Allegato B
Seduta n. 784 del 5/10/2000

TESTO AGGIORNATO AL 9 OTTOBRE 2000


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ATTI DI INDIRIZZO

Mozione:

La Camera,
premesso che:
i decessi per arresto cardiaco nel nostro Paese ammontano, ogni anno, a circa settantamila casi all'anno;
le relative, tradizionali operazioni di assistenza medica di emergenza riescono a sottrarre alla morte solamente il tre per cento circa dei soggetti interessati;
fondamentale, in tali circostanze, è la tempestività dell'intervento che deve avvenire entro pochissimi minuti;
in caso di arresti cardiaci per fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare (il novanta per cento dei casi) eccezionali risultati sono stati ottenuti con l'uso dei defibrillatori;
la scarsa diffusione sul territorio degli stessi, generalmente a disposizione solo di équipe mediche, e dei problemi connessi ai tempi necessari per intervenire (condizionati da diversi fenomeni quali il traffico) non offrono garanzie di una rapida esaustiva risposta alla richiesta di soccorso;
l'uso di defibrillatori semiautomatici (i migliori ed i più sicuri in circolazione ed usati nei Paesi europei) ha fornito sino ad ora risposte di assoluto rilievo alzando la soglia dei risultati positivi dal tre ad oltre il quaranta per cento, raggiungendo persino, se si interviene entro due o tre minuti, quella dell'ottanta per cento (negli Stati Uniti città come Seattle e Rochester hanno raggiunto già tali obiettivi);
l'utilizzazione degli strumenti in questione (la cui affidabilità è stata ormai ampiamente documentata senza ombra di dubbio) può essere facilmente effettuata anche da personale laico (non medico) opportunamente istruito (con semplici corsi di cinque o sei ore), dal momento che l'apparecchio «legge» con esattezza le condizioni del paziente, stabilisce se intervenire o meno ed in quale modo;
in Francia ed in Austria, per citare i paesi più vicini, i laici già da tempo sono stati autorizzati ad operare in questo campo;
i notevoli risultati ottenuti testimoniano come sia possibile salvare vite umane intervenendo con tempestività nei casi specifici;
in Italia sono già operativi sistemi organizzati e coordinati di intervento sul territorio (nei quali sono inseriti in termini operativi forze di polizia, vigili urbani eccetera) con defibrillatori semiautomatici (per esempio a Piacenza e nella regione Abruzzo) ed altre zone si stanno già attrezzando in questo senso (in alcuni casi il personale del 118, mentre si appresta a partire per il soccorso, avvisa - avendo un elenco a disposizione - i volontari del centro più vicino per prestare il primo, fondamentale intervento);
a questo punto pare indispensabile intervenire con rapidità per dotare di defibrillatori semiautomatici le forze dell'ordine in servizio su strade ed autostrade (già in alcune circostanze il loro encomiabile intervento ha salvato vite umane e, comunque, gli operatori del settore giudicano eccellente la loro capacità operativa in questo specifico settore), per assicurare la presenza di tali strumenti su aerei (una specifica convenzione tra Alitalia e Ministero dei trasporti è in corso di realizzazione), traghetti, treni, ed in tutti i luoghi con grande affluenza di pubblico (in alcuni grossi centri commerciali sarebbero già operativi tali sistemi di intervento);
i defibrillatori semiautomatici oggi in commercio possono essere usati con relativa facilità (dopo un corso di preparazione) da volontari e personale autorizzato con grandi vantaggi per la diffusione di tali apparecchiature e dunque, con la possibilità


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di intensificare la presenza di centri di intervento sul territorio;
troppi episodi testimoniano quotidianamente come la presenza di un semplice defibrillatore avrebbe potuto salvare una vita umana, sicché perfettamente comprensibile appare la richiesta di una maggiore diffusione di «punti» attrezzati per intervenire nei casi specifici;
presso il Ministero della sanità sono in corso le pratiche per autorizzare i laici a defibrillare e per consentire (in raccordo con il Ministero dei Trasporti) l'uso di tali strumentazioni a bordo della flotta Alitalia e delle altre compagnie aeree;

