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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sull'irruzione violenta in una sede della Lega nord a Venezia.
Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore Massimo Brutti.
MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevole deputati, a Venezia questa mattina, poco dopo le ore 8, una ventina di giovani, a quanto risulta, dopo avere abbattuto con un rudimentale ariete in ferro di circa 2 metri di lunghezza il portone d'ingresso di palazzo San Cassiano - un edificio di pregio storico ed artistico, al numero civico 1858 di San Polo - è penetrata nei locali in cui hanno sede una sezione della Lega nord e gli uffici della organizzazione partitica denominata governo della Padania.
Secondo le prime risultanze delle indagini, il fax è stato trasmesso da una tabaccheria di Vigorovea, in provincia di Padova, presso la quale si è presentato un giovane che, secondo la testimonianza dei titolari del negozio, aveva un copricapo e barba folta e, quindi, a quel che mi sembra, non facilmente riconoscibile.
DOMENICO GRAMAZIO. Allora cercateli!
MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. L'impegno delle istituzioni e di tutti i cittadini deve essere massimo perché ogni tentazione di tornare agli anni della violenza e all'uso della violenza nella lotta politica sia arginata, respinta e sconfitta.
STEFANO STEFANI. E i mandanti?
MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. In particolare il prefetto di Venezia, in considerazione dell'acuirsi del clima di tensione che è manifestato dall'ultimo episodio più che da altri, d'intesa con il questore ha immediatamente disposto l'ulteriore potenziamento
della vigilanza presso tutti gli obiettivi riconducibili alla Lega nord; una peculiare attenzione specie nelle ore notturne viene rivolta alle sedi di Mestre e Chioggia più esposte al rischio del ripetersi di episodi di intolleranza, mentre la sede della Lega nord-Liga veneta di Campo San Cassian, che fino ad oggi era oggetto di vigilanza notturna saltuaria da parte delle forze dell'ordine, viene ora presidiata in modo fisso e continuativo 24 ore su 24.
FILIPPO ASCIERTO. Chiudete i centri sociali!
MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Pertanto, contiamo sulla collaborazione di tutti i cittadini (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borghezio. Ne ha facoltà.
MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, sono belle e responsabili le parole del rappresentante del Governo, ma come credere alla loro sincerità e a quella dell'esecutivo da lui rappresentato se è vero, come è vero, che quel brutto ceffo di Casarini guidava l'assalto ai cinque militanti disarmati del gazebo di Marghera? Sopravvenne, poi, il segretario con la sua divisa da guardia giurata e si sa che le guardie giurate, quando lavorano (ricordo che i padani lavorano), sono armate. Dunque, il guidatore di quella spedizione, colui che oggi ha commentato (e, direi, quasi rivendicato) l'azione terroristica contro il palazzo del governo della Padania, affermando che si tratta di azioni comprensibilissime, risulta essere (o essere stato fino a poco tempo fa) consulente del ministro Livia Turco, mentre altri brutti ceffi di quei centri sociali risultano essere iscritti al libro paga del comune di Venezia, amministrato dall'esimio professor Cacciari.
soltanto i giovani, disarmati (come siamo abituati noi padani) ed animati solo dal loro entusiasmo, per aggredirli a bastonate, a calci, a coltellate: questi sono i delinquenti che qualcuno alleva nei centri sociali, i cui dirigenti sono consulenti del Governo o di certe amministrazioni, come quella di Venezia!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pezzoli. Ne ha facoltà.
MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, è con un certo imbarazzo che oggi affrontiamo questa problematica; lo abbiamo già fatto altre volte (il sottosegretario ha ricordato gli episodi del 26 settembre scorso) con un certo imbarazzo, perché non credo che il Parlamento debba intervenire su fatti del genere. Se vi fosse un Governo serio che, gestendo le forze di polizia ed esercitando le potestà dell'indagine e della repressione, facesse bene il proprio lavoro, il Parlamento oggi non dovrebbe intervenire, se non denunciando quel che sta accadendo ormai da tempo nel nostro paese, in particolare a Venezia e nel nord est.
C'è poi un altro aspetto, al quale ho già accennato oggi nel commentare brevemente i fatti e nel portare la mia solidarietà al gruppo della Lega nord per quanto è accaduto. Dobbiamo domandarci come sia possibile che a Venezia, nel centro storico, dove è difficile la mobilità, dove non esiste una periferia che possa essere raggiunta velocemente da parte delle forze di polizia, a San Cassiano, in pieno centro storico (io conosco bene quella zona, ho abitato a Venezia per 26 anni), in un'ora di punta, venti persone scendano da un barchino, vadano a San Cassiano e sfondino una porta con un ariete, distruggano in 5-10 minuti la sede della Lega nord, escano tranquillamente, montino di nuovo sulla barca e ripartano. Non si parla, dicevo, della periferia di una grande città, dove ci vuole tanto tempo per giungere dalla questura, dal commissariato di pubblica sicurezza o dal comando dei carabinieri: Venezia è centro storico in sé, anche la periferia del centro storico è centro storico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scantamburlo. Ne ha facoltà.
