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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, credo sia necessario motivare il voto.
perché ritenevamo e riteniamo che questo paese non meritasse ciò che era avvenuto nel passato nella società italiana e, nella fattispecie, nel settore dell'agricoltura, per rimanere in tale ambito - mi riferisco al malcostume, all'incuria e alla connivenza assurti a metodo di pratica clientelare -, e che quindi avesse diritto alla verità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, è doveroso in una circostanza di questo tipo fare una dichiarazione di voto. È doveroso perché l'argomento, come ella interrompendomi ha ritenuto di sottolineare, attiene ad una pagina della storia italiana certamente non esaltante per responsabilità varie, per incidenza sul bilancio dello Stato e per i riflessi che quotidianamente registriamo in seno alla Commissione d'inchiesta sulla Federconsorzi. È altresì doveroso perché da parte nostra non c'è una posizione precostituita di chi vuole a tutti i costi individuare i responsabili, anche perché sarà la magistratura ordinaria ad individuare sul piano penale le responsabilità.
frenante alle conclusioni della Commissione d'inchiesta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, a fine legislatura ci troviamo alle prese con un provvedimento presentato all'inizio della legislatura quando tutte le componenti politiche di questo Parlamento erano d'accordo sulla costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla Federconsorzi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Misuraca. Ne ha facoltà.
FILIPPO MISURACA. Signor Presidente, vorrei ricordare ai colleghi che si tratta di una Commissione d'inchiesta bicamerale di cui fanno parte colleghi, deputati e senatori, che non partecipano a titolo personale, ma in rappresentanza di forze politiche o gruppi parlamentari. Se nel corso degli anni si verifica un cambiamento in seno ai gruppi, ciò non è certamente da addebitare alla Commissione. Mi spiego meglio: l'onorevole Malentacchi (il quale ha presentato un emendamento) evidentemente tre anni fa era rappresentato, in seno alla Commissione, da un proprio collega, ma qualche cosa è cambiato nei rapporti tra la forza politica cui egli appartiene ed il suo rappresentante in Commissione; ciò significa che l'onorevole Malentacchi e la sua forza politica non sono stati informati di come la Commissione ha lavorato: posso dire che la Commissione ha lavorato e lo ha fatto bene.
GIORGIO MALENTACCHI. Anche troppo bene!
FILIPPO MISURACA. Signor Presidente, come diceva l'onorevole Dozzo, è vero che l'oggetto riguarda l'agricoltura e tutto ciò che negli anni passati ha interessato l'agricoltura italiana, però - mi rivolgo anche al collega Dozzo - qui il problema è un altro. In una Commissione d'inchiesta come quella sulla Federconsorzi lavorano nostri autorevoli colleghi che sono esperti giuristi, avvocati, magistrati, ed io posso garantire che hanno lavorato e lo hanno fatto bene. Il magistrato e l'avvocato sanno che quando il lavoro di una Commissione come questa procede e non si possono concludere le indagini viene richiesta la proroga. Posso anche garantire che gli atti rinvenuti dalla Commissione hanno reso necessaria la richiesta della proroga, per cui credo di poter dire che la Commissione sta scavando a fondo, secondo il mandato che ha ricevuto dal Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sedioli. Ne ha facoltà.
SAURO SEDIOLI. Signor Presidente, credo che il colore verde apparso sul tabellone delle votazioni testimoni la disponibilità della Camera ad assumere un atteggiamento unitario per quanto riguarda l'andamento dell'inchiesta su una questione così delicata per il nostro paese. Credo che quel voto faccia giustizia di tante polemiche, perché abbiamo trovato un accordo.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
MARIO PRESTAMBURGO. Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole dei Democratici-l'Ulivo, tengo a precisare che preferisco non approfondire la polemica sterile che in quest'aula si sta
sviluppando. Questa mia scelta deriva da una profonda conoscenza della storia della Federconsorzi, che fino al 1950 è stata una struttura certamente al servizio degli agricoltori: dopo quella data è diventata una struttura al servizio della politica, della peggiore politica e della disonestà.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.
DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, le dichiarazioni che mi hanno preceduto hanno chiarito gli obiettivi di questa Commissione, nonché i cambiamenti, intervenuti in questi anni, nella composizione politica della Commissione stessa. Questa proposta di legge intende prorogare i termini relativi alla conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul dissesto della Federazione italiana dei consorzi agrari, probabilmente perché vi è materiale scottante che potrebbe essere utilizzato in campagna elettorale.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Signor Presidente, vorrei ringraziare coloro i quali sono intervenuti in questo dibattito.
PRESIDENTE. Sta bene. Se non vi sono obiezioni, si intende che il titolo del provvedimento sia quello della proposta di legge n. 7122.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.
