Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 784 del 5/10/2000
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Votazione finale del disegno di legge: Disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari (testo formulato dalla VII Commissione cultura in sede redigente) (6130).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la votazione finale, ai sensi dell'articolo 96, comma 2, del regolamento, del disegno di legge: Disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6130)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenti. Ne ha facoltà.

MARIA LENTI. Signor Presidente, su questo provvedimento Rifondazione comunista esprime le proprie perplessità che derivano dal fatto che, pur avendo l'intenzione di abbattere le barriere architettoniche, di costruire nuove residenze universitarie, di procedere alle opere di manutenzione, non vi sono riferimenti a leggi vigenti che si occupano di tutto ciò. Il provvedimento prevede poi che al capitale possano partecipare anche i privati, ma non vengono stabilite le modalità e le regole finanziarie e di gestione ciò sia possibile.
Con i nostri emendamenti avevamo chiesto di prevedere le modalità relative all'assegnazione degli alloggi nelle residenze universitarie, ma sono stati respinti; non vorremmo che, con l'ingresso del capitale privato, tutto diventasse più caro e che le residenze universitarie venissero destinate a chi può pagare di più e non a chi ha maggiore merito. Chiediamo anche su quali presupposti legislativi verranno effettuati i trasferimenti dallo Stato alle regioni e agli enti locali. Probabilmente esistono già leggi che regolamentano la materia, ma nel disegno di legge non vengono indicate, salvo quella che stabilisce il finanziamento. Mi chiedo quindi quali siano i rapporti con gli enti regionali del diritto allo studio.
Il gruppo di Rifondazione comunista ritiene che tutti i progetti contenuti nel disegno di legge in esame siano necessari e, se il Governo fornirà al Parlamento al momento dell'adozione del decreto attuativo le notizie che ho appena richiesto, farà un servizio non tanto a noi quanto al paese, agli studenti e a chi dovrà usufruire di tutto ciò. I nostri emendamenti sono stati respinti ma riconosciamo la necessità di questi interventi e, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte del Governo, dichiariamo la nostra astensione (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale sul disegno di legge recante disposizioni in materia di alloggi e di residenze per studenti universitari. Non si può non essere favorevoli ad un provvedimento che mira ad agevolare la realizzazione, da parte delle regioni, delle residenze universitarie, sia attraverso una più ampia facoltà di finanziamento, sia con deroghe all'osservanza di norme tecniche.
Il provvedimento si rende necessario, visto che il nostro paese si trova in una condizione di estremo ritardo rispetto agli altri paesi dell'Unione europea per quanto riguarda, appunto, l'offerta di residenze pubbliche per gli studenti universitari. Il nostro voto sarà altresì favorevole poiché, secondo il dettato del comma 4 dell'articolo 1 del disegno di legge in questione, gli alloggi e le residenze non avranno solo la finalità di ospitare gli studenti universitari, ma anche quella di offrire, agli altri iscritti alle università, servizi di supporto alla didattica e alla ricerca, nonché attività culturali e ricreative.
Ci sentiamo, infine, di rivolgere un appello al Governo affinché si controlli e si solleciti. Come specificato nella relazione che accompagna la proposta governativa, l'ultimo programma di costruzione di residenze per studenti in Italia fu redatto in base alla previsione contenuta nella delibera del CIPE del 16 marzo 1994, in attuazione della legge n. 179 del 1992, recante il finanziamento del piano quadriennale per l'edilizia, che destina a tale scopo una parte delle risorse destinate all'edilizia sovvenzionata.
Colleghi, per piacere, non riesco a parlare, né a leggere. Siete colleghi del mio stesso gruppo, tra l'altro!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

ANGELA NAPOLI. Da un monitoraggio effettuato, risulta un forte ritardo nell'attivazione


