Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 794 del 19/10/2000
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Seguito della discussione del disegno di legge: S. 4791 - Conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 239 recante disposizioni urgenti in materia di finanziamenti per lo sviluppo ed il completamento dei programmi italiani a sostegno delle Forze di polizia albanesi (approvato dal Senato) (7342) (ore 11,15).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 239 recante disposizioni urgenti in materia di finanziamenti per lo sviluppo ed il completamento dei programmi italiani a sostegno delle Forze di polizia albanesi.
Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ed il Governo hanno espresso il parere sugli emendamenti presentati (per gli articoli e gli emendamenti vedi l'allegato A - A.C. 7342 sezioni
1, 2 e 3).

(Ripresa esame degli articoli - A.C. 7342)

PRESIDENTE. Onorevole Morselli, ieri l'onorevole Bartolich, relatrice sul provvedimento, ha proposto una riformulazione del suo emendamento 1.28: lei accetta tale riformulazione?


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STEFANO MORSELLI. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione del nostro emendamento 1.28, che peraltro tiene conto anche del contenuto del nostro emendamento 1.29: ritiro pertanto il nostro emendamento 1.29.

PRESIDENTE. Rivolgendomi agli onorevoli Bartolich e Morselli, devo notare che, in genere, i semestri finiscono il 31 dicembre: mi chiedo, pertanto, se non sia il caso di correggere il testo prevedendo le date del 31 dicembre del 30 giugno di ogni anno: è solo un problema formale.

ADRIA BARTOLICH, Relatore. Signor Presidente, avevo già detto ieri al Presidente Acquarone che ero d'accordo su tale correzione.

PRESIDENTE. Lei è d'accordo onorevole Morselli?

STEFANO MORSELLI. Sì, signor Presidente.

FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, questa riformulazione, sulla quale non sono assolutamente d'accordo, è stata discussa dal Comitato dei nove: desidero osservare che, in realtà, non è una riformulazione ma un emendamento totalmente nuovo, almeno dal punto di vista sostanziale. Infatti, non si fa riferimento agli obiettivi, come avveniva nell'originario emendamento, né si fa riferimento ai risultati: vi sono, inoltre, cambiamenti nei tempi e due scadenze diverse, anziché una. Questo, fra l'altro, impedisce di presentare subemendamenti. Chiedo che sia valutato tale aspetto perché l'emendamento, a mio avviso, ha una formulazione completamente nuova e, in base all'articolo 86, comma 5 del regolamento chiedo una valutazione diversa della riformulazione.

ADRIA BARTOLICH, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ADRIA BARTOLICH, Relatore. Signor Presidente, mi dispiace, ma credo che l'onorevole Calzavara sia incorso in un errore. Per chiarezza do lettura di parte dell'emendamento nel quale sono state riportate esattamente le richieste avanzate: «...il Governo presenta al Parlamento una relazione sulla realizzazione degli obiettivi fissati, sui risultati raggiunti e sull'efficacia degli interventi...». Esso ripropone esattamente le osservazioni del collega Calzavara ed è una riformulazione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Morselli 1.1.

FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, vorrei avere la possibilità di migliorare la riformulazione.

PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, ho già spiegato che si tratta di una riformulazione, anche se lei non è d'accordo, che ieri sera è stata già accettata e nessuno ha obiettato nulla. Non posso dare un nuovo termine, perché posso farlo solo quando si è in presenza di un nuovo emendamento. Ieri la collega Bartolich ha parlato di riformulazione e nessuno ha obiettato nulla, io stesso ero d'accordo.

FABIO CALZAVARA. Io ho obiettato che non ero d'accordo.

PRESIDENTE. Non sul fatto che fosse una riformulazione, ma sul contenuto. Comunque, se vuole, ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento Morselli 1.1.


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FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, mi dispiace di questa «furberia» perché con l'emendamento si ottiene quanto la Lega nord da sempre ha chiesto al Governo, che si è ripetutamente dichiarato disponibile ad accogliere ordini del giorno che prevedessero la possibilità di redigere una relazione su argomenti delicati quali quelli in esame. Non siamo contrari al provvedimento in sé, ma alle modalità con le quali si è arrivati allo stesso e soprattutto riscontriamo una mancanza di risultati rispetto all'enorme sforzo compiuto nei confronti dell'Albania.
Ricordiamo, tra l'altro, come è stato sottolineato ampiamente ieri, che il provvedimento fa seguito a decine di provvedimenti analoghi che appesantiscono notevolmente il nostro contributo senza risultati concreti; anzi, si è avuto un peggioramento della situazione, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di droghe, l'insediamento della malavita etnica albanese in Italia - che ormai controlla la prostituzione nel nostro paese e si appresta a controllarla anche nei paesi vicini - che sta diventando dominante anche per lo spaccio delle droghe pesanti da quel paese, che è diventato il fulcro europeo degli smistamenti e della produzione di droghe leggere e pesanti. A questo punto, viene da pensare alla seguente equazione: più passa il tempo, più l'Italia paga profumatamente e generosamente un aiuto al paese delle aquile, più aumentano i problemi e la droga nel nostro paese, più aumenta la prostituzione, più aumentano le violenze e i furti da parte della criminalità etnica albanese. Pertanto, per quanto riguarda i risultati, ci troviamo di fronte ad un fallimento totale.
Crediamo che sia giusto opporsi al provvedimento e sottolineare i motivi per i quali siamo arrivati a questa posizione. La Lega nord Padania voterà a favore dell'emendamento Morselli 1.1 perché si elimina il termine «sviluppo». Purtroppo, il titolo dell'articolo 1 - che leggo per una maggiore chiarezza e perché i colleghi esprimano un voto consapevole - recita: «ulteriori finanziamenti per lo sviluppo e il completamento dei programmi italiani a sostegno delle forze di polizia albanesi».
Il termine «sviluppo» è indicativo ed è veritiero. Il nostro paese sa benissimo che dovremo continuare a contribuire per almeno un altro decennio nei confronti di questo paese. Non ci preoccupa la contribuzione per un periodo così lungo - se tutto va bene -, ma la mancanza di volontà di provvedere a sanare l'insanabile situazione che si è venuta a creare, con la criminalità comune albanese che purtroppo si è agganciata alle criminalità etniche nostrane.
Invito, quindi, con decisione tutta l'Assemblea a votare a favore di questo emendamento, in quanto tende ad eliminare la parola «sviluppo», perché non vi sono garanzie di risultati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stucchi, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

GIACOMO STUCCHI. Signor Presidente, intervengo per ribadire ancora una volta la posizione contraria del gruppo della Lega nord Padania all'approvazione di questo provvedimento per la conversione in legge del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 239. Abbiamo iniziato ieri questa operazione per denunciare i mancati risultati della politica di Governo in quel paese, poiché gli aiuti ed i fondi messi a disposizione purtroppo non hanno prodotto i risultati sperati.
Prendendo a pretesto il contenuto di questo primo emendamento, forse sarebbe da tenere in considerazione ciò che suggerisce il collega Morselli, quando propone di eliminare la parola «sviluppo». Se si guarda alla situazione attuale dell'Albania, dopo circa dieci anni di aiuti italiani, si vede che di sviluppo ce ne è stato ben poco.
È indubbiamente un paese difficile, un paese che è uscito da cinquant'anni di dura dittatura comunista, in cui certi valori e certe cose che noi diamo per scontate purtroppo non erano conosciute


