Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 814 del 27/11/2000
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(Replica del Governo - A.C. 7376)

PRESIDENTE. Prendo atto che il relatore rinuncia alla replica.
Ha facoltà di replicare il sottosegretario di Stato per gli affari esteri.

RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, condivido pienamente le considerazioni svolte dal relatore e prendo atto con soddisfazione del parere favorevole che si va profilando da parte di tutti i gruppi dell'Assemblea, ma desidero ribadire tre questioni. Innanzitutto, la chiarezza nelle indicazioni di spesa, che anche su sollecitazione della Commissione il Governo ha definito prima ancora di rispondere all'impegno, che ovviamente manterrà, di riferire semestralmente. Già in questo momento, il Parlamento è in grado di sapere con precisione che 30 miliardi andranno alla Banca mondiale, 30 miliardi alla Banca europea di ricostruzione, 40 miliardi per le spese immediate con le procedure che ha illustrato il relatore. Per quanto riguarda questi 40 miliardi, aggiungo che, con gli introiti derivanti dalle nuove vendite - principalmente nel settore dell'energia -, si costituirà all'interno della Federazione jugoslava un fondo di contropartita che servirà a operare per provvedimenti e iniziative a carattere sociale, che faranno parte dello sforzo complessivo dell'Italia e che il relatore, onorevole Leccese, ha già richiamato riguardo ai programmi di cooperazione allo sviluppo. A tal fine, stiamo istituendo a Belgrado un'unità tecnica locale che sia in grado di seguire lo svolgimento delle operazioni e di riferirne tempestivamente al Ministero degli esteri che, quindi, sarà in grado di riferire costantemente al Parlamento.
Per quanto riguarda le altre questioni, in particolare quelle sollevate dall'onorevole Niccolini, non vi è dubbio che alcuni degli aspetti rimarcati rappresentino un elemento di preoccupazione. Tuttavia, mi pare che siamo del tutto d'accordo sul fatto che si possano combattere anche gli eventuali rischi derivanti da un ritorno di Milosevic all'attività politica evitando l'isolamento della Serbia e della Repubblica federale jugoslava. Non a caso, si sarà notato che una delle accuse principali rivolte da Milosevic è esattamente che l'occidente stia comprando la Serbia. In questo modo ha rivelato un certo timore: l'aiuto e l'intento di evitare l'isolamento della Serbia da parte della comunità internazionale sono elementi che, obiettivamente, rafforzano la democrazia.
Penso che solo con una democrazia consolidata in Serbia e nella Repubblica jugoslava si potranno affrontare gli altri due problemi: perseguire i crimini e risolvere le questioni politiche che restano ancora aperte, a cominciare dal problema del Kosovo, che è tutt'altro che risolto. Le suddette questioni, però, si possono affrontare sicuramente molto meglio con una democrazia serba che si consolida anche grazie allo sforzo che la comunità internazionale sta compiendo al fine di superare ogni isolamento. Tutto ciò al fine di portare rapidamente un aiuto - è lo sforzo del quale stiamo discutendo in questa sede - che consenta al popolo serbo di misurare immediatamente il vantaggio derivante dal superamento dell'isolamento e delle politiche di Milosevic e il


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vantaggio di avere seguito un'altra strada: quella che porta al rafforzamento della democrazia in Serbia. Per queste ragioni, il Governo accoglie le modifiche da voi proposte e varerà rapidamente il provvedimento, al fine di consentire un'azione rapida, soprattutto con il citato impiego dei 40 miliardi.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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