Colleghi e colleghe, a scanso di equivoci, ricordo che Rifondazione comunista volle fortemente la Commissione di inchiesta,
Detto questo, signor Presidente, devo anche far rilevare con dispiacere come la modalità adoperata nel mettere il provvedimento all'ordine del giorno dell'Assemblea non sia stata del tutto corretta, perché ha impedito di fatto la possibilità di discussione presso la XIII Commissione (Agricoltura). Comprenderete che non è solo una questione regolamentare (articolo 81 del regolamento), ma che attiene alle prerogative del deputato e ciò assume una valenza politica.
Venendo al provvedimento legislativo, onorevoli colleghi e onorevoli colleghe, si può essere d'accordo sul modo in cui stanno procedendo i lavori della Commissione, con il completamento dell'acquisizione documentale e della raccolta di elementi testimoniali - ma credo che ciò sia normale - e sul fatto che l'inchiesta sia complessa. Occorre capire, tuttavia, se vi sia la volontà di arrivare fino in fondo all'inchiesta: debbo confessare che a me non pare.
Rimane il fatto che dai tempi dell'approvazione della legge istitutiva, il 2 marzo 1998, sono trascorsi ben due anni e sette mesi, signor Presidente. Penso che ancora una volta - qualcuno ha parlato di de profundis - non si abbia il coraggio di giungere al traguardo finale, che è quello di stabilire verità e responsabilità oggettiva delle vicende succedutesi, che costituiscono un simbolico spaccato - si fa per dire - della politica italiana di quegli anni.
Le vicende sono note rispetto agli accadimenti che hanno denotato la messa in atto di forme di conduzione a dir poco molto discutibili da parte della Federconsorzi, che trapelò con le prime avvisaglie dello scandalo: un malcostume elevato a sistema, con l'uso disinvolto del denaro pubblico, a cui la magistratura ordinaria è interessata con il processo intentato ed in corso presso il tribunale di Perugia da molti anni ormai.
Consapevole di ciò e con l'intento di giungere, prima della fine della XIII legislatura, ad un minimo risultato, avevo presentato un emendamento, che è stato approvato, per vincolare la Commissione d'inchiesta alla presentazione al Parlamento di un documento conclusivo, sia pure parziale, sui risultati raggiunti per non disperdere il lavoro svolto. È il minimo ottenibile in questa situazione. Per questi motivi il voto delle deputate e dei deputati di Rifondazione comunista sarà favorevole (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
La Commissione d'inchiesta che sta procedendo all'audizione di numerosi responsabili della politica del tempo, compresi tanti Presidenti del Consiglio, è giunta alla fase finale dei lavori; ecco perché abbiamo manifestato qualche perplessità, pur indicando la data del 28 febbraio e ritirando un ordine del giorno che si muoveva in questo senso. Ci auguriamo che la modifica apportata al testo con l'approvazione dell'emendamento Malentacchi non costituisca un elemento
Noi vogliamo che verità sia fatta su una serie di aspetti che si sono rivelati devastanti sotto il profilo dell'immagine per un intero settore, oltre che per un organismo particolare. Abbiamo lavorato occupandoci di risvolti oscuri, se non inquietanti, ed è questo il motivo per cui approviamo la terza proroga, che ci auguriamo sia l'ultima. Concludo annunciando il voto favorevole dei deputati di Alleanza nazionale.
Purtroppo, l'iter della proposta di legge è stato tortuoso e ci ritroviamo, dopo cinque anni e dopo un insediamento - oserei dire - forzato della Commissione d'inchiesta, a chiedere un'ulteriore proroga.
Signor Presidente, ho la netta sensazione, malgrado ciò che dicono i nostri colleghi, che probabilmente chi doveva dare uno slancio notevole alla Commissione (parlo di chi la presiede) non ha adempiuto a tutto ciò che noi componenti delle Commissioni agricoltura della Camera e del Senato c'eravamo proposti con la sua istituzione. Stiamo per approvare un'ulteriore proroga e il nostro voto sarà favorevole; tuttavia, ho la netta sensazione che, malgrado la proroga, la Commissione d'inchiesta abbia fatto un buco nell'acqua. Infatti, ho la netta sensazione che su tutte le questioni penose e scottanti (che concernono aspetti di competenza della magistratura) e che dal punto di vista del nostro settore politico sono particolarmente gravi, non si produrrà alcunché.
Signor sottosegretario Borroni, non vorrei che ci fosse stato da parte di qualcuno (certamente non mi riferisco a lei) un tentativo di insabbiare quel che la Commissione avrebbe potuto far emergere. Infatti, ritengo che la risoluzione conclusiva che probabilmente sarà redatta tra pochi mesi non produrrà alcun risultato. Allora ci dobbiamo imporre (in special modo noi componenti della Commissione agricoltura), qualora fossero istituite nuove Commissioni d'inchiesta, di fissare date e tipologie di lavoro ben precise affinché non si possa derogare dagli obiettivi delle inchieste.
