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PRESIDENTE. Dovremmo passare ora al successivo punto all'ordine del giorno, concernente la discussione della proposta di legge per l'istituzione del Parco nazionale della pace a Sant'Anna di Stazzema. Tuttavia, constatando l'assenza del rappresentante del Governo, sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 9,20, è ripresa alle 9,25.
TERESIO DELFINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, debbo rappresentare l'assoluta impossibilità per i componenti la Commissione bilancio di svolgere dignitosamente il loro ruolo, appunto, di membri di tale Commissione e di deputati chiamati a votare in quest'aula. So, signor Presidente, che il problema è già stato rappresentato, ma non ho mai visto una sessione di bilancio così compressa nei tempi come sta avvenendo quest'anno: sostanzialmente, la Commissione bilancio è chiamata ad occuparsi dei problemi e ad istruire tutta la finanziaria negli interstizi dei lavori dell'Assemblea. Ciò è assolutamente incomprensibile e non è minimamente adeguato, per cui desideriamo levare una ferma protesta ed un caldo invito non dico a sospendere i lavori dell'Assemblea, come si faceva in passato, ma quanto meno ad esentare i membri della Commissione bilancio dalla partecipazione a queste sedute, perché altrimenti, ripeto, non è assolutamente possibile occuparsi in modo serio dei problemi inerenti all'esame in Commissione degli importanti strumenti di bilancio.
GIACOMO STUCCHI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO STUCCHI. Signor Presidente, anch'io desidero rappresentare le difficoltà che si incontrano nel seguire in Commissione i lavori legati alla sessione di bilancio e contemporaneamente l'andamento dei lavori dell'Assemblea. Siamo in piena sessione di bilancio e siamo anche a fine legislatura: comprendiamo quindi che vi sia, almeno da parte della maggioranza, la necessità o quanto meno la volontà di approvare determinati provvedimenti che possono tornare utili dal punto di vista elettorale, anche solo per una questione di immagine, però riteniamo che questo non sia un modo serio di operare. Tutto ciò infatti va a scapito della funzionalità della Camera dei deputati, che deve lavorare invece in modo serio, perché le tematiche vanno affrontate e sviscerate analiticamente e non bisogna certamente farsi prendere dalla fretta.
non è così che si opera, bisogna fare una programmazione seria e sostenibile e la strada scelta, di occupare tutto il tempo libero dai lavori dell'Assemblea con le sedute della Commissione bilancio, non è sicuramente la più razionale, quindi crediamo sia opportuno rivedere questo tipo di calendarizzazione e di gestione dei tempi di lavoro.
ALBERTO GIORGETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, a nome del gruppo di Alleanza nazionale desidero associarmi alle dichiarazioni fatte dai colleghi in merito all'attività che si sta svolgendo in Commissione bilancio. Siamo veramente stupiti di come si sta procedendo, in un clima assolutamente impossibile per quello che riguarda i tempi e i modi dell'esame degli importanti documenti di bilancio, che non ne consentono il necessario approfondimento. Evidentemente questi disegni di legge devono essere approvati in tempi molto rapidi, ma anche nella logica di una piena possibilità di confronto, anche alla luce di posizioni su cui è possibile cercare un dialogo. Visto, però, il modo in cui sono organizzati i lavori e visto il modo in cui siamo costretti ad alternarci tra quest'aula e la Commissione, diventa veramente impossibile per i parlamentari discutere ed approfondire in maniera adeguata i documenti di bilancio.
GUIDO POSSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, mi associo a quanto detto dai colleghi poco fa. In Commissione bilancio si sta verificando un'emarginazione, quale dettaglio di quart'ordine, della sessione di bilancio. Noi non abbiamo il tempo di discutere e raffinare, come il regolamento prescrive debba avvenire in Commissione, le singole disposizioni di questo complesso provvedimento. Non dimentichiamoci, infatti, che si tratta di un provvedimento di 75 articoli.