DINO SCANTAMBURLO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, esprimo, a nome dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo, il senso di condanna ferma e decisa, che sempre abbiamo manifestato, con convinzione e senza indulgenze, ogni qualvolta la lotta politica è stata inquinata da comportamenti violenti, nei confronti dell'atto deprecabile commesso nella sede di un partito, la Lega nord Padania, stamane a Venezia.
rispetto sia di chi diviene maggioranza, sia di chi svolge l'importantissima e necessaria funzione civile e politica di controllo e di pungolo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, vorrei rinnovare i sentimenti più affettuosi di solidarietà agli amici e colleghi della Lega, seduti accanto a noi in Parlamento, a nome dei deputati del gruppo di Forza Italia, e a tutte le migliaia, decine di migliaia, anzi, centinaia di migliaia di militanti della Lega che hanno, come ha ricordato l'onorevole Borghezio, contribuito alla creazione di una propria sede a Venezia.
affermazioni! Penso invece che sia assolutamente intollerabile che questo Governo della sinistra non ritenga di dover fare un esame di coscienza profondo e serio sui mandanti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Abbiamo espresso più volte - e mi dispiace che alcuni colleghi non se ne siano accorti - la nostra posizione attraverso le agenzie di stampa e interventi del gruppo regionale dei DS del Veneto. Capisco che l'onorevole Pezzoli possa non aver letto le agenzie, considerato che era in aula, come molti di noi, ma anche alle 13, quando si è avviato questo dibattito, io stesso sono intervenuto, a nome dei DS, per esprimere che siamo di fronte ad un fatto grave. Credo, pertanto, che si tratti di strumentalizzazioni inutili e che, semmai, si debba riconoscere che vi è unanimità nella condanna di questi eventi all'interno del Parlamento.
rappresenta una sconfitta per tutti coloro che credono nei principi e nei fondamenti della democrazia.
ROLANDO FONTAN. Lo sono, lo sono!
PIERO RUZZANTE. ...come lo sarebbe pensare che tutti coloro che vanno in uno stadio siano responsabili di atti vandalici come pochi facinorosi o ultras. Dico ciò, richiamando i rappresentanti della Casa delle libertà alle loro responsabilità, considerato che nelle città amministrate dal Polo della libertà - penso a Padova e a Milano - si è cercato giustamente, a mio avviso, un dialogo positivo proprio con i rappresentanti di quei centri sociali. Quindi, stiamo attenti alle generalizzazioni.
GIANPAOLO DOZZO. Non l'abbiamo mai fatto! Non abbiamo mai alzato una mano, anzi!
PIERO RUZZANTE. Lo dico con estrema franchezza, proprio perché resti agli atti: non si risolvono questi fatti con le ronde padane! Abbiamo leggi che devono essere rispettate e un sistema che prevede che gli arresti non spettino al Governo, ma alla magistratura; le leggi prevedono che la tutela dell'ordine pubblico, comprese le sedi dei partiti, spetti alle forze di polizia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barone. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE DEL BARONE. Signor Presidente, colleghi, già questa mattina il collega ed amico Lucchese ha manifestato la solidarietà dei deputati del CCD agli amici della Lega per quanto è successo alla loro sede veneziana. Tale solidarietà desidero riconfermarla e lo faccio toto corde, al di fuori delle parole più o meno di rito che si pronunciano in tali occasioni,
sentendo tale solidarietà non come atto dovuto, ma come atto pregno di significato, di amicizia, di adesione, in antitesi a quanto accaduto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Presidente, colleghi, voglio esprimere solidarietà nei confronti della Lega nord Padania, come movimento politico, e nei confronti dei colleghi parlamentari per l'aggressione subita questa mattina nella loro sede di Venezia.
seduta antimeridiana, quando è stata denunciata l'aggressione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bampo, al quale ricordo che ha due minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
PAOLO BAMPO. Vorrei dire ai colleghi della Lega che non devono dare credito alle parole di solidarietà di chi tenta oggi (in particolare nell'intervento del collega Boato) di minimizzare ciò che oggi è accaduto. Non si è trattato né di una ragazzata e neppure di una bravata, ma si è trattato di un chiaro atto di repressione politica.
Oggi la Lega sta pagando per un'azione politica che ha compiuto in un recente passato in cui ha abbandonato una parte politica per trasferirsi in un'altra area. Io non solo condivido ogni passaggio che ha fatto recentemente la Lega, ma sono attento anche a come si sta comportando in questo momento la sinistra e questo mi preoccupa. Credevo in effetti che l'informativa del Governo si limitasse a quella relazione asettica da maresciallo dei carabinieri con cui il sottosegretario Brutti aveva esordito. Abbiamo sentito che vi sono state anche parole di condanna, però, certamente, signor sottosegretario, non si può definire chi ha compiuto l'azione di oggi come un gruppo di giovani. Non sono ragazzacci birbanti quelli che hanno compiuto quest'azione. Sono d'accordo con chi ha detto che ci sono stati sicuramente dei mandanti per ciò che è accaduto.
