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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, nel testo della Commissione, e dell'unico emendamento ad esso presentato (vedi l'allegato A - A.C. 7122 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Malentacchi 1.1.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Il parere del Governo è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Malentacchi 1.1.
FILIPPO MISURACA. Presidente, la informo che questa mattina ha avuto luogo la riunione del Comitato dei nove e che non si è raggiunto un accordo su questo emendamento. Vorrei spiegarne le ragioni.
PRESIDENTE. Onorevole Neri! Onorevole Gasparri! Onorevole Selva! Onorevole Migliori, per piacere!
FILIPPO MISURACA. Il provvedimento al nostro esame è già stato licenziato dal Senato nel mese di giugno ed è stato poi trasmesso a questo ramo del Parlamento, ma la Commissione agricoltura purtroppo non si è mai riunita per poter discutere su eventuali emendamenti. Ed oggi ce lo ritroviamo in aula!
firmata da tutti i rappresentanti delle forze politiche, devo dire che non riesco a comprendere le ragioni di questo emendamento e perché il relatore abbia espresso un parere favorevole su di esso. Siamo tutti d'accordo che la Commissione debba concludere i propri lavori: ha lavorato ed ha lavorato bene; tuttavia, credo che concludere i lavori entro la data del 31 gennaio 2001 pregiudicherebbe due anni di attività! Ricordo, infatti, che la Commissione ha svolto numerose audizioni; ha ascoltato ed ha utilizzato parecchi consulenti. Pur essendo vicini ad una soluzione, la sessione di bilancio impedirà ai componenti della Commissione di potersi riunire sia alla Camera che al Senato. Non solo ma, le prossime festività natalizie e di fine anno, ci porteranno a riprendere i lavori non prima del 15 di gennaio.
PRESIDENTE. Onorevole Misuraca, la sua proposta è quindi che venga corretto il termine del 31 gennaio 2001 con il 28 febbraio?
FILIPPO MISURACA. È così, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Presidente, sulla questione dell'emendamento Malentacchi 1.1, sulla quale si è ragionato in Commissione, credo che vada fatta qualche riflessione.
PRESIDENTE. Lo sa anche chi non fa parte della Commissione.
FORTUNATO ALOI. Certamente, perché in fondo un giorno potremmo scrivere la storia d'Italia anche con la «chiave di lettura» della Federconsorzi!
PRESIDENTE. La prego di valutare la questione relativa all'ordine del giorno, perché non possiamo impegnare il Governo su un'attività che riguarda specificamente l'autonomia delle Camere. Questo è un problema. Poiché però ne capisco la natura politica, chiedo al presidente Ferrari se voglia esprimere al riguardo un'opinione, come mi era sembrato.
FRANCESCO FERRARI, Presidente della XIII Commissione. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla data del 28 febbraio, anche perché credo che anche la minoranza finalmente abbia capito come la maggioranza e anche la Commissione, quando non ero presente, avesse deciso di stabilire un termine, altrimenti la Commissione avrebbe continuato a lavorare senza mai dare conto.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento Malentacchi 1.1 sarebbe corretto nel senso che, invece di prevedere il termine del 21 gennaio, si prevederebbe il 28 febbraio. È così, onorevole Malentacchi?
GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, mi riservo di intervenire nel prosieguo.
PRESIDENTE. Sta bene.
FLAVIO TATTARINI. Signor Presidente, quando abbiamo posto il problema del termine da fissare in maniera precisa nella proposta di legge, non intendevamo assolutamente creare le condizioni per «bruciare» la Commissione. Invece, volevamo creare le condizioni certe per una conclusione certa dei lavori della Commissione d'inchiesta perché il Parlamento attualmente in carica fosse in grado di valutarne le conclusioni. Non mettere un limite per noi significherebbe portare fino alla fine della legislatura un lavoro e magari «illanguidirlo» nella sua conclusione, cioè arrivare - in quel caso sì - ad un nulla di fatto! Invece, vogliamo certezza che si concluda affinché il Parlamento possa prendere atto dell'approdo a cui la Commissione arriva. La proposta di correggere l'emendamento Malentacchi 1.1, avanzata dal collega Misuraca, prevedendo la data del 28 febbraio 2001, realizza questo obiettivo. Noi siamo d'accordo che si stabilisca la data del 28 febbraio 2001 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, desidero unirmi alla proposta del collega Filippo Misuraca. Mi sembra una proposta sensata, come mi sembra sensato ritenere opportuno che questa Commissione d'inchiesta abbia modo di terminare i propri lavori e di presentare una relazione al Parlamento. Troppe volte abbiamo visto, come nel caso dell'AIMA, nella scorsa legislatura, che vi sono state Commissioni d'inchiesta che non hanno raggiunto alcun risultato. Questo, in effetti è l'aspetto della nostra attività parlamentare che può diventare più frustrante nel momento in cui svolgiamo attività di questo tipo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.
DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, se la memoria non mi inganna, la Commissione d'inchiesta è stata voluta dall'allora ministro Poli Bortone sapendo che, dietro al crack della Federconsorzi, vi è stata una vicenda tangentizia forse da dimenticare e da mettere nel cassetto, nell'attuale clima che vuole rinsaldare la moralità degli attori politici. Mi dispiace vedere che questa richiesta sia l'ennesima occasione per recitare il de profundis rispetto a una vicenda molto spiacevole, che ha comportato la spesa di parecchie migliaia di miliardi per le casse dello Stato e, di conseguenza, per le tasche dei contribuenti. Se ne vuole rinviare la conclusione dei lavori alla fine della legislatura e proporre un emendamento che proroghi il termine al 28 febbraio, sapendo che la Commissione d'inchiesta non chiarirà niente. Il presidente della Commissione agricoltura conosce i risvolti della vicenda, essendo anch'egli agricoltore e rappresentante di una confederazione agricola, che sicuramente ha avuto grandi benefici di carattere elettorale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.
GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, al di là delle battute altisonanti, colleghe e colleghi, vi ricordo che siamo alla terza proroga e che, comunque, la ratio che mi ha guidato nel presentare l'emendamento è che la formulazione permetterebbe alla Commissione di dare in parte corpo al lavoro svolto fin qui. Su una relazione conclusiva il Parlamento deve potersi esprimere in tempi utili, quindi credo che il tempo che ho indicato sia quanto meno necessario. Pensiamo, altresì, che lasciare qualcosa di utile sia necessario, oltre che doveroso e corretto da parte del Parlamento. Ho ascoltato la richiesta di far slittare il termine, un termine che non è invalicabile, quindi credo che, dovendo il provvedimento tornare al Senato, posso accogliere la proposta del 28 febbraio.
PRESIDENTE. Colleghi, per quanto riguarda la formulazione dell'emendamento, vi chiedo se la seconda parte non possa essere formulata come segue: «Entro tale termine, la Commissione presenta alle Camere la relazione prevista all'articolo 9, comma 1, della suddetta legge n. 33 del 1998». È così?
FILIPPO MISURACA. Ciò è già contenuto nella proposta istitutiva.
PRESIDENTE. Si potrebbe anche fare a meno della seconda parte, se lo ritenete, perché è già previsto nell'articolo 9 della legge n. 33 del 1998 che i lavori si concludano con la presentazione di una relazione. Per evitare pasticci eliminerei la seconda parte, se siete d'accordo.
FORTUNATO ALOI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, Alleanza nazionale prende atto del recepimento della proposta di stabilire la data al 28 febbraio che abbiamo ritenuto di dover indicare. A questo punto ritengo sia superato anche l'ordine del giorno che avevo intenzione di presentare, e che stavo per consegnare agli uffici, perché la sostanza di tale ordine del giorno consisteva nell'indicare la data del 28 febbraio. Quindi, non presenterò più l'ordine del giorno e aderisco alla nuova formulazione dell'emendamento Malentacchi 1.1.
PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento risulta pertanto del seguente tenore: «Al comma 1, sostituire le parole: alla conclusione della XIII legislatura con le seguenti: al 28 febbraio 2001».
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Misuraca. Ne ha facoltà.
Prosegua pure, onorevole Misuraca.
Nel sottolineare che la proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione sulla Federconsorzi è stata
Approvare questo emendamento, che propone la conclusione dei lavori della Commissione sulla Federconsorzi il 31 gennaio 2001, credo che indichi proprio la volontà di non voler far concludere i lavori alla Commissione.