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e messe in pratica, in cui vi è un certo modo di vivere totalmente contrastante con quello delle popolazioni occidentali. Ci siamo trovati di fronte quasi ad un muro invalicabile, al fatto di dover cambiare radicalmente la mentalità di queste persone.
Pertanto, l'operazione italiana che ha portato in questi anni a quei piccoli frutti, ma a tantissimi insuccessi, probabilmente ha avuto una regia sbagliata, che deve mutare nei prossimi anni, se veramente si vuole contribuire allo sviluppo reale di quella nazione e se si vogliono dare un aiuto ed un sostegno che siano produttivi, che portino a risultati certi e concreti, soprattutto facendo capire loro l'importanza del fatto che all'interno della pubblica amministrazione il modo di comportarsi non sia condizionato da fattori esterni legati alla criminalità.

PRESIDENTE. Siccome alcuni colleghi della Lega nord hanno chiesto di parlare per dichiarazione di voto, vorrei ricordare l'impegno preso ieri, in base al quale alle 13 si procederà alla votazione finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galli, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervenendo a titolo personale, devo ribadire anch'io quanto è stato detto in queste ore da altri colleghi del mio gruppo, anche in riferimento all'emendamento in discussione, ricordando, se ve ne fosse bisogno, che, come è evidente a tutti, la situazione estremamente negativa da tutti i punti di vista che si è venuta a creare nei rapporti tra il nostro paese e l'Albania sicuramente non si risolve con vere e proprie elargizioni, quali quelle che si stanno configurando in questo provvedimento. Oltretutto esse non vanno agli albanesi onesti, che magari avrebbero anche voglia di fare qualcosa di ben fatto, ma sicuramente andranno a finire ai capi della malavita locale o magari ai burocrati di Stato, che hanno in mente tutto fuorché il bene del loro paese.
Se l'Italia volesse contribuire davvero ad uno sviluppo vero, fondato su basi economiche reali, dovrebbe intervenire in tutt'altro modo, ad esempio predisponendo piani di sviluppo, magari attuati da nostre aziende, che possibilmente dovrebbero essere lasciate libere di lavorare e non essere sottoposte ai ricatti della malavita, per indicare una serie di linee di sviluppo alle quali poi si possano eventualmente agganciare l'economia e la voglia di impresa locali. Regalando quattro soldi per riorganizzare quattro uffici, comprare fax, telescriventi o fotocopiatrici, è evidente che non si risolve nulla. Tutto ciò poi dovrebbe essere subordinato alla dimostrata volontà delle autorità albanesi di fare effettivamente qualche cosa, ma mi sembra che i fatti dimostrino tutto fuorché la volontà degli amministratori albanesi di muoversi nella direzione da noi indicata.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Borghezio. Ne ha facoltà.

MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, la ratio di questo provvedimento era sicuramente condivisibile quando lo abbiamo esaminato; sicuramente nel recente passato si poteva immaginare un'attività positiva del nostro paese verso un paese confinante dove dominavano le bande organizzate delle mafie locali. In una realtà del genere sicuramente poteva avere effetti positivi un intervento di formazione della polizia locale o, meglio, di rifondazione dei servizi di polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico e soprattutto di intelligence per individuare e colpire le radici dei fenomeni di malavita organizzata e di mafia locale.
Ad una certa distanza di tempo, prima di ribadire la nostra contrarietà a questo provvedimento, mi corre l'obbligo, visto che si tratta di stanziare risorse che appartengono ai nostri concittadini italiani, di verificare il risultato dell'azione di cooperazione fin qui svolta. Mi auguro che il rappresentante del Governo possa smentirci, ma i risultati sono stati deludenti.


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Quale ritorno ha avuto questo ingente impegno? Vi è stata collaborazione, sono giunti input per l'individuazione nel nostro paese delle basi della criminalità albanese? Vi è stata qualche risposta alle tante domande che la Commissione parlamentare antimafia ha rivolto ai responsabili di quel paese, a partire dal Presidente della Repubblica, in tema di collaborazione per contrastare la malavita organizzata? Il risultato è quello che abbiamo sotto i nostri occhi: una presenza in Italia e soprattutto in Padania...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Borghezio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Il provvedimento in esame stanzia un'ulteriore spesa per sostenere un intervento in un paese nel quale le spese da parte del nostro paese sono state già elevatissime senza che si sia giunti a qualche risultato concreto. Si tratta di oltre 21 miliardi che si aggiungono a quelli già stanziati dal 1997 con il risultato che verso le nostre coste si susseguono spedizioni di cittadini albanesi che invadono il nostro territorio. Non è in discussione l'intervento delle nostre forze di polizia, ma la responsabilità che le autorità albanesi hanno nella gestione del loro paese. Quali sono gli impegni assunti dai governanti albanesi, quali sono gli impegni assunti dalla polizia albanese? Quale impegno è riuscita ad ottenere l'Italia affinché i delinquenti rimangano chiusi nelle prigioni albanesi? Possiamo verificare regolarmente che buona parte di coloro che giungono clandestinamente in Italia si macchiano di reati e che l'aumento della clandestinità extracomunitaria ha portato ad un incremento dei reati...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Molgora.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, invitiamo l'Assemblea a fare una riflessione positiva sull'emendamento in esame, in quanto il nostro scopo è quello di porre un freno ad interventi dissennati ed indefiniti. Cosa vuol dire l'espressione «sviluppo di interventi»? Abbiamo già contestato il decreto-legge per la mancanza di notizie, da parte del Governo, sugli esiti degli investimenti fatti in Albania. Vogliamo dire in maniera chiara che vogliamo porre un limite a questa politica, perché gli esiti sono stati negativi, non vi è stata collaborazione da parte delle autorità albanesi e si determinano fenomeni criminali che si riversano sul nostro paese.
Signor Presidente, dobbiamo dare un segnale alle autorità di Tirana perché non debbono immaginare che l'Italia sia una sorta di cassaforte sempre aperta, dalla quale attingere risorse, o una discarica nella quale riversare droga, armi, disperazione e quant'altro. I rapporti sulla criminalità albanese e sui suoi effetti negativi in Italia provengono dalla DIA e dal Ministero dell'interno, ovvero, da fonti governative: vi è, dunque, una preoccupazione diffusa. Il senso del nostro dibattito deve essere recepito anche fuori da quest'aula, da parte della autorità albanesi e da Governi troppo spesso collusi con la criminalità di Valona, attraversati da fenomeni di corruzione, non credibili e non attendibili. Mi auguro che tutto il Parlamento abbia a cuore non solo la cooperazione, ma anche la dignità dell'Italia e la capacità degli albanesi di indirizzare la nostra solidarietà verso una crescita civile di quel paese; debbono, quindi, cessare quei comportamenti che danneggiano per primi gli albanesi; deve finire la tratta degli schiavi e delle bambine albanesi che vediamo, purtroppo, sulle strade, condotte e sfruttate nel nostro paese da albanesi. Vogliamo, dunque, difendere - per mezzo di una maggior severità e fermezza - anche il futuro di quelle ragazze che vorremmo veder crescere, lavorando in maniera civile nel proprio paese o in


