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MAURIZIO GASPARRI. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare in relazione all'articolo 88 del regolamento concernente gli ordini del giorno di indirizzo al Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, nel suo intervento lei ha toccato due aspetti: uno regolamentare e un altro di merito.
PAOLO ARMAROLI. Grossi, perché il Governo è inadempiente!
PRESIDENTE. ... che si pone per trovare un sistema per vedere quanto e come ... Dunque non lo posso risolvere in questa sede!
Vorrei richiamare la sua attenzione su una questione molto delicata che è stata al centro di una autorevole inchiesta giornalistica di un quotidiano economico che ha dimostrato come l'80-90 per cento degli ordini del giorno accolti dal Governo alla Camera dei deputati resti disatteso.
Ci accingiamo ad esaminare un provvedimento concernente il finanziamento delle operazioni italiane in Albania che rappresenta una riedizione di analoghi provvedimenti. Ricordo alla Presidenza, perché il Governo è sordo - non sono presenti ministri a questo dibattito, cosa che dimostra il grado di attenzione del Governo sulla questione e noi ne terremo conto -, che su tali materie, in precedenti analoghe discussioni, sono stati accolti dal Governo numerosi, articolati e impegnativi ordini del giorno presentati da vari gruppi.
Ve ne è uno del 1998 a firma dell'onorevole Fini, un altro sempre del 1998 a firma dell'onorevole Rivolta; poi vi sono ordini del giorno presentati dall'onorevole Oreste Rossi della Lega nord Padania, ed altri ancora. Erano documenti corposi ed articolati e impegnavano il Governo a riferire con puntualità su tutti gli investimenti e le spese sostenute in Albania. Questi ordini del giorno, come sanno anche molti colleghi della maggioranza, sono sempre stati considerati giusti perché dal 1991 ad oggi l'Italia non ha fatto altro che spendere e spendere: una volta per l'Albania, una volta per la sicurezza, una volta per gli aiuti umanitari, una volta per le missioni militari. L'opposizione - cioè noi - ha sempre condiviso, anche in momenti delicati, queste scelte. Ricordo il voto per la missione in Albania (era allora in carica il Governo Prodi). Dunque in qualche modo siamo stati compartecipi di quelle scelte, anzi abbiamo consentito ai vari Governi di disporre di numeri che talvolta in aula non avevano.
Non abbiamo fatto un discorso di negoziato perché abbiamo a cuore un interesse nazionale, ma l'informazione su ciò che è accaduto non c'è mai stata. Mi limito a ricordare ai colleghi che sulla missione Arcobaleno, ad esempio, le opposizioni hanno polemizzato e la Corte dei conti ha bocciato Barberi! La commissione governativa formata dal Governo D'Alema ha bocciato Barberi, il quale continua ad agire indisturbato!
Ed allora il Governo, i Governi avrebbero dovuto fare il rendiconto, il bilancio di ciò che è accaduto. Pongo quindi un domanda che immagino - almeno me lo auguro - sarà condivisa da tutti: che fine fanno gli ordini del giorno riguardanti materie così delicate? Infatti non stiamo parlando di ordini del giorno che sono una sorta di atti di buona volontà e con i quali si cerca di uscire dall'impasse di un emendamento che non è stato accolto.
Questa vicenda di cui discutiamo da anni è stata oggetto di ampie riflessioni. Ricordo che sono stati presentati ordini del giorno con i quali si chiedeva di subordinare gli aiuti in Albania alla distruzione delle coltivazioni di droga, insomma c'è un'ampia letteratura che alla Presidenza non sarà difficile acquisire, e che tuttavia noi abbiamo a disposizione, la quale dimostra l'inadempienza del Governo.
Certo, il Governo ci viene a dire che il decreto deve essere convertito nei tempi stabiliti, che bisogna salvare la «faccia» dell'Italia nei rapporti internazionali, ma io credo che anche la «faccia» del Governo rispetto al Parlamento sia importante!
Vorrei dunque capire se il Governo voglia cogliere questa occasione - non me ne vogliano i sottosegretari qui presenti - con livelli di rappresentatività adeguati all'importanza delle questioni per riferire non tanto sull'attuazione degli ordini del giorno, ma su ciò che essi richiamavano: quanto si è speso, come si è speso, cosa è accaduto, quali impegni ha preso il Governo albanese, insomma le cose note sia ai colleghi che hanno seguito questi provvedimenti sia a quelli che non li hanno seguiti. La vicenda, infatti, è rilevante sotto il profilo della politica estera, della politica economica, della politica della sicurezza, della politica dell'immigrazione e via dicendo.
Con questo richiamo all'articolo 88 del regolamento, e in particolare all'attuazione degli ordini del giorno, vorrei sapere se il Governo, ai massimi livelli, intenda venirci a dire ciò che finora non ci ha detto. Fa ancora in tempo ad adempiere agli ordini del giorno! Sono le 9,50, il decreto scade il 28 ottobre ed oggi è il 18 ottobre. Non ci vuole molto a venire qui in aula a darci dei dati che credo saranno contenuti nei computer; sarà sufficiente schiacciare un tasto per avere dati sulle spese, sui bilanci e quant'altro. Chiediamo questo anche perché la nostra è stata un'azione responsabile, visto che abbiamo condiviso molti passaggi di questa politica. Non possiamo però condividere a scatola chiusa, perché a scatola chiusa non si compravano nemmeno i famosi prodotti alimentari, figuriamoci se possiamo «comprare» la politica albanese del Governo Amato (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
Per la parte regolamentare, lei sa meglio di me che il problema dell'ossequio del Governo nei confronti degli ordini del giorno è molto dibattuto. Il Presidente della Camera alcune settimane fa ha detto in quest'aula che è uno dei problemi grossi...
A questo punto possiamo passare all'esame del punto 2 dell'ordine del giorno: ci sarà una discussione, in cui interverranno molti colleghi, il Governo è presente (Commenti del sottosegretario Brutti) ... Mi scusi, onorevole Brutti, mi lasci incardinare il provvedimento! Dopo di che lei, se lo riterrà, potrà intervenire.


