Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 813 del 17/11/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6620)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone, che dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, due minuti sono più che sufficienti.
Noi voteremo a favore di questo provvedimento. Come dicevo poc'anzi, abbiamo cercato di dare una maggiore consistenza al provvedimento stesso.
Qualcuno ha sottolineato, anche tra le file dell'opposizione, che sono stati presentati emendamenti, tra i quali anche quello della Commissione che prevede per la Commissione d'inchiesta una durata di quattro mesi. Credo sia molto chiaro che con quest'ultimo emendamento la Commissione di merito ha di fatto vanificato l'esistenza della Commissione d'inchiesta. Forse in questa vicenda qualcuno trova qualche attinenza con l'aria che si respira all'interno della maggioranza; c'è da capirlo, non intendo certo proporre una Commissione d'inchiesta per accertare tale attinenza. Certo, manca l'esigenza di recuperare la verità su una vicenda che rischia di pesare molto sulle istituzioni e sull'avvenire del paese.
Ovviamente, sul prolungamento dei lavori della Commissione d'inchiesta, sui suoi compiti e sul suo ruolo forse se ne parlerà nella prossima legislatura. Lo faremo con forza, considerato che approvando questo articolato mettiamo una pietra tombale sulla vicenda. Forse abbiamo salvato l'anima sul piano formale, ma non su quello sostanziale.
Ci sono stati, di fatto, un collegamento ed una sostanziale alleanza tra maggioranza e minoranza. Queste verità oggi le conosciamo ed è questa l'unica realtà che emerge. Il fatto, quindi, è certamente inquietante. Forse resta ad un gruppuscolo di deputati il compito di salvaguardare l'esigenza di recuperare la verità, che non è di parte ma oggettiva. Rivendicare la verità significa recuperare la dignità che volevamo garantire in questo particolare momento.
Comunque, voteremo a favore di questo provvedimento a futura memoria, auspicando che in futuro i lavori parlamentari possano incamminarsi su una strada di verità, ma soprattutto di dignità, di responsabilità e serietà. Così com'è, questo non è un provvedimento serio. Mi dispiace dirlo, ma non è assolutamente un provvedimento serio (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CDU, della Lega nord Padania e de I Democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stucchi. Ne ha facoltà.

GIACOMO STUCCHI. Il gruppo della Lega nord Padania voterà a favore di questo provvedimento, pur mantenendo inalterati tutti i dubbi sull'effettiva efficacia circa l'ottenimento di risultati concreti da parte della Commissione. In quattro mesi si può fare ben poco, per cui sono scarse le speranze di ottenere risultati in questa legislatura. Se la Commissione verrà riproposta nella prossima legislatura, forse potranno esserci risultati concreti; potranno anche emergere verità scomode, che comunque sarà necessario ricercare e dire affinché la gente sia informata (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Voteremo contro questo provvedimento perché è davvero poco serio. In questo ha ragione il collega Tassone: non è un provvedimento serio. Ma non lo era nemmeno nelle pretese e nelle istanze di chi lo richiedeva. Abbiamo sentito e avvertito, ancora una volta, pesanti ombre del passato e aspre punte di anticomunismo.
Questo provvedimento è inutile per un'unica ragione: perché cerca di mettere mano su vicende - per esempio su cosa fosse il KGB - rispetto alle quali credo


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che in questo paese le verità siano ormai del tutto scontate. Come scontato è, tra l'altro, il dossier Mitrokhin inviato alla Commissione stragi. È del tutto evidente, infatti, che è al vaglio di una Commissione di deputati e senatori che lo ha discusso. Riteniamo quindi che non abbia senso istituire un'altra Commissione. Soprattutto non aveva e non ha senso continuare a voler mistificare la realtà a proposito del finanziamento ventilato più di una volta. Credo, circa la storia dei finanziamenti al partito comunista italiano, che le verità siano ormai venute alla luce. Vi è un rapporto di Zaslaski che è stato fornito alla Commissione stragi, per cui anch'esso non è da accertare.
Si vogliono soltanto far camminare fantasmi. Saranno quindi credibili i colleghi che hanno proposto questa Commissione d'inchiesta? Quando ci chiederanno di desecretare il materiale che gli Stati Uniti d'America tengono ancora così segreto, quando vorranno indagare sul ruolo che la CIA ha avuto nelle stragi in questo paese, allora forse saranno credibili (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.