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Italia, qualora entrassero regolarmente nell'ambito della politica dei flussi, senza essere oggetti dei traffici illeciti.
Riteniamo, dunque, che l'emendamento in esame possa essere un segnale per dare un'interpretazione più definita al provvedimento e far comprendere che non si tratta di una festa o di una spesa continua. Tra l'altro, dopo la sommaria informativa del ministro Bianco di ieri, attendiamo ancora di conoscere un bilancio complessivo della situazione (ma di questo si parlerà tra qualche attimo) e della politica, ormai decennale, delle immigrazioni; vorremmo conoscere l'attivo ed il passivo in termini di crescita civile di quel paese, gli esiti degli investimenti e delle politiche umanitarie, dalla missione Arcobaleno a tante altre, per le quali abbiamo posto interrogativi che non hanno avuto risposta. Il sottosegretario Brutti sostiene che ciò non c'entra nulla con il provvedimento. Non è vero: c'entra, eccome! Infatti, stiamo parlando di rapporti tra Italia ed Albania e di quanto abbiamo già speso. Oggi discutiamo su una missione finalizzata a formare la polizia albanese, ma sappiamo che gli esiti non sono stati positivi, se ancora si verificano fenomeni criminali, se vi sono continue partenze di scafi e se ci troviamo di fronte ai drammi che si registrano anche in questi giorni e in queste ore (basta leggere le rassegne stampa).
Sappiamo che esistono grandi difficoltà, ma vorremmo che fosse dato qualche segnale e l'emendamento in esame può contribuire a migliorare ed a chiarire il senso del provvedimento. Pertanto, invitiamo l'Assemblea ad approvarlo, alla luce di considerazioni diffuse. Infatti, al di là degli schieramenti, siamo tutti preoccupati per gli sperperi che vi sono stati nelle politiche di cooperazione, per la scarsa collaborazione dell'Albania, per gli indici di criminalità importata. Visto che già vi è una forte criminalità nel nostro paese, a maggior ragione è necessaria una certa severità nei confronti di quei paesi che (i dati statistici lo dimostrano) non sempre danno luogo a comportamenti virtuosi; mi riferisco ai clandestini che entrano nel nostro paese.
In conclusione, invito l'Assemblea a votare a favore dell'emendamento Morselli 1.1 ma, soprattutto, a comprendere che non siamo assolutamente disponibili a coprire ed a fiancheggiare una politica che non chieda un rendiconto, non solo sul piano economico e materiale, ma anche su quello del rispetto degli impegni che interessano, per prima, l'Albania: se quel paese crescerà nell'ordine e nello sviluppo armonico, i primi a beneficiarne saranno i cittadini albanesi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

DANIELE ROSCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, lei ha dichiarato che alle 13 dovrebbe aver luogo la votazione finale, ma poiché stiamo ancora discutendo il primo emendamento c'è il serio rischio che, se vogliamo comunque concludere per le 13, non tutti i gruppi avranno la possibilità di fare le dichiarazioni di voto finale. Vorrei quindi che lei mi garantisse che tutte le formazioni politiche, compresa la mia, avranno tale possibilità, in questo limitato arco di tempo.

PRESIDENTE. Vedremo a che ora arriveremo: come sapete, abbiamo stabilito quel termine, spero che vi sia un'autogestione tale che consenta di svolgere anche le dichiarazioni di voto, altrimenti queste ultime saranno pubblicate in allegato al resoconto della seduta.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morselli 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 207).

GUIDO LO PORTO. Presidente, il mio dispositivo di voto non ha funzionato!

PRESIDENTE. Avverto che i successivi emendamenti, da Morselli 1.2 a Morselli 1.8, sono formali.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Morselli 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, desidero fare una dichiarazione di voto su questa serie di emendamenti formali. Per coerenza con quanto ho dichiarato prima...

PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, siamo all'emendamento Morselli 1.9.

FABIO CALZAVARA. No, Presidente, ci sono gli emendamenti da 1.2 a 1.8 che dicono cose completamente diverse...

PRESIDENTE. Sono formali, onorevole Calzavara, quindi non si votano. Siamo all'emendamento Morselli 1.9.

FABIO CALZAVARA. Ma le finalità di quegli emendamenti sono completamente diverse da quelle dell'emendamento Morselli 1.1 che abbiamo appena votato. Comunque, se questo dice il Presidente, qualche volta dobbiamo credergli.
Noi voteremo a favore dell'emendamento Morselli 1.9 perché è volto a ridurre da 21 miliardi a 10 lo stanziamento previsto. I 10 miliardi sarebbero sufficienti a coprire le spese che dobbiamo sostenere per le nostre forze di polizia in Albania ed anche per fare qualcos'altro, quindi è giusto approvare questo emendamento, anche perché non possiamo continuare a destinare, senza aver mai avuto risposte esaurienti, decine di miliardi - che ormai stanno diventando centinaia di miliardi - in favore dell'Albania, considerando che le cose stanno rapidamente peggiorando nel nostro paese. Tale situazione, unita alla mancanza di risposte da parte del Governo - purtroppo, con il tacito consenso di questa maggioranza -, ha esasperato le nostre popolazioni nei confronti di una criminalità che è stata giudicata dagli stessi servizi segreti, nonché dalla stampa internazionale, come una delle più efferate e forti in Europa.
Tra l'altro, come sottolineava anche il collega Gasparri, la nostra opposizione dà al Governo l'occasione di individuare qualche rimedio. L'opposizione a questo provvedimento è forte e, in un certo senso, anche trasversale: infatti, ho sentito che in realtà anche molti colleghi della maggioranza sono favorevoli al nostro atteggiamento ed alla denuncia della mancanza di provvedimenti severi e seri, che finisce per danneggiare anche gli albanesi onesti che vogliono lavorare in questo paese. Voglio ricordare che prima dell'inizio di questa ondata migratoria non controllata ed accettata per un discorso politico criminale - e sottolineo «criminale», assumendomene la responsabilità - gli albanesi che erano venuti a lavorare nel nostro paese erano quasi tutti onesti.
Dopo questo atteggiamento di apertura buonista inqualificabile del Governo, grazie alle leggi che non permettono una severa e selettiva opera da parte della magistratura sugli albanesi onesti, distinguendoli da quelli illegali e disonesti - cosa che pone su un piano di disuguaglianza anche i nostri cittadini onesti: la normativa attuale pone addirittura gli italiani onesti su un piano di inferiorità rispetto agli illegali, i clandestini ed i criminali -, noi registriamo, anche nei più piccoli paesi di montagna, un aumento di violenze anche non denunciate. Questo rappresenta un gravissimo segnale di allarme.
Dobbiamo quindi andare incontro ai cittadini italiani onesti, ma anche agli


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albanesi onesti e desiderosi di lavorare, di integrarsi e di intrattenere rapporti proficui con noi. Purtroppo, norme di questo tipo favoriscono invece il contrario.
Vorrei altresì ricordare - spero che i colleghi della Commissione cultura intervengano su tale aspetto - che questo provvedimento, che stanzia quasi 22 miliardi, va a detrimento...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Calzavara.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.
Onorevole Galli, le ricordo che ha due minuti a disposizione.