impegna il Governo

a concedere, in un quadro di sicurezza e di precise garanzie, l'autorizzazione all'uso di defibrillatori semiautomatici ai cosiddetti laici;
ad attivarsi con la massima urgenza per autorizzare l'uso dei defibrillatori a bordo della flotta Alitalia e delle altre compagnie italiane;
ad operare perché venga favorita ed intensificata la diffusione sul territorio (con dotazioni a forze dell'ordine, vigili urbani, vigili del fuoco, su aerei, treni, traghetti, altri mezzi e luoghi in cui notevole è l'affluenza di pubblico) dei defibrillatori semi automatici, strumenti indispensabili, per salvare la vita di migliaia di cittadini.
(1-00479)
«Collavini, Scarpa Bonazza Buora, Pittino, Gagliardi, Guido Giuseppe Rossi, Fongaro, Misuraca, Baiamonte, Paolo Colombo, Martinelli, Rizzi, Giudice, Amato, Garra, Rossetto, Cito, Fronzuti, Taborelli, De Ghislanzoni Cardoli, De Luca, Bergamo, Calderisi, Floresta, Giannattasio, Piva, Vitali, Tarditi, Franz, Messa, Migliori, Gazzilli, Viale, Vincenzo Bianchi, Cascio».

Risoluzione in Commissione:

La XIII Commissione,
premesso che:
diversi disegni di legge sono stati depositati negli ultimi anni per riformare la legge n. 185 del 1992 - Fondo di solidarietà nazionale. Tali proposte sono state accumulate in un unico disegno di legge attualmente in discussione presso la Commissione Agricoltura del Senato;
l'ultima proposta risponderebbe alle esigenze generali del settore agricolo ponendo però l'attenzione in alcuni articoli che debbono essere migliorati per meglio rispondere alle esigenze del settore agricolo;
a fine luglio 2000 è stata approvata dai competenti Organismi Comunitari la proposta di riforma del Regolamento CE 2200 del 1996 che dovrà seguire il previsto iter per la definitiva approvazione. La proposta ridefinisce, tra l'altro, le modalità di cofinanziamento comunitario ai Piani Operativi, con la soppressione dei due limiti attualmente esistenti: minimo 2,5 per cento (2 per cento nel 1997 e 1998) e massimo 4,5 per cento (4 per cento nel 1997 e 1998) e l'introduzione di una quota fissa del 3 per cento della produzione commercializzata dalla Organizzazione di Produttori. La proposta viene motivata con la necessità di semplificare le operazioni e procedure per gli Stati membri e per la Comunità europea medesima. Nel triennio passato il plafond effettivamente applicato è stato del 4 per cento nel 1997, del 2,92 per cento nel 1998 e del 3,65 per cento nel 1999. Rispetto a quanto stanziato per il triennio 1997-1999, pari a 657 Meuro, la Comunità Europea ha contabilizzato spese per 503 Meuro, con un risparmio di 154 Meuro. La Comunità europea motiva ancora la scelta con il mancato incremento dell'associazionismo. Appare chiaro che non sarà con un livello contributivo del 3 per cento fisso che si incoraggerà l'associazionismo, ma al contrario, per la Comunità europea si potranno presumere ulteriori economie rispetto alle previsioni di spesa. Appare inoltre


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assolutamente inadeguato il plafond del 3 per cento rispetto alla grossa necessità di investimenti nel settore.

impegna il Governo:

ad intervenire affinché siano apportate, nella riforma della legge 14 febbraio 1992, n. 185 - Fondo di solidarietà nazionale, alcune modifiche fondamentali negli articoli 1 e 13. In particolare: all'articolo 3 lettera b, ove si dice «... Per le associazioni dei produttori riconosciute che svolgono attività di impresa, costituite da produttori agricoli, ...», aggiungere: «... costituite da produttori agricoli o loro cooperative o consorzi ...»;
ad intervenire affinché l'articolo 13, che detta l'abrogazione di norme esistenti tra cui in particolare gli articoli 3, 4, 5, 6, 8 della legge n. 185 del 1992, venga integrato con l'abrogazione anche dell'articolo 10 della medesima legge n. 185;
ad intervenire affinché siano apportate nella riforma della legge 14 febbraio 1992, n. 185 - Fondo di solidarietà Nazionale, alcune modifiche utili negli articoli 1 e 13. In particolare: nell'articolo 3 lettera b, ove si dice: Mancato conferimento da parte dei soci «in misura pari almeno al 30 per cento della media dei conferimenti normali», specificare che per il settore frutticolo il conferimