Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 794 del 19/10/2000
Back Index Forward

Pag. 3


...
Si riprende la discussione della proposta di legge n. 5534 ed abbinata.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5534)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Radice. Ne ha facoltà.

ROBERTO MARIA RADICE. Presidente, impiegherò solo pochi minuti per la mia dichiarazione di voto, in quanto vi era l'intesa di sveltire il dibattito. Le chiedo, pertanto, di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna delle considerazioni integrative della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente senz'altro, onorevole Radice.
Prego, onorevole Radice.

ROBERTO MARIA RADICE. Tutti ricordiamo con quale entusiasmo abbiamo iniziato questo lavoro, che è abbastanza originale perché raccoglie le firme di parlamentari di varia estrazione, sia di maggioranza sia di minoranza.
Questo impegno nasceva dall'aver visto come, nel momento in cui si erano affrontati i problemi di restauro legati al Giubileo, fosse emersa una quantità enorme di richieste e, soprattutto, di progetti. D'altra parte, questa non era nient'altro che la radiografia di una situazione che conosciamo molto bene. Il nostro paese è estremamente ricco di cultura e di testimonianze artistiche; tuttavia, forse proprio perché il nostro patrimonio è troppo ricco - l'Unesco ce ne accredita più del 70 per cento del patrimonio mondiale -, le risorse messe a disposizione dallo Stato non ne consentono la giusta e dovuta manutenzione. Io stesso sono parlamentare di una città in cui vi è la villa reale di Monza, ormai in totale decadimento, e ci si è sempre scontrati con la difficoltà di trovare i fondi per restaurarla. Con questo provvedimento - lo ripeto, l'entusiasmo da parte nostra è stato notevole - si può e si deve affrontare il problema. In questo momento disponiamo di tale patrimonio, ma dobbiamo pensare che esso deve essere consegnato ai nostri figli, ad un futuro; se lasciassimo avvenire ciò che continuamente avviene in Italia, detto patrimonio subirebbe veramente danni non di poco conto.
Ciò che, ad un certo punto, si è verificato in Commissione ci amareggia e ci dispiace moltissimo e, per tale ragione, le posizioni si sono divaricate. Considerata l'importanza del tema, non abbiamo ritenuto opportuno fare un'opposizione fine a se stessa, bocciare e affondare un provvedimento sul quale inizialmente avevamo tutti un forte entusiasmo. Queste posizioni, però, devono essere sottolineate e ci teniamo a farlo.
Per tale ragione, pur non contrastando il provvedimento, avendo consentito la sede redigente con l'intento di sveltirne la procedura, desideriamo rimarcare e sottolineare questo aspetto. È chiaro che le disponibilità dello Stato sono molto limitate ma, proprio per tale ragione, noi abbiamo sollecitato uno sforzo per trovare risorse alternative, per trovare soluzioni a questo stato di cose. In Commissione questo sforzo non c'è stato né vi è stata la volontà da parte del Governo, soprattutto del Ministero delle finanze, di seguirci in una serie di misure che suggerivamo; abbiamo avuto l'impressione che anche i colleghi della maggioranza volessero sveltire le procedure e licenziare il


Pag. 4

provvedimento soltanto per avere la soddisfazione di aver raggiunto qualche risultato.
Le nostre proposte emendative erano poche e riguardavano esclusivamente la parte finanziaria, volte a suggerire soluzioni. Anche un emendamento di un collega della maggioranza, in particolare dei Popolari, che era estremamente intelligente e sul quale eravamo felici di esprimere il nostro assenso, è stato respinto. Esso non faceva altro che trasferire in Italia un'esperienza spagnola: forse tutti conosciamo cosa siano i paradores in Spagna, ossia proprietà immobiliari dello Stato concesse a privati i quali, con l'impegno di garantire la massima manutenzione, ne possono usufruire anche a scopo commerciale. Questa esperienza, che in Spagna ha dato risultati eccezionali e la cui applicazione, lo ripeto, veniva proposta con un emendamento di un parlamentare della maggioranza, è stata bocciata.
Tutto ciò non può che amareggiarci; di conseguenza, pur non volendo ostacolare un provvedimento che reputiamo di grande importanza, riteniamo esso sia fortemente carente dal punto di vista della ricerca delle risorse e, soprattutto, nel non aver sviluppato quel minimo di fantasia e di impegno che un Governo intelligente - mi scuso di fronte al ministro dei lavori pubblici qui presente - dovrebbe avere. So che il freno è venuto soprattutto dal ministro delle finanze, ma credo che lei avrebbe compiuto meglio il suo dovere di fronte a questo patrimonio dello Stato se avesse ingaggiato col ministro delle finanze una lotta che l'avrebbe vista vincitore.
Per tali ragioni, non possiamo che dichiarare che ci asterremo nella votazione (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Signor Presidente, il Governo ha seguito con grandissimo interesse la proposta di legge in esame ed è grato all'onorevole Debiasio Calimani che l'ha voluta fortemente e l'ha portata avanti. Il Governo è grato anche all'opposizione, che ha condotto una battaglia seria e che ha avanzato proposte che in altri momenti avrebbero potuto essere accolte.
È vero, rimane il problema del finanziamento, il più grave che abbiamo. Tuttavia, proprio riferendomi alla richiesta di maggiore fantasia proveniente dall'opposizione (accolgo tale richiesta), abbiamo in animo di trovare strumenti che garantiscano finanziamenti in modo permanente, anche strumenti non appartenenti alla pubblica amministrazione perché stiamo parlando di cifre di grandissima portata. Mi riservo di parlare delle mie proposte in seno alla Commissione competente non solo con i rappresentanti della maggioranza, ma anche con quelli dell'opposizione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Casinelli. Ne ha facoltà.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarazione di voto a nome del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo. Intervengo con soddisfazione perché un provvedimento come questo, che indirizza delle risorse - anche se ancora limitate - al restauro e alla manutenzione, va accolto sempre con grande soddisfazione. Noi abbiamo un patrimonio artistico che è immenso, come ci è riconosciuto da tutti: iniziare a fare una politica più attiva nella direzione del restauro e della valorizzazione di queste risorse, è un'iniziativa che fa sicuramente onore a questo Parlamento.
Nel dare atto della grande attenzione che tutti i gruppi hanno posto su questo provvedimento, ringrazio la relatrice e prima firmataria della proposta di legge, onorevole Debiasio Calimani, i gruppi dell'opposizione e anche il Governo che, rispetto alle disponibilità iniziali, ha fatto comunque uno sforzo per incrementare


