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SILVIO BERLUSCONI. Per noi l'Europa è un insieme di contenuti programmatici, il nostro europeismo fa tutt'uno con la nostra idea di un'Italia governata nel segno della libertà d'iniziativa, della massima concorrenza, di una competitività che crea le risorse necessarie ad aiutare chi è rimasto indietro.
Una spinta e un impulso a consolidare il sistema dello Stato sociale, emancipandolo da servitù improprie e mettendolo al riparo da una tendenza alla crisi finanziaria in modi compatibili con uno sviluppo sostenuto, con una crescita meno avara di quella fin qui realizzata. L'Europa dovrebbe essere lo scudo al cui riparo crescono le sfide individuali e imprenditoriali all'innovazione, un luogo in cui il contribuente fiscale vede riconosciuti e protetti da ogni ingiusta vessazione i suoi diritti, nel momento stesso in cui assolve i suoi doveri.
È anche nel segno di queste idee, signor Presidente del Consiglio, che le auguriamo un buon lavoro a Nizza e le garantiamo che non le mancherà, dall'interno della nostra visione equilibrata e non partigiana degli interessi del paese, il controllo vigile e severo che gli eletti dell'opposizione sono tenuti a esercitare in rappresentanza dei loro elettori e per il buon funzionamento dell'intero sistema democratico.
Le forze della Casa delle libertà, signori deputati, pur nelle autonomie e nelle differenze che arricchiscono la nostra coalizione, si riconoscono tutte in questo orientamento di responsabilità nazionale. L'alleanza tra liberali, cattolici liberali, popolari europei, destra democratica e federalisti chiede però che al suo spirito costruttivo corrisponda un elevamento di tono e di contenuti della lotta politica, perché gli italiani possano meglio partecipare e contribuire tutti al progresso e alla crescita civile del paese.
Affrontiamo serenamente la battaglia per il consenso, sapendo che in democrazia non esistono primati irreversibili.
E ricordiamoci sempre che purtroppo esiste un rapporto tra violenza verbale e violenza politica, come dimostra l'ignobile aggressione subita ieri dal presidente della regione Puglia, Raffaele Fitto, a cui va tutta la nostra solidarietà.
L'unica «guerra totale» ammessa in democrazia, a parte la guerriglia quotidiana contro gli agguati della stupidità, è la guerra per sradicare le povertà, per scongiurare le vessazioni dei diritti e per sventare gli attentati alle libertà civili. Grazie.


