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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 , nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 968 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lembo. Ne ha facoltà.
ALBERTO LEMBO. Signor Presidente, intervengo soltanto per sottolineare la presenza nel testo di un'incongruenza abbastanza significativa: si tratta di un'incongruenza culturale o logica, che non riguarda la possibilità formale di inserire tali contenuti. In particolare, l'incongruenza riguarda il contenuto, da una parte, dell'articolo 2 e, dall'altra, del comma 3 dell'articolo 4. Infatti, nell'articolo 2 si dice «nonché ospitare una biblioteca specializzata sui temi della pace» - e va benissimo - «e sul movimento pacifista italiano e internazionale», che ha una posizione ideologica non solo nettamente contraria alla guerra e favorevole alla pace, ma anche contraria a tutto ciò che presenta caratteristiche belliche.
FRANCESCO MONACO, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MONACO, Relatore. Signor Presidente, desidero svolgere tre osservazioni in risposta al collega che è appena intervenuto.
La seconda osservazione ha carattere ideologico, se così possiamo dire, visto che il collega Lembo ha introdotto tale elemento. Il movimento pacifista così espresso è universale, guai a conferire ad esso un carattere partigiano ed ideologico. Spero che l'intero Parlamento (in Commissione abbiamo registrato il consenso unanime dei gruppi) si riconosca come espressione del movimento pacifista in senso lato, non in senso partigiano o ideologico. Il consenso unanime che, come dicevo, si è registrato in Commissione, mi fa confidare che si tratti di un movimento di carattere universalistico, non di una parte ideologicamente connotata.
PRESIDENTE. Mi permetta di aggiungere che l'Italia è il terzo paese al mondo, dopo Stati Uniti e Francia, per impegni in operazioni di peacekeeping. Forse, anche per questo il ministro della difesa ha qualche titolo per partecipare.
Dichiaro chiusa la votazione.
Sappiamo che il movimento pacifista è intervenuto più volte con appelli alla diserzione o con manifestazioni violente contro tutto ciò che avesse un'impostazione militare; si tratta di una posizione culturale pienamente legittima, ma collegarla al comma 3 dell'articolo 4, in cui si dice che «Il comitato di cui al comma 1 dell'articolo 3 collabora con i competenti organi del Ministero della difesa», mi sembra veramente assurdo.
Si imposta un provvedimento destinato a valorizzare tutto ciò che è contro l'attività militare, a prescindere dagli scopi - il movimento pacifista italiano e internazionale, evidentemente, è contro gli aspetti bellici (non è facile distinguere tra guerra difensiva e offensiva) e molto spesso ha manifestato odio per l'uniforme in sé -, e poi si prevede la collaborazione del comitato a cui è affidata la gestione del parco con il Ministero della difesa. Una delle due non sta in piedi: o il Ministero della difesa non c'entra assolutamente nulla, e quindi si porti avanti il provvedimento ma si lasci in pace questo Ministero, oppure, se il Ministero della difesa deve in qualche modo essere coinvolto, dobbiamo eliminare il riferimento al movimento pacifista italiano e internazionale e limitarci alla doverosa, chiara, precisa dizione dell'articolo 2 espungendo il riferimento al movimento suddetto. Eventualmente, si potrà allargare il concetto dell'ospitalità ad iniziative di pace e a tutto ciò che può essere a ciò riconducibile.
La prima ha carattere formale. All'articolo 2 si dice esattamente che tra le finalità e i compiti che il Parco nazionale della pace assegna a se medesimo vi è anche quello di ospitare «una biblioteca» - mi permetto di precisare «una biblioteca» - «specializzata sui temi della pace e sul movimento pacifista italiano e internazionale».
In terzo luogo, la contraddizione rilevata da Lembo non si pone e vorrei richiamare la ratio del provvedimento, quella cioè di coinvolgere il Ministero della difesa in un'istituzione di carattere nazionale. Come lei ben sa, Presidente (avendo anche fatto visita, credo, a questa istituzione), la ratio del provvedimento è esattamente quella di coinvolgere il Ministero della difesa in un'istituzione che con questo provvedimento assurge a rilievo nazionale e che si propone la finalità della cultura della pace e della fratellanza. In un paese democratico che rinuncia, secondo la sua Costituzione, a fare ricorso allo strumento della guerra, il fatto che il Ministero della difesa sia in qualche modo organicamente coinvolto in un'istituzione che promuove la cultura della pace è precisamente una delle ragioni che stanno a fondamento del provvedimento: è intenzionale ed ha un valore simbolico.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 370
Votanti 328
Astenuti 42
Maggioranza 165
Hanno votato sì 323
Hanno votato no 5).


