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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, il mio intervento durerà pochi minuti per esigenze generali del giovedì alle 13, di cui siamo tutti consapevoli.
dalla criminalità! Lo diciamo con chiarezza nel Parlamento della Repubblica italiana! Ci ascoltino attraverso le radio, le parabole o attraverso le ambasciate, perché noi non abbiamo un Governo adeguato.
PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, deve concludere!
MAURIZIO GASPARRI. Noi dobbiamo quindi esigere la distruzione di quelle coltivazioni!
PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, concluda!
MAURIZIO GASPARRI. Ringraziamo quindi per quel loro sforzo inutile le nostre forze dell'ordine italiane e chiediamo al Governo di adempiere a tutti quegli ordini del giorno e di riferire al più presto ai sensi della legge, come oggi sarà possibile fare, su una politica albanese che, se è quella di Barberi, è la politica della corruzione, del fallimento e della vergogna della missione Arcobaleno, che è finita sotto il controllo della Corte dei conti e con le indagini della Guardia di finanza!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leccese. Ne ha facoltà.
VITO LECCESE. Signor Presidente, intervengo per pochi minuti solo per annunciare il voto favorevole dei deputati Verdi anche se con qualche perplessità di cui parlerò. Noi, a differenza del collega Gasparri, riteniamo che dal 1997 in Albania sia stato fatto qualche significativo passo in avanti verso la vera democrazia e per la ricostruzione del sistema istituzionale. Questi passi significativi sono stati mossi anche grazie all'aiuto dell'Unione europea, e in particolare del nostro paese.
a favore perché condividiamo l'esigenza di continuare nell'opera di sostegno che, in modo meritorio, il nostro paese sta portando avanti a sostegno della ricostruzione della democrazia nel paese delle aquile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni. Ne ha facoltà.
STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i deputati di Rinnovamento italiano voteranno a favore di questo disegno di legge di conversione del decreto-legge che riguarda interventi a favore delle forze di polizia albanesi. Noi crediamo che questi 22 miliardi circa vadano nella direzione di rafforzare quegli istituti democratici che hanno reso possibile, seppure in un percorso ancora incerto e incompleto, di investire in democrazia. È interesse del nostro paese e dell'Europa stabilizzare quest'area balcanica dove è collocata anche l'Albania, dove fino a pochi anni fa le persone giravano armate, come nelle strade di Valona, e sparavano di tanto in tanto. Noi crediamo che gli interventi legislativi che hanno preceduto questo che stiamo discutendo oggi, siano serviti a ripristinare un minimo di condizioni e di agibilità democratica. È importante che il nostro paese si muova in questa direzione, in una visione che sappia guardare agli interessi generali di un'Europa che non tiene fuori dalla finestra alcune parti perché hanno dei problemi. Noi dobbiamo lavorare per consolidare la democrazia, lo sviluppo e la stabilità dell'Europa intera e, soprattutto, visto che abbiamo di fronte alle nostre sponde una parte del territorio albanese che presenta questi problemi, noi dobbiamo prestare aiuto, anche attraverso l'azione di contingenti italiani di carabinieri, di finanzieri che stanno svolgendo un'azione importante in questo paese. Noi siamo convinti che in questa direzione sia utile muoversi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor sottosegretario, il CCD voterà contro il provvedimento in esame, non perché non sia d'accordo sull'intervento in Albania (tutti sanno, infatti, qual è stata la nostra posizione fin dal principio sul problema dell'Albania), ma perché non condivide il ricorso al decreto-legge. Tale strumento indica infatti, come è stato confermato dalle dichiarazioni in aula, che il Governo non ha sciolto tutti i nodi che volevamo venissero sciolti per capire in che direzione debba andare l'intervento dell'Italia nei confronti dell'Albania, in particolare con riferimento alla criminalità organizzata ed ai fenomeni dell'immigrazione clandestina nel nostro paese e del commercio delle sostanze stupefacenti.
