Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 813 del 17/11/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 7395)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frosio Roncalli. Ne ha facoltà.

LUCIANA FROSIO RONCALLI. Signor Presidente, vista l'ora tarda e considerato che siamo tutti stanchi, nell'annunciare il voto di astensione dei deputati del mio gruppo, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo delle dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, sarò brevissimo anch'io.
Il provvedimento in esame non accontenta nessuno e tantomeno risulterà uno strumento elettorale efficace.
Penso che il Governo se ne renderà conto nel momento in cui questo provvedimento arriverà all'attenzione concreta dei cittadini.
Intervenire sulle entrate in un momento tra l'altro di espansione delle stesse, senza ridurre contemporaneamente le spese di esercizio, sicuramente si tradurrà in un rischio peraltro già manifestato: vi è il monito del governatore Fazio per un successivo intervento di riequilibrio della finanza pubblica, da realizzare sicuramente con una manovra correttiva; significa restituire i «regalini di Natale» con gli interessi, così come deciso dalla maggioranza in questo decreto-legge. I provvedimenti adottati dalla maggioranza, propagandati dai suoi esponenti come restituzione del famoso bonus fiscale, in realtà manifestano apertamente l'incapacità di questo Governo, che si traduce nell'eccessivo prelievo fiscale eseguito nel passato. Quindi, è l'ammissione di un'eccessività nella pressione fiscale, per cui oggi viene avvertita la necessità o, meglio, il dovere di effettuare una vera e propria redistribuzione del reddito.
Va qui denunziato ulteriormente il fatto che il Governo, di seguito alla tanto


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decantata svolta epocale, per quanto attiene allo statuto del contribuente, ancora una volta ha messo sotto i piedi quella norma di svolta epocale. La difficoltà di rispettare i principi generali dell'ordinamento tributario, dettati dallo stesso statuto del contribuente di recente adozione, viene evidenziata finanche nel parere del Comitato per la legislazione, nel momento in cui - per la verità in maniera molto soft - lo stesso dice che la previsione della non applicabilità delle prescrizioni della legge 27 luglio 2000, n. 212 - per l'appunto lo statuto del contribuente - appare generica, e in particolare non si comprende se essa sia volta a spiegare la ragione della deroga o, piuttosto, a limitarne gli effetti. È una denunzia palese di ciò che il Governo ha inteso fare, tra l'altro non solo in questo provvedimento, come i colleghi ed io stesso abbiamo evidenziato financo nella finanziaria che abbiamo da poco approvato.
Una corretta e coerente politica economica non può prescindere da una manovra strutturale che investa, necessariamente, una riconsiderazione dello stato sociale impostata sul piano delle riforme. Ma alle forze politiche della maggioranza mancano, come sempre, le idee per una strategia sulla quale misurarsi. Un vero e proprio serio confronto delle forze politiche in campo sarà pertanto possibile solo se impostato sul terreno delle riforme.
Anche la scelta del candidato premier significa scelta di coraggio, e con questo tipo di provvedimento, evidentemente, il coraggio di questo Governo viene ancora meno.
È per questo che il gruppo di Forza Italia, pure in presenza non di un tentativo di deprimere la pressione fiscale, ma quanto meno di agevolare il contribuente, si asterrà dal voto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Alleanza nazionale si asterrà in sede di votazione del provvedimento, e le motivazioni sono già state spiegate nel corso della discussione generale.
Vorrei ricordare che uno degli aspetti che abbiamo sempre sostenuto è come la politica economica del Governo di centrosinistra abbia finito per colpire in particolare proprio le famiglie più povere. Ma questa operazione, fatta a ridosso della fine della legislatura, ha uno scopo ben preciso, quello, cioè, di anticipare i tempi al solo ed esclusivo fine di tentare di recuperare quel consenso elettorale che si è perduto. E che questa nostra affermazione sia vera risulta inequivocabilmente dimostrato dalla copertura data a questo decreto-legge. Sorridevo, Presidente, quando prima ci rendeva note le argomentazioni relative all'ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti dell'opposizione; sorridevo perché, se lei, come credo, ha avuto la bontà di leggere la copertura finanziaria, avrà visto come questo decreto-legge per oltre 13 mila miliardi risulti coperto grazie alle maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale. Non so, signor Presidente, se esista il reato di falso in atto parlamentare sicuramente questo è un falso grossolano.