PRESIDENTE. Sono così esauriti gli interventi sull'informativa urgente del Governo sull'irruzione violenta in una sede della Lega nord a Venezia.
Dopo l'intervento del sottosegretario di Stato per l'interno potrà intervenire un deputato per gruppo per cinque minuti, nonché un rappresentante per ciascuna delle componenti del gruppo misto.
Onorevole Napoli, onorevole Cuscunà, per cortesia proseguite la discussione fuori. Onorevole Targetti, onorevole Siniscalchi, per cortesia.
Gli ambienti situati al piano terreno sono stati devastati e sono state infrante parzialmente le vetrate di tre finestre ed una porta; inoltre sedie, tavoli ed altri arredi sono stati rovesciati e devastati. Gli aggressori, avvalendosi dell'ariete, hanno divelto un cancello in ferro mentre sui muri venivano tracciate con vernice spray scritte che volevano essere antirazziste e slogan contro la Lega nord e i suo esponenti.
Dai primi accertamenti riferiti dalla prefettura di Venezia risulta che quattro persone sarebbero giunte dal Rio di San Cassiano a bordo di un natante, dal quale avrebbero scaricato l'ariete ed una mazza utilizzati per sfondare il portone di ingresso. Mentre un individuo attendeva a bordo del natante, gli altri tre, defilatisi nei pressi del ponte sito su calle dei Morti, avrebbero aspettato l'arrivo degli altri componenti del gruppo.
Siamo a breve distanza dai fatti e, quindi, le informazioni che fornisco sono quelle che finora siamo riusciti a raccogliere. Tuttavia, già da esse emerge la portata di questo episodio.
Sulla base delle testimonianze che sono state raccolte, l'evento criminoso si sarebbe protratto per circa 5-10 minuti; successivamente il gruppo si sarebbe allontanato verso calle Baglioni. Nel corso di un sopralluogo eseguito nelle immediate vicinanze, è stata rinvenuta in calle Raspi una bomboletta spray presumibilmente usata nel corso dell'azione.
L'intervento delle forze dell'ordine è stato immediato: sia la Polizia di Stato, sia l'Arma dei carabinieri hanno subito avviato le prime indagini finalizzate ad individuare gli autori di questo attacco e le motivazioni dell'assalto all'immobile di proprietà della Lega nord, che è usualmente utilizzato per riunioni e iniziative assunte da questo partito.
Sempre questa mattina, intorno alle 10,20, tramite un fax indirizzato alla sede regionale dell'ANSA di Mestre, è pervenuto un messaggio di rivendicazione firmato «TB nati sotto il segno dell'ariete», laddove le iniziali sembrerebbero riferibili al movimento delle cosiddette «tute bianche». Questa assunzione di responsabilità, che riconduce ad una componente dei centri sociali, è attualmente oggetto di attento esame da parte degli inquirenti, nell'ambito degli accertamenti e delle indagini che sono state avviate subito dopo il fatto dalla procura della Repubblica di Venezia.
Il documento, composto da una ventina di righe, sulla cui autenticità e origine, come ripeto, sono in corso accurati accertamenti, si autoqualifica comunicato stampa e, dopo una telegrafica assunzione di paternità dell'azione - ore 8, Venezia, 25 ottobre: aperta con un ariete la sede del governo padano -, preannuncia, con un linguaggio insolito ed alquanto approssimativo, i propri obiettivi: «Chiudere con la Lega dei razzisti e intolleranti. Chiudere con la barbarie dell'istigazione all'odio tra le genti. Aprire una porta ha tanti significati, vuol dire che nessun razzista xenofobo può sentirsi tranquillo. Devono fermarsi i proclami dell'odio razziale e religioso. Non siamo disposti a vedere una nuova Jugoslavia, un nuovo Afghanistan, una nuova Cecenia anche qui». E poi: «Ci copriamo per essere visti. Apriamo per chiudere. Sogniamo per vivere».
Ho esposto per esteso il contenuto di una parte del documento proprio perché ci si renda conto del miscuglio di parole contenenti messaggi di violenza.
L'atto violento di questa mattina è particolarmente odioso perché colpisce la sede di un partito e, a parte i reati commessi, è un intollerabile segno di disprezzo per le libertà e i diritti politici che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini italiani.
Questo, in verità, è l'ultimo di una serie di episodi che a Venezia, specie negli ultimi tempi, hanno visto coinvolti militanti della Lega nord. Esattamente un mese fa in quest'aula, a conclusione della seduta del 26 settembre, ho personalmente svolto un'informativa urgente del Governo su episodi di violenza verificatisi nel capoluogo veneto contro appartenenti alla Lega nord a conclusione di una manifestazione di partito.
Nella mattinata del 21 ottobre scorso un gruppo di aderenti al centro sociale veneziano Rivolta, di cui è leader Luca Casarini, hanno duramente contestato l'iniziativa di alcuni militanti della Lega nord che stavano raccogliendo firme contro la costruzione della moschea di Venezia e contro l'affidamento di minori a coppie omosessuali.
