consentiranno -, che non mi sembra la nuova frontiera del liberismo quella di difendere strenuamente le fondazioni. Tuttavia, abbiamo trovato, mi sembra, un principio comune che consente di tener conto di processi di riordino e di ristrutturazione che sono già in corso senza farci velo, da questo punto di vista, di alcun pregiudizio politico e ideologico. Mi sembra quindi che il testo che oggi licenziamo rappresenti non solo un punto di equilibrio, ma anche un'innovazione importante. È un provvedimento atteso dal mondo imprenditoriale fieristico del nostro paese - come più volte è stato ribadito - che consentirà nel futuro alla nostra economia di dare buoni frutti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Apolloni. Ne ha facoltà.
DANIELE APOLLONI. Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole dell'UDEUR, in quanto con la legge quadro di riordino del settore fieristico si sono poste le basi per il rilancio del settore a livello internazionale, recependo altresì positivamente le direttive
comunitarie. È questo un primo passo per consentire a tutte le regioni di svolgere la propria attività legislativa in materia fieristica, permettendo al comparto ed agli operatori che ne fanno parte di svilupparsi secondo una logica di intesa e di mercato, così che i comuni, le regioni e lo Stato possano continuare a svolgere in modo rinnovato e più efficace le funzioni di coordinamento, di promozione, di garanzia e di controllo che corrispondono alle aspettative degli operatori e che sono essenziali per lo sviluppo del settore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crema. Ne ha facoltà.
GIOVANNI CREMA. Signor Presidente, prendo la parola per esprimere un ringraziamento per il lavoro svolto dal Comitato dei nove e in modo particolare dal relatore su una proposta che a noi appare equa ed equilibrata. Soprattutto vogliamo evidenziare che questa legge recepisce l'esigenza di innovazione e di cambiamento avvertita da un settore sempre più cruciale della nostra economia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Peretti. Ne ha facoltà.
ETTORE PERETTI. Signor Presidente, annuncio che il gruppo Misto-CCD si asterrà dal voto finale sul provvedimento, che definisce il quadro normativo per il settore fieristico, settore molto importante per la promozione e lo sviluppo dell'economia del nostro paese. Tuttavia, in sede di esame del provvedimento sono mancati il coraggio e la determinazione di approvare gli emendamenti proposti dai deputati della Casa delle libertà, volti a fare in modo che questo provvedimento definisse una normativa veramente innovativa per il settore fieristico. Ribadisco quindi l'astensione dal voto del mio gruppo (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIANFRANCO SARACA, Presidente della X Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO SARACA, Presidente della X Commissione. Signor Presidente, voglio ringraziare il relatore e il Comitato dei nove per il lavoro svolto e per la disponibilità manifestata nel capire le diverse ragioni politiche. Vorrei altresì ringraziare sia coloro i quali voteranno a favore di questo provvedimento sia quelli che esprimeranno un voto contrario su di esso per gli elementi di riflessione e di maturazione offerti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saonara. Ne ha facoltà.
Certo non può essere considerata soddisfacente per i due motivi che abbiamo già richiamato in precedenza. Il primo è che comunque crea un liberismo monco per cui, se da una parte offre maggiore
Si è persa l'occasione per fare una legge che per una volta si esprimesse con chiarezza su questo settore, riuscendo ad operare una trasformazione senza drenare denaro privato che potrebbe essere investito in modo più produttivo in altre attività economiche.
Questi sono i motivi per cui la Lega nord si asterrà (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Le fiere sono nate come mercati per operare scambi di beni; successivamente si sono trasformate in enti con l'obiettivo di promuovere attività produttive, idee e proposte di servizio nelle diverse zone; le fiere oggi si configurano sempre più come luoghi nei quali si creano eventi promozionali riconducibili non soltanto alla zona in cui si svolgono. Da qui discende la necessità di un intervento legislativo ma, a nostro parere, avrebbe dovuto essere diverso.
L'ammodernamento proposto a nostro giudizio può apparire anacronistico, perché si sostiene che le uniche prospettive per il domani dell'impresa sono Internet ed il commercio elettronico; noi invece continuiamo a pensare che per diverso tempo ancora e per molti prodotti il sistema promozionale fieristico rappresenti un'opportunità per le piccole e medie imprese, oltre che per l'intero sistema produttivo che non potrà farne a meno.
Per questo avevamo guardato con attenzione al lavoro svolto al Senato e nella Commissione attività produttive della Camera nella definizione dell'articolo 1 riguardante i principi e le finalità degli eventi fieristici sotto il profilo dell'interesse pubblico. Sono state individuate le qualifiche dei soggetti partecipanti all'evento fieristico, i ruoli degli espositori e dei visitatori; sono stati inoltre definiti i criteri per l'individuazione dell'attività fieristica; si era data una configurazione alla tipologia dei vari eventi, facendo un'opera utile dal punto di vista della semplificazione burocratica: sicuramente si è trattato di un buon lavoro, anche se ancora perfettibile. Purtroppo il testo, una volta esaminato dalla Camera, è stato profondamente modificato: il relatore e la sua maggioranza hanno introdotto elementi di sostanziale peggioramento che ne modificano profondamente la natura e ne pregiudicano gli obiettivi.