Signor Presidente, il nostro voto sarà favorevole ma, ripeto, ho la netta sensazione che sia purtroppo una richiesta dilatoria, per arrivare al termine della legislatura e non produrre alcunché (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Si voleva affossare? Vedi, Malentacchi, ho avanzato io la proposta di spostare i termini al 28 febbraio - e me ne assumo la responsabilità - perché bisogna dare alla Commissione la possibilità di concludere l'attività e di presentare la relazione, però ho la sensazione che sia arrivato indirettamente, involontariamente, un «soccorso rosso» alle difficoltà «bianche» che la Commissione sta individuando in questo periodo. Allora, ognuno deve assumere le proprie responsabilità. Nessuno, evidentemente, vuole insabbiarla; la Commissione, ripeto, ha lavorato e ha lavorato bene ed io mi auguro - e senz'altro sarà così - che entro il 28 febbraio il Parlamento avrà la possibilità di discutere la relazione e di prendere atto delle responsabilità passate e di quelle che - lo preannuncio - la Commissione ha rilevato anche negli ultimi mesi.
Concludo dichiarando il voto favorevole di Forza Italia e formulando l'auspicio che questa proposta di proroga non venga insabbiata al Senato. Con l'emendamento da noi approvato, infatti, si rende necessario il riesame da parte dell'altro ramo del Parlamento ed io invito il Presidente Violante a sollecitare il Presidente Mancino ad inserire questo provvedimento all'ordine del giorno del Senato, considerato che i termini scadono il 31 gennaio.
Vorrei però aggiungere, amici colleghi, che non abbiamo lavorato soltanto per ricercare i mali del passato della Federconsorzi, non abbiamo avuto un atteggiamento inquisitorio nel fare luce e verità sui fatti. Questa Assemblea ha approvato anche una legge di riforma dei consorzi, affinché quel patrimonio di servizi e di professionalità fosse messo a disposizione del paese, dell'agricoltura: un sistema di servizi che deve essere moderno ed unitario per fare in modo che l'agricoltura italiana sia competitiva nel contesto europeo e mondiale.
Mi fermo qui, annunciando il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione di considerazioni integrative del mio intervento in calce al resoconto della seduta (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Prestamburgo. Ne ha facoltà.
Nel corso dei lavori saranno stati sicuramente scoperti alcuni benefici che un tempo erano propri della Democrazia cristiana, che nel settore agricolo faceva un uso scellerato dello scambio di voti. Ne sa qualcosa anche l'attuale presidente della Commissione agricoltura, che deve le sue fortune elettorali anche a questo tipo di attività.
Concordiamo su questa proroga perché siamo tutti italiani e pensiamo che questo dibattito riesca a dissolvere la nebbia che intende offuscare la verità: siamo ancora ottimisti. Tuttavia, tale ottimismo non deve essere scambiato con la volontà di sostenere l'opportunità di una Commissione di inchiesta che ha fallito, soprattutto perché le forze politiche che anche questa mattina hanno dichiarato di aver lavorato bene sono ampiamente conniventi. L'area moderata dell'agricoltura che, ahimè, coinvolge anche gruppi che governeranno forse nei prossimi mesi, potrebbe non godere di quei benefici che auspicava.
Allora proroghiamo e aspettiamo la relazione conclusiva e poi potremo dire: tutti colpevoli, nessun colpevole (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Tuttavia, vorrei fare due brevi considerazioni per rimandare al mittente alcune accuse. Il gruppo dei Popolari che io rappresento ha partecipato ai lavori della Commissione cercando di fare luce fino in fondo. Io faccio parte del Partito popolare e non delle federazioni cui faceva riferimento Roscia: egli ha la memoria un po' corta.
Lo dico con molta franchezza: io sono il primo a volere giustizia, perché ritengo che la faccenda della Federconsorzi trovi responsabilità nella SGR SpA che ha acquistato quel sistema. La Commissione di inchiesta ha il compito di indagare su quel sistema. È per questo motivo che, quando sento in quest'aula dire certe fesserie, cerco di rimandarle al mittente (Commenti del deputato Roscia).
Sono convinto che bisogna procedere fino in fondo nell'individuazione dei colpevoli di questo disastro (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Annuncio pertanto il voto favorevole su questo provvedimento del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo. Signor Presidente, ci sono commissari, sia della maggioranza sia della minoranza, che non sono mai venuti in Commissione: sarebbe bene verificare chi ha partecipato e chi non lo ha fatto per una questione di giustizia.
Vorrei proporre, infine, che il titolo della legge sia quello della proposta di legge atto Camera n. 7122 (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dell'UDEUR).
(Così rimane stabilito).