In quella circostanza il gazebo ed il tavolo utilizzati dagli esponenti della Lega sono andati distrutti, mentre il Casarini ha denunciato il fatto che il segretario di sezione della Lega, Giulio Volpato, dipendente di un istituto di vigilanza privata, gli avrebbe mostrato minacciosamente la sua pistola.
Nella notte del successivo 23 ottobre sulla parete esterna della sede del consiglio di quartiere di Marghera è comparsa la scritta: «leghista con la pistola ti tagliamo la gola».
Per questi ultimi fatti è stata inoltrata alla procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia una comunicazione di notizie di reato nei confronti del Casarini e di altri dodici militanti del centro sociale Rivolta per danneggiamento e violenza privata, mentre il Volpato è stato deferito alla autorità giudiziaria per minacce.
L'episodio odierno ha tuttavia una diversa valenza ed una gravità assai maggiore poiché viene colpita con le modalità di un'azione squadristica ed eversiva - non è la prima volta che assistiamo all'utilizzazione di arieti - un'importante struttura di un partito rappresentato in Parlamento. Il Governo condivide il giudizio di condanna che è stato formulato dal Presidente della Camera: qualunque attacco ad un movimento politico è un attacco alla democrazia.
Vorrei dire che, di fronte a questa escalation degli ultimi mesi, il parere del Governo è che questi atti non debbano essere sottovalutati. Il Governo non sottovaluta queste aggressioni.
Il Ministero dell'interno farà tutto quanto è in suo potere, non solo affinché siano assicurati alla giustizia i responsabili di quanto è avvenuto stamani, ma anche più in generale per tutelare il libero e democratico svolgimento della vita politica del paese in questa fase che precede un'importante scadenza elettorale quale quella che vi sarà nella primavera.
Sulla base di questa aggressione, che ha modalità per le quali non deve essere sottovalutata, il Governo intende dire con chiarezza oggi, per le prossime settimane e per i prossimi mesi, che noi non intendiamo in alcun modo tollerare che la campagna elettorale sia condizionata da provocazioni e da atti di violenza, da qualunque parte provengano. Questa indicazione viene data con estrema chiarezza alle nostre forze di polizia e agli operatori specializzati in questo settore di lavoro. Deve essere chiaro a tutti e, in particolare, alle organizzazioni estreme, a chi manifesta opinioni politiche più radicali, che il diritto alla manifestazione del pensiero sarà garantito ma che qualsiasi atto di violenza che intervenga nella vita politica per condizionarla verrà severamente punito e che vi sarà un'opera di prevenzione attenta per evitare che episodi del genere accadano.
Ebbene, credo che sia la grande paura del risultato elettorale (Commenti del deputato Palma) a spingere i mandanti di queste azioni, nonché la forza dello schieramento antistatalista che vede crescere i consensi nel paese, anche sulla base delle idee-forza di libertà e di rifiuto del totalitarismo e di certi metodi. Signor sottosegretario, riflettiamoci tutti: è così che sono nate le Brigate Rosse, che tanto sangue hanno fatto versare nel nostro paese. Non bisogna allevarli questi soggetti, questi Casarini! Non bisogna allevarli! Sono questi che dovete togliere di mezzo dalla società e rendere inoffensivi!
Signor sottosegretario, dal Governo ci saremmo aspettati qualcosa di più preciso; ci saremmo aspettati un impegno ad arrestare i responsabili, visto che sapete benissimo chi sono e dove abitano, se è vero, come è vero, che, dopo i fatti accaduti stamane, la polizia ne ha denunciati quindici per i fatti di Marghera: erano nomi che si conoscevano già sabato, quando i nostri sono stati massacrati (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
A Venezia, dopo una bella manifestazione di gente onesta (i padani che lavorano), se ne sono andati tutti a casa e quei vigliacchi hanno aspettato che rimanessero
Signor sottosegretario, il nostro palazzo del governo ce lo difendiamo da soli, perché non abbiamo fiducia nell'attività e nelle promesse di questo Governo che aveva ricevuto tutti i segnali di quel che si preparava. Il palazzo di San Cassiano è stato pagato dal sacrificio di milioni di militanti e simpatizzanti padani della Lega e della nostra battaglia di libertà, i quali hanno tirato fuori le mille lire, le cinquemila lire o le diecimila lire per comprarlo: non lasceremo che sia distrutto dai delinquenti che qualcuno alleva e protegge! È una vergogna (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, di Forza Italia e di Alleanza nazionale) che cade su di voi e sul vostro Governo, perché non vi è stata prevenzione e, ancora oggi, quei delinquenti possono usare i fax e gli strumenti di informazione per far arrivare le loro minacce come se non vi fosse mai stato il fenomeno del terrorismo nel nostro paese! La lezione non è servita a nulla!
Per fortuna, signor rappresentante del Governo, vi è un grande fronte che si chiama Casa delle libertà, che sta per mandarvi a casa, a far danno altrove (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Signor Presidente, vorrei riprendere quanto affermato dall'onorevole Borghezio a proposito dei centri sociali.