DARIO GALLI. Signor Presidente, vorrei ribadire alcuni concetti scaturiti dalla discussione di ieri.
Dobbiamo renderci conto che interventi esclusivamente monetari volti a finanziare attività che non creano sviluppo, quali quelle elencate ieri dal ministro Bianco, non produrranno alcun risultato. Nel nostro paese, per molti decenni, abbiamo avuto l'esempio delle regioni del sud dove il continuo invio di finanziamenti e il riconoscimento di agevolazioni finanziarie non hanno creato sviluppo e, conseguentemente, non sono stati causa di diminuzione del tasso di disoccupazione. Se in Albania facciamo lo stesso errore, ci ritroveremo, fra qualche anno, a verificare che, nonostante i soldi spesi, non ci sono stati risultati. Sarebbe molto più logico, anche se mi rendo conto che sarebbe anche più faticoso - perché dare soldi libera la coscienza e costa poca fatica, se non si considerano le persone che devono pagare le tasse per coprire questi finanziamenti -, organizzare un programma di interventi economici veri, individuando una serie di linee economiche, quali il turismo, in modo da creare negli anni uno sviluppo economico che si basi effettivamente su elementi reali e non fittizi, come si fa finanziando e basta.
Comportandoci come ho suggerito, in qualità di paese confinante ed essendo una potenza economica decisamente superiore, potremmo dire di aver fatto una cosa giusta. Regalare qualche miliardo che certamente non andrà agli albanesi onesti libera probabilmente le coscienza, fa fare una bella figura sui giornali, ma, di fatto, non risolve il problema reale.
Invito pertanto il Governo a cambiare radicalmente rotta e a non continuare su questa strada dei finanziamenti a vuoto, ma a cercare di individuare una serie di interventi economici che possano sviluppare negli anni un'economia reale in Albania.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morselli. Ne ha facoltà.

STEFANO MORSELLI. Signor Presidente, mi sembra che quest'emendamento sia necessario, perché riteniamo che 21 miliardi e 784 milioni rappresentino una cifra eccessiva per finanziare questi interventi nel secondo semestre dell'anno corrente. Dico questo anche perché la parte italiana, oltre a questi interventi, si impegna a cedere 24 autovetture Mitsubishi Pajero e le attrezzature per le sale operative degli uffici di frontiera, terrestri, aerei e marittimi. La spesa complessiva è pari ad altri 818 milioni: 730 per le autovetture e 88 per gli apparati e le attrezzature. Questo sarà sostenuto utilizzando i fondi stanziati con la legge 26 febbraio 1992, n. 212.
Sono poi previsti altri interventi per il completamento della rete delle sale operative presso le restanti direttorie e i relativi commissariati. Ci sembra quindi che questo enorme flusso di denaro sia del tutto ingiustificato anche in considerazione dei risultati e degli obiettivi conseguiti.
Per tale motivo invito i colleghi a riflettere. Nel momento in cui si discute della legge finanziaria e della difficoltà di reperire magari anche pochi fondi per finanziare dei capitoli necessari al funzionamento della macchina dello Stato, spendere delle cifre così rilevanti senza ottenere alcun risultato ci sembra incomprensibile e fuori dal mondo.


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È per questo che sosteniamo che 10 miliardi è una cifra più che sufficiente e che sia possibile effettuare quelle giuste economie che permettono di intervenire e di far salvo l'intervento in Albania, limitando però la spesa e cercando quindi di razionalizzare più che mai gli interventi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale, l'onorevole Buontempo, al quale ricordo che ha due minuti. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Presidente, ritengo che l'Italia debba dare un segnale per l'insufficienza dell'azione del Governo e delle autorità albanesi nell'utilizzare i fondi dati dall'Italia.
Mi auguro che il sottosegretario qui presente voglia tener conto di un dato che - mi si consenta di dire così - non costerebbe una lira: le autorità albanesi continuano ad impedire o comunque a consentire la non registrazione dei bambini che nascono.
Noi diamo soldi ad un paese che nel 1998 ha registrato meno di cento nascite. Dare un segnale che si diminuisce la quantità dei fondi erogati perché il Governo albanese non consente che avvengano cose proprie di un paese civile. Non registrare le nascite, infatti, come avviene in Albania, significa che di quegli esseri umani si può fare di tutto. Ed inutile poi a valle esprimere commozione perché, se a monte chi nasce non viene registrato all'anagrafe, allora è lo Stato ad essere criminale e prima ancora delle bande criminali. È lo Stato che vuole che i suoi figli possano essere utilizzati per la vendita degli organi, per la prostituzione e via dicendo. Ed allora concludo ...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buontempo.

TEODORO BUONTEMPO. Presidente, stavo concludendo!

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, i due minuti sono trascorsi!

TEODORO BUONTEMPO. Presidente, suoni il campanello e poi ...

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, lei sapeva che aveva due minuti!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale, l'onorevole Gasparri, al quale ricordo che ha due minuti. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Noi proponiamo di ridurre a 10 miliardi la quota dei fondi erogati per le ragioni che stiamo illustrando da alcuni giorni. L'eccesso di spesa non ha comportato un miglioramento dei rapporti con l'Albania e non ha migliorato la sicurezza interna dell'Albania.
Noi contestiamo l'affermazione del Governo e in particolare del ministro Bianco che ha una visione idealistica e non corrispondente alla realtà. Da Valona partono continuamente degli scafi. Non si capisce per quale motivo questi fondi non possano essere utilizzati per azioni concordate di controllo del territorio e delle coste in Albania!
Parliamo di gommoni e non di mezzi ultrasofisticati, ossia di mezzi che potrebbero essere facilmente bloccati, sequestrati e, d'accordo che le autorità albanesi, distrutti sul posto per evitare che sequestri momentanei possano consentire per strade traverse il recupero dei mezzi da parte degli scafisti, e quindi il ripetersi degli eventi.
Vogliamo che, se i soldi si devono spendere, si spendano non solo in inutili attività di formazione, ma anche in attività locali di contrasto a questa criminalità. Gli scafi devono essere distrutti per impedire questo «lavoro» continuo. Si dirà che gli scafi possono essere sostituiti, ma noi rispondiamo che ci vogliono tempo e risorse economiche.
È necessaria un'azione costante e martellante per giungere ad una riduzione sensibilissima del traffico di clandestini. Vogliamo che si riducano i fondi e che il Governo albanese sappia che in Parlamento vi è uno schieramento forte che non intende proseguire in questa politica.