nuovo intervento nei confronti dell'Albania abbia finalmente un senso ed interrompa un circolo vizioso criminale che fino ad ora abbiamo subìto e speriamo di poter interrompere, per tornare alla normalità. In base a tali motivazioni, voteremo contro il provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, naturalmente il gruppo della Lega nord Padania voterà decisamente contro il provvedimento in esame, proprio perché, nonostante le nostre denunce, non si sono ottenuti risultati concreti da uno sforzo economico non indifferente, che comporta per certi versi sperequazioni rispetto alle realtà della nostra polizia e delle nostre forze dell'ordine in generale, che con tanta abnegazione cercano di sopperire alle mancanze legislative della maggioranza. Esprimiamo, quindi, la nostra solidarietà alle forze dell'ordine ma anche a quei cittadini albanesi onesti, che lavorano nel nostro territorio e sono integrati nella nostra società, i quali, purtroppo, si vedono sviliti dai loro connazionali, oltre che in qualche misura anche da nostri connazionali, poiché si pone un problema non soltanto per quanto riguarda la malavita albanese.
PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, dovrebbe concludere.
FABIO CALZAVARA. ... sicuramente è tra le spese impreviste. Lo sapevamo anche noi, però il problema è che colleghi che avevano interpellato organismi competenti ci hanno informato che c'è stata una partita di giro fra alcuni capitoli dei bilanci ministeriali. Ne prendiamo atto e speriamo non ve ne siano realmente.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Calzavara.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, avevo più tempo a disposizione e stavo per concludere il mio intervento. Si vergogni!
PRESIDENTE. L'ho invitata a concludere più volte. Prego, onorevole Scoca.
MARETTA SCOCA. Signor Presidente, voteremo a favore del provvedimento in esame e vorrei sottolineare che sarebbe necessaria una maggiore collaborazione con le forze di polizia albanesi perché, purtroppo, l'immigrazione clandestina passa proprio dalle coste albanesi con modalità di crudeltà che tutti conosciamo. Speriamo che questo finanziamento riesca ad eliminare questo triste fenomeno e auspichiamo un maggiore coinvolgimento di tutti i paesi europei (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDEUR).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisanu. Ne ha facoltà.
BEPPE PISANU. Signor Presidente, onorevoli colleghi, insistiamo perché il Governo venga in aula al più presto a rendere conto, in maniera dettagliata, delle spese finora sostenute dall'Italia in Albania e a riferire sullo stato attuale dei rapporti con quel Governo, specialmente per quanto riguarda la repressione dell'immigrazione clandestina, il traffico di droga e di armi.
Forza Italia), coloro che raccolgono sconfitte umilianti alle Nazioni Unite, i vostri due ministri che litigano, come si fa in cortile, sulla Banca europea (Dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo si grida: «Buuu, buuu!»), mentre la moneta unica cola a picco. Questo è il nostro discredito all'estero, del quale vi dovete preoccupare, non degli schiamazzi di Lodi che pure, per il significato che hanno avuto, per quanto ci riguarda, sono da condannare e da deplorare.
PRESIDENTE. Onorevole Pisanu, deve concludere.
BEPPE PISANU. ... tra RAI e Governo che non può essere ulteriormente tollerato e tanto meno quando investe questioni delicatissime, come quelle della nostra politica estera.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Colleghi, pregherei di contenere in 5 minuti per gruppo le dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.
Colleghi, vi prego di non allontanarvi.
Noi voteremo contro il provvedimento in esame perché, con l'azione di questi giorni, abbiamo voluto denunciare i limiti ed i fallimenti della politica del Governo italiano, dei Governi italiani, verso l'Albania.
Più volte, con spirito nazionale, le opposizioni hanno dato il proprio appoggio ed il proprio consenso ad operazioni militari, umanitarie, di ogni natura; tuttavia, il nostro assenso non ha trovato corrispondenza nel rispetto del nostro ruolo politico e parlamentare da parte del Governo o dei Governi, al punto che la richiesta, più volte presentata attraverso ordini del giorno accolti dal Governo, di presentazione di relazioni al Parlamento su quel che avveniva in Albania con i mezzi italiani è dovuta diventare oggetto di una battaglia affinché venisse accolta con l'emendamento che poc'anzi è stato approvato.