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degli interventi e che, complessivamente, le regioni sono riuscite ad impegnare solo il 50 per cento circa delle risorse messe a disposizione, a causa di ostacoli burocratici. Il provvedimento che stiamo per votare intende, appunto, eliminare tali ostacoli o comunque ridurli. Tuttavia, nutriamo alcune perplessità; ecco, dunque, il motivo del nostro appello al Governo: non vorremmo che anche in applicazione del provvedimento in esame e dopo l'emanazione dei decreti ministeriali previsti nei commi 3 e 4 dell'articolo 1, le regioni non realizzassero gli interventi necessari aumentando, così, il divario tra i diritti degli studenti universitari del sud e quelli del nord. Da qui nasce il nostro appello affinché sia effettuato un controllo e affinché siano sollecitate tutte le regioni.
Per i motivi esposti, il nostro voto non potrà che essere favorevole (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rodeghiero. Ne ha facoltà.

FLAVIO RODEGHIERO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del mio gruppo, sebbene anche noi abbiamo alcune perplessità in ordine a quanto stabilito dal provvedimento circa la deroga alle norme vigenti in materia di edilizia residenziale e alla prevalenza delle disposizioni del decreto su quelle contenute nei regolamenti edilizi. Pertanto, anche noi sottolineiamo - come ha fatto la collega Lenti - l'esigenza di una comunicazione del Governo alla Commissione competente sull'attuazione del provvedimento.
Signor Presidente, il rischio di una perdita dei fondi per le università e l'urgenza di alloggi nelle singole realtà ci impongono di esprimere comunque un voto favorevole sul provvedimento, alla luce dei tanti problemi che in passato hanno impedito alle università di rispondere alle esigenze abitative del contesto studentesco.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sestini. Ne ha facoltà.

GRAZIA SESTINI. Signor Presidente, in Italia il fenomeno della liberalizzazione degli accessi, che è stato alla base dei processi di crescita della popolazione studentesca, non è stato accompagnato da una reale ed efficace politica del diritto allo studio e, per la verità, nemmeno da una seria riforma del sistema universitario. Alla scelta di consentire a tutti gli studenti di accedere alla formazione universitaria non si è fatta seguire un'azione che favorisse e sostenesse gli studenti nel completare la loro scelta nel migliore dei modi. Il diritto allo studio, infatti, non è solo il diritto ad iniziare, ma anche il diritto a terminare efficacemente gli studi.
Il disegno di legge che stiamo esaminando costituisce un primo passo con il quale il Parlamento pone le condizioni per favorire una prima, timida, ma reale politica di diritto allo studio, seppure intervenendo in un settore particolare come quello residenziale, che ha implicazioni non solo in tema di diritto allo studio, ma anche di politica della casa. Il problema residenziale degli studenti universitari è infatti un problema grave, anche perché finora è stato affrontato in modo insufficiente.
È chiaro che per noi il diritto allo studio non è solo il sacrosanto diritto delle fasce più deboli della popolazione di frequentare e terminare il corso degli studi, ma anche il diritto di tutti gli studenti di vivere in condizioni dignitose ed economicamente adeguate il periodo degli studi, come avviene nella stragrande maggioranza dei paesi europei.
Voteremo, chiaramente, a favore di questo provvedimento, pur essendo consapevoli che contiene ancora punti a nostro giudizio critici. Ne elencherò soltanto alcuni. Esprimiamo preoccupazione, per esempio, per il comma 4 dell'articolo 1, con il quale sono stati previsti una serie di vincoli da introdurre nel decreto che il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica dovrà emanare


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per definire gli standard minimi qualitativi degli interventi, nonché i parametri tecnici...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sestini.
Onorevole Campatelli, per cortesia, si accomodi. Colleghi, per cortesia, prendete posto. Onorevole Ferrari, si accomodi. Onorevole Molgora, onorevole Stefani, vi dispiace? Grazie.
L'onorevole Mastella si accomoderà subito, immagino. Onorevole Giulietti, è nel posto sbagliato e sta tenendo un comportamento sbagliato.

GENNARO MALGIERI. Non è detto, Presidente!

PRESIDENTE. Sbagliato rispetto al posto che gli è stato assegnato, naturalmente, poi le propensioni possono essere tante!
Prego, onorevole Sestini.