I centri sociali esistono dalla fine degli anni sessanta ed erano organizzazioni extraparlamentari di sinistra vicine al Partito comunista, che però erano emarginate dal consesso civile, perché là dove operavano portavano sempre disagio, confusione e problemi di ordine pubblico per la comunità. Probabilmente, nell'ambito di un corretto dibattito, che potrebbe e dovrebbe svolgersi anche in quest'aula, avremmo potuto parlare di questa anomalia tutta italiana dei centri sociali.
Dal 1996 ad oggi, invece, i governi di centrosinistra hanno legittimato questi centri sociali, come diceva Borghezio, con le consulenze affidate da Livia Turco a Casarin, leader del centro sociale Rivolta di Venezia, e ad altri leader dei centri sociali del Veneto e di altre realtà del nord-est, oppure con le consulenze e le autorizzazioni commerciali rilasciate a questi personaggi, a questi delinquenti dall'amministrazione veneziana, guidata prima da Cacciari e oggi da Costa. Quindi, va imputata a voi la responsabilità politica per il modo in cui avete voluto gestire i rapporti con i centri sociali, che solo disagio, confusione e problemi di ordine pubblico e di sicurezza hanno creato nel paese. Oggi questi sono legittimati, li avete portati in televisione ogni qualvolta si dibatteva di pace, di guerra, di questioni di carattere umanitario; avete permesso loro di avere la ribalta della televisione, li avete foraggiati (ricordavo prima in che modo: o direttamente da parte del Governo, con Livia Turco, o da parte delle amministrazioni comunali di centrosinistra). La responsabilità di quello che è accaduto oggi e che sta accadendo in questi mesi è solamente del Governo di centrosinistra.
Mi chiedo allora come sia possibile che tutto questo sia stato fatto con un ariete largo e lungo tre metri, come sia possibile che la sede di un importante partito politico, rappresentato a livello parlamentare e che è portatore dei bisogni, dei sentimenti, delle istanze di milioni di cittadini al nord, non sia vigilata da tempo. Ciò è strano, specie in questi momenti di difficile inizio della campagna elettorale, in cui vi sono atteggiamenti veramente razzistici non da parte della Casa delle libertà, ma di queste organizzazioni nei confronti della Casa delle libertà. Il mio pensiero corre anche ad Alleanza nazionale, che della Casa delle libertà fa parte e che a Venezia ha le proprie sedi, la propria federazione: è comprensibile la preoccupazione che ciò che è accaduto alla Lega possa accadere ad Alleanza nazionale o ad altri partiti della Casa delle libertà.
Manifesto allora la piena condanna di Alleanza nazionale nei confronti di questo Governo, che in maniera strumentale, probabilmente per fini politici ed elettorali, che già capiamo, ma che comprenderemo meglio tra qualche settimana e tra qualche mese, ha permesso che quanto è avvenuto in questi mesi non venisse anche politicamente condannato. Oggi ho notato che da parte del centrosinistra non c'è stata, come da parte di altre forze politiche, una parola di solidarietà nei confronti di quello che è accaduto. Questo è sintomatico, come è sintomatico, ad esempio, che nei banchi di Rifondazione comunista, cui i centri sociali si riferiscono politicamente, non ci sia nessuno oggi a portare una parola di solidarietà e di attenzione (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, di Forza Italia e di Alleanza nazionale). La responsabilità di quanto sta accadendo a Venezia e nel nord est sono imputabili al centrosinistra e a questo Governo.
Credo nella magistratura e spero faccia il proprio corso: spero non ci siano influenze negative nei confronti di questa indagine e che i responsabili vengano presi e gettati in galera a pane e acqua (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale, di Forza Italia e della Lega nord Padania).
Non abbiamo alcuna remora a farlo, perché riteniamo sia un preciso dovere civile di tutti i cittadini e ancor prima di chi è chiamato a rappresentarli. Una società democratica regge sul libero dibattito e sul confronto aperto e leale, sulla contrapposizione di idee e di proposte che devono costituire un arricchimento per tutti, sullo sforzo di farne sintesi e sul
La violenza usata come lotta politica è sempre stata foriera di drammatici sviluppi, di imposizioni e di ricatti odiosi, di emarginazioni e di annientamenti, fino ai crimini terribili che abbiamo conosciuto nella nostra storia recente e che sono tuttora in atto in tanti paesi del mondo.
Noi vogliamo difendere la democrazia nei suoi valori a parole e nei fatti, impegnandoci a viverla con coerenza, non conferendo alle nostre parole e ai nostri gesti politici significati che variano a seconda dei giorni e delle convenienze: lo diciamo a noi stessi, lo diciamo a tutti, anche ai colleghi della Lega. Neanche le affermazioni o le proposte spesso ondivaghe o anche preoccupanti e talvolta gravi che sono state e sono pronunciate dal movimento leghista possono essere invocate da nessuna persona a presunta giustificazione per azioni di tipo intollerante o eversivo. La democrazia non è mai autodifesa: la democrazia è legalità sempre e per tutti, da una parte e dall'altra.