Dal 1991 ad oggi abbiamo speso centinaia e centinaia di miliardi in Albania e, per contro, abbiamo visto spesso distrutte le risorse, gli aiuti, i mezzi anche di carattere militare e di sicurezza. Questo decreto-legge riguarda le forze di polizia: cari colleghi, quante volte avete visto distrutti i mezzi assegnati alle forze di polizia albanesi? Quante volte abbiamo visto le forze di polizia albanesi conniventi con contrabbandieri e trafficanti? La corruzione dei Governi albanesi è un dato reale: il Governo albanese è infiltrato
Vedete, colleghi, il caso dell'Albania è paragonabile a quello di un vicino di casa povero che, pur essendo aiutato dal condomino benestante, in cambio dell'aiuto taglia le gomme della macchina del proprio vicino di casa; gli rompe la cassetta della posta; gli scrive sui muri e quant'altro. Noi siamo consapevoli della tragedia del popolo albanese e abbiamo solidarizzato anche perché - non ce lo dimentichiamo; non ve lo dimenticate, colleghi - se in Albania è stato distrutto ogni tessuto civile, è per una dittatura cinquantennale marxista tra le più ottuse, bieche e prevaricatrici! Questa è la verità! Forse hanno costruito più bunker che forni per il pane in Albania, sotto la dittatura comunista; e purtroppo il retaggio lo si vede!
Noi comprendiamo il dramma albanese per queste ragioni; per vincoli plurisecolari tra l'Italia e l'Albania abbiamo teso la mano al popolo e non ai Governi. Ed oggi diciamo che vogliamo però avere un rendiconto da quei Governi sull'utilizzo dei soldi erogati!
In questi giorni abbiamo più volte richiamato i rapporti della DIA e del Ministero dell'interno, che hanno denunciato la pericolosità della criminalità albanese, la quale arriva in Italia con organizzazioni «chiavi in mano»: le bambine da sfruttare sulle strade, la droga da vendere agli angoli delle scuole, lo spacciatore e lo sfruttatore delle bambine, la possibilità dell'acquirente della droga. Arriva tutto organizzato! Vi sarà poi sicuramente il basista italiano e il collegamento con le criminalità nostrane; purtroppo, però, arrivano già organizzati e con una capacità di infiltrazione sul nostro territorio che va denunciata.
Ed allora, se noi al vicino di casa bisognoso dobbiamo tendere la mano, dobbiamo anche dirgli di rispettare la nostra casa, se vuole essere anche la sua casa!
Ai Governi albanesi diciamo che, se i soldi vanno erogati, devono servire a far crescere il livello civile e morale di quel popolo, a fargli ritrovare una dimensione che oggi purtroppo non è riuscito ad avere per via di quella dittatura marxista pluridecennale.
Ed allora noi diciamo «stop»: abbiamo colto l'occasione di questo decreto per esigere dal Governo che nella legge si inserisse il dovere per l'esecutivo di riferire in Parlamento, per dire queste cose ai partiti della maggioranza, al Governo italiano e a quello albanese, nonché alla pubblica opinione. Diciamo queste cose perché siamo stanchi di dare soldi, di tendere la mano e di ricevere calci in faccia!
Il Governo ha espresso parere favorevole su una serie di nostri ordini del giorno, che erano già stati approvati in precedenza. Il Governo adempia, quindi, agli impegni contenuti negli ordini del giorno! Quando noi diciamo di controllare le coltivazioni di droga, ci riferiamo ad alcuni rapporti delle Nazioni Unite, che hanno accertato da anni che, in quasi tutte le regioni albanesi, si coltiva cannabis. Ora, è vero che abbiamo nel nostro Governo italiano anche personaggi che la cannabis la darebbero a ricreazione nelle scuole, ma è altrettanto vero - come risulta dagli atti - che il Parlamento si è sempre pronunciato contro ogni proposta di legalizzazione delle droghe leggere e pesanti. Rispettiamo quindi le leggi che abbiamo approvato anche qui contro queste ipotesi! Poiché l'Italia è contraria alla legalizzazione della droga (non parlo quindi solo della Casa delle libertà, ma del Parlamento italiano), allora bisogna agire nei confronti di quei paesi che coltivano illegalmente la droga, che la riversano a fiumi verso l'Italia! Ricordo tra l'altro che l'ONU ci ha richiamati e che alcune missioni hanno accertato il fatto...
