Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 798 del 25/10/2000
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Sull'ordine dei lavori e per la risposta ad uno strumento del sindacato ispettivo (ore 13,30).

MARIO BORGHEZIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, questa mattina alle 8 a Venezia è stato posto in essere un atto di terrorismo molto grave e preoccupante: una ventina di uomini mascherati hanno fatto irruzione, distruggendo tutti gli arredi, nella sede del governo padano (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). È l'ennesimo atto gravissimo di terrorismo che va a colpire strutture della Lega o delle associazioni padane, in ordine al quale mi sembra doveroso un intervento del Governo.
A nome del mio gruppo chiedo che il ministro dell'interno venga in aula a riferire sul risultato delle indagini e su ciò che si intende fare per interrompere la serie di atti di terrorismo molto preoccupanti e che rappresentano una minaccia alla democrazia e alla libertà del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. I colleghi che intendano uscire lo facciano subito.
Colleghi, qualunque attacco ad una sede politica è un attacco alla democrazia: questo deve essere chiaro per tutti (Applausi).
Onorevole Borghezio, lei cortesemente mi aveva informato in precedenza ed io ho già parlato con il ministro dell'interno, il quale mi ha detto che, pur avendo un impegno concomitante con il Consiglio di difesa, cercherà di venire personalmente questa sera alle 20 ovvero che verrà un sottosegretario per rispondere alle questioni poste.

MARIO PEZZOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, desidero esprimere la solidarietà del gruppo di Alleanza nazionale e mia in particolare per quanto è accaduto contro la sede della Lega nord. Mi chiedo come sia possibile che la sede di un importante partito politico rappresentato in Parlamento possa essere oggetto di un'aggressione di stampo terroristico così sfacciata. Il fatto che sia stato usato un ariete per sfondare una porta e che indisturbatamente si sia gettato scompiglio per parecchio tempo, rovesciando tavoli e sedie, mi induce ancora una volta a chiedermi come mai in questo particolare momento storico in cui continuano a verificarsi a Venezia fatti di questo genere, soprattutto nei confronti dei partiti che formano la Casa delle libertà, non vi sia stata maggiore attenzione da parte del Ministero dell'interno. È grave che a Venezia, dopo che ormai da tempo si verificano casi del genere, una sede di partito importante come quella della Lega non sia stata oggetto di sorveglianza da parte delle forze di polizia. È un aspetto della vicenda che va chiarito e la ringrazio, signor Presidente, per averci informato di aver già preso contatti con il ministro che ha annunciato di venire in Parlamento questa sera.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Esprimo la più viva e sincera solidarietà mia personale, in quanto deputato veneziano, e del gruppo di Forza Italia ai colleghi e amici della Lega per il vile attentato di cui sono stati oggetto. La solidarietà più sincera e più viva assieme al ringraziamento al nostro Presidente per aver invitato il Governo a riferire immediatamente su questo gravissimo episodio che deve preoccupare non solo i colleghi della Lega, non solo gli amici della Casa della libertà, ma tutto il Parlamento italiano (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).


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FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, anch'io esprimo solidarietà ai colleghi della Lega e la ringrazio per la sua sollecitudine nell'invitare il Governo a riferire sui fatti avvenuti.
Colgo l'occasione per sollecitare la risposta ad un'interrogazione presentata il 13 febbraio 2000 al ministro dell'interno con la quale chiedevo che fossero coperti i posti di dirigente nei tre commissariati ad alta intensità criminale di Alcamo, Mazara del Vallo e Partinico. Dopo la presentazione dell'interrogazione, per la verità, i posti sono stati coperti.
Tuttavia, vorrei sollecitare la risposta ad un altro mio atto di sindacato ispettivo, con il quale chiedevo di andare incontro alle esigenze di un vicequestore che, per motivi di famiglia, ai sensi dei commi 3 e 5 dell'articolo 33 della legge n. 104, vuole il riavvicinamento alla moglie malata; chiedevo, dunque, se si potesse soddisfare tale esigenza di tipo umanitario, ma non mi è stata data ancora risposta. Mi riferisco all'interrogazione n. 4-28472 del 13 febbraio 2000.

PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo.

MARCO TARADASH. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, lei ha fatto un richiamo giusto, che però è caduto nel silenzio e nel vuoto di quest'aula, in particolare della parte sinistra. Ieri, vi è stata un'irruzione violenta nella sede di un movimento politico e l'Assemblea (nella sua parte sinistra) ha accolto tale notizia con ironia e con scherno: mi sembra, invece, un fatto molto grave. Mi sembra grave che sia successo e che il responsabile dei centri sociali del Veneto, signor Casarin, abbia dichiarato che quello è stato un atto comprensibile e che, di fronte alle manifestazioni xenofobe, sia comprensibile che una ventina di giovani possano fare irruzione all'interno della sede di un partito, devastarlo e lasciare scritte intimidatorie nei confronti di esponenti politici. Il signor Casarin è stato - forse lo è ancora - consulente di un ministero di questo Governo; vorrei, dunque, avere risposta da parte del Governo sulle affermazioni del signor Casarin e se egli sia ancora consulente dell'attuale esecutivo.
Signor Presidente, ritengo che il fenomeno non sia assolutamente da sottovalutare; mi auguro che il Governo sappia rispondere con l'adeguata efficacia su quanto è avvenuto e sulle indagini, che non dovrebbero essere difficili, visto che tutto si è svolto in un clima di presunta impunità, che spero non sia giustificata da comportamenti dell'autorità dello Stato nei confronti dei gruppi che usano metodi del genere. Ritengo che il Governo debba, dunque, venire a rispondere e a dare informazioni su come siano state avviate le indagini e su quali risultati abbiano raggiunto.
Più in generale (mi rivolgo ancora alla parte sinistra dell'aula) vorrei che non si confondesse la partigianeria politica con la faziosità ed il settarismo, come è avvenuto poco fa.

ALBERTO GIORGETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, vorrei esprimere la mia solidarietà personale e come parlamentare del gruppo di Alleanza nazionale ai colleghi della Lega Nord che hanno subito quell'aggressione vile e inaccettabile. Per rifarmi alle parole dell'onorevole Taradash, vorrei anch'io sottolineare un clima che indubbiamente stiamo vivendo nel Veneto da oltre due anni in termini di agibilità politica; mi riferisco alle aggressioni (che avvengono trasversalmente, contro le sedi dei partiti politici) messe in opera da


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ignoti che hanno comunque reti di collegamento. Tali reti sono state evidenziate proprio dalle dichiarazioni - cui ha fatto riferimento il collega Taradash - dell'esponente e rappresentante dei centri sociali del nord-est, signor Casarin, che ha dichiarato anche recentemente, di fronte al caso del professor Luis Marsiglia (che proprio oggi avremo occasione di trattare in quest'aula con il Presidente del Consiglio Amato), di voler chiudere le sedi della destra nella città di Verona. In ogni caso, siamo andati molto vicini al rischio di scontri fisici e di tensioni inaccettabili nelle città del Veneto.
Signor Presidente, le denunce e le indagini di questi anni non hanno sortito alcun effetto in termini di individuazione delle responsabilità. Pertanto, ritengo sia un'occasione assolutamente utile se il ministro Bianco verrà a riferire in quest'aula su quali iniziative porterà avanti il Governo per fare chiarezza ed individuare i responsabili.

FILIPPO ASCIERTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, desidero esprimere la mia personale solidarietà agli amici della Lega nord per l'aggressione subita.
Più volte abbiamo denunciato la pericolosità dei centri sociali e sembra che il marchio di questa aggressione sia chiaro. Vogliamo sapere quali provvedimenti il ministro dell'interno voglia adottare, in modo immediato, nei confronti di chi ha la cultura della violenza.
Ricordo che giorni fa, a Padova, in una manifestazione organizzata dai centri sociali, sono stati provocati danni all'ingresso della federazione di Alleanza nazionale. È un sistema di violenza che appartiene a ben identificati gruppi e noi pretendiamo non solo che sia fatta chiarezza sulla vicenda, ma anche che questi gruppi vengano messi in condizioni di non poter più nuocere. Quindi, il ministro dell'interno, se vuole dare una risposta concreta, deve chiudere i centri sociali, che sono centri di illegalità.