GIACOMO GARRA. Vorrei rimbrottare quanto detto dalla collega Nardini: vi è un libro fresco di stampa, del senatore Pellegrino, che afferma esattamente il contrario, cioè che è arbitrario attribuire alla CIA le stragi degli anni del terrorismo e degli anni successivi (Commenti del deputato Campatelli). Quindi, cara collega Nardini, ho l'impressione che lei sia completamente fuori strada. A me sembra che la Camera dei deputati per undici mesi abbia lavorato con la moviola. Occhio alle date: nei primi di dicembre del 1999, il Senato licenzia il testo che è al nostro esame; quel testo non era quello originario della prima proposta di legge La Loggia del settembre 1999, ma era un testo che era stato riscritto, riformulato e depositato onde potesse avere, nell'aula del Senato, una corsia semplice, agevole. Da noi sono stati necessari molti mesi, ci sono stati molti intoppi, molti rallentamenti e, soprattutto, vi sono state le ultime marce indietro. Non dimentichiamo che il testo licenziato dal Senato, poi esaminato dall'Assemblea della Camera, e gli emendamenti, si sono rivelati quella moviola che ci fa tornare indietro. Infatti, è del tutto superfluo affermare che è compito della Commissione accertare l'autenticità e l'affidabilità dei documenti Mitrokhin, mentre è assai pericoloso quanto è stato votato poc'anzi dall'Assemblea con l'emendamento Soda 1.14 che rovescia i termini della situazione: non si deve accertare se politici, imprenditori e giornalisti italiani furono al servizio del KGB, ma si devono accertare le azioni degli organi preposti alla sicurezza dello Stato italiano. È un rovesciamento a 180 gradi.
Abbiamo dovuto prendere atto che questo modo di lavorare con la moviola ha reso ormai superati quei termini che il Senato aveva assegnato per la conclusione dei lavori della bicamerale. Abbiamo dovuto prendere atto che visto l'emendamento che riduce a tre mesi l'arco di tempo entro il quale la Commissione bicamerale potrà operare era giocoforza compiere questa scelta a questo punto, dopo un anno di ritardi.
Noi voteremo a favore malgrado le chiare proposte peggiorative che sono venute da questa Assemblea; malgrado un certo doppiogiochismo in base al quale si è fatto credere che quello che veniva sottoposto al voto dell'Assemblea (e questa era la relazione del relatore Sinisi) era il testo del Senato. Vi era poi, pronta, un'abile manovra. Caro Tassone, non ti sei accorto che il tuo emendamento 1.2 è stato prontamente fatto proprio dai colleghi Soda e Boato, perché un esponente della Casa delle libertà che proponeva questo inutile emendamento era un bel regalo per rendere non definitivo il nostro voto.
Comunque, vogliamo sperare che in tempi assolutamente celeri il Senato completi l'iter e vogliamo auspicare che la


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Commissione svolga il proprio compito e compia un servizio per il paese nel segno della chiarezza e della lettura corretta degli anni bui della Repubblica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scoca. Ne ha facoltà.

MARETTA SCOCA. Effettivamente, il dossier Mitrokhin ha gettato delle ombre sulla vita politica italiana e non solamente su questa, ma anche sulle istituzioni, su imprenditori e su altri. Forse è giusta l'osservazione della collega Nardini che si interrogava sul bisogno di una Commissione ad hoc, però voglio ricordare alla stessa che la Commissione stragi ha un carico di lavoro tale che non può svolgere la sua indagine anche sul dossier Mitrokhin entro la fine della legislatura (il termine che noi possiamo dare alla vita di questa Commissione non può oltrepassare la vita della legislatura).
Dunque, è giusto, se si vuole raggiungere un risultato effettivo, mettere al lavoro una Commissione ad hoc perché accerti, innanzitutto, la veridicità, l'affidabilità di quanto contenuto nel dossier Mitrokhin. Inoltre, essendo la Commissione dotata di poteri uguali a quella dell'autorità giudiziaria, avrà tutta la possibilità di far luce, oltre che, prima di tutto, sulla veridicità e sull'affidabilità, anche eventualmente sulle responsabilità, escluse ovviamente quelle penali, che restano in capo all'autorità giudiziaria. Ecco perché - il collega Garra mi perdonerà - francamente non vedo queste ombre di sospetto, perché siamo tutti qui, non solo a chiedere di istituire subito la Commissione, ma anche a chiedere che essa venga istituita ad hoc, proprio perché abbia la possibilità di raggiungere risultati...

GIACOMO GARRA. A legislatura finita?

