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LUIGI OLIVIERI. Abbiamo avuto più volte modo di confrontarci anche in merito alla riforma della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, al suo futuro e alle sue prospettive. Non ci stancheremo mai di ribadire che trova riconferma l'accordo De Gasperi - Gruber ossia l'unicità dello statuto autonomistico, la sua articolazione tripolare ed il suo ancoraggio internazionale. Abbiamo rovesciato l'impostazione attuale riconoscendo a livello normativo quella che è la realtà fattuale, ossia il motore dell'autonomia sin dal 1971 non è più la regione bensì le due province che la costituiscono. L'ente regione oggi ha residuali competenze legislative e amministrative e ha bisogno di una sua ricollocazione in un nuovo contesto istituzionale.
deliberare politiche comuni in determinate materie.
Dall'approvazione del secondo statuto di autonomia è trascorso un quarto di secolo e l'attuale sistema non solamente è datato ma si può dire che è arrivato al capolinea, in modo particolare dopo la chiusura del cosiddetto «pacchetto» avvenuta nel 1992 e che ha rappresentato il completamento delle condizioni di base dell'autonomia della provincia di Bolzano a tutela delle minoranze in essa residenti e la definitiva trasformazione del problema delle minoranze di lingua tedesca in una questione interna dello Stato italiano.
Noi pensiamo che il quadro regionale debba essere ripensato come livello di cooperazione indispensabile tra le due province, i cui organi siano costituiti da un'unione funzionale di stampo confederale degli organi provinciali riuniti per
Chiediamo al centro-destra di confrontarsi su questo tema al fine di ricostruire una unità di intenti per prepararsi al meglio sia dal punto di vista istituzionale che di organizzazione complessiva, per competere in una realtà profondamente modificata che dovrà vedere queste cooperazioni capaci di aprirsi completamente alle novità e alle innovazioni che il terzo millennio ci prospetta.
I Democratici di sinistra hanno contribuito fattivamente alla elaborazione, discussione sia in Comitato ristretto che in Commissione che in Aula, convintamente alla proposta di legge costituzionale di riforma degli statuti oggi al nostro esame. Stiamo compiendo l'atto finale e conclusivo che necessita della maggioranza assoluta di questa Assemblea. Si tratta di una riforma che siamo convinti diverrà la riforma del Parlamento dato che anche il centro-destra ne valuterà la portata veramente innovativa e di progresso e quindi contribuisca alla sua approvazione.
Da parte dei Democratici di sinistra vi sarà un voto favorevole proprio perché vogliamo contribuire a far sì che questo disegno di riforma costituzionale oggi compia positivamente il suo ultimo passo e diventi a tutti gli effetti una legge costituzionale.
Ringrazio, infine, i colleghi deputati dei Democratici di sinistra siciliani, sardi, friulani e trentini che mi hanno concesso il grande onore di parlare anche a loro nome.


