Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 793 del 18/10/2000
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(Problema del precariato e avvio dell'anno scolastico)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lenti n. 3-06425 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 9).
L'onorevole Lenti ha facoltà di illustrarla.

MARIA LENTI. Signor Presidente, signor ministro, riprendo alcuni dati che lei ha sottolineato in alcune interviste: mancano gli insegnanti, ci sono 80 mila cattedre vuote però ci sono anche i precari (si calcola che siano poco meno di 150 mila). Lei ha anche dichiarato che l'anno scolastico non è ancora decollato a pieno ritmo, ed è vero (lo constatiamo dappertutto). Tra il precariato che esiste, l'anno scolastico che non va avanti e che non inizia stabilmente, la difficile situazione degli insegnanti precari che ogni anno devono misurarsi con graduatorie, peraltro contestate, come in un'agenzia di questa mattina, non le sembra, signor ministro, che vi sia qualche discrepanza tra le dichiarazioni e i fatti? Cosa fa il Governo in questo senso? Come mi risponde?

PRESIDENTE. Il ministro della pubblica istruzione ha facoltà di rispondere.

TULLIO DE MAURO, Ministro della pubblica istruzione. Nel mese di luglio scorso l'amministrazione della pubblica istruzione ha chiesto al dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri l'autorizzazione alle assunzioni di personale di ruolo. Alla luce delle generali esigenze di contenimento della spesa pubblica che devono essere rispettate da tutte le amministrazioni, l'autorizzazione non potrà che coprire


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parzialmente il fabbisogno di personale docente e non docente, ma comunque lo coprirà in maniera da garantire la regolare erogazione del servizio scolastico. Il complesso iter procedurale, per pervenire all'autorizzazione all'assunzione in ruolo di circa 42 mila persone è in atto, a fronte di una disponibilità di posti di personale docente pari a 63.356, non si è ancora concluso. Lo attendiamo di giorno in giorno. Ovviamente, non si potrà coprire la disponibilità residua per l'anno 2000-2001 se non con un congruo numero di nomine a tempo determinato.
Attualmente, per consentire proprio l'avvio regolare dell'anno scolastico l'amministrazione ha emanato e sta attuando le disposizioni contenute nel decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240 e ha dato indicazione agli uffici periferici per stabilizzare fin dai primi momenti dell'attività didattica, tramite conferme e nomine di personale a tempo determinato nei posti attualmente disponibili, il personale in esercizio sino a quando non sarà possibile provvedere con le nomine in ruolo.
Dai dati in possesso del Ministero, a tutt'oggi le scuole hanno stipulato circa 150 mila contratti di lavoro a tempo determinato tra personale docente e altro. Nel contempo, sono state emanate indicazioni per predisporre tutti gli atti per rendere immediatamente possibile le assunzioni a tempo indeterminato, non appena la funzione pubblica provvederà alla necessaria autorizzazione. Infine, nelle graduatorie permanenti predisposte ai sensi della legge n. 124 del 1999, da cui vengono tratti i destinatari delle nomine a tempo determinato e a tempo indeterminato, sono stati iscritti, anche ai soli fini dell'aggiornamento della propria posizione, i nominativi di circa 320 mila docenti che, in tempi contenuti, andranno a coprire i posti ancora vacanti. Tale cospicuo contingente garantisce nel tempo, attraverso il graduale scorrimento delle graduatorie le nomine in ruolo e il previsto turnover.

PRESIDENTE. L'onorevole Lenti ha facoltà di replicare.

MARIA LENTI. Signor ministro, la ringrazio per la sua risposta ma credo vi siano ancora delle discrepanze tra quello che il suo Ministero ed il Governo affermano e la realtà: lei, per esempio, parla di 42 mila nuove assunzioni in ruolo, ma non ci dice, non dice a Rifondazione comunista, che in questo caso la interroga, quante saranno le nomine in ruolo con riferimento ai pensionamenti, quanti posti di precari verranno stabilizzati. Per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, inoltre, credo non sia stata considerata a fondo (qui le buone intenzioni non bastano) la condizione dei precari, non solo quelli a tempo indeterminato, ma anche quelli che giornalmente suppliscono alle carenze della scuola.
Se la situazione di professori più fortunati, in quanto di ruolo, è migliore per certi aspetti e tuttavia carente - lei lo sa bene - per quanto riguarda gli stipendi, la situazione dei precari è addirittura da sottolineare in negativo. I più fortunati prendono tra i 18 e i 22 milioni all'anno e costano allo Stato 14 milioni in meno, perché lo Stato risparmia sulle vacanze, sulle ferie, su Pasqua e Natale, sugli scatti di anzianità. I precari ricevono lo stipendio dopo sei mesi, e forse più; i tagli ricadono su di loro: anche quest'anno, lo 0,5 per cento di tagli sulla finanziaria, naturalmente, è a carico dei precari. Con l'autonomia, che pure lei ha sottolineato, la situazione è ancora più disastrosa, perché l'autonomia dà alle scuole una funzione di sussidiarietà rispetto all'azione dello Stato, che poi è carente.
Vi sono ancora cattedre nuove, nonostante le immissioni in ruolo, ed i precari hanno con le supplenze il peso (e l'onore, dico io) della scuola sulle loro spalle, con poche gratificazioni. I precari, signor ministro, non possono prendere parte all'elezione delle rappresentanze sindacali unitarie: non le sembra grave? Allora, signor ministro, le chiedo quando il Governo risolverà la situazione dei precari, quando tutte queste discrepanze e, direi io, questi scandali potranno avere fine: il Governo, quindi, dovrebbe non prevedere tagli nella finanziaria ma, per esempio, accettare gli


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emendamenti che Rifondazione comunista presenterà, proprio per dare ai più fortunati della scuola e ai meno fortunati, i precari, quello che aspettano da tanti anni.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16,15.

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