Il nostro no sul provvedimento lo esprimiamo nonostante lo sforzo per migliorarlo e nonostante la solidarietà che esprimiamo alle forze dell'ordine italiane in Albania, così come a tutti i militari italiani presenti nei Balcani, i quali sono delle vittime doppie di questa normativa perché non hanno alle spalle un Governo che ne «copra l'impegno» e si trovano a fronteggiare situazioni di emergenza! Li ringraziamo auspicando che buona parte di questi soldi vadano davvero a loro; sappiamo però che loro sono i primi a vivere il disagio di un Governo che non ha il coraggio di chiedere la distruzione degli scafi e delle coltivazioni di droga, d'accordo con il Governo albanese, in un concerto di azione europea che in altri casi ha dispiegato mezzi enormi per riportare alla ragione paesi e situazioni.
Noi non vogliamo guerre, ma vogliamo una pace nelle regole e nell'ordine!
Ringraziamo quindi...
Noi siamo per la solidarietà vera e quindi lo vogliamo ribadire (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
Nel marzo 1997 l'Albania era un paese sull'orlo della guerra civile. Oggi, quel paese ha un Parlamento democraticamente eletto e, secondo l'OSCE, l'organizzazione europea per la sicurezza e la cooperazione che si occupa di monitoraggio elettorale, le ultime elezioni amministrative di qualche settimana fa si sono svolte in un clima di sostanziale regolarità e di sicurezza. Quindi, noi Verdi non mettiamo in dubbio l'esigenza, la necessità e l'opportunità di continuare con gli interventi in favore della ricostruzione del sistema istituzionale, dell'institution building, in quel paese; continuiamo a sostenere l'opportunità che si proceda verso la stabilizzazione democratica di quel paese, però siamo perplessi e critici, anche alla luce di quello che è successo in questi giorni in quest'aula rispetto agli strumenti normativi che si utilizzano.
Sottosegretario Brutti (che oggi rappresenta il Governo), noi siamo molto perplessi e molto critici rispetto al fatto che si sia utilizzato lo strumento della decretazione d'urgenza per finanziare interventi già previsti all'interno di un accordo quadro, di un protocollo d'intesa, sottoscritto dal nostro Governo e dal Governo albanese quasi tre anni fa. Noi riteniamo che il finanziamento di questi interventi debba trovare la giusta collocazione all'interno delle tabelle della finanziaria e che il finanziamento di questi interventi possa essere programmato con largo anticipo in modo da non bloccare i lavori di questa Assemblea e dell'altro ramo del Parlamento per la conversione in legge di decreti. Su questo - lo ripeto - noi siamo molto perplessi, anche se ovviamente voteremo
Chiediamo, però, al Governo che il Parlamento venga aggiornato sull'efficacia degli interventi: le risorse ad essi destinate dall'Italia non sono poche, sono onerose, per cui vogliamo sapere in quale direzione vanno gli interventi e vogliamo conoscere il ritorno in termini di efficacia e di risultati. Per tali ragioni, voteremo convintamente a favore del provvedimento in esame.
Dobbiamo stroncare questi fenomeni all'origine, nel paese da cui partono, perché non si verifichi un loro riverbero in determinate zone del nostro paese, di cui abbiamo discusso molto in questi giorni, per cui non vi è bisogno di ripeterci. Siamo nelle mani di una piccola minoranza di albanesi che esercita un'azione criminale di tipo mafioso nel nostro paese, azione che non è più tollerabile: i nostri cittadini sono terrorizzati di fronte a questo fenomeno dilagante, sono anche cambiati gli stili di vita con riferimento alle libertà personali, considerato che bisognerebbe poter vivere in maniera tranquilla lontani da questi pericoli che, invece, incidono quotidianamente sulla nostra vita. Vogliamo, quindi, che l'intervento venga sì proseguito, ma nei modi giusti: vogliamo, dunque, che il Governo abbia le idee chiare e che questo
Tutto ciò è dovuto a mancanza di severità e serietà nell'affrontare il problema: il collega Pezzoni ha affermato che si sono verificati dei miglioramenti negli ultimi tempi, ma a tale proposito voglio chiedere per merito di chi: non certo per merito di questo Governo e di questa maggioranza, che hanno peggiorato la situazione legislativa. È per merito della situazione contingente, ma i cittadini gridano ad alta voce e qualcuno di voi sente, mentre gli altri fanno finta di non sentire per giochi di interesse; è per merito soprattutto della Lega nord e della Casa delle libertà, che compattamente hanno denunciato con forza questo gravissimo problema che è distruttivo per la nostra società. Non vogliamo fare muro contro muro con l'Albania o altri paesi che pure approfittano della situazione, ma sicuramente faremo muro contro muro con questo Governo e questa maggioranza, a meno che non si penta da subito e cambi decisamente il proprio atteggiamento nei confronti del problema, nel senso da noi indicato.