Onorevole Landi di Chiavenna, voi dite di no a questo provvedimento non perché siate contrari ma perché ritenete che il percorso sia tortuoso, e perciò vi astenete. Questo significa che abbiamo di fronte un altro provvedimento che avete fatto insieme alla maggioranza. Quest'ultima, nel corso dell'iter al Senato, aveva sostenuto una posizione politica che individuava nelle fiere un'attività promozionale e di
Uno strumento che sino ad oggi è stato sostenuto e fatto crescere nell'ambito dell'interesse generale (e per questo è stato finanziato con denaro pubblico, con denaro della collettività), con il provvedimento che stiamo per votare diventa uno spazio nel quale fare libera impresa, ricercare lucro e conseguire profitti. In coerenza a tale scelta ideologica, vengono cancellati i principi relativi all'interesse generale e all'attività pubblica, per sostituirli con quelli del mercato, della libertà di impresa, di speculare, di fare utili e lucrare sull'attività promozionale.
Anche in questo caso, le motivazioni utilizzate sono devastanti: più efficienza, riduzione dei costi, flessibilità delle prestazioni, concorrenza, eccetera; è lo stesso armamentario che si è usato sino ad oggi per giustificare la liberalizzazione dei mercati nelle assicurazioni, nelle banche, nella telefonia, negli affitti delle case, nell'energia elettrica e nelle compagnie petrolifere. È una serie di argomentazioni che non vengono mai verificate rispetto alle promesse, tant'è che in nessuno dei settori liberalizzati - come sostiene anche l'antitrust - si è verificata la concorrenza e il conseguente beneficio per i consumatori: i prezzi non diminuiscono e si sono creati cartelli ed oligopoli che consentono lauti profitti a danno dei consumatori.
Onorevole Galli, non siamo in presenza di liberisti a metà, come lei sosteneva, bensì in presenza di liberisti veri a cui voi, come destra, continuate a chiedere di spostare in avanti l'obiettivo, costringendo questa maggioranza a rincorrervi continuamente. L'articolo 10 del provvedimento è significativo: avete cominciato con una forte opposizione, ma alla fine, dopo la riformulazione, vi siete astenuti; questa maggioranza, ancora una volta, vi ha accontentato nella vostra logica liberista: altro che liberisti a metà! Quelli della maggioranza sono liberisti puri e possono insegnarvi qualcosa!
Se si avesse il coraggio di aprire gli occhi, si vedrebbe che oggi il paese, grazie a certe politiche, sta arretrando. La proprietà industriale si riduce; la ricerca si fa sempre meno; ci stiamo trasformando sempre di più da paese di produttori a paese di consumatori. Perciò, come deputati di Rifondazione comunista siamo contrariati quando anche per questo settore viene proposta la stessa minestra più volte riscaldata, frutto di un armamentario culturale che di sinistra non ha proprio niente.
Il provvedimento che stiamo per votare è arrivato in aula perché il presidente della Confindustria ha scritto una lettera al Presidente della Camera: l'ideologia liberista della Confindustria e della destra politica continua ad avanzare - nonostante le sconfitte politico-elettorali di questa maggioranza - e introduce modifiche alle quali il Polo non riesce a fare più alcuna opposizione; ma al massimo sposta un po' più in avanti i suoi obiettivi. Tali modifiche sono devastanti perché obbligano gli enti fieristici a trasformarsi di fatto in società per azioni, non per ragioni di efficienza e di effettiva capacità di movimento, ma per la sola ed unica finalità di trasferire tale attività nelle mani dei privati, che fanno impresa per lucrare e conseguire profitti sugli espositori e sui visitatori.
Signor Presidente, anche in questo settore nessuno trarrà dei benefici: né l'attività promozionale (che costerà sempre di più) né le imprese che vorranno continuare ad esporre i loro prodotti e che dovranno, insieme ai visitatori, pagare di più per soddisfare i costi del profitto.
Signor Presidente, con la presentazione di emendamenti abbiamo tentato di rimettere il testo in carreggiata: purtroppo, il tentativo è fallito e perciò non ci rimane altro che esprimere un convinto voto
Prendiamo atto dei passi avanti che sono stati fatti prima in Commissione e poi in aula, ma certamente, in conclusione, riteniamo di non poter esprimere un voto pienamente favorevole, perché ancora una volta questa maggioranza si è fermata a metà del guado. Per queste motivazioni, confermo l'astensione dei deputati del CDU.
Il provvedimento è importante perché snellisce le procedure ed elimina, là dove è possibile, i problemi determinati da una gestione non chiara, non trasparente, addirittura, in alcuni casi, arbitraria.
Noi deputati socialisti siamo dell'avviso che questa legge preparerà il settore alle sfide della globalizzazione e della competitività. Tuttavia, in quanto autonomisti convinti vogliamo altresì sottolineare l'importanza di questa legge per la valorizzazione del ruolo dell'istituto regionale e per il rilancio della sua funzione. Infatti, è attribuito allo Stato il compito primario della programmazione, mentre sul territorio il compito della più specifica programmazione e gestione, con l'emanazione di una normativa più dettagliata, viene attribuito alla regione.
Ribadisco quindi il nostro voto favorevole e ci auguriamo che a livello territoriale si sappia applicare questa normativa con lo stesso spirito riformista.