PRESIDENTE. È una fortuna per tutti noi.

MANLIO CONTENTO. Certamente, signor Presidente, ma qui c'è un vantaggio: che la responsabilità è sicuramente del Governo perché trattandosi di un decreto-legge è stato assunto sotto la diretta responsabilità del Governo e quindi possiamo individuare precise responsabilità, anche perché risulta pacificamente che la lotta all'evasione negli ultimi anni non è aumentata, ma è diminuita. Quindi, non soltanto c'è la truffa in relazione all'argomento tecnico, ma anche in relazione al tentativo di spacciare come copertura quella che in realtà non c'è.
Sicuramente ci sono altri problemi per il Governo, come l'amico Conte mi segnala. Vi sono problemi di tenuta del quadro politico e soprattutto vi sono


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problemi in relazione al tentativo di recuperare un consenso, nonostante queste restituzioni che danno qualcosa a chi è colpito dalle scelte sbagliate di politica economica che avete effettuato (potremmo parlare di politica tariffaria, dei ritardi con cui siete intervenuti per bilanciare gli effetti del costo crescente del petrolio). Nonostante tutto ciò, vogliamo dimostrare la nostra coerenza per aver rivendicato maggiore attenzione al profilo fiscale, soprattutto nei confronti delle famiglie. Perciò manteniamo tale coerenza anche in quest'aula e quindi ci asterremo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chiusoli (sono accettate anche eventuali dichiarazioni scritte). Ne ha facoltà.

FRANCO CHIUSOLI. Bene, e così intendo fare, signor Presidente. Dopo aver constatato soltanto la preoccupante assenza di fantasia dell'opposizione che tutte le volte che deve trovare fonti di copertura per provvedimenti fiscali non trova di meglio che proporre l'eliminazione delle norme che riguardano il sistema cooperativo, annuncio il voto favorevole dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e chiedo alla Presidenza l'autorizzazione a pubblicare in calce al resoconto della seduta odierna alcune considerazioni integrative.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, nel 2000 e nel 2001 vi è una redistribuzione di 50 mila miliardi, principalmente a favore dei cittadini a più basso reddito. In questo provvedimento vi è poi l'anticipazione rispetto a quanto deciso e votato in finanziaria, di 200 mila lire per i pensionati incapienti, che sono circa 3 milioni, aumentate nella finanziaria fino a 300 mila lire, non una tantum, ma anche per gli anni futuri. Tutti gli altri soggetti IRPEF godranno di uno sgravio di 350 mila lire nette nella dichiarazione IRPEF a partire da quest'anno, già nel mese di novembre. Questi sono fatti e non parole.
Vorrei semplicemente aggiungere che un'altra volta ancora la destra non ha trovato una migliore formula di copertura di quella di togliere le agevolazioni fiscali alle cooperative e ai loro consorzi. Questo è il modo di operare della destra, come si è visto nel decreto fiscale (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

PRESIDENTE Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Repetto. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO REPETTO. Solo due battute per dichiarare il voto favorevole del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo e per fare rilevare ancora una volta la demagogia della destra che, oltre a fare demagogia è anche monotona perché da troppo tempo sentiamo il solito ritornello.
Per quanto riguarda gli aspetti legati allo statuto del contribuente, vorrei ricordare agli amici della destra che le misure che stiamo approvando sono tutte a favore del contribuente. Si anticipa al 2000 ciò che la finanziaria prevede per gli anni successivi. Credo proprio che non possiamo dire che questo Governo si sia dimostrato insensibile alle necessità dei cittadini.
C'è un ultimo aspetto. Anch'io sottolineo la formula di copertura, in particolare a coloro che nel Veneto si rifanno alla tradizione delle cooperative bianche perché sappiano con chi stanno (e saranno senz'altro in buona compagnia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, in questo paese vi è la libertà di scegliersi le proprie compagnie: chissà se la scelta che ognuno fa è la più rispondente alla propria storia; ognuno ha una coscienza, per cui su questo non accettiamo inviti a


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riconsiderare una posizione che abbiamo con grande tranquillità e sosteniamo con decisione e libertà...