Presidente, ciò detto, chiedo che tutto ciò venga rivisto, considerato che non abbiamo trovato un'intesa in Commissione, prevedendo quanto meno una possibilità di prolungamento del termine fino alla data del 28 febbraio.
Ferma restando l'esigenza che vengano fissati termini ben precisi, non vorremmo - ribadisco le perplessità già espresse in Commissione - però che la modifica del testo proveniente dal Senato portasse ad un rinvio tale per cui, alla fine, anche questa Commissione sulla Federconsorzi possa finire senza ultimare i propri lavori. Questo è il senso del discorso ed è un senso che noi abbiamo sottolineato perché su questa materia, chi fa parte della Commissione di indagine lo sa, vi è molta carne al fuoco.
Perché bisogna allungare i termini e i tempi quando noi potremmo riuscire a trovare un iter che consenta a tutte le forze politiche presenti in Commissione di poter dare il proprio contributo e di ultimare i lavori? La nostra proposta si basa sulla predisposizione di un ordine del giorno - che io presenterò - nel quale e con il quale noi, mentre diciamo di condividere il testo proveniente dal Senato, stabiliamo e impegniamo il Governo a far sì che, utilizzando gli strumenti di propria competenza, la Commissione presenti entro il 28 febbraio il documento conclusivo (concordiamo quindi sulla data testé indicata dal collega Misuraca), affinché, ovviamente, non si modifichi il testo e affinché il Governo si senta impegnato a farsi consegnare la relazione finale proprio entro tale data. Questa è la nostra posizione, onorevole Presidente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tattarini. Ne ha facoltà.
Confesso peraltro, signor Presidente, che non ho mai avuto e continuo a non avere una grandissima fiducia nella capacità di arrivare a risultati concreti da parte di Commissioni d'inchiesta di questo tipo. Lo confesso apertamente senza nessun infingimento. Confesso di non aver mai avuto una particolare simpatia per un certo tipo di magistratura politicizzata, ma confesso anche, per contro, di non avere altrettanta simpatia per la politica «magistratizzata». In fondo, noi potremmo svolgere il nostro lavoro in altri versanti e potremmo acconsentire, vedere, osservare, seguire con particolare attenzione, il lavoro estremamente impegnativo e importante che la magistratura sta svolgendo da anni in materia di Federconsorzi, in procedimenti penali che sono in corso. Quindi, ognuno faccia il proprio mestiere. Però, siccome il lavoro è iniziato e una volontà politica pressoché unanime ha portato alla costituzione di questa Commissione d'inchiesta che agisce per scoprire presunte malefatte (non si capisce se della Federconsorzi o quelle che hanno portato alla dichiarazione del presunto crac della Federconsorzi)... Qualcuno addirittura ha interpretato, sbagliando, l'attività della Commissione d'inchiesta come un processo alle organizzazioni professionali agricole.
Non si capisce bene, alla fine, su cosa indaghi questa Commissione d'inchiesta. Comunque, siccome tutti dichiariamo di volerla, ed anche io la voglio, mi unisco alle considerazioni dei colleghi: cerchiamo almeno che essa possa portare a risultati apprezzabili prima della fine della legislatura, sapendo, tra l'altro, che i componenti della stessa, sia quelli di opposizione sia quelli di maggioranza, sono animati non solo da una feconda professionalità, ma da una vera e sincera volontà di arrivare a risultati precisi, primo tra i commissari l'attuale presidente senatore Cirami (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Signori miei, non prendiamoci in giro, se votiamo così com'è questa proposta, non raggiungeremo alcun risultato perché il contribuente italiano non saprà mai chi siano i beneficiari, o meglio li conosce già, ma non potrà attribuire alcun risultato alla Commissione d'inchiesta.
Signori miei, conosciamo tutti la storia delle Commissioni d'inchiesta; ricordo, ad esempio, quella presieduta dall'onorevole Scalfaro per i 60 mila miliardi investiti nella vicenda del terremoto, che è finita come sappiamo: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. Allora, amici e colleghi parlamentari, concludo citando una battuta di un film non recente, ma purtroppo ancora attuale: «Siamo tutti italiani». Chiudiamola qui.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malentacchi 1.1, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 403
Astenuti 3
Maggioranza 202
Hanno votato sì 402
Hanno votato no 1).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 403
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato sì 403).