Pag. 5

l'impegno finanziario. Tale impegno non è ancora soddisfacente alla luce dell'immensità del patrimonio storico-culturale del nostro paese; si tratta però di un impegno che va comunque salutato con soddisfazione. Allo stesso modo, va salutata con soddisfazione la dichiarazione testé resa dal ministro Nesi che ha ribadito l'impegno del Governo a reperire per il futuro ulteriori disponibilità per questo settore.
L'onorevole Radice, che è intervenuto in precedenza, ha fatto riferimento ad un emendamento di un deputato del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo, che sarebbe stato bocciato dalla Commissione. Preciso che l'emendamento era stato presentato dal sottoscritto e che non era stato bocciato dalla Commissione; esso, infatti, è stato da me ritirato durante la discussione in sede redigente per la necessità di approvare questo provvedimento prima dell'inizio della sessione di bilancio in aula e per evitare che si dovesse poi ritornare ad un «giro» di pareri di tutte le Commissioni. Devo dire che quell'emendamento era abbastanza condiviso, anche se era migliorabile, e partiva dalla constatazione che, data la grande rilevanza e la grande quantità del patrimonio culturale italiano, sarebbe stato a questo punto necessario e assolutamente indispensabile un coinvolgimento mirato ed attento dei privati nella gestione di questo patrimonio. Tale coinvolgimento dovrebbe essere naturalmente ben disciplinato da talune convenzioni che, con le necessarie cautele, possano affidare a dei soggetti privati dei beni di grande valore, purché possano utilizzarli con l'impegno che questi beni possano essere fruibili per il pubblico per un certo numero di ore al giorno e con l'impegno di restaurarli secondo le indicazioni precise e severe della sovrintendenza. Mi pare che questa collaborazione pubblico-privato anche nel campo dei beni architettonici e monumentali possa essere avviata con soddisfazione per entrambi e soprattutto per il paese.
Ritengo che il mio emendamento, condiviso da larga parte della Commissione, possa essere portato avanti in altra sede già al Senato; mi pare comunque che questa logica sia ormai condivisa da tutti!
Nel ringraziare nuovamente tutti i componenti della Commissione che, al di là delle differenti posizioni, hanno collaborato alla stesura del testo, vorrei soltanto ricordare che i parlamentari della maggioranza hanno l'obbligo di presentare dei provvedimenti che siano in linea con l'equilibrio generale del bilancio. È evidente, infatti, che a tutti piacerebbe assegnare maggiori disponibilità economiche per dei provvedimenti che sono così attesi dall'opinione pubblica; tuttavia la salvaguardia dell'equilibrio generale del bilancio impone, pur nella necessità di fare delle scelte, ai parlamentari della maggioranza di presentare dei documenti che siano in sintonia con la politica generale del paese.
In conclusione, confermo il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo sulle proposte di legge al nostro esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rodeghiero. Ne ha facoltà.

FLAVIO RODEGHIERO. Debbo innanzitutto rilevare l'importanza del provvedimento, che è finalizzato ad operare un intervento sull'immenso patrimonio storico-artistico e di rilevanza storica, culturale e ambientale di questo paese. Tale intervento è stato attuato in relazione ad una legge che ha visto il fiorire di numerose iniziative e di interessi soprattutto da parte degli enti locali nella valorizzazione di un patrimonio così rilevante che, spesso, però, rimane sconosciuto, non valorizzato e non fruibile. È stato quindi importante riferirsi alla legge n. 270 del 1997, che aveva dato luogo a questo «movimento».
Si tratta quindi di un intervento intelligente che abbiamo apprezzato immediatamente e che ci ha portato a presentare una nostra proposta di legge, sulla traccia del provvedimento che era già stato presentato. Nella sostanza essa ricalcava l'intervento proprio per la sua opportunità,