GRAZIA SESTINI. Chiedo scusa ai colleghi, però queste cose devo dirle, perché anche se, come credo, questo progetto di legge verrà approvato con il consenso di tutti, ciò non deve comunque esimerci dal far emergere aspetti che sicuramente in seguito dovranno essere migliorati.
Dicevo che siamo preoccupati per il lungo elenco di parametri indicati, che prevalgono addirittura sui regolamenti edilizi esistenti nelle città. Quest'ultima disposizione è abbastanza grave, anche perché gli interventi edilizi sono previsti nei centri universitari, che sono, come si può immaginare, abbastanza grandi; quindi, se si hanno dei sospetti sui regolamenti edilizi di queste città probabilmente si dovrebbero prevedere interventi ad altro livello. Riteniamo inoltre errato che sia un organismo centrale e ministeriale a definire parametri di questo tipo. Infatti, ogni regione è in grado di individuare i parametri tecnici adeguati ai livelli di intervento e, soprattutto, i parametri economici: pensare che costruire una residenza universitaria a Roma costi come a Brescia è semplicemente folle.
Infine non vorremmo che per l'emanazione del decreto attuativo che deve contenere tutti i parametri previsti si dovesse attendere ancora un'intera legislatura.
Avremmo preferito che i finanziamenti, in una logica di decentramento, fossero stati affidati alle regioni, che già hanno competenze in materia di assegnazioni di contributi di edilizia coordinati alle altre funzioni inerenti al diritto allo studio ed alle università. Le regioni, infatti, sono obiettivamente più vicine al territorio di insediamento e quindi maggiormente in grado di valutare la fattibilità e l'opportunità degli investimenti.
Apprezzabile è invece l'intuizione, che ci si augura trovi adeguato spazio nei decreti attuativi, di favorire la realizzazione di residenze attrezzate per l'erogazione di servizi connessi con lo studio, la didattica ed il tempo libero degli studenti. Sarebbe stato davvero limitato promuovere solamente la realizzazione di unità abitative che a volte si riducono a semplici dormitori. Rappresenta un passo in avanti nella concezione del diritto allo studio promuovere, come avviene al comma 4, la costruzione di strutture ricettive che prevedano servizi di supporto alla didattica, alla ricerca e alle attività culturali e ricreative.
I punti qualificanti che individuiamo nel testo e che diventano altresì determinanti per il nostro voto favorevole riguardano innanzitutto l'aver previsto tra i soggetti beneficiari, oltre agli enti pubblici preposti all'attuazione del diritto allo studio, anche gli enti privati non a scopo di lucro, espressione diretta della società, che possono contribuire, rispondendo in modo flessibile e innovativo, alle esigenze drammatiche di residenzialità da parte degli studenti.
Ci sono certamente aspetti criticabili e migliorabili, come abbiamo già detto, ma ci auguriamo - lo ripeto - che i decreti attuativi siano rapidi ed efficaci ed abbiano come riferimento l'intera popolazione studentesca, privilegiando le fasce più deboli. Crediamo veramente che con questo provvedimento, seppure ancora limitato


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sotto l'aspetto delle risorse economiche, si stia rispondendo efficacemente ad un bisogno reale.
In conclusione, mi sia consentito ringraziare, per la pazienza e l'attenzione, l'onorevole Dalla Chiesa, relatore del provvedimento, ed il presidente della Commissione che ha celermente disposto la discussione del provvedimento sia in Commissione sia in aula: è stata una cosa importante per tutti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Apolloni. Ne ha facoltà.