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Gli sviluppi della politica italiana dimostreranno se questo schieramento avrà maggiore o minore forza; nell'eventualità che esso vincesse, a Tirana sappiano che qui troveranno solidarietà, se si comporteranno in maniera adeguata, ma che certamente non troveranno più persone pronte a pagare a piè di lista gli elenchi dello sperpero e la dilapidazione delle risorse italiane. Il futuro dell'Albania non si coltiva rimborsando e pagando a vuoto spese di ogni genere (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Alborghetti che dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

DIEGO ALBORGHETTI. La Lega nord è fortemente contraria a questo provvedimento perché abbiamo visto che già dal lontano 1997 si sono succeduti molti provvedimenti legislativi a favore della cooperazione con l'Albania. Questo provvedimento è un'ulteriore prosecuzione di questi aiuti che improvvidamente, da quel lontano 1997, stiamo dando a questa nazione, senza peraltro vedere risultati.
Tutte queste iniziative hanno dato finora pochi risultati. La legge n. 300 del 1998 parlava di finanziamenti a progetti per la prosecuzione del processo di ricostruzione; un'altra legge, la n. 270 del 1998, parlava di cooperazione e di assistenza per la riorganizzazione delle forze di polizia; un decreto-legge del gennaio 1998 parlava di cooperazione tra Italia e Albania nel settore della difesa.
Abbiamo inviato un contingente per aiutare questi nostri vicini di casa a riorganizzarsi dopo le note vicende che questa nazione ha dovuto sopportare a seguito di cinquant'anni di comunismo. Devo dire che i nostri poliziotti e i nostri funzionari non sono bravi insegnanti, se il risultato di tutti questi aiuti economici ed umanitari è quello che a tutt'oggi vediamo.
Proprio ieri un articolo apparso su tutti i quotidiani nazionali si parlava di una holding albanese scoperta a Milano che si dedicava al traffico della droga in modo particolare, ma che soprattutto si occupava di traffico di clandestini, di persone dedite alla prostituzione, di tratta delle bianche e di altro. Addirittura le forze di polizia...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Alborghetti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paolo Colombo, che dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

PAOLO COLOMBO. Presidente, non se due minuti siano sufficienti per intervenire su un argomento di tale gravità.

PRESIDENTE. Senz'altro no, quindi, valuti lei se usarli o meno!

PAOLO COLOMBO. Certo, li userò anche in interventi successivi.
Proprio lei dovrebbe sapere cosa c'è dietro queste porcherie. Perché lo Stato italiano e questo Governo di sinistra hanno così paura del Governo albanese? Perché l'Albania spaventa così tanto questo Stato che riceve le regine in pompa magna e che poi va a trattare sotto banco con i mafiosi albanesi? Cosa vuole nascondere? Perché non si hanno la forza e il coraggio di intervenire in modo risoluto per porre fine a 10 anni di interventi straordinari? Stiamo parlando di una situazione che si trascina dal crollo del comunismo in poi; dall'inizio degli anni novanta ad oggi si continua con missioni che si definiscono umanitarie, ma che in realtà dimostrano tutta l'incapacità dello Stato italiano di trattare con un Stato che dovrebbe essere civile e al suo pari. Invece, siamo costretti sempre e comunque a subire i ricatti delle organizzazioni mafiose e a constatare l'impossibilità e l'incapacità dello Stato albanese di costruire un sistema di controllo dell'ordine pubblico.
Non è possibile continuare a coprire le responsabilità di uno Stato mafioso e criminale come l'Albania dimostra di essere. Non è possibile cedere ai ricatti della


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mafia albanese che controlla intere zone del territorio dello Stato italiano, soprattutto nelle grandi città. Non è possibile continuare a giustificare e a tollerare la prepotenza degli scafisti e di queste organizzazioni criminali, che si prendono gioco dell'autorità e dell'autorevolezza, che si dimostra non esistere, delle istituzioni italiane. È vergognoso impiegare 20 miliardi in quattro mesi (ossia 5 miliardi al mese) per azioni che risultano essere assolutamente inutili e che hanno dimostrato la loro incapacità di raggiungere qualsiasi...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Paolo Colombo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morselli 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 378
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 206).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Morselli 1.19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi concesso l'attesa di 10 centesimi di secondo.

PRESIDENTE. Come vede, stiamo crescendo in bontà in questo periodo di fine legislatura.

FABIO CALZAVARA. Ogni giorno sta diventando più generoso.

PRESIDENTE. Avrò il premio la notte di Natale...
Prego, onorevole Calzavara.

FABIO CALZAVARA. Relativamente all'emendamento Morselli 1.19, con grande fatica noi voteremo a favore, anche se lo riteniamo insufficiente; sarebbe stato più consono accettare il dimezzamento della spesa ed i motivi sono sotto gli occhi di tutti. Ci accingiamo a regalare autovetture, fuoristrada di moda nuove alle forze di polizia, mentre in alcune questure italiane ho visto con i miei occhi utilizzare autovetture veramente da rottamare, per non parlare, poi, della Guardia di finanza, che effettivamente combatte con mezzi assolutamente insufficienti contro la criminalità pugliese, potenziata dai collegamenti con la malavita albanese; anche i carabinieri registrano deficienze. Credo sarebbe stato doveroso dare un segnale pratico, non soltanto teorico, non soltanto a parole, nel senso di stanziare fondi per le nostre forze di polizia in Albania, ma anche di risparmiare risorse da utilizzare per colmare le deficienze veramente inqualificabili delle forze di polizia presenti in Italia, che generosamente fanno il possibile per combattere, in molti casi ad armi impari, contro questa criminalità.
Desidero sottolineare anche che, purtroppo, tali competenze vengono scaricate soltanto sul Ministero per i beni e le attività culturali. Mentre fuori da quest'aula gli insegnanti chiedono aumenti che non siano mere opere di carità, mentre vi sono province e regioni che non riescono assolutamente a fare fronte al carico gravoso ed improbo di mantenere le scuole che lo Stato ha gentilmente trasferito senza finanziamenti adeguati, ci troviamo di fronte ad un esubero di finanziamenti in favore dell'Albania.
Annuncio, pertanto, il voto favorevole sull'emendamento Morselli 1.19, sia pure a malincuore, considerato che con la sua approvazione risparmieremmo soltanto un miliardo.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, il dato che ho fornito in precedenza sulla mancata registrazione delle nascite non è mio. Caro sottosegretario, quel dato - forse è una mia impressione ma ho visto un suo sorrisetto un po' ironico, può darsi che mi sbagli - è dell'UNICEF: nel 1998 in Albania sono state registrate meno di 100 nascite. Sembra un dato incredibile.
Se lei parlasse con i magistrati pugliesi per la tutela dei minori, si sentirebbe dire che quando arrivano in Italia bambini e si cerca di identificarne le generalità, essi scrivono in Albania ma non risponde alcuna autorità, né comunale, né di altro livello.
Se finanziamo con questi 21 miliardi la presenza su quel territorio di agenti della Polizia di Stato e di carabinieri, credo che al posto delle Mitsubishi e dei 24 fuoristrada sarebbe più utile finalizzare quelle presenze per sopperire a cose che le autorità albanesi non fanno. Noi rischieremo di diventare complici di uno Stato criminale perché, al di là di tutte le altre valutazioni relative alla droga, alla prostituzione e a quant'altro, se uno Stato non tutela l'iscrizione all'anagrafe di chi nasce, la criminalità è al vertice dello Stato stesso!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Borghezio, al quale ricordo che dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