Pag. 6

anche se con due rilievi diversi che abbiamo certamente cercato di sostenere anche in fase di elaborazione di emendamenti al testo finale, sulla base della prima proposta di legge. Mi riferisco, in particolare, all'aspetto relativo alla gestione delle risorse e degli interventi sul territorio e a quello relativo alla valorizzazione nel tempo delle competenze degli enti locali e di altri soggetti.
Il lavoro emendativo e la discussione in Commissione hanno visto la massima attenzione della relatrice, anche presentatrice della prima proposta, l'onorevole Debiasio Calimani, per il lavoro di tutti e per le proposte che sono state avanzate. Purtroppo, alcune esigenze non sono state recepite per cui il nostro atteggiamento, che spiegherò nel dettaglio, sarà di favorevole attenzione che non potrà sfociare in pieno consenso. Infatti, la nostra proposta era volta all'affermazione di un migliore sistema di tutela del patrimonio storico-artistico del territorio della Padania, cioè dell'area centro nord, ma non tanto perché non consideriamo rilevanti dal punto di vista storico-artistico gli altri beni presenti sul territorio, bensì per sottolineare l'importanza del radicamento territoriale delle competenze e della gestione delle risorse. Quindi, abbiamo ipotizzato la gestione del fondo nell'ambito di un contesto macroregionale secondo le esigenze territoriali locali.
Il testo approvato dall'VIII Commissione, rivolto agli interventi sull'intero territorio nazionale, prevede invece una gestione centralizzata delle risorse secondo lo schema stabilito dalla legge n. 270 del 1997 per il Giubileo fuori dal Lazio, che istituisce un'apposita commissione centrale per l'approvazione dei programmi di intervento (in pratica, proroga la stessa commissione con leggere modifiche).
Come si diceva, il nostro gruppo è riuscito ad apportare significative migliorie al testo, soprattutto riguardo alla definizione degli interventi, alla finalizzazione delle risorse, assegnando un carattere di continuità negli anni alla presente legge per il restauro del nostro patrimonio storico-culturale e limitando l'intervento sui vecchi progetti esclusi dai finanziamenti giubilari nei primi due anni di attuazione dei programmi. Tuttavia, non è stato raggiunto un nostro obiettivo fondamentale, ossia quello di trasferire le risorse direttamente alle regioni e ad assegnare alle regioni medesime l'autonomia occorrente per la programmazione e la gestione degli interventi. Inoltre, il testo continua a privilegiare quali soggetti beneficiari dei finanziamenti gli stessi soggetti previsti dalla legge sul Giubileo fuori dal Lazio, mentre sarebbe stato opportuno allargare le categorie dei soggetti beneficiari includendo anche soggetti privati titolari di beni vincolati, visto il carattere di continuità, negli anni, della presente legge e la raggiunta estraneità dall'evento religioso del Giubileo 2000.
Infine, lo sforzo del Governo per il potenziamento delle risorse in dotazione del fondo è veramente minimo, almeno fino adesso, considerato che i miliardi a disposizione sono insufficienti per il vasto patrimonio storico-artistico di cui dispone il paese, anche se è stato fatto uno sforzo rispetto alle prime previsioni. Poi, il Governo stesso in Commissione non ha accettato alcun emendamento - nostro o di altri gruppi dell'opposizione - in vista di agevolazioni fiscali e finanziari per l'incentivazione degli interventi di restauro da parte dei privati. In ogni caso, come dicevo, la presente proposta di legge rappresenta un passo avanti verso la programmazione degli interventi di tutela del patrimonio storico e artistico del paese ed è rivolta all'incentivazione dello sviluppo socio-economico attraverso attività turistiche e culturali, per cui, ringraziando ancora una volta la relatrice per la sua attenzione, annuncio che ci asterremo nella votazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, nell'annunciare il voto naturalmente favorevole del gruppo dei Democratici di


Pag. 7

sinistra-l'Ulivo, vorrei sottolineare anch'io che stiamo per approvare un provvedimento importante che consentirà di rafforzare, insieme agli altri strumenti di cui già disponiamo per la tutela e per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale, le azioni di tutela e di valorizzazione di un patrimonio che, per la sua consistenza e per il suo valore, rende il nostro paese invidiato in tutto il mondo.
Il provvedimento si propone di intervenire sul restauro e la conservazione non solo di singoli immobili o beni architettonici e culturali, ma anche di sistemi urbani, con grande valore storico e culturale, da quelli più noti in Italia e nel mondo a tanti altri sconosciuti che caratterizzano il nostro paese. Al tempo stesso, credo che l'importanza del provvedimento stia nel fatto che esso consente di non disperdere il patrimonio di progettualità attivato a seguito dei provvedimenti per il Giubileo. In particolare, mi riferisco al provvedimento per il Giubileo extra Lazio; quando ne discutemmo in quest'aula e lo approvammo non potevamo immaginare quanta progettualità sarebbe poi stata espressa nell'intero paese. È un patrimonio di progetti esistenti che, solo in parte, è stato finanziato. Sarebbe un peccato disperderlo, non utilizzarlo e in questo senso sottolineo l'intelligenza del provvedimento che stiamo approvando.
Naturalmente, mi unisco anch'io all'auspicio espresso e che ha trovato riscontro nelle parole del ministro dei lavori pubblici affinché nel futuro le risorse destinate a questi interventi possano essere maggiori di quelle previste dal provvedimento in esame. Peraltro, si tratta di un primo passo molto importante e per questa ragione desidero ringraziare, in particolare, la relatrice, onorevole Debiasio Calimani, e tutti i colleghi che hanno contribuito alla definizione del provvedimento e confermo il voto favorevole e la soddisfazione da parte dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo.

PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Roscia, che aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto: si intende che vi abbia rinunziato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Cesaris. Ne ha facoltà.

