Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 798 del 25/10/2000
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(Iniziative del Governo in materia di commercio)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Ortolano n. 3-06477 (vedi l'allegato


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A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 9).
L'onorevole Ortolano ha facoltà di illustrarla.

DARIO ORTOLANO. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, i commercianti su aree pubbliche e quelli a posteggio mobile, più noti come ambulanti, rappresentano 120 mila piccole aziende che offrono beni e servizi di prima necessità ai consumatori, sia nelle città sia nelle aree rurali.
Una recente ordinanza del Ministero della sanità prescrive che vengano adeguate alle norme igienico-sanitario le aree mercatali: ciò comporta per tali operatori adempimenti di difficile e costosa realizzazione e il termine ravvicinato del settembre 2001, mentre gli obblighi a carico dei comuni sono fissati due anni dopo.
La necessità di ristrutturare i mercati rionali è stata prevista con lo stanziamento di fondi della legge n. 41 del 1988, ma nel frattempo non è mai intervenuto il decreto attuativo, rendendo così la disposizione inapplicabile.
L'introduzione dell'euro il 1o gennaio 2002 pone a carico degli operatori la necessità di rinnovare i misuratori fiscali. Vista la paralisi della legge n. 449 del 1997, dovuta alla sua regionalizzazione, si chiede se possano essere utilizzati gli incentivi per il rinnovo dell'automezzo che potrebbe per loro essere considerato un bene strumentale. Le chiedo, quindi, quali provvedimenti il Governo intenda assumere per fare fronte a tali esigenze.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Lei sa che questa è una materia nella quale siamo in una fase di passaggio di competenze fra Stato e regioni: del resto, l'interrogazione dimostra la consapevolezza del momento. Lei pone una questione giusta: in un sistema che si sta decentrando abbiamo organi nazionali che definiscono standard di sicurezza, di igiene e di salute che tutti riteniamo di dover applicare uniformemente sul territorio nazionale. Si tratta di standard che riteniamo essenziali e per tale motivo devono essere uniformi e a tutela di tutti i cittadini.
Tuttavia, lo Stato, ad oggi, ha perso il governo degli strumenti con i quali su ciascun territorio si possono fronteggiare le difficoltà - che lei giustamente segnala - che incontrano gli operatori che hanno maggiori costi in ragione di questi standard.
Sono abbastanza fiducioso sul fatto che, in poco tempo, le regioni siano in grado di attivare strumenti, per altro già sperimentati, come da lei ricordato, quali quelli della legge n. 41 del 1988. Dai dati che abbiamo emerge che la legge più recente, concernente la concessione degli incentivi fiscali alle imprese commerciali e turistiche e, quindi, anche agli ambulanti, sia stata causa della presentazione di oltre 77 mila richieste ed abbia consentito l'accoglimento di diverse domande, anche di piccoli operatori. Ciò vuol dire che si tratta di uno strumento che funziona.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000 indica quelle che ho citato tra le leggi che passano alla competenza delle regioni. Il Ministero dell'industria, in particolare, più attento a tali questioni, segue con cura quanto sta accadendo. È di tutta evidenza che, quando se ne determinassero i presupposti, ma non prima - lo ripeto -, sarebbe responsabilità dello Stato attivare i poteri sostitutivi per fare in modo che i benefici previsti dalla legge raggiungano comunque gli interessati.

PRESIDENTE. L'onorevole Ortolano ha facoltà di replicare.

DARIO ORTOLANO. Signor Presidente del Consiglio, la ringrazio per la sua risposta puntuale, che denota come il Governo segua attentamente questa fase di transizione che, come ella ha indicato, a volte può creare problemi agli operatori in un settore investito da una riforma strutturale con riferimento al decentramento dei poteri, e che è accompagnato


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da processi di grande cambiamento nell'organizzazione del commercio, come hanno dimostrato le leggi approvate in questa materia nell'attuale legislatura.
A conclusione della mia replica, vorrei ricordarle che il senso della mia interrogazione - che lei ha ben compreso dandomi una risposta puntuale - era quello di richiamare l'attenzione sugli operatori più deboli dell'organizzazione commerciale del nostro paese, perché spesso sono loro a pagare i prezzi più alti delle fasi di transizione.
Per questo motivo, a nome del gruppo Comunista e mio personale, le rinnovo il mio ringraziamento ed anche la sollecitazione ad intervenire prontamente, qualora si riscontrassero dei disguidi, magari con provvedimenti, anche all'interno della stessa legge finanziaria, per fare in modo che alcune misure concrete per queste categorie (ad esempio quella tesa a consentire il rinnovo di automezzi che per l'attività di questi operatori sono strumenti fondamentali) possano essere attuate prontamente.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Ringraziamo il Presidente del Consiglio.
Sospendo la seduta fino alle 16,30.

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