Purtroppo, non vi sono ancora segnali molto chiari perché non sono stati accolti alcuni nostri ordini del giorno, in particolare i due più significativi rispetto a tale atteggiamento. Chiedevamo al Governo di interrompere gli interventi a favore dell'Albania qualora, entro un certo termine dall'approvazione del provvedimento, non vi siano strumenti idonei per il contrasto all'immigrazione clandestina e ad interrompere il rapporto privilegiato con l'Albania qualora, entro tre mesi dall'approvazione del provvedimento, non si verifichi la distruzione dei natanti sequestrati ai clandestini, nonché gli ordini del giorno riguardanti la distruzione delle coltivazioni di droghe e il contrasto ai trafficanti e spacciatori delle stesse o a coloro che fanno la tratta di persone.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria contestata che il Governo ha indicato...
Voteremo contro - e concludo - anche per la mancanza di efficacia e di incisività, nonché di una risposta adeguata alla richiesta dei cittadini italiani e, soprattutto, vorrei sottolineare un altro disagio: la mancanza di rispetto e di risposte adeguate soprattutto per gli stranieri onesti che lavorano e che si sono integrati nel nostro paese...
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scoca. Ne ha facoltà.
La cooperazione con l'Albania, secondo noi, è una delle pagine più torbide e contraddittorie della politica estera del Governo di centrosinistra, guidata dal ministro Dini, e va chiarita al più presto, se si vuole davvero che, sia pure nel marasma di questa precoce campagna elettorale, almeno la politica estera possa essere ricondotta allo spirito bipartisan, che tante volte si invoca, ma raramente si pratica.
Noi non ci facciamo illusioni: il clima è quello che è. Oggi i giornali riportano un episodio che sembra non aver nulla a che fare con la nostra politica estera e che, invece, è a suo modo rivelatore della doppiezza con cui le autorità si muovono spesso in questo campo.
Non voglio giudicare né sul piano personale né sul piano umano la condotta del corrispondente della RAI in Medio Oriente, anche perché si commenta da sé, ma voglio rilevare la valenza politica che essa assume in un passo di quella sua inqualificabile lettera apparsa su un giornale arabo, laddove egli scrive testualmente: «Vogliamo sottolineare a tutti voi che le cose non sono andate così, perché noi abbiamo sempre rispettato, e continueremo a farlo, le procedure giornalistiche con l'Autorità nazionale palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e noi siamo credibili nel nostro lavoro».
Signor Presidente, sembra l'enunciazione di una linea editoriale, che combacia per troppi aspetti con la condotta subdola del Governo, in questa come in altre vicende (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia - Dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo si grida: «Basta!»).
Potete schiamazzare quanto volete, ma molti di noi ricordano le cronache angosciate di Antonio Russo dal Kosovo e contemporaneamente ricordano le cronache della RAI da Belgrado, paludate al limite della complicità con Milosevic (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Bossi o quelli che hanno schiamazzato a Lodi, quando pronunziano certe espressioni, non fanno certo onore agli orientamenti politici della Casa delle libertà (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dell'UDEUR), ma non sono loro che mettono in discussione la dignità all'estero del nostro paese (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). La mettono in discussione coloro che speculano su quell'episodio, coloro che organizzano la missione Arcobaleno (Applausi dei deputati del gruppo di
Presidente, ho il diritto - con l'impegno a concludere rapidamente - di riprendere il filo del discorso. Voglio semplicemente dire come avantieri in Albania e ieri in quella lettera alle autorità arabe vi sia il segno di una sintonia tra i comportamenti più ambigui del nostro Ministero degli esteri e la RAI. Vi è il segno di una RAI che segue una linea editoriale schiacciata sulle posizioni del Governo (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo), vi è il segno di un rapporto incestuoso...
Concludo sottolineando ai colleghi che abbiamo accettato di limitare a cinque minuti le dichiarazioni di voto, pur avendo la facoltà, che non può essere sottratta ad alcuno, di parlare per dieci minuti e dunque non è il caso che facciate più interruzioni del dovuto (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