WALTER DE CESARIS. Signor Presidente, signor ministro, colleghe, colleghi, riteniamo che Restauro Italia rappresenti un'intuizione intelligente perché pone il problema del recupero del patrimonio architettonico e dei beni culturali e ambientali del nostro paese. Pone, quindi, il tema della cura e della manutenzione che riteniamo strategico per una diversa idea della città, del suo sviluppo, del suo equilibrio, del suo rapporto con il territorio, con le comunità, con la sua storia e la sua cultura. Ci troviamo a nostro agio su questo terreno che consideriamo alternativo rispetto alle grandi opere e alla crescita senza limite che, invece, riteniamo una scelta sbagliata. A nostro avviso, l'iniziativa rappresenta un'intuizione intelligente sulla quale intendiamo misurarci in senso positivo. Abbiamo apprezzato il lavoro svolto dalla relatrice e dalla Commissione, tuttavia poniamo alcune questioni di merito sul provvedimento. La prima riguarda il tema della valutazione della qualità degli interventi. L'esperienza del Giubileo è stata significativa in quanto, accanto a interventi utili e pregevoli, sono passati anche interventi discutibili e, in alcuni casi, non positivi. Il problema di chi valuta e in che modo la qualità degli interventi è un tema da approfondire ulteriormente. Occorre capire come si possa impedire di aprire una finestra dalla quale far passare, ad esempio, tutti i progetti che non sono stati valutati positivamente per il Giubileo perché non idonei, negativi per l'ambiente e il territorio.
In secondo luogo, crediamo che vada data una priorità ai piccoli centri, alle realtà più interne del paese, anche rispetto alle grandi città, se davvero vogliamo contribuire a un'opera di ricucitura e di recupero del territorio. Restauro Italia, quindi, potrebbe rappresentare un'occasione di rivalutazione e di recupero


Pag. 8

con priorità nei confronti delle comunità più piccole e interne. Secondo una recente indagine in Italia vi sono 2.830 comuni a rischio di estinzione: troppo piccoli, popolati da anziani, con servizi al minimo. Vi è, quindi, un impoverimento complessivo del territorio che riguarda vaste aree dell'arco alpino, del Friuli, della dorsale appenninica tosco-emiliana e centro meridionale, le zone montuose interne della Sicilia e della Sardegna, gli Appennini della Calabria e dell'Abruzzo, alcune aree delle Marche e così via.
Occorre investire sulle risorse proprie dei piccoli comuni: ville, giardini, archivi, rocche, castelli, chiese, conventi, palazzi antichi e così via. Restauro Italia, quindi, potrebbe essere un'occasione per recuperare e rivitalizzare questi territori dell'interno che vivono grandi difficoltà, ma hanno anche grandi potenzialità. Crediamo utile, quindi, definire delle priorità negli interventi e a questo proposito pensiamo che vi debba essere un ulteriore approfondimento nel corso dell'iter al Senato.
Infine, l'ultimo punto riguarda il problema delle risorse messe a disposizione, che sono del tutto inadeguate e insufficienti.
A proposito di Restauro Italia, quindi, si deve affrontare il problema della qualità degli interventi, della priorità alle aree interne, delle piccole comunità, ma con un intervento che non sia di facciata, non un fiore all'occhiello, qualcosa di cui vantarsi nei convegni, ma inefficace nella realtà.
Su queste proposte intendiamo misurarci. Vi è stata un'accelerazione per approvare alla Camera il testo prima della finanziaria, alla quale noi stessi abbiamo acconsentito, e Governo e maggioranza hanno dato la loro disponibilità a discutere alcune modifiche che verranno proposte al Senato. Quelle che noi suggeriamo sono in sintonia con quanto richiesto anche da associazioni ambientaliste e da altri movimenti che si interessano di questi temi.
La nostra astensione di oggi rappresenta, quindi, un'attenzione alla proposta e un'adesione all'idea di Restauro Italia, ma, al tempo stesso, la richiesta dell'apertura di un confronto che possa portare, nel prosieguo del dibattito parlamentare, ad alcune modifiche che noi giudichiamo importanti e significative e che possono determinare un'adeguata valutazione della qualità dei progetti, della priorità degli interventi per i piccoli comuni delle aree interne del paese, nonché di un'adeguata fonte di finanziamento.
L'obiettivo è quello di fare di Restauro Italia non una legge di facciata, ma un intervento che possa essere utile ed efficace per il recupero di vaste aree del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Selva. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, la brevità del mio intervento è pari alla convinzione con cui dirò le poche cose che sto per dire.
Innanzitutto, questo è un provvedimento emblematico di una volontà di tutela, di restauro e di valorizzazione dell'immenso patrimonio artistico e culturale dell'Italia. È, quindi, innanzitutto un dovere morale provvedere affinché queste opere, che sono state lasciate dai nostri padri, dai nostri nonni, dai nostri avi, vengano mantenute nel pieno rispetto dell'identità e del valore con cui sono state fatte.
Si tratta anche di una grande risorsa economica. Noi sappiamo quale importanza abbia il turismo nella nostra bilancia dei pagamenti e, quindi, anche se non dobbiamo ridurre tutto all'aspetto materiale, è necessario valorizzare tutto ciò che può dare introiti al nostro paese.
Ma direi che vi è anche un aspetto didattico, a proposito dell'educazione dei giovani, che, scoprendo nuovi itinerari, spesso sconosciuti a noi stessi, imparano ciò che sono stati e sono l'arte, la cultura, il rispetto di quel patrimonio artistico di cui l'Italia dispone.
Sono d'accordo anch'io che, oltre ai grandi itinerari, alle grandi città storiche