PIERLUIGI COPERCINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI COPERCINI. Signor Presidente, comprendo il disagio dei lavori della Commissione bilancio, ma vorrei
estendere questo disagio anche ad altre Commissioni e al complesso dell'organizzazione dei lavori dell'aula.
PRESIDENTE. Onorevole Copercini, la ringrazio, perché ha sollevato un problema più generale di competenza della Conferenza dei presidenti di gruppo che, com'è noto, organizza i lavori dell'aula.
Porto insomma in questa sede, come ho già fatto in Commissione, lo sdegno e vorrei dire anche la rabbia dei componenti la Commissione bilancio, chiamati a lavorare in condizioni assolutamente inaccettabili e, vorrei dire, vergognose, considerata la delicatezza e l'importanza della materia.
Tra l'altro, in questo modo il lavoro viene svolto, oserei dire, sulla pelle dei colleghi della Commissione bilancio. Ripeto,
Sostengo quindi in pieno la sollecitazione dell'onorevole Delfino a trovare soluzioni diverse per dare dignità al dibattito e consentirci di svolgere fino in fondo la nostra attività in modo dignitoso come parlamentari e come parlamentari dell'opposizione.
Ci è stato dato mandato di chiudere entro venerdì l'esame di un provvedimento così complesso che, lo ripeto, consta di 75 articoli e più di 200 commi. Ciascun comma, inoltre, ha una certa complessità e merita un'attenzione specifica: sarà quindi molto difficile concludere l'esame del provvedimento entro venerdì.
Ieri, limitando al massimo il dibattito, siamo riusciti ad esaminare due articoli, lavorando indefessamente dalle 21 all'una di notte: quattro ore di lavoro che seguivano ad una giornata di lavoro molto intensa che ci ha visti presenti al mattino in Commissione bilancio e poi il pomeriggio in quest'aula per cinque ore e mezza di dibattito. Ma vogliamo scherzare? Vogliamo veramente continuare in questo modo? Ciò vuol dire che la Presidenza della Camera e la Conferenza dei presidenti di gruppo ritengono del tutto irrilevante il dibattito in Commissione bilancio sui documenti di bilancio. Noi non abbiamo tempo per svolgere un lavoro che è veramente importante; non possiamo andare avanti così.
Chiediamo, pertanto, di stabilire diversi orari d'aula per i prossimi giorni affinché la Commissione riesca a portare a termine il lavoro affidatole.
Da diversi giorni abbiamo all'ordine del giorno dei nostri lavori diversi provvedimenti tuttora all'esame in Commissione. Dobbiamo riunirci all'alba senza poter fare colazione alla fine della seduta antimeridiana e la sera lavoriamo fino alle 22,40. Oggi, per quanto riguarda il provvedimento concernente il giusto processo che apporta modifiche al codice penale per la formazione e la valutazione della prova, dobbiamo ancora esaminare gli emendamenti presentati per presentare a nostra volta subemendamenti: sto parlando del sesto punto all'ordine del giorno.
A mio avviso, l'organizzazione dei nostri lavori, per quanto riguarda non solo la Commissione bilancio, ma anche le Commissioni di merito è estremamente sconclusionata: non è possibile svolgere puntualmente il proprio lavoro e prendere visione in tempo dei documenti relativi. Ritengo che inserire all'ordine del giorno provvedimenti di cui ancora non si è concluso l'esame in Commissione, anticipando lo svolgimento della discussione generale di 15 o 20 giorni - quando non siano addirittura 8 o 9 mesi -, non sia un modo corretto di procedere se vogliamo dare soluzione ai gravi problemi del paese e dei cittadini.
Per quanto riguarda invece le serie osservazioni svolte dagli onorevoli Teresio Delfino, Stucchi, Alberto Giorgetti e Possa circa l'interferenza tra i lavori dell'aula e quelli della V Commissione nella sessione di bilancio, riferirò al Presidente, perché bisognerà organizzare i lavori in maniera tale da consentire alla Commissione bilancio di approfondire l'esame dei documenti finanziari.