DANIELE APOLLONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dell'UDEUR sul disegno di legge al nostro esame. Tale provvedimento consente, tramite la destinazione di apposite quote del fondo per l'edilizia universitaria, di incrementare il numero delle residenze universitarie e di apportare significativi miglioramenti, a livello qualitativo, a quelle già esistenti. Si permette così l'adeguamento delle strutture esistenti alla normativa vigente in materia di prevenzione antisismica, di tutela igienico-sanitaria e di sicurezza degli ambienti di lavoro.
Dobbiamo purtroppo prendere atto che il patrimonio edilizio destinato a soddisfare le esigenze abitative della popolazione universitaria è attualmente del tutto inadeguato in rapporto al numero degli stessi studenti. Infatti, il numero dei posti letto disponibili per gli studenti nel nostro paese, tra residenze universitarie e collegi legalmente riconosciuti è nettamente inferiore a quello presente negli altri paesi dell'Unione europea. Si tratta di un problema che è particolarmente sentito da quegli studenti che, scegliendo determinati percorsi universitari, sono tenuti a frequentare atenei distanti dalla loro residenza. Tale disagio diventa poi un vero problema se la scelta ricade su una delle grandi sedi universitarie dove, a volte, non sono sufficienti neanche gli alloggi reperibili sul mercato privato. Quindi, se vogliamo garantire veramente il diritto allo studio, non possiamo considerare quest'ultimo in modo marginale, considerando solo la mera creazione di strutture che rendono effettivamente accessibile ciascuna sede universitaria. Infatti, la nostra coscienza ci impone di considerare il diritto allo studio a 360 gradi, ponderando, dunque, anche tutto ciò che è complementare al sistema universitario e, in tale fattispecie, la realizzazione di un adeguato numero di residenze per gli studenti.
Concludo, pertanto, ribadendo che i deputati del gruppo dell'UDEUR voteranno a favore di tale provvedimento che darà soluzione ai problemi di questo settore, permettendo finalmente l'allineamento del nostro paese agli standard europei (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Colleghi... si spostano i singoli, i gruppi: tante cose si spostano nella vita.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.

MARA MALAVENDA. Voterò contro questo provvedimento semplicemente perché credo che con esso non ci si possa nascondere dietro un'esigenza reale che è quella di costruire case per gli studenti al fine di assicurare loro il diritto allo studio. Assistiamo infatti ad una sorta di foraggiamento dei soliti privilegi che vanno a premiare sempre coloro che potrebbero farne a meno.
Dio solo sa quanto bisogno c'è in questo paese di un'edilizia residenziale degna di questo nome e di assicurare case agli studenti! Purtroppo sappiamo per esperienza che questi benefici non andranno nella direzione giusta. È per questo che non ci siamo! Non ci siamo perché i figli della povera gente, dei lavoratori - potrei fare un lungo elenco di nomi e cognomi di studenti figli di operai che avrebbero diritto a questi benefici - devono rinunciare allo studio oppure per farlo devono imporre grossissimi sacrifici alle loro famiglie.


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Non vi è alcun vincolo di spesa, né si dice in quale direzione si voglia andare e con quali presupposti. Per questi motivi il provvedimento al nostro esame non è affatto convincente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Volpini. Ne ha facoltà.

DOMENICO VOLPINI. Presidente, intervengo solo per esprimere il voto favorevole dei Popolari e democratici-l'Ulivo su un provvedimento che è buono in sé ma che è anche necessario per far fronte alle esigenze abitative degli studenti. Ci auguriamo che esso sia a favore, in modo particolare, degli studenti più meritevoli ed economicamente svantaggiati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Presidente, desidero esprimere il voto favorevole del gruppo misto-CDU su questo provvedimento e la soddisfazione per il lavoro svolto in sede di Commissione.
Ci troviamo dinanzi ad una norma legislativa che colma una carenza rilevante nell'attuazione del diritto allo studio, soprattutto per gli studenti che debbono affrontare maggiori distanze e difficoltà.
Credo che le modalità previste dal provvedimento rispondano pienamente all'esigenza di rafforzare in termini adeguati questo diritto e che il concorso dello Stato per assicurare alloggi e residenze in regola con la vigente normativa in materia di sicurezza sia un dato che non può non essere apprezzato.
Gli alloggi e le residenze sono prioritariamente destinati al soddisfacimento delle esigenze degli studenti capaci e meritevoli, privi di mezzi. È questa una sottolineatura prevista nel comma 6 dell'articolo 1, che noi vogliamo assolutamente evidenziare.
In conclusione, vorrei dire che anche quella relativa all'intervento previsto all'articolo 2 per il decentramento dell'università degli studi di Torino e per la realizzazione del polo universitario di Cuneo è una norma che consente di utilizzare risorse che erano state stanziate nella finanziaria. Se su questo provvedimento non si fosse registrato l'accordo di tutti i gruppi per la sua odierna approvazione, avremmo corso il rischio di veder perse tale risorse.
Nel ringraziare tutti i gruppi e in modo particolare il relatore e il presidente della Commissione, mi auguro che al Senato l'iter di questo provvedimento sia assai rapido affinché i sostegni e i finanziamenti previsti possano trovare rapida attuazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Presidente, dichiaro il voto favorevole del gruppo dei Comunisti italiani sul provvedimento di cui sottolineo l'importanza perché esso si rivolge soprattutto agli studenti più capaci e comunque economicamente più svantaggiati.
Voglio sottolineare anche un altro aspetto. Con questo provvedimento si potranno anche liberare intere aree nelle varie città italiane - soprattutto nelle città universitarie dove il problema è fortemente sentito - che consentiranno di riequilibrare il mercato dell'affitto. Nelle città a forte vocazione universitaria vi è un mercato «lievitato» dell'affitto con una propensione ad affittare gli alloggi agli studenti che provoca una scarsità di alloggi per i cittadini e una lievitazione dei prezzi.
Questo provvedimento è, dunque, sacrosanto perché consentirà agli studenti di vivere in luoghi adatti a loro e alle città di liberare alloggi. Con grande convincimento esprimeremo voto favorevole su di esso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Del Barone. Ne ha facoltà.


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GIUSEPPE DEL BARONE. I deputati del CCD voteranno a favore del provvedimento perché contiene due aspetti molto positivi: la valorizzazione degli studenti indigenti e la valorizzazione degli studenti meritevoli. In un momento particolarmente violento per quanto riguarda le vicende dei medici, assistere ad una positiva valutazione della meritocrazia ci fa considerare positivamente il provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Soave. Ne ha facoltà.

SERGIO SOAVE. Desidero esprimere, con viva soddisfazione il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo su questo provvedimento.
Il cammino per l'attuazione del diritto allo studio in questa legislatura è stato efficace. Ricordo che ci siamo occupati delle borse di studio e che quest'anno sono state date 120 mila borse di studio che permettono di coprire l'intero fabbisogno per gli studenti capaci e meritevoli. Rimaneva il forte limite, qui denunciato, della carenza di alloggi e di residenze e questo testo rappresenta un importantissimo passo in avanti e non solo uno dei tanti possibili.
Ricordo che l'ammontare degli investimenti, a seguito del meccanismo previsto che interpella lo Stato, le regioni, le università, i consorzi interuniversitari ed i privati è superiore ai mille miliardi. L'efficacia di questo disegno di legge, ove naturalmente fosse approvato anche dall'altro ramo del Parlamento, potrebbe essere estremamente rilevante per il futuro dell'università italiana. Per questi motivi esprimiamo con vera soddisfazione il nostro voto favorevole e ringraziamo il Presidente della Camera e i gruppi parlamentari che in condizioni difficili hanno permesso che l'ammontare consistente di questi investimenti, importantissimo per la vita dell'università italiana, non andasse disperso.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO GUERZONI, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Presidente, esprimo l'apprezzamento del Governo per la sensibilità della Presidenza della Camera e dell'Assemblea per condurre a compimento l'approvazione di questo disegno di legge. Esprimo, dunque, apprezzamento per tutti i gruppi sia della maggioranza sia dell'opposizione. Il provvedimento riguarda non solo il diritto allo studio, ma anche una delle condizioni di praticabilità della riforma dei corsi di studio universitari, che richiede la possibilità di mobilità degli studenti sull'intero territorio nazionale.
Desidero rassicurare che il Governo adotterà i decreti attuativi, come è stato richiesto, nei tempi più rapidi possibili, prendendo anche atto che la legge rimuove finalmente gli ostacoli e le procedure che, in passato, hanno impedito di utilizzare risorse che pure erano destinate a questo fine.

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