Pag. 9

che tutti conosciamo, da Venezia a Roma, da Napoli a Firenze, occorre prendere in considerazione anche quegli itinerari minori nei quali è possibile creare tutta una rete di opportunità di visite e, quindi, di formazione: mi riferisco in modo particolare ai giovani, lo ripeto ancora una volta.
Penso ad esempio all'opera preveggente che fu fatta nel Veneto con la valorizzazione di quel grande patrimonio costituito dalle ville venete. A questo proposito vorrei ricordare un antesignano, Giuseppe Mazzotti, che si occupò trenta o quaranta anni fa di valorizzare questo immenso patrimonio.
Da parte nostra, quindi, in linea di principio, vi è una valutazione assolutamente positiva per l'opera che è stata fatta in Commissione.
L'aspetto dolente, nonostante il ministro Nesi abbia dimostrato grande sensibilità, è la scarsità delle risorse - si tratta di 15 miliardi in due o tre anni - che hanno una funzione simbolica perché con esse si potrà fare pochissimo.
L'opposizione ha dimostrato grande sensibilità ed ha fatto sì che provvedimenti di questa natura fossero inseriti tra i primi punti all'ordine del giorno. Per tutti questi motivi e per le ragioni espresse dai colleghi Rodeghiero e Radice, per la mancanza di uno sforzo di fantasia e di impegno economico da parte del Governo - rinnovo la mia stima al ministro Nesi per aver dimostrato una grande sensibilità al problema - il voto di astensione è un voto in qualche misura favorevole verso il lavoro della relatrice e di tutti i colleghi ma è anche un pungolo affinché il ministro delle finanze, al quale non spetta solo fare conti ma anche verificare come vengono utilizzati i soldi, apra i cordoni della borsa ad un'idea - Restauro Italia - che noi approviamo (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Onorevole Roscia, lei prima non era presente; comunque, se intende intervenire ora può farlo.

DANIELE ROSCIA. Se mi è possibile, anche perché ho visto che questa mattina lei vuole aggiungere produttività all'attività legislativa con...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per tre minuti.

DANIELE ROSCIA. I colleghi comunque hanno manifestato un'adesione quasi unanime al provvedimento, anche se hanno espresso preoccupazioni non di poco conto perché riguardano i finanziamenti che, come al solito, mancano poiché mancano anche in un processo di risanamento globale della finanza pubblica. Il nostro gruppo, autonomisti per l'Europa, voterà a favore di questo provvedimento ma non si illude che esso possa offrire un supporto maggiore alle tracce storico-artistico del nostro paese. Tutti conosciamo il patrimonio artistico del nostro paese ma quando si tratta di reperire risorse si preferisce dare aumenti al pubblico impiego, sostenere la spesa corrente invece che quella per investimenti e sono certo che anche il prossimo Governo - nonostante il Polo si astenga in questa votazione - non saprà reperire i finanziamenti per questo settore.
È inutile illudersi: approviamo una legge di intenti, una fra le tante approvate in quest'aula (come quella di ieri sul voto degli italiani all'estero), perché non vi saranno risorse aggiuntive per quelle spese né seguiremo l'esempio di altri paesi. Il potere di veto di soluzioni di tipo sociale ed economico andrà a detrimento delle risorse a favore di Restauro Italia.
Signor Presidente, lei questa mattina in fretta e furia ha fatto votare gli articoli senza procedimento elettronico, sapendo che questo provvedimento non avrà grande impatto, però è riuscito ad ottenere l'unanimità di intenti e l'illusione per i cittadini di cambiare pagina una volta per tutte.
Nonostante queste grandi perplessità, esprimeremo un voto favorevole affinché la nostra posizione non venga scambiata per opposizione ad una iniziativa importante. Nel ribadire tuttavia l'inutilità di questo provvedimento, invitiamo in questo periodo di campagna elettorale le altre


Pag. 10

forze politiche ad indicare, oltre alle intenzioni, anche le risorse necessarie per attuare i vari programmi.
Ciò per non vedere quello scempio che abbiamo visto con il Giubileo, quando, dopo aver attribuito le risorse, sono stati assunti dipendenti in nero e si sono spesi soldi - soprattutto a Roma - per accontentare Rutelli che, magari, avrà qualche voto in più nelle prossime elezioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Orlando. Ne ha facoltà.

FEDERICO ORLANDO. Signor Presidente, colleghi, i Democratici-l'Ulivo voteranno con convinzione a favore della proposta di legge di iniziativa della collega Debiasio Calimani, che molti di noi - compreso chi vi parla - hanno avuto l'onore ed il piacere di sottoscrivere, riconoscendo in tale iniziativa la grande cultura della regione da cui proviene la collega e la sua personale vocazione professionale.
Signori del Governo, avrei visto volentieri ai vostri banchi anche i ministri dei beni culturali e dell'ambiente, che mi sembrano chiamati direttamente in causa dal provvedimento, anche in considerazione del futuro Ministero unico del territorio e dell'ambiente; vi è la necessità che sulle iniziative attivate dalla legge sia forte il controllo del Ministero dei beni culturali, come previsto esplicitamente nel testo (all'articolo 4), là dove si parla di controllo tecnico sulla progettazione degli interventi da parte del Ministero per i beni e le attività culturali.
Signor Presidente, oltre che di controllo tecnico, bisognerebbe parlare di orientamento politico, per evitare che la legge si trasformi involontariamente in un'altra indulgenza plenaria. Per favore, vorrei pregare i colleghi vicino a me di fare silenzio.

PRESIDENTE. Onorevole Treu, per cortesia, prenda posto. Onorevole Calzavara, può prendere posto, per cortesia?