MARIO BORGHEZIO. Ritengo che il nostro gruppo debba doverosamente esprimere un voto contrario su questo provvedimento.
Apprendiamo dal nostro collega Calzavara un fatto molto grave: che questi fondi sono stati sottratti a quelli destinati ai beni culturali e ambientali proprio nel momento in cui siamo ancora lungi dal poter valutare l'enorme disastro creato proprio ai beni ambientali dalla recente alluvione. Non vorrei fare della facile demagogia su questo punto, ma credo che, nel momento in cui andremo sicuramente a centellinare in sede di finanziaria i fondi destinati a sopperire a tutti i gravissimi danni recati dall'alluvione (per la verità, non soltanto ai beni culturali e ambientali, ma anche alle aziende, alle popolazioni colpite, ai commerci) ad una vasta regione della Padania, che è stata messa in ginocchio dai recenti avvenimenti, si possa approvare con estrema leggerezza quello che io mi permetto di considerare uno spreco, una regalia, la cui inutilità è già stata evidenziata dall'inconsistenza dei risultati ottenuti da questa collaborazione. Per noi, infatti, questa collaborazione è a risultato algebrico zero o inferiore allo zero! Il risultato è quello non della sperata collaborazione tecnica e di intelligence con le rinnovate forze di polizia e di indagine albanesi, ma anzi del rafforzamento delle strutture delle organizzazioni di stampo mafioso albanesi che operano nel nostro paese.
Noi, nella sede propria della missione della Commissione antimafia, avevamo portato un contributo importante...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Borghezio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guido Giuseppe Rossi. Ne ha facoltà.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Presidente, colleghi, premetto che tutta questa serie di interventi e la discussione sul provvedimento non vogliono essere un processo all'Albania e tanto meno al popolo albanese, ma sono una richiesta di responsabilità nei confronti di uno Stato che, se vuole rimanere all'interno della comunità internazionale, deve rispettare determinate regole. Questa richiesta di responsabilità ovviamente deve essere sostenuta da strumenti di pressione e, se questa pressione si può esercitare paventando la diminuzione o addirittura la totale eliminazione di fondi per questo tipo di collaborazioni che non danno risultati, allora questo potrebbe essere uno strumento.


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Nella giornata di ieri ho avuto modo di leggere un rapporto della direzione investigativa antimafia nel quale si affermava che Torino - la città capoluogo della mia regione ed anche la sua città, Presidente Violante - è diventata un centro di raccolta e di smistamento di tutti i traffici illeciti del nord Italia. Questo è veramente un bel risultato, dopo anni di collaborazione con le forze di polizia o supposte tali del Governo albanese!
Come già ribadito nella discussione di ieri, noi pensiamo innanzitutto che la drastica diminuzione, se non totale, degli aiuti verso questo tipo di collaborazione non sia solo uno strumento di pressione, ma anche l'opportunità di deviare questi fondi (convenga con me, Presidente!) per l'aiuto di quelle popolazioni piemontesi, della Valle d'Aosta e della sua stessa città che tanto duramente...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Guido Giuseppe Rossi.

VITO LECCESE, Vicepresidente della III Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VITO LECCESE, Vicepresidente della III Commissione. Signor Presidente, capisco che quando ci troviamo di fronte a posizioni ostruzionistiche, poi anche da parte dei componenti la maggioranza viene meno la voglia di intervenire anche per entrare nel merito del provvedimento. Però, credo che vada fatta chiarezza anche rispetto alle cose dette nella discussione sul precedente emendamento presentato dal collega Morselli rispetto all'entità della spesa. Voglio dire questo per chiarezza e anche perché non rimanga il dubbio tra i colleghi della maggioranza (cioè tra coloro che poi devono sostenere questo provvedimento) sulla provenienza di questi fondi.
Innanzitutto, vi è un'inesattezza. È stato dato per certo dal collega Calzavara, e poi è stato ripreso dal collega Borghezio, il fatto che questi 22 miliardi circa siano prelevati dalle Tabelle del bilancio del Ministero della cultura. Questo non è vero. Basta leggere l'articolo 2 relativo alla copertura finanziaria ed appare chiaro che, così come recita l'articolo 2, i fondi vengono prelevati dal fondo di riserva e quindi non dalle Tabelle di bilancio del Ministero della cultura.
Vi è poi da precisare un altro aspetto che riguarda l'entità della spesa e l'utilizzazione di questi 21 miliardi e 784 milioni. Oltre 16 miliardi serviranno per il finanziamento del personale italiano impiegato nelle missioni di polizia, anche perché nell'arco di questi ultimi due anni vi è stata una lievitazione della spesa legata alle disposizioni contenute dalla legge n. 300, votata a larghissima maggioranza da questa Assemblea nel 1998. L'articolo 4, che fu introdotto in quel disegno di legge, ha una genesi particolare poiché nasce su sollecitazione - guarda caso - del gruppo di Alleanza nazionale. Infatti, fu recepita una indicazione contenuta in un atto di indirizzo promosso dal collega Zacchera, deputato del gruppo di Alleanza nazionale, con la quale si chiedeva al Governo (io dico giustamente, perché poi tutti noi votammo quel provvedimento) di equiparare il trattamento economico di tutti coloro che prendevano parte alle missioni in Albania. Sostanzialmente, si chiedeva di adeguare il trattamento economico per tutti i dipendenti delle diverse amministrazioni del nostro Stato impegnati in Albania, perché all'epoca vi era una disparità di trattamento tra coloro che dipendevano dalla delegazione italiana di esperti che era disposta dal nostro Ministero della difesa e quelli della missione interforze. Quindi, la lievitazione si ebbe in quella occasione in cui questo Parlamento, su sollecitazione del collega Zacchera, decise di equiparare il trattamento economico. Ho detto questo affinché si possa ripristinare in questo momento un minimo di verità sulle spese previste da questo decreto. Comunque, ci tenevo a precisare che i fondi vengono prelevati dal fondo di riserva e non dal bilancio del Ministero della cultura.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, il senatore Andreotti, quando rivestiva ruoli importanti nella sua formazione politica e nel Governo, ebbe un incidente di percorso quando dichiarò che era meglio che il muro di Berlino restasse dov'era. Evidentemente, egli formulava una previsione molto saggia quando diceva che era meglio che il mondo comunista restasse com'era, altrimenti, visti i disastri che aveva creato, vi sarebbero state delle conseguenze quali quelle che stiamo drammaticamente vivendo oggi.
Oggi, mi sembra che stiamo parlando di tutto, ma concretamente molti colleghi non si rendono conto, forse, che stiamo approvando un decreto che stanzia - piccolo particolare - 21 miliardi per stipendi dal 1o luglio 2000.
Siamo a fine ottobre e chi, come l'onorevole Gasparri, ha avuto qualche esperienza di Governo, sa che questi soldi sono stati già spesi: allora, venire adesso a presentare emendamenti in riduzione mi sembra un po' fuori luogo. Se invece il significato dell'emendamento fosse richiamare il Governo ad un più puntuale utilizzo di queste risorse, nonché richiamare le autorità albanesi ad un effettivo contrasto della criminalità da parte delle forze di polizia, con una politica lungimirante e corretta (come io e molti altri colleghi ritengono sia possibile), bisognerebbe chiarire che questi aiuti vanno fatti a casa loro, anche per quanto riguarda le forze di polizia albanesi. Non è, quindi, un'incongruenza: signori miei, riflettiamo bene prima di rilasciare affermazioni demagogiche come quelle di poc'anzi da parte di molti colleghi, perché non servono assolutamente a niente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morselli 1.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 213).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Morselli 1.28 (Nuova formulazione).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morselli. Ne ha facoltà.