PRESIDENTE. Colleghi, calma!

TERESIO DELFINO. ...anche rispetto ad un provvedimento come quello in esame, nel quale notiamo che, a forza di insistere, evangelicamente bussando, qualcosa questa maggioranza capisce: forse non le nostre parole, ma i disagi e le difficoltà del paese; quindi, al paese risponde con provvedimenti che, solo molto parzialmente, colgono la questione di fondo che sempre, in qualsiasi situazione politica, abbiamo sostenuto con forza. Da tempo sollecitiamo, infatti, la consapevolezza che la questione sociale vera del nostro XXI secolo è la disparità di condizioni non più tra operai e capitalisti, ma tra chi ha figli e chi non ne ha.
Su questo riteniamo che la politica fiscale del Governo sia ancora largamente in ritardo. Naturalmente, signor Presidente, esprimiamo un rammarico, perché, nell'ambito di un provvedimento recante misure urgenti in materia di imposte sui redditi delle persone fisiche e di accise, non ci è stata data la possibilità di discutere ulteriormente su un emendamento che rappresenta un momento di libertà. Mi riferisco alla facoltà per i coniugi non legalmente ed effettivamente separati di presentare su un unico modello la dichiarazione dei redditi, secondo le modalità di cui all'articolo 17 della legge 13 aprile 1977, n. 114. È una legge in vigore, ma che non è attuabile, perché i decreti ministeriali interpretativi lo impediscono. Quindi, riaffermiamo con la nostra astensione sul provvedimento un apprezzamento per un percorso che faticosamente il centrosinistra sta compiendo, ma anche la nostra volontà ed il nostro impegno per far sì che vi sia una vera politica fiscale di sostegno alla famiglia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

CARLO PACE. Signor Presidente, intervengo per dichiarare, a titolo personale, che, contrariamente a quanto annunciato dal gruppo, quindi una posizione di astensione sul provvedimento... Spero che le risate in quel settore si sentano e si capisca da dove vengano, oltre al fatto che il provocatore è stato il mio amico Massidda... Voterò contro il provvedimento in esame per due ragioni essenziali di merito. La prima è rappresentata dal fatto che non si è voluto prendere in considerazione la questione della dichiarazione congiunta delle famiglie. Ancora una volta, larga parte del Parlamento è sorda rispetto all'interesse, che noi viceversa portiamo, per l'istituto familiare e le possibilità di esentarlo da gravami eccessivi. La seconda ragione è rappresentata da un fatto ancora più spiacevole: una confessione evidente nel primissimo esordire del provvedimento, laddove esso afferma di calpestare i diritti riconosciuti dallo statuto del contribuente, che soltanto quest'anno siamo riusciti a varare. E badate, lo statuto del contribuente, seppure spinto, sostenuto, desiderato, voluto dalla destra, è andato in porto grazie ad un uomo quale Giovanni Marongiu, che appartiene alla maggioranza.
Voi, facendo scempio formale, in questa prima occasione, dello statuto del contribuente, dichiarando che volete farne carta straccia, state recando un'offesa ad uno dei vostri uomini migliori. Vergognatevi almeno di questo (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Peretti. Ne ha facoltà.

ETTORE PERETTI. Signor Presidente, desidero annunciare che i deputati del gruppo del Centro cristiano democratico si asterranno dalla votazione sul provvedimento in esame, che va nella direzione che anche noi abbiamo indicato, ma che, considerato nell'ambito della manovra finanziaria, non può trovarci favorevoli, visto che quest'ultima è legata ad una politica economica del Governo che ha


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penalizzato notevolmente il bilancio familiare. Credo che sia giusto sottolineare, rispondendo ad una polemica avanzata dalla sinistra, che il centrodestra nella determinazione delle coperture ha fatto riferimento alle grandi cooperative, alle holding che nulla hanno a che vedere con la cooperazione vera, escludendo le piccole cooperative di produzione di lavoro e agricole (Applausi dei deputati del gruppo misto-CCD).

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