Venezia, nella sua storia millenaria di prestigioso ponte politico, culturale ed economico con l'Oriente, città che ha aperto frontiere, culture e forme di collaborazione con popoli molto diversi, non è in alcun modo rappresentata da queste persone scellerate che hanno commesso oggi tale atto. Accanto alla netta condanna, che deve essere tempestiva e priva di riserve da parte di tutti, chiediamo al Governo che le forze dell'ordine e la magistratura, attivamente impegnate per prevenire e impedire qualsiasi inaccettabile espressione di intolleranza e qualsiasi ricorso alla violenza, facciano il massimo in loro potere affinché accertino al più presto le effettive responsabilità di questo come degli altri atti che il sottosegretario ha ricordato, individuino autori e mandanti ed impediscano che irresponsabili speculazioni di parte possano portare ad ulteriori atti.
È necessaria, quindi, una forte responsabilità da parte di noi tutti. Pertanto, anche l'accusa rivolta a singoli uomini politici e alla maggioranza politica di aprire così la campagna elettorale - attenzione! -, oltre ad essere oggettivamente irricevibile, non serve certo al rapporto rispettoso, leale e pacifico che è invece necessario in campagna elettorale, ma che è sempre necessario se vogliamo, come tutti mi auguro vogliamo, costruire una società più progredita e più solidale (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e della Lega nord Padania).
Questa sede oggi è stata profanata, ma non è stata profanata solo la sede della Lega - il che di per sé è già un fatto intollerabile - è stata infatti profanata una sede della Casa delle libertà, una sede della libertà, una sede di un partito politico che dell'amore per la libertà sicuramente ha dato prova in passato e ne darà ancora di più in futuro.
Non possiamo poi accettare le parole un po' notarili, anche se apparentemente impegnate, pronunciate questa sera dal sottosegretario. Che un Governo della sinistra, che sta provando in tutti i modi a non perdere le prossime elezioni politiche, affermi in maniera impegnativa di fare tutto il possibile per mettere in galera i responsabili di questo fatto non ci meraviglia, perché è evidente che si teme una ritorsione, un contraccolpo negativo in termini politici ed elettorali. Non vedo dunque da parte del Governo un grandissimo sforzo nel fare un certo tipo di
Prima sentivo che qualcuno del gruppo della Lega chiedeva: e i mandanti? Ebbene, i mandanti chi sono? Vanno sicuramente ricercati i responsabili diretti. Che sono stati citati da chi è intervenuto prima di me. Si è parlato di un certo Casarin (non so chi sia); si è parlato di centri sociali. Ma dietro questo centri sociali, dietro questi energumeni, dietro questi pericolosi imbecilli, chi c'è? Chi c'è dietro queste facce più o meno note? Quali sono i discorsi che animano queste menti malate e che le portano a fare discorsi, rivendicazioni deliranti e azioni assolutamente inaccettabili? Quali sono le menti malate che animano queste altre menti malate? Ricerchiamole! Ed io le trovo in coloro che in questi giorni, nelle ultime settimane, hanno parlato di razzismo, di xenofobia, di atteggiamenti intollerabili da parte della Lega, di atteggiamenti intollerabili da parte della Casa delle libertà, accostandole - accostandoci! - a leader di altri paesi europei verso i quali io ed il gruppo a cui appartengo (ma penso valga per tutti quelli della Casa delle libertà) non nutriamo una particolare simpatia.
Andiamo a ricercare i responsabili delle azioni! Sono ancora relativamente giovane ma ricordo bene come sono nate le brigate rosse. Ricordo quando nelle assemblee studentesche, nei primi anni settanta, venivano in qualche modo accettati quei discorsi che poi hanno portato alla costruzione di un partito armato che ha creato tanti problemi alla democrazia e alla libertà nel nostro paese.
Non vorrei che con troppa leggerezza questo Governo, il Governo che lei rappresenta, signor sottosegretario, permettesse o anzi alimentasse discorsi a volte tanto «scalfariani» - mi consenta di dirlo, onorevole Scantamburlo e con questo ovviamente confermo di non nutrire alcun tipo di stima nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica Scalfaro - che alla fine portano a legittimare atteggiamenti, modi di dire, di pensare, attribuendo velleità xenofobe inaccettabili, intollerabili e antidemocratiche a gruppi politici che invece fanno la loro legittima campagna politica e democratica assieme ad altre forze politiche, con lo spirito solo di voler cambiare in positivo questo paese.