MARETTA SCOCA. In quattro mesi si istruisce La Divina Commedia, se si vuole arrivare ad un risultato!
Il gruppo dell'UDEUR esprimerà pertanto un voto favorevole, senza alcuna ombra di sospetto, o di incertezza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Moroni. Ne ha facoltà.

ROSANNA MORONI. Signor Presidente, capisco che molti che avevano coltivato la speranza di avere un argomento di propaganda a basso costo per la vicina campagna elettorale non riescano a rassegnarsi alla sua perdita, ma ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che il famigerato dossier Mitrokhin non è, come appunto qualcuno sperava, un elenco di spie, una lista di agenti al servizio del KGB. Perciò l'istituzione di un'apposita Commissione d'inchiesta, quando già esiste fra l'altro la Commissione stragi, per indagare su un collage di informazioni generiche, in parte note, in parte del tutto marginali, e comunque largamente ignorate in altri paesi, ci pare francamente sproporzionata.
Nonostante questo, voteremo a favore del provvedimento in esame, per un'unica banale ragione: quella di non voler fornire alcun pretesto possibile a chi vorrebbe imputarci presunti timori riferiti ad eventuali indagini sull'attività del PCI e dei suoi esponenti. Noi non abbiamo proprio niente da temere dall'accertamento della verità. Voteremo quindi a favore, ma continuiamo a credere che questa vasta campagna denigratoria, condotta senza soste né remore su numerosi giornali della destra, questa ostinazione nel voler portare il provvedimento in aula oggi, a conclusione di una faticosa sessione di bilancio, a tutti i costi, minacciando addirittura di far saltare due decreti-legge in scadenza, non rispondano all'obiettivo dichiarato di voler ricercare responsabilità politiche o amministrative in ordine al carteggio.
Agitare il fantasma del comunismo liberticida, oltre che naturalmente infanticida, serve a sollecitare pulsioni settarie, a resuscitare in alcuni strati dell'opinione pubblica uno scontro ideologico utile a


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compensare, o a colmare, lacune ideali e programmatiche. È una spregiudicata speculazione politica, condotta seminando sospetti e veleni, per imbastire un processo sommario al comunismo, per delegittimare e screditare - questo è ciò che interessa maggiormente - l'attuale classe dirigente della sinistra italiana.
Si tenta di ridurre ad una miserevole vicenda di spie e traditori, di omuncoli assoldati e asserviti all'Unione sovietica, la straordinaria esperienza del partito comunista italiano e del movimento operaio in Italia, il loro fondamentale contributo all'evoluzione democratica e civile, all'estensione dei diritti sociali. Ma non vi è solo l'offesa ingiusta e infondata, volta anche ai milioni di persone che si sono riconosciute nel PCI e che in esso hanno riposto le loro speranze di riscatto sociale; vi è anche un subdolo, strisciante tentativo, in atto ormai da alcuni anni, di ribaltare la verità storica, di riscrivere, alterandoli e falsificandoli, gli avvenimenti che hanno portato alla nascita della Repubblica, di equiparare fascisti e antifascisti, repubblichini e partigiani, di rimuovere finanche una serie di eventi che hanno raggiunto l'inesorabile culmine con l'Olocausto.
Il tentativo di censura sui testi scolastici non è che l'ultimo inquietante episodio a conferma dell'intento di negare le differenze profonde che hanno caratterizzato le parti avverse nel conflitto più aspro e tragico di questo secolo e di far apparire tutti uguali, i fascisti, che sostenevano la dittatura, le leggi razziali e conculcavano la libertà, e i comunisti, che per la libertà e la democrazia si sono battuti. Queste riletture e rivisitazioni della storia, volute da un revisionismo strumentale sempre più aggressivo, che tenta di comprendere in un eguale giudizio vittime e aguzzini, sono inaccettabili, così come i tentativi di infangare un partito che ha concorso in modo determinante alla lotta di resistenza, alla costruzione dell'ordinamento democratico, alla stesura di una Costituzione i cui princìpi fondanti rappresentano ancora, a distanza di mezzo secolo, efficaci barriere culturali e ideali contro l'intolleranza, l'ingiustizia e l'autoritarismo.
Questo è il ruolo concretamente svolto dai comunisti italiani. Per questo rivendichiamo orgogliosamente la nostra storia, perché essa coincide con la storia della costruzione e del mantenimento della libertà e della democrazia nel nostro paese. Questa nostra storia visibile e nota agli italiani ci consente di affermare, senza incertezze, che sono altre le vicende italiane del dopoguerra che dobbiamo seriamente indagare, vicende ben più serie e più gravi di quelle che si vorrebbero desumere dal dossier di cui tanto si è parlato. Vicende che hanno colpito pesantemente le istituzioni e i cittadini, che hanno insanguinato e infangato il paese. È di questi giorni la pubblicazione sugli organi di stampa di stralci della relazione inviata alla Commissione stragi dalla procura di Brescia, che riporta a galla gli omicidi, le stragi, gli attentati e, con essi, i servizi deviati, gli anni di piombo, la strategia della tensione. Riporta a galla avvenimenti tragici, che non hanno colpito soltanto le vittime dirette, ma hanno inflitto ferite profonde alla democrazia, alla fiducia dei cittadini nello Stato. Incredibilmente, di fronte a queste rivelazioni riguardanti episodi che hanno rappresentato, questi sì, una mina per le fondamenta dello Stato democratico e un attacco inaudito ai princìpi costituzionali, gli stessi che per mesi hanno urlato al tradimento della patria per l'inconsistente dossier Mitrokhin minimizzano e giurano che si tratta di leggende metropolitane.
Non voglio attribuire, perché non sarebbe serio, il valore di verità alle notizie apparse sui giornali, né alle ipotesi sull'esistenza di strutture segrete diverse da Gladio, di servizi paralleli nati sulle ceneri di Salò, che avrebbero operato dal 1945 fino al 1990 in chiave anticomunista, né alle anticipazioni sulla conoscenza del golpe borghese in casa americana, almeno quattro mesi prima dell'operazione. Saranno le sedi competenti, lo spero, a stabilire se si tratti di informazioni veritiere e se vi siano responsabilità penali.