GABRIELLA PISTONE. Anche i vostri!

FILIPPO ASCIERTO. Il collega Taradash ha fatto un nome ben preciso, quello di chi in più occasioni ha coltivato la violenza e si è esposto in prima persona con atti di chiara e dimostrata violenza nei confronti non solo delle forze dell'ordine, ma anche dei partiti.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, anche per evitare la strumentalizzazione di questi fatti non posso che associarmi personalmente, ma immagino anche a nome del mio gruppo, alle sue parole. Sono convinto che quando la violenza colpisce la politica è una sconfitta per tutti noi e lo dico anche sulla base della mia esperienza personale, visto che tredici anni fa sono stato oggetto io stesso di violenza, nella mia città di Padova, ad opera di una parte politica che stava alla mia sinistra.
Credo però che vadano chiarite alcune cose rispetto alle parole che sono state pronunciate oggi in quest'aula. Innanzitutto, per quanto riguarda i centri sociali, credo si compia un errore gravissimo da parte della politica quando colpe che appartengono al singolo individuo e delle quali questi deve rispondere penalmente vengono invece attribuite a tutti i soggetti che possono in qualche modo frequentare un luogo fisico. Non si possono criminalizzare i centri sociali, vanno criminalizzati i soggetti che compiono determinati reati. Altrimenti, sarebbe come se, di fronte ai reati commessi da pochi ultras negli stadi, si colpevolizzassero tutti coloro che vanno allo stadio.


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Al collega Ascierto dico che non basta pronunciare parole nelle aule parlamentari: visto che è così convinto della sua posizione, convinca l'amministrazione comunale di Padova a chiudere i centri sociali, visto che quell'amministrazione comunale ha scelto una strada completamente diversa. Insomma, ci vuole coerenza tra le parole che si pronunciano nelle aule parlamentari e ciò che si realizza nelle singole città.
Ovviamente, però, non posso che esprimere condivisione per le parole di condanna nei confronti dell'atto di violenza. Quello avvenuto nei confronti della sede del governo padano non è stato l'unico commesso a Padova, c'è stato anche un altro episodio, che ha avuto ad oggetto un banchetto per la raccolta di firme. Noi non diamo alcun riconoscimento alla struttura del governo padano, né condividiamo i contenuti di quella raccolta di firme organizzata dalla Lega nord, però quando vengono commessi atti di violenza non possiamo che condividerne la condanna, da qualsiasi parte provengano.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, premesso che bisogna essere molti cauti nella valutazione di questi episodi - il caso del professor Marsiglia insegna - e che le manifestazioni di solidarietà sono sicuramente utili e giuste in frangenti di questo tipo, ritengo necessaria, visto il susseguirsi di simili eventi attribuibili ai centri sociali (non mi riferisco all'evento appena accaduto, perché le indagini sono ancora in corso, ma ad una serie di episodi già attribuiti agli esponenti di queste organizzazioni politiche, parapolitiche o che, in qualche modo fanno politica, facendo riferimento a schieramenti che siedono in questo Parlamento), una riflessione culturale su questi fenomeni che parta dal presupposto che non può esserci una violenza giusta o, quanto meno, condivisibile. Infatti, sembra che in alcuni interventi svolti non solo in questo Parlamento, ma pubblicati anche su riviste e su quotidiani, si ritenga che esista una violenza che possa essere in qualche modo non dico condivisa, ma in un certo senso capita, perché colpisce manifestazioni di pensiero politico che non vengono considerate politicamente corrette.
Ritengo necessario, quindi, svolgere immediatamente un dibattito serio, al di là della necessità di assicurare alla giustizia gli autori di questi atti dolosi.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15 con le interrogazioni a risposta immediata e, in seguito, alle 16,30, con l'esame degli altri punti all'ordine del giorno.

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