STEFANO MORSELLI. Signor Presidente, l'emendamento riformulato al nostro esame ha un significato fondamentale nell'ambito del decreto-legge, perché comporta un'importante novità: si prevede, infatti, la presentazione al Parlamento di una relazione sulla realizzazione degli obiettivi fissati, sui risultati raggiunti e sull'efficacia degli interventi, per cui può essere finalmente il momento per una seria riflessione e per fare il punto sul nostro intervento in Albania.
Rivendichiamo la paternità di questa iniziativa, da valutare in maniera molto positiva e da prendere in considerazione anche per altri interventi: ritengo, infatti, sia molto importante che il Governo si abitui a relazionare al Parlamento sulla realizzazione di obiettivi prefissati e faccia un preconsuntivo ed un consuntivo sui propri interventi; si tratta di uno strumento di lavoro necessario per consentire di continuare eventualmente sulla stessa linea oppure di correggere l'impostazione delle iniziative intraprese. Invito pertanto la Camera a votare a favore dell'emendamento in esame, nella nuova formulazione, che sicuramente renderà più trasparente ed incisiva l'azione che il Governo intenderà intraprendere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palmizio. Ne ha facoltà.

ELIO MASSIMO PALMIZIO. Signor Presidente, colleghi, l'emendamento in esame, nella nuova formulazione accettata


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dal Governo, mette la prima pietra rispetto alla possibilità per il Parlamento di verificare realmente se gli obiettivi comunicati siano stati raggiunti e se i risultati siano effettivamente efficaci. È il primo passo verso la possibilità per noi di valutare i comportamenti del Governo e quindi l'Assemblea dovrebbe senz'altro votare a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, naturalmente il gruppo della Lega nord voterà a favore dell'emendamento in esame ma, devo dire, signor Presidente, cari colleghi, con un po' di delusione. D'altro canto, il testo dell'emendamento premia in qualche modo quanto sostenuto da sempre dalla Lega nord: l'esigenza di una relazione al Parlamento sull'efficacia delle spese e dell'impegno in Albania. Solo grazie alla compattezza e alla determinazione della Casa delle libertà, siamo riusciti a strappare questa previsione normativa. Questo la dice lunga sulla sincerità della maggioranza a porre rimedio a tutti gli errori compiuti. L'emendamento, infatti, anche se in parte modificato, era stato sottoscritto anche da me in Commissione esteri e, vista l'assenza del collega Morselli, ho chiesto che fosse posto in votazione ed è stato respinto dalla maggioranza. È stato riproposto in aula e, per fortuna, la compattezza della Casa per le libertà ha consentito di migliorarlo ulteriormente.
Ad avviso della Lega nord - ribadisco quanto affermato nel mio intervento sull'ordine dei lavori - l'emendamento che obbligherà il Governo a presentare una relazione sui risultati avrebbe dovuto contenere anche la previsione di un elenco dei finanziamenti dei beni ceduti, anche a titolo gratuito, dall'Italia all'Albania. Ciò al fine di avere un quadro complessivo che oggi non abbiamo.
Sarebbe stato importante conoscere anche il numero dei visti rilasciati dall'Albania a seconda della tipologia, nonché dei cittadini albanesi indagati, tratti in arresto e che hanno subìto un processo, al fine di controllare efficacemente l'intero operato. Sarebbe stata necessaria l'indicazione del numero dei cittadini albanesi sbarcati in Italia, così come di quelli intimati di espulsione, di quelli effettivamente espulsi, di quelli in possesso di regolare permesso di soggiorno e accusati di reati. Sarebbe stato necessario, ancora, conoscere il numero dei reati più frequentemente consumati dagli albanesi presenti in Italia, nonché il quantitativo di droga sequestrato in Italia a cittadini albanesi. Ancora, la quantità di droga proveniente o transitante dall'Albania, quindi il traffico e il sequestro di armi, che presenta numeri piuttosto interessanti, ma disaggregati e pertanto difficilmente controllabili. Da ultimo, sarebbe stato necessario indicare le infrazioni doganali commesse a danno dell'Italia. Non chiediamo l'impossibile, anzi, chiediamo al Governo di accogliere tali richieste perché non si tratta di dati che emergono da sondaggi, ma di dati contenuti nei rapporti dei servizi segreti, che restano solo in mano a poche persone e non vengono divulgati. Essi dovrebbero essere aggregati per capitoli, al fine di esercitare un controllo opportuno e doveroso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Matteoli, al quale ricordo che ha due minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

ALTERO MATTEOLI. Signor Presidente, ritengo opportuno esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame perché il problema dell'Albania non è affrontabile a seconda del numero dei miliardi che destiniamo a tale paese. Nel 1991 in Albania si votò per la prima volta con un sistema parademocratico e una delegazione della Camera vi si recò per vedere come si svolgevano le votazioni. La delegazione era presieduta dall'onorevole Piccoli ed io ebbi l'opportunità di farne parte; le contraddizioni presenti in quel paese erano già enormi: basti


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pensare che gli albanesi avevano divelto le statue di Enver Hoxha e Ramiz Alia ci ricevette nel suo ufficio avendo alle proprie spalle una statua di Hoxha. Da allora, le contraddizioni sono aumentate, non sono diminuite, e il problema dell'Albania non è legato ad un flusso di denaro che inviamo in quel paese, ma a una politica, una cultura, un'economia che devono essere aiutate, essendo l'Albania un paese europeo, seppure piccolo; tuttavia, vi deve essere un controllo molto approfondito sui soldi che inviamo. Questo emendamento...