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Credo, però, di poter politicamente rivendicare il diritto dei cittadini ad ottenere risposte a questi e ad altri interrogativi, che riguardano tutto il dopoguerra e che hanno segnato le vicende politiche italiane ben più dei palesi rapporti fra partito comunista italiano e partito comunista sovietico. Il 2 agosto scorso, a Bologna, il Presidente del Consiglio ha pronunciato parole pesanti sulle connivenze, le menzogne, gli appoggi che tante volte - sono parole sue - vi sono state all'interno dello Stato.

GIACOMO GARRA. Triangolo rosso!

ROSANNA MORONI. Quell'umiliazione che ha dichiarato alludendo alle inchieste deviate, alle verità mai scoperte, alle ombre lunghe che si proiettano dal passato nel futuro e minacciano la nostra democrazia, è l'umiliazione dell'intero paese. Umiliano l'intero paese le domande irrisolte sul perché delle stragi hanno segnato la storia repubblicana, le mancate risposte su piazza Fontana e su piazza della Loggia, sull'Italicus e su Ustica, sul caso Moro e su altri grandi e piccoli episodi rimasti senza movente e senza responsabili. Umiliano il paese, le trame e i complotti ancora oscuri, gli intrecci perversi e mai del tutto chiariti tra servizi, politica e massoneria. È questa la palude torrida che dobbiamo indagare per rimuovere l'incredibile insabbiamento attorno a quella catena di crimini che hanno condizionato e destabilizzato per lunghi anni la politica e le istituzioni, per sciogliere quel grumo di intrighi che ha visto il coinvolgimento di pezzi dello Stato, per svelare i misteri che pesano come un macigno sulla nostra coscienza democratica e intaccano la credibilità del nostro sistema istituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

