TESTO AGGIORNATO AL 9 OTTOBRE 2000
di intensificare la presenza di centri di intervento sul territorio;
a concedere, in un quadro di sicurezza e di precise garanzie, l'autorizzazione all'uso di defibrillatori semiautomatici ai cosiddetti laici;
premesso che:
i decessi per arresto cardiaco nel nostro Paese ammontano, ogni anno, a circa settantamila casi all'anno;
le relative, tradizionali operazioni di assistenza medica di emergenza riescono a sottrarre alla morte solamente il tre per cento circa dei soggetti interessati;
fondamentale, in tali circostanze, è la tempestività dell'intervento che deve avvenire entro pochissimi minuti;
in caso di arresti cardiaci per fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare (il novanta per cento dei casi) eccezionali risultati sono stati ottenuti con l'uso dei defibrillatori;
la scarsa diffusione sul territorio degli stessi, generalmente a disposizione solo di équipe mediche, e dei problemi connessi ai tempi necessari per intervenire (condizionati da diversi fenomeni quali il traffico) non offrono garanzie di una rapida esaustiva risposta alla richiesta di soccorso;
l'uso di defibrillatori semiautomatici (i migliori ed i più sicuri in circolazione ed usati nei Paesi europei) ha fornito sino ad ora risposte di assoluto rilievo alzando la soglia dei risultati positivi dal tre ad oltre il quaranta per cento, raggiungendo persino, se si interviene entro due o tre minuti, quella dell'ottanta per cento (negli Stati Uniti città come Seattle e Rochester hanno raggiunto già tali obiettivi);
l'utilizzazione degli strumenti in questione (la cui affidabilità è stata ormai ampiamente documentata senza ombra di dubbio) può essere facilmente effettuata anche da personale laico (non medico) opportunamente istruito (con semplici corsi di cinque o sei ore), dal momento che l'apparecchio «legge» con esattezza le condizioni del paziente, stabilisce se intervenire o meno ed in quale modo;
in Francia ed in Austria, per citare i paesi più vicini, i laici già da tempo sono stati autorizzati ad operare in questo campo;
i notevoli risultati ottenuti testimoniano come sia possibile salvare vite umane intervenendo con tempestività nei casi specifici;
in Italia sono già operativi sistemi organizzati e coordinati di intervento sul territorio (nei quali sono inseriti in termini operativi forze di polizia, vigili urbani eccetera) con defibrillatori semiautomatici (per esempio a Piacenza e nella regione Abruzzo) ed altre zone si stanno già attrezzando in questo senso (in alcuni casi il personale del 118, mentre si appresta a partire per il soccorso, avvisa - avendo un elenco a disposizione - i volontari del centro più vicino per prestare il primo, fondamentale intervento);
a questo punto pare indispensabile intervenire con rapidità per dotare di defibrillatori semiautomatici le forze dell'ordine in servizio su strade ed autostrade (già in alcune circostanze il loro encomiabile intervento ha salvato vite umane e, comunque, gli operatori del settore giudicano eccellente la loro capacità operativa in questo specifico settore), per assicurare la presenza di tali strumenti su aerei (una specifica convenzione tra Alitalia e Ministero dei trasporti è in corso di realizzazione), traghetti, treni, ed in tutti i luoghi con grande affluenza di pubblico (in alcuni grossi centri commerciali sarebbero già operativi tali sistemi di intervento);
i defibrillatori semiautomatici oggi in commercio possono essere usati con relativa facilità (dopo un corso di preparazione) da volontari e personale autorizzato con grandi vantaggi per la diffusione di tali apparecchiature e dunque, con la possibilità
troppi episodi testimoniano quotidianamente come la presenza di un semplice defibrillatore avrebbe potuto salvare una vita umana, sicché perfettamente comprensibile appare la richiesta di una maggiore diffusione di «punti» attrezzati per intervenire nei casi specifici;
presso il Ministero della sanità sono in corso le pratiche per autorizzare i laici a defibrillare e per consentire (in raccordo con il Ministero dei Trasporti) l'uso di tali strumentazioni a bordo della flotta Alitalia e delle altre compagnie aeree;
ad attivarsi con la massima urgenza per autorizzare l'uso dei defibrillatori a bordo della flotta Alitalia e delle altre compagnie italiane;
ad operare perché venga favorita ed intensificata la diffusione sul territorio (con dotazioni a forze dell'ordine, vigili urbani, vigili del fuoco, su aerei, treni, traghetti, altri mezzi e luoghi in cui notevole è l'affluenza di pubblico) dei defibrillatori semi automatici, strumenti indispensabili, per salvare la vita di migliaia di cittadini.
(1-00479)
«Collavini, Scarpa Bonazza Buora, Pittino, Gagliardi, Guido Giuseppe Rossi, Fongaro, Misuraca, Baiamonte, Paolo Colombo, Martinelli, Rizzi, Giudice, Amato, Garra, Rossetto, Cito, Fronzuti, Taborelli, De Ghislanzoni Cardoli, De Luca, Bergamo, Calderisi, Floresta, Giannattasio, Piva, Vitali, Tarditi, Franz, Messa, Migliori, Gazzilli, Viale, Vincenzo Bianchi, Cascio».