Prendiamo atto della volontà di presidiare giorno e notte la sede della Lega di Venezia (magari potevate farlo prima, in ogni caso meglio tardi che mai). Prendiamo atto della vostra dichiarata volontà di impedire che la campagna elettorale possa essere avvelenata da atteggiamenti intollerabili; dobbiamo però sottolineare la vostra totale mancanza di autocritica, di sana autocritica (e voi dovreste essere, in quanto ex comunisti, campioni nell'autocritica) per i vostri comportamenti compiacenti verso coloro che ogni giorno ci minacciano nella nostra campagna di libertà per il cambiamento (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
Come Democratici di sinistra, abbiamo espresso una netta condanna contro l'irruzione, dichiarando in quest'aula oggi alle 13 - lo ripeto - che quando la violenza attacca le sedi della politica
Siamo di fronte ad un salto di qualità - lo ha rilevato anche il sottosegretario Brutti - dal punto di vista organizzativo e del metodo anche se, in questo caso, come in qualsiasi altro, credo che sia sempre un errore generalizzare. È un errore pensare che tutti i giovani che frequentano i centri sociali siano i responsabili dei fatti di violenza...
Non condividiamo e non accettiamo - lo vogliamo dire in maniera molto netta - alcuna strumentalizzazione su questi fatti. Non condividiamo le manifestazioni che avete fatto contro le moschee; non riconosciamo alcuna legittimità al governo della Padania; non condividiamo i contenuti della petizione che state raccogliendo. Ma ritengo che sia molto grave strumentalizzare queste nostre posizioni contrarie espresse all'interno di un confronto democratico e pensare addirittura che esse possano essere in rapporto - come si legge in alcune dichiarazioni di queste ore - con gli atti di violenza subiti dalla Lega.
Come Democratici di sinistra rifiutiamo la violenza come metodo di fare politica. In quest'aula abbiamo sempre espresso solidarietà nei confronti delle forze politiche che hanno subito atti di violenza. Durante i fatti del Kosovo - lo voglio ricordare - le nostre sedi sono state colpite da oltre quaranta attentati e abbiamo giustamente ricevuto solidarietà in questa sede parlamentare. Credo che non vi debbano essere strumentalizzazioni perché, alla fine, se non c'è un sentire comune in questa sede parlamentare, perdiamo tutti.
Condivido le preoccupazioni espresse dal senatore Brutti a nome del Governo e la necessità di tutelare e di garantire, soprattutto in questa fase politica preelettorale - ma dovrebbe valere sempre -, a tutte le forze politiche la libertà di esprimere la propria posizione. Tuttavia, la risposta ai fatti di Venezia, onorevole Borghezio, deve essere ricercata nella legalità, non in un tentativo di farsi garanti della giustizia da parte dei militanti della Lega.
Questa è l'unica strada da percorrere per non tornare agli anni bui che il Veneto ha già conosciuto, con la violenza di destra e di sinistra, ed ai quali, mi auguro, nessuna forza democratica intenda tornare.
Sottosegretario Brutti, ricordo che quando frequentavo il liceo (tempi piuttosto andati) il mio maestro, professor Scarano, persona della quale ho sempre grato ricordo, quando non era soddisfatto di una mia risposta, mi diceva: «Hai fatto una relazione stracca e pedissequa». Mi consenta, sottosegretario Brutti, quando ho ascoltato le sue parole mi è venuto in mente ciò che il professor Scarano pensava di me; infatti, abbiamo ascoltato cose per le quali potrei dire che siamo nell'ambito del déjà vu, abbiamo ascoltato la solita anamnesi, abbiamo ascoltato un desiderio di arrivare ad una conclusione che non fosse una conclusione.
Vorrei dire all'amico Ruzzante, che ho ascoltato con enorme interesse, che non penso neppure per un secondo che il suo desiderio, il desiderio dei Democratici di sinistra, non sia eguale al mio per quanto riguarda il rimproverare determinati comportamenti; non sono uno sciocco e cammino con i piedi saldamente per terra. Siccome - felicemente per me, perché adoro la mia città, ma purtroppo per me per ciò che dirò -, però, vengo da Napoli, tali manifestazioni, tali risposte, tali riunioni in prefettura ed in questura, tale recidivare di colonnelli e generali dei carabinieri, e così via, li sento dalla mattina alla sera; tuttavia, nel campo della tutela dei cittadini, delle istituzioni, di tutto ciò che dovrebbe essere tutelato, non vedo mai niente. Anche questa volta è stata fatta un'anamnesi e sono state dette determinate cose; i centri sociali sono stati trattati in una maniera estremamente nebulosa, il Leoncavallo ed altro, che vorrei mi ricordassero la musica ed invece mi ricordano altre cose, sono stati «ovattati».
Sottosegretario Brutti, mi consenta tale considerazione che, mi creda, è piena di amicizia. Il fatto di vedere che solo lei, senz'altro autorevole sottosegretario di Stato, è venuto stasera a parlarci di un argomento gravissimo come l'aggressione alla sede di un partito democratico, senza il contorno di qualcuno dei suoi amici di Governo, mi sembra violentemente diminutivo rispetto a quanto accaduto. È chiaro che della sua presenza la ringrazio, per l'amor di Dio, ma qualche volta un «condimento» - mi consenta di adoperare questo brutto termine - maggiore ci starebbe bene.
Non voglio dire - e non lo dico - che questi siano fatti prodromici alla battaglia elettorale; se così fosse ne sarei intristito e sarei triste sia che fossi minoranza, sia che fossi maggioranza. Tuttavia, determinati avvenimenti potrebbero essere prodromici di qualcosa - concludo - che potrebbe succedere.