FEDERICO ORLANDO. Abbiate rispetto di chi parla (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia)!
Il controllo si rende necessario per evitare altre indulgenze plenarie di tipo giubilare, che spesso hanno premiato autentiche «patacche» spacciate dalle curie e dalle regioni per beni culturali e che, invece, tali non erano. Sono del parere che il grande patrimonio artistico del nostro paese (di Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Verona e Genova, tanto per citare alcune città d'arte) sia già tutelato dall'ordinamento generale e dalle norme che presiedono ai beni culturali ed ambientali, anche se l'opera dello Stato resta pur sempre insufficiente rispetto alle esigenze, l'opera del FAI (Fondo per l'ambiente italiano) è meritoria, ma è soltanto una debole imitazione di quello che avviene in altri paesi, come in Gran Bretagna, dove l'opera del National trust preserva i grandi monumenti del paese, affidandone la gestione alla collaborazione tra pubblico e privato.
Occorre dare - come è già stato ricordato - la precedenza ai piccoli centri, ai monumenti ed ai patrimoni ambientali, storico-architettonici e culturali dei 2.830 comuni in via di spopolamento. Anche se molti colleghi non lo sanno, abbiamo costituito l'associazione per la difesa dei piccoli comuni, presieduta dall'onorevole Teresio Delfino.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Orlando. Onorevole Treu, per cortesia, prenda posto.
Prego, onorevole Orlando.

FEDERICO ORLANDO. L'associazione dei piccoli comuni nel prossimo mese di novembre terrà a Roma il suo primo congresso nazionale. Mi auguro che il ministro dei lavori pubblici, il ministro dell'ambiente e il ministro per i beni e le attività culturali verranno in quella sede ad assumere impegni precisi in difesa dei valori dei piccoli comuni e a dire che leggi come questa saranno indirizzate prevalentemente a riportare in vita questi nostri borghi in via di abbandono, perché essi


Pag. 11

rappresentano il grande tessuto connettivo della cultura del paese nel territorio. Bisogna partire da questo principio, io credo, per poter votare, come noi facciamo, a favore di questa legge con la piena consapevolezza di contribuire alla rinascita culturale dell'intero paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, stiamo per votare questa proposta di legge dal titolo molto ampio: «Restauro Italia: programma pluriennale di interventi per la tutela e lo sviluppo di itinerari e aree di rilevanza storico-culturale e ambientale». È un segnale che il Parlamento vuole dare in direzione della valorizzazione di tutte le risorse artistiche e culturali e di tutti gli itinerari di un certo valore che esistono nel nostro paese.
Bisogna rilevare che i finanziamenti sono scarsi, quindi si tratta di un piccolo segnale, che speriamo apra la strada in futuro ad un rifinanziamento di questa legge.
Come è già stato detto da altri colleghi, questo provvedimento avrà rilievo soprattutto per i piccoli centri, dove esiste qualche importante opera artistica che da tanto tempo ha bisogno di essere restaurata, ma per la quale finora non c'erano i fondi. Oltre, però, al restauro dei monumenti e dei siti storici, voglio sottolineare che il provvedimento si occupa degli itinerari, che, oltre ad essere di natura turistica, possono avere anche contenuti economici: mi riferisco, per esempio, alle vie del vino, che possono avere contenuto culturale e al tempo stesso economico.
Insomma, questa legge consentirà a molti comuni di poter avviare alcuni interventi e di impostare alcuni programmi per lo sviluppo e la ripresa di alcune tradizioni storico-culturali della nostra Italia che, diversamente, sarebbero dimenticate: è un'iniziativa lodevole.
Noi condividiamo l'impostazione generale della legge, ma poiché, come dicevo, i finanziamenti sono limitati e non consentono un intervento molto ampio, pur condividendone completamente i contenuti, ci asterremo nella votazione, allo scopo di dare più impulso affinché il tema possa essere ripreso e valorizzato con opportuni stanziamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vignali. Ne ha facoltà.

ADRIANO VIGNALI. Signor Presidente, colleghi, l'intervento del collega Orlando ha molto appropriatamente richiamato l'attenzione sulla necessità che non sia solo il Ministero dei lavori pubblici, ma anche altri, segnatamente quello per i beni culturali, ad intervenire su questa materia: anzi, io penso che, al di là delle ragioni formali, quest'ultimo Ministero e la Commissione cultura avrebbero potuto e dovuto opportunamente intervenire su questa materia. Faccio tale osservazione non solo riguardo alle decisioni che attraverso questa legge si attivano, ma anche rispetto alla fondamentale considerazione esposta dal collega Orlando: dobbiamo ragionare sull'insieme dei beni culturali di questo paese e, su questa base, decidere l'uso prioritario delle risorse.
Da questo punto di vista proprio ieri, in Commissione cultura, abbiamo deciso riguardo la destinazione degli introiti dell'8 per mille, per quanto riguarda l'attività di restauro. Abbiamo discusso sul fatto che i criteri che presiedono e hanno presieduto alle decisioni relative ai finanziamenti da attivare sfuggono al giudizio della Commissione, offuscando il principio della trasparenza. Pertanto, vorrei sollecitare il ministro e tutto il Governo ad attribuire alla competenza delle Commissioni cultura e, quindi, dell'intero Parlamento, la possibilità di valutare le scelte perché, come ci è stato detto ieri, alcuni progetti sono stati giudicati idonei, ma non abbiamo avuto modo di sapere per quale motivo non siano stati finanziati, mentre si è preferito finanziarne altri.


Pag. 12

Visto che ciò è già capitato in altre due o tre occasioni, sollecito nuovamente il Governo a presentare la documentazione relativa e a venire a spiegare a noi e a coloro i quali hanno presentato i progetti le motivazioni di alcune scelte.
Siamo d'accordo, quindi, sull'approvazione di questo provvedimento, ma chiediamo che la prossima volta sia usato un metodo diverso: è bene avere più finanziamenti, ma sarebbe bene anche stanziarli in base ad un criterio più trasparente, diversamente da quanto è avvenuto in passato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galdelli. Ne ha facoltà.

