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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Manzione n. 3-06476 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).
NICOLA MIRAGLIA DEL GIUDICE. La ringrazio, signor Presidente. Signor Presidente del Consiglio, anche noi avremmo voluto porle domande sull'esito dell'asta UMTS, ma poiché il ministro competente è espressione della nostra parte politica, abbiamo ritenuto opportuno non porre domande in merito. Resta chiaro, però, che anche noi non siamo rimasti soddisfatti dell'esito della gara e concordiamo con quanto dichiarato dal nostro segretario politico circa l'opportunità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Miraglia, il tema è, ahimè, ricorrente. Sappiamo che la lotta alla criminalità non è una lotta nella quale possiamo sperare di uscire vittoriosi nel giro di giorni. In particolare, non lo è nell'area della quale lei si è occupato con questa interrogazione, dove il radicamento dei clan camorristi, le lotte tra di loro, principalmente motivate dalla spartizione del territorio e dei traffici illeciti - a partire dallo spaccio di sostanze
stupefacenti -, rappresentano la fonte di possibili eventi criminosi che tendono a ripetersi e dei quali, purtroppo, in questi ultimi mesi abbiamo potuto vedere vittime del tutto casuali: questa è la cosa che crea maggiore raccapriccio e che fa sentire il bisogno autentico di maggiore sicurezza.
PRESIDENTE. L'onorevole Miraglia Del Giudice, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
NICOLA MIRAGLIA DEL GIUDICE. La ringrazio, signor Presidente del Consiglio. Questo è un argomento, ripeto, che a noi sta particolarmente a cuore e sul quale siamo intervenuti più volte. Noi riteniamo necessario che il tema della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini sia messo al primo punto all'ordine del giorno, qualunque provvedimento il Governo intenda adottare riguardo alle regioni interessate.
L'onorevole Miraglia Del Giudice, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
Signor Presidente del Consiglio, prendendo spunto dagli ultimi episodi di criminalità organizzata verificatisi nella provincia di Napoli, siamo qui per chiederle ancora una volta (il nostro gruppo parlamentare si è interessato dell'argomento più volte) quali provvedimenti il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, in particolare nella provincia di Napoli e in generale nella regione Campania.
Le forze dell'ordine sono impegnate in quel territorio come in pochi altri, in termini di numero di persone che, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza lavorano nella provincia di Napoli e nella stessa zona di Somma Vesuviana. Gli interventi compiuti sono rilevantissimi, a parte il recente arresto di Ferdinando Cesarano, che era il capo di uno di questi nuovi «sottoclan» aspiranti all'autonomia, l'uno contro l'altro.
Soltanto per dare dei numeri - ma finiscono per contare, i numeri -, nel 1999 sono state denunciate in quella provincia oltre 67 mila persone, di cui 11 mila si trovano in stato d'arresto. Posso dire che tra il 1998 e il 1999 c'è stata una diminuzione significativa dei reati, particolarmente di quelli più gravi, ma questo non conforta coloro che risultano vittime del minor numero di reati che sono stati commessi.
Occorre una collaborazione efficace e stretta tra forze di polizia, autorità inquirenti ed autorità giudiziaria. In mancanza di questa stretta collaborazione è possibile che accadano fenomeni non graditi e non previsti, è possibile anche che vi sia demotivazione nelle forze dell'ordine impegnate nella ricerca dei delinquenti e negli arresti. Non si tratta solo di ordine pubblico, ma di patti di legalità, di patti territoriali, di sviluppo economico, di posti di lavoro, e questa è l'altra azione nella quale siamo impegnati ed è l'unica che nel medio periodo ci fa sperare in una vittoria.
Consideriamo fondamentale contrastare l'emergenza criminalità (e mi riferisco sia alla macrocriminalità sia alla microcriminalità, che nelle sue diverse forme è poi quella che più spaventa i cittadini) attraverso qualunque forma di controllo del territorio, utilizzando tutte le energie, tutte le risorse umane ed economiche disponibili. Lei ha parlato di demotivazione delle forze di polizia, noi le chiediamo di intervenire per evitare questa demotivazione, anche attraverso incentivi rivolti a queste persone che quotidianamente rischiano la vita per garantire l'incolumità e la sicurezza dei cittadini.
Siamo d'accordo con quanto dichiarato dal ministro Fassino circa la necessità di inviare alla procura di Napoli e di altre zone interessate altri magistrati. Invero, come lei ha dichiarato precedentemente, se non si riescono a celebrare i processi, non vi è la possibilità di contrastare, in maniera efficace e risolutiva - perché il contrasto risolutivo si ha attraverso la sentenza passata in giudicato -, la criminalità organizzata e la microcriminalità. Vi è da dire infine, signor Presidente del Consiglio, che, a nostro avviso, uno dei migliori interventi per contrastare la criminalità organizzata e la microcriminalità resta quello di creare nuovi posti di lavoro, perché solo attraverso una piena occupazione è possibile sottrarre energie umane ai tentacoli della criminalità organizzata ed evitare che molti giovani, che avrebbero altre possibilità, vengano invece irretiti dalla criminalità organizzata (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDEUR).