La conclusione è una: ancora una stretta di mano agli amici della Lega per il loro successo, ancora un invito al Governo ad intervenire. Ripeto una frase (che mi sono scritto) pronunciata dall'onorevole Ruzzante: «La legalità va ricercata». Ma dove va ricercata? A mio modo di vedere, essa va ricercata nell'azione preventiva del Governo a tutela dei cittadini, che purtroppo non sempre viene garantita.
Mi auguro di tutto cuore che in una prossima e più ampia risposta possano essere indicati i nomi ed i cognomi e che si parli di pene e di galera per persone che, avendo compiuto questi atti, la galera meritano (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Desidero anche precisare che, se fossi stato in quel momento in aula - ma ero uscito subito dopo il voto sul provvedimento relativo all'elezione diretta dei presidenti delle regioni a statuto speciale -, avrei manifestato questa solidarietà mia e nostra già prima della sospensione della
Personalmente non condivido quasi nulla delle posizioni attuali della Lega nord Padania o di quelle che vengono espresse con maggiore rilievo nella loro propaganda politica, ma questa non assoluta condivisione non può tradursi minimamente in una qualunque forma di accettazione, di passività o di debolezza nei confronti dell'aggressione che è stata realizzata, né può esistere alcuna giustificazione ideologica rispetto ad atti di violenza di questo tipo.
Credo tuttavia - lo dico con molta pacatezza - che non si possa immaginare, come qualche collega ha fatto, di celebrare un processo sommario in quest'aula. I fatti si sono verificati questa mattina e questa sera abbiamo già sentito in qualche intervento formulare sentenze definitive, indicando addirittura nomi e cognomi.
Sono stato e sarò sempre garantista: i processi non si celebrano e le condanne non si emettono in un'aula parlamentare, che è, invece, la sede propria per sollevare denunce politiche e chiedere solidarietà politiche. Per quanto mi riguarda, pur nella totale diversità ed anche avversione politica nei confronti delle posizioni della Lega nord Padania, in questo momento esprimo solidarietà per l'aggressione subita.
Credo, però, che tramutare le affermazioni che ho sentito fare dai colleghi Borghezio, Pezzoli e Scarpa - mi pare più moderato l'intervento svolto poco fa dal collega Del Barone - in una sorta di processo sommario, non solo ai presunti responsabili o mandanti - ammesso che vi siano mandanti: per compiere una bravata aggressiva e violenta come quella non credo, ahimè, che siano necessari -, ma addirittura al Governo mi pare francamente inaccettabile. Giustamente il collega Ruzzante ha ricordato poco fa che, durante la guerra nel Kosovo, quindi in presenza di un Governo di centrosinistra, di cui era Presidente del Consiglio D'Alema (deputato DS), vi sono state decine di aggressioni nei confronti delle sedi dei compagni e dei colleghi DS. Forse che il Governo di centrosinistra era responsabile di quelle aggressioni? È immaginabile che si possano presidiare con forze di polizia tutte le sedi politiche di questo paese? Evidentemente è giusto chiedere al Governo, alle forze di polizia, all'autorità giudiziaria una maggiore opera di prevenzione e di repressione quando le aggressioni vengono realizzate. La richiesta è giusta: la si può avanzare con toni più o meno elevati o estremizzati, ma è giusta nella sostanza.
Scaricare, invece, la responsabilità, o la corresponsabilità, di quanto si è verificato sul Governo, che tempestivamente è venuto a rispondere - so che il ministro dell'interno non è qui soltanto perché sta partecipando alla riunione di un organo istituzionale -, francamente assomiglia tanto a quella battuta: piove Governo ladro! Qualcuno esercita un atto illegale di violenza? Ne è responsabile il Governo! Tutto questo non è accettabile.
Non dobbiamo seminare odio, non dobbiamo accettare di creare, tanto più in una campagna elettorale lunga, un clima da guerra civile strisciante, prima sul piano ideologico e poi, magari, su quello pratico. Se è possibile, è giusto prevenire e, se è impossibile, è giusto reprimere le azioni illegali, ma le forze politiche di questo Parlamento, a qualunque schieramento appartengono, devono saper creare un clima di confronto democratico e di garanzia della convivenza, anche nel legittimo e a volte più aspro conflitto politico.
Noi possiamo credere che chi ha perpetrato oggi quell'atto sia una banda di pericolosi aggressori, squadristi, antidemocratici - oserei dire fascisti - sicuramente antiliberali che rispondono comunque a un disegno eversivo.
Se il Governo è in buona fede e vuole scoprire realmente i mandanti di questo atto, deve intraprendere anche un'iniziativa che vada nel senso della repressione nei luoghi dove queste azioni vengono studiate, quindi deve giungere alla chiusura dei centri sociali. I centri sociali vanno chiusi, gli autonomi vanno messi al bando e fuorilegge. Quindi, per verificare la buona fede del Governo, spero che il Governo stesso al più presto predisponga un provvedimento che vada in questo senso.