PRIMO GALDELLI. Signor Presidente, colleghi, ritengo questo un buon provvedimento e la Commissione ha svolto certamente un lavoro positivo. Questo provvedimento, che si intitola «Restauro Italia» e riguarda gli interventi sui beni culturali, storici e artistici del nostro paese ha preso spunto dalla legge n. 270 del 1997 concernente il Giubileo. Grazie a tale legge è emersa, infatti, una serie di progetti di notevole entità, anche se siamo coscienti che interessa solo parzialmente i beni artistici, storici e culturali del nostro paese. La legge n. 270 del 1997 complessivamente ha funzionato bene: dato molto positivo, specie se si opera un confronto con altri eventi di questo tipo che si sono svolti in passato. In pratica, il 98 per cento dei progetti previsti dalla legge n. 270 del 1997 è stato realizzato e si può dire che attualmente siamo sulla buona strada. Tuttavia, devono essere intensificati gli sforzi in questo senso, perché non dobbiamo accontentarci mai e dobbiamo puntare a migliorare l'amministrazione e la salvaguardia dei beni artistici e culturali italiani.
Fin dall'approvazione della legge n. 270 del 1997 si è notato che il diritto di accesso ai finanziamenti spetta agli enti pubblici e a quelli di cui alla legge n. 222 del 1985, vale a dire gli enti ecclesiastici. Su questo non abbiamo nulla da eccepire, specie se si parla di beni culturali, ma vorrei sottolineare una questione, che spero il Senato riesca a risolvere, relativa al fatto che gli enti pubblici realizzano i progetti presentati attraverso le procedure previste dalla legge n. 109 del 1994 concernente gli appalti, la cosiddetta Merloni-ter: in sostanza, procedono con gare di appalto. Non è così per quanto riguarda gli enti di cui alla legge n. 222. Credo sia giusto far sì che tutti i soggetti che rientrano nei parametri previsti da questa legge siano assoggettati, diciamo così, alle norme sugli appalti.
In ogni caso ritengo che quella che stiamo per votare sia una legge senz'altro positiva, anche se esiste evidentemente un problema non di poco conto perché questa è una legge che in sostanza ha una dotazione di circa 100 miliardi, una dotazione che pure essendo significativa non è però sufficiente a fronteggiare le necessità in questo settore.
Credo che dovremo valutare tale aspetto, anche in vista dell'esame della legge finanziaria. L'idea che era stata avanzata era quella di utilizzare una quota dei proventi delle concessioni autostradali per finanziare questo importante percorso previsto dalla legge.
Fatte queste considerazioni, preannuncio il voto favorevole del gruppo dei Comunisti italiani.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni. Ne ha facoltà.

STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, colleghi, oggi noi voteremo una legge importante che riconosce e disciplina la programmazione degli interventi nel settore storico-culturale in ordine al recupero dei monumenti e degli edifici di pregio artistico, culturale e ambientale.
Ritengo che questa legge riconosca finalmente l'importanza di una programmazione in questo settore, che viene riconosciuta a parole ma che nel nostro ordinamento spesso non trova gli strumenti per procedere in maniera ordinata e programmata.


Pag. 13


È una legge importante che tuttavia forse non gode di un finanziamento adeguato rispetto agli obiettivi che si propone di raggiungere. Non sarebbe male, in futuro, ricercare un migliore concorso anche degli attori privati nel rilancio del nostro sistema Italia che non solo dal punto di vista culturale, paesaggistico e architettonico, ma anche dal punto di vista delle risorse turistiche ed economiche.
I deputati di Rinnovamento italiano voteranno a favore di questa legge considerandola importante ancorché non esaustiva di una serie di interventi che debbono andare nella direzione della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale di questo nostro grande e bellissimo paese.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

SAURO TURRONI, Presidente della VIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SAURO TURRONI, Presidente della VIII Commissione. Presidente, questa legge ha un titolo importante: «Restauro Italia» e riguarda il nostro patrimonio storico ed artistico.
Dire oggi «restauro Italia» e riferirsi ai beni culturali ci indica anche una strada che dovremo percorrere quando avremo una legge analoga che riguarderà il restauro del nostro straordinario territorio, di cui il patrimonio storico-artistico è componente e che, come tale, è minacciato e messo in pericolo dalla situazione di degrado e di abbandono in cui versa, così come è messo in pericolo il territorio nel suo complesso dal degrado e dall'abbandono.
Il restauro non si fa con il cemento!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Fumagalli! Presidente Selva!

SAURO TURRONI, Presidente della VIII Commissione. Al ministro dei lavori pubblici che ha grandi compiti per quanto riguarda il restauro del territorio, voglio dire che il restauro non si fa con il cemento sia quando ci si occupa di beni culturali e del patrimonio storico-artistico sia quando ci si occupa del territorio e, in modo particolare, di fiumi.
Devo rendere merito alla collega Debiasio Calimani che ha avuto l'intuizione di presentare questa proposta di legge e che ha avuto la forza di condurla in porto, aiutando tutti coloro che la sostenevano a raggiungere le intese perché si potesse, anche in fase di esame dei documenti di bilancio, approvare una legge come questa che, appunto, comporta spese.
Prima un componente della Commissione cultura ha rivendicato alla propria competenza l'esame della proposta di legge. Questo è certamente vero, ma rendiamo merito a chi ha avuto la costanza e l'impegno di valorizzare il patrimonio storico-artistico del nostro paese, anziché fare inutili proclami sulle cose da farsi. Devo ricordare che è stata affossata un'altra importante intuizione avuta dall'allora ministro dei beni culturali, onorevole Veltroni, che riguardava i centri storici del nostro paese, da un'offensiva politica che non intendo commentare.
Questa proposta di legge prevede poche risorse, ma ha una grande ambizione: attivare un programma pluriennale di restauri uscendo dall'episodicità e dalla contingenza. Il programma si fa sulla base delle proposte avanzate e rappresenta un primo passo non ancora sufficiente perché, a mio avviso, dovrebbe essere più forte lo stimolo e l'indirizzo finora esercitato dalla pubblica amministrazione e dovrebbe porsi obiettivi che riguardano interi territori, non limitandosi a casi magari importanti, ma singoli. Tutto ciò ha funzioni di stimolo e di indirizzo e spetta a chi ha il compito e il dovere della tutela.
In questa proposta di legge sono individuati problemi molto importanti che riguardano i restauri, il risanamento conservativo,