VINCENZO FRAGALÀ. Signor Presidente, cari colleghi, a nome del gruppo di Alleanza nazionale annuncio il voto favorevole su questo provvedimento, anche se esso giunge alla votazione finale assolutamente depotenziato da modifiche introdotte da emendamenti che, oltre a ridurre il periodo previsto per l'indagine, hanno praticamente vanificato gli scopi della Commissione di inchiesta sull'archivio Mitrokhin.
Detto questo, mi permetto assai pacatamente e cortesemente di replicare a quanto ha affermato poco fa la collega Moroni e, prima di lei, la gentile collega Nardini. Mi chiedo e chiedo a tutti voi, cari colleghi, quale sia il pericolo paventato dalla sinistra estrema, dalla sinistra neocomunista riguardo ad un'inchiesta che, in base alle parole della collega Moroni, dovrebbe fare emergere che una serie di attività registrate nell'archivio Mitrokhin, nel dossier Havel, nelle carte dei servizi segreti cecoslovacchi e nelle carte della Stasi non sono atti criminali, non sono atti di tradimento di cittadini italiani che avevano e hanno alte responsabilità istituzionali rispetto alla propria patria, bensì tutte le cose indicate nell'archivio Mitrokhin sono benemerenze e la Commissione sarebbe assolutamente inutile, perché andrebbe ad accertare ciò che è scontato - come diceva la collega Nardini - per quanto riguarda l'attività del KGB e ciò che è assolutamente plausibile - come diceva la collega Moroni - per quanto riguarda i finanziamenti provenienti dalla ex Unione Sovietica e dal KGB.
Cari colleghi, il problema è un po' diverso, perché questa Italia, l'Italia repubblicana ha attraversato un periodo lunghissimo in cui la nostra vita politica è stata funestata ed inquinata da stragi, assassinii, sequestri e terrorismi, che addirittura avevano ritenuto di colpire lo Stato al suo cuore attraverso la lotta armata.
Ebbene, voi ricorderete, cari colleghi, che, quando questi terrorismi apparvero, quando queste bande armate ebbero il loro battesimo del fuoco sulle carni assolutamente innocenti di cittadini, magistrati, giornalisti, avvocati ed uomini politici, i commentatori allora à la page sostennero che si trattava di fascisti travestiti, di sedicenti Brigate Rosse.


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Quando l'editore miliardario Giangiacomo Feltrinelli saltò sul traliccio di Segrate, Camilla Cederna scrisse che sicuramente era stato ucciso dalla polizia o era un attentato fascista e così, via via, per tutte le stragi e gli omicidi che si sono dipanati fino alla fine degli anni ottanta, fino al 1988, perché l'ultimo martire della democrazia, ucciso da comunisti, vi è stato nel 1988.
Ebbene, si è detto con assoluta sufficienza che si trattava di fatti che avevano addirittura la CIA dietro le spalle.
Cara collega Moroni, subito dopo il sequestro Moro si disse che c'era la mano di Kissinger, che gli Stati Uniti erano intervenuti ad armare le sedicenti Brigate Rosse per sequestrare Moro e per impedire quel Governo delle larghe intese a cui partecipava il partito comunista. Ebbene, dall'archivio Mitrokhin abbiamo appreso che quell'inquinamento della vita politica italiana - come tanti altri - era dovuto al KGB che, attraverso la sua attrezzatissima «residentura» di Roma, aveva passato all'allora segretario della Democrazia cristiana una velina falsa; per cui, quel povero segretario della Democrazia cristiana, che fu tanto amico di Moro, dopo il barbaro assassinio dello statista democristiano, disse in un consiglio nazionale che probabilmente dietro questa vicenda vi era la CIA e, addirittura, Kissinger, mentre invece dall'archivio Mitrokhin abbiamo saputo che quella era un'impostura. Mentre eravamo in Commissione stragi, care colleghe Moroni e Nardini, ci è venuta la pelle d'oca quando si è presentato il giudice Priore con una lettera del professore Tritto, il primo assistente di Aldo Moro, che ci ha rivelato di avere letto nelle carte del dossier Mitrokhin il nome di un ufficiale del KGB che era stato alle calcagna di Moro nell'ultimo mese della sua vita, prima del suo sequestro, per spiarne le mosse. Moro se ne era accorto e aveva chiesto al Ministero dell'interno di identificare quel falso studente sovietico.
Questo e tanti altri episodi sono stati verificati nell'archivio Mitrokhin dalla più grande ed efficace intelligence del mondo, l'intelligence inglese, che per tre anni ha studiato il dossier e ha trovato tutti i riscontri relativi alle attività spionistiche nell'occidente. I servizi inglesi ci hanno inviato la documentazione nel 1995 e l'allora Governo Prodi ha dichiarato di aver ricevuto il dossier senza averne capito l'importanza e lo ha tenuto nel cassetto. Il successivo Governo D'Alema ha dichiarato di non averne saputo niente ed anche il suo ministro della difesa ha sostenuto di non essere stato informato dall'allora capo del SISMI, il generale Siracusa.
L'archivio Mitrokhin è venuto alla ribalta dell'informazione e della vita politica italiana soltanto quando il professor Andrew ha pubblicato il libro a Londra. Solo allora i nostri rappresentanti del Governo e della maggioranza di centrosinistra sono stati costretti a tirare fuori dal cassetto il dossier, rimasto nascosto per tre anni, senza che i nostri servizi di sicurezza avessero operato alcuna attività di controspionaggio, anche solo per stabilire l'assoluta infondatezza delle accuse o l'assoluta estraneità dei nomi indicati a centinaia e centinaia per gravissimi crimini di spionaggio e di alto tradimento nei confronti della patria. Ebbene, nulla è stato fatto, cara collega Moroni.

ROSANNA MORONI. Gli altri paesi hanno cestinato l'archivio Mitrokhin, ci hanno riso sopra!

VINCENZO FRAGALÀ. Tutti gli altri paesi hanno fatto attività di controspionaggio sull'archivio Mitrokhin, sia gli Stati Uniti, sia la Germania, sia la Francia, sia l'Inghilterra che ha, addirittura, messo sotto processo una spia del KGB che oggi ha 85 anni e che ha confessato di avere il nome dell'ideologia del comunismo, che il segretario Veltroni e il presidente D'Alema hanno più volte proclamato essere stato in assoluto contrasto con la libertà dei popoli perché causa di milioni di vittime innocenti.
Per tutti questi motivi, credo che questo provvedimento possa essere foriero soltanto, a fine legislatura, di una legge per l'inchiesta sull'archivio Mitrokhin che consenta finalmente di conoscere la verità


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sugli ultimi cinquant'anni della storia della nostra Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Soda. Ne ha facoltà.

ANTONIO SODA. A sentire l'onorevole Fragalà, sembra che la storia di questo paese sia intrecciata di spionaggi, di assassini, di terrori e che gran parte di questa storia, in questa lettura tragica, sia da addebitare alla sinistra. Vorrei dire all'onorevole Fragalà e a molti altri colleghi dell'opposizione che negli Stati a democrazia consolidata questi dossier sono stati valutati di scarsa credibilità, di incapacità e di inidoneità a fare luce, anche se parzialmente, su qualche vicenda. Ma sono paesi, quelli, nei quali le Commissioni d'inchiesta servono effettivamente, in una concezione moderna della separazione dei poteri, a consentire la funzione ispettiva e di controllo sulle responsabilità dei Governi e non, come pretendono le destre italiane, a scrivere o a riscrivere la storia secondo pregiudizi, ideologie, tesi preconcette, per obiettivi strumentali di propaganda politica. Le Commissioni d'inchiesta sono dirette ad accertare le responsabilità delle azioni di Governo rispetto alla democrazia, agli interessi del paese, alla gestione della cosa pubblica, alla lealtà costituzionale, alla lealtà repubblicana. Colleghi dell'opposizione, su tutti questi terreni la sinistra italiana, tutta la sinistra italiana, può essere orgogliosa e fiera della sua storia.

GIACOMO STUCCHI. Taglia!

ANTONIO SODA. La sinistra ha consentito, insieme alle altre forze democratiche del paese, di tenere salda e di conservare la libertà nel nostro paese.
Noi voteremo a favore dell'istituzione della Commissione d'inchiesta sull'archivio Mitrokhin perché non abbiamo nulla da temere e se relativamente agli aspetti riguardanti la funzione ispettiva del Parlamento qualcuno, e in particolare le opposizioni, ritiene che si debba fare luce, non ci sottraiamo. Vorrei che rifletteste su questa vostra concezione deviante delle Commissioni d'inchiesta: voi costruite una tesi politica ed ideologica, sovente propagandistica, e, come insegna l'ultima «commissione Storace», pensate con le commissioni di scrivere la storia. Credo che questo sia uno dei vostri limiti istituzionali per i quali forse non basta un po' di acqua di Fiuggi a farlo superare.
La necessità di modificare il testo è stata avvertita in primo luogo da un esponente di un gruppo dell'opposizione e quindi a quel lamento dell'onorevole Garra - «ci avevate assicurato l'approvazione del testo così come pervenuto dal Senato e invece l'avete modificato» - rispondo che l'abbiamo modificato perché il testo del Senato presentava quella lacuna sull'autenticità, la provenienza e l'affidabilità. La lacuna è stata colmata proprio con l'emendamento approvato, secondo un'esigenza manifestata anche da un gruppo dell'opposizione. Quindi nessun timore all'istituzione di questa Commissione d'inchiesta, purché sia chiaro che non entriamo nella vostra logica antiistituzionale e deviante delle Commissioni d'inchiesta quali strumenti di riscrittura della storia secondo pregiudizi ideologici, anche perché questi ultimi sono in realtà pregiudizi che non tengono conto della storia costituzionale del nostro paese e delle ragioni fondanti del nostro Stato (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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