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gasparri, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, ne userò soltanto uno per dire che questo emendamento è il punto chiave della discussione. Ci auguriamo che a questo punto, essendo stato scandito il tempo per queste relazioni ed essendo stato sottolineato, in particolare dall'onorevole Morselli, l'obiettivo di una conoscenza ampia degli interventi, il Governo finalmente fornisca la necessaria informazione al Parlamento, a tutto il Parlamento, colleghi della maggioranza. In questo senso abbiamo lavorato per la trasparenza degli investimenti, per un ruolo del Parlamento, anche in riferimento, Presidente Violante, alla discussione sugli ordini del giorno e sulla loro efficacia che abbiamo aperto ieri e che riprenderemo altrove.
Stavolta quello che doveva essere un ordine del giorno viene ripreso nel testo della legge. Ma il Governo farebbe bene a rispondere al Parlamento delle proprie responsabilità, senza costringere ad un'estenuante maratona per trasformare impegni pregressi in vincoli di legge affinché si riferisca cosa si fa oggi in Albania con i soldi degli italiani.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoni. Ne ha facoltà.

MARCO PEZZONI. Signor Presidente, con convinzione noi Democratici di sinistra voteremo a favore di questo emendamento, riformulato dalla relatrice, sulla base di un precedente emendamento che era stato presentato già in Commissione dall'onorevole Morselli.
Come ha detto il collega Palmizio, anche noi DS, come tutto il centrosinistra, riteniamo che questo sia un primo passo. Lo abbiamo detto anche in Commissione esteri e in quella sede - voglio ricordarlo a tutti, per onestà - la relatrice Adria Bartolich, sin dall'inizio, si era dichiarata disponibile a convergere su questo emendamento e, se vi fosse stata maggiore attenzione da parte di tutti i gruppi, ciò avrebbe potuto farci guadagnare molto tempo.
Sono d'accordo che si tratta di un primo passo; sono d'accordo sul fatto che il Governo presenti una relazione ampia, perché è compito del Parlamento, e della Commissione esteri in particolare, avviare, come già ha fatto, un monitoraggio attento sull'efficacia della nostra presenza e della nostra solidarietà. Anch'io, come democratico di sinistra, sono interessato a capire l'evoluzione importante che si compie in Albania.
Vorrei ricordare brevemente - successivamente non farò più alcuna dichiarazione di voto - che sono stati compiuti importanti passi in avanti. Sulle ultime elezioni amministrative è stato espresso un giudizio di regolarità da parte degli osservatori internazionali. Sono stati fatti passi in avanti nella convivenza tra i partiti di sinistra e i partiti di destra, che in Albania fino a due anni fa si delegittimavano in continuazione. C'è una democrazia che si rafforza, anche se con molto ritardo e con grande gradualità. Ci sono dati importanti: dobbiamo chiederci perché nell'ultimo anno, rispetto agli anni precedenti, l'immigrazione dall'Albania si è dimezzata. Voglio ricordare un altro dato, cioè che fino a un anno fa, nel 1998 e fino alla metà del 1999, ogni notte sbarcavano dai 34 ai 37 gommoni, mentre nell'ultimo anno, signor Presidente, il dato è di 3 o 4 gommoni a notte. Dai circa 35


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di più di un anno fa, nell'arco di tutto l'ultimo anno i gommoni sono diventati 3 o 4 per notte.

GIULIO CONTI. Sono più grandi.

PAOLO ARMAROLI. Sono sempre troppi.

DIEGO ALBORGHETTI. Vengono con le navi.

MARCO PEZZONI. È un dato ancora non esaltante, ma mi si permetta di dire che qualche piccolo passo in avanti è stato fatto e proprio per questo anche in Commissione esteri abbiamo deciso all'unanimità che tutti i capigruppo si recheranno a dialogare con il Parlamento albanese, perché, in base ad una decisione dell'ufficio di presidenza della Commissione esteri - centrodestra e centrosinistra, ancora una volta con un atteggiamento bipartisan -, vogliamo essere in grado di controllare se davvero i nostri soldi, i finanziamenti, la solidarietà portano questo paese sempre più vicino a quell'Europa democratica che, da quanto ho capito, è l'obiettivo di tutti. Con una battuta vorrei dire - è importante per tutti, centrodestra e centrosinistra - che non vogliamo più che tornino i vecchi muri di Berlino. Dopo la caduta di quel muro, si sta «scongelando» questa parte dei Balcani e quindi non è più il caso di tirare su un piccolo muro contro l'Albania. Tutti i muri sono crollati, quindi prendiamo atto di questa nuova situazione positiva in cui è importante lavorare tutti insieme, come vogliamo fare approvando questo emendamento presentato inizialmente dal collega Morselli e che il relatore ha rielaborato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guidi. Ne ha facoltà.

ANTONIO GUIDI. Signor Presidente, il mio intento è quello di costruire non di ostruire. Rimango abbastanza preoccupato innanzitutto per la non reciprocità tra volontà di interdizione della malavita organizzata tra Italia ed Albania. In secondo luogo per un atteggiamento un po' troppo ottimistico del Governo italiano rispetto a fenomeni negativi. In esperienze precedenti, rischiando di non ricevere il consenso dei cittadini italiani, ho preferito denunciare con forza le cose che non andavano ed è per questo che sono perplesso. Stiamo parlando non della mancanza di solidarietà perché siamo tutti convinti che occorre essere solidali con i paesi che con difficoltà cercano la difficile via della democrazia dopo aver vissuto per decenni nel dramma della schiavitù politica; non possiamo però negare che proprio quelli che si indignano tanto su singoli casi di schiavitù della donna, rimangono indifferenti o almeno parlano poco della mercificazione dei bambini, persino handicappati, con il rischio reale di pedofilia, pornografia e perfino di traffico d'organi. Tutti dovremmo preoccuparci ed indignarci di più perché il dolore di chi è meno protetto non dipende...

PRESIDENTE. La ringrazio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ascierto, che ha due minuti. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, ormai abbiamo detto tutto sul problema dell'Albania e sul decreto in discussione ed abbiamo visto di tutto perché attraverso i mezzi di comunicazione abbiamo assistito al dramma quotidiano che si vive sulle coste italiane. L'emendamento posto in votazione non può non essere condiviso perché pone una serie di step e controlla i risultati raggiunti nel tempo. I risultati devono essere reali perché ormai tutti ci chiediamo quando diminuirà la criminalità, quando diminuirà l'immigrazione clandestina, quando si cominceranno a risolvere seriamente i problemi di un popolo che da tempo anela maggiore tranquillità. È quindi essenziale una collaborazione sotto l'aspetto formativo tra le nostre forze di


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polizia e quelle albanesi anche al fine di dotare le centrali operative di adeguati strumenti tecnologici (e sotto questo profilo l'Italia deve fare la sua parte).
Mi risulta che i fondi della Comunità europea per il controllo delle coste italiane e per l'attivazione, nel nostro paese, di tecnologie per fronteggiare l'immigrazione clandestina, hanno dato luogo ad investimenti su sistemi israeliani, che possono essere ottimi, ma escludono la possibilità di ricorrere a sistemi integrati. Purtroppo, disponiamo di molti sistemi che, però, non sono tra loro integrati. Si tratta di sistemi italiani relativi rispettivamente all'esercito, alla marina e all'aeronautica...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Ascierto.

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