Pag. 14

il ripristino ed il recupero della storia del nostro paese circa i tracciati antichi, gli edifici storici, la ricettività. Ieri abbiamo incontrato qui alla Camera alcuni rappresentanti del Parlamento vietnamita che hanno chiesto all'Italia aiuti e sostegni...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Turroni.
Colleghi, per piacere! Onorevole Volpini, la richiamo all'ordine per la prima volta! Onorevole Bressa, la richiamo all'ordine per la prima volta! Onorevole Paolo Rubino, prenda posto; onorevole Finocchiaro Fidelbo, prenda posto!
Prego, onorevole Turroni, si avvii a concludere.

SAURO TURRONI, Presidente della VIII Commissione. Ho finito, Presidente.
Dicevo che i rappresentanti del Parlamento vietnamita ci hanno chiesto aiuto e sostegno per il restauro dei loro monumenti. Ciò perché nel nostro paese è maturata ed è forte una coscienza ed una conoscenza che riguarda, appunto, il nostro patrimonio artistico. Devono essere affidati grandi compiti al Ministero dei lavori pubblici relativamente al patrimonio storico-artistico del nostro paese. Mi auguro che questo Ministero sappia guardarsi da altre esigenze e da altre istanze e che gli interventi sbagliati e, comunque, valutati positivamente dalla competente commissione del Giubileo, in particolare fuori del Lazio, non siano riproposti. Mi auguro, altresì, che si provveda alla distribuzione dei finanziamenti con criteri un po' più rigorosi, avendo ben chiari i principi e le finalità di questa proposta di legge. La commissione è presieduta...

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Turroni.

SAURO TURRONI, Presidente della VIII Commissione. ... dal ministro dei lavori pubblici.
Mi auguro, infine, che nell'esercizio di questa funzione si tenga ben conto del valore straordinario del nostro patrimonio storico-artistico e che i criteri e i principi adottati da essa adottati siano rispondenti ai doveri di tutela posti in capo a tutti noi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turroni. Colleghi, prendete posto perché dobbiamo procedere al voto.

LUISA DEBIASIO CALIMANI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUISA DEBIASIO CALIMANI, Relatore. Signor Presidente, desidero ringraziare innanzitutto lei per l'esito che spero avrà la proposta di legge in esame, perché ha contribuito sostanzialmente. Ringrazio anche i componenti la Commissione, tutti impegnati con grande serietà, i cento firmatari della proposta di legge, l'onorevole Giovine, il ministro Melandri e, in particolare, il ministro Nesi, che ha aperto, con l'impegno dichiarato di un flusso finanziario permanente, la possibilità di realizzare quella continuità e quella certezza degli interventi che sono alla base di ogni progetto di ampio respiro. Ringrazio, poi, tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e che l'hanno sostenuto: sono molti e vorrei poterli nominare tutti.
Restauro Italia nasce dall'idea di recuperare quel grande patrimonio di progetti di restauro dei beni architettonici giunti da ogni parte d'Italia in occasione del Giubileo, che hanno dimostrato l'interesse di tante amministrazioni pubbliche ed enti religiosi verso la valorizzazione del loro territorio e dei beni di cui è costellato. Si tratta di uno sforzo di idee, di impegno finanziario e burocratico che non ha potuto essere premiato per l'insufficienza di risorse economiche.
Il provvedimento in esame permette di recuperare parte di quei progetti, ma soprattutto, per la prima volta, interviene in modo sistematico con un programma pluriennale di tutela dei monumenti e del contesto che li contiene. Dalla loro valorizzazione si può partire per ridare dignità ai luoghi che l'hanno perduta; dalla


Pag. 15

loro funzione rievocatrice può riemergere quel senso dell'identità che ogni luogo possiede.
Tale programma favorisce l'evoluzione verso interventi di ordinaria manutenzione, gli unici in grado di garantire l'autenticità delle opere perché, come sappiamo, l'Italia contiene il 70 per cento del patrimonio artistico del mondo e noi abbiamo il dovere di restituire alle generazioni future ciò che ci è stato trasmesso da quelle passate.
Questa proposta di legge assolve alle responsabilità che il nostro paese ha nei confronti della conservazione del suo patrimonio storico ed artistico, perché l'Italia è l'unico paese nel quale la produzione di opere d'arte è avvenuta per secoli senza soluzione di continuità. Mi auguro che il voto sia la dimostrazione della condivisione di tali valori, anche se anch'io avrei desiderato estendere le provvidenze a beni di proprietà privata ed avere una maggiore quantità di finanziamenti. Confido, comunque, nella finanziaria che approveremo e nell'impegno dei ministri competenti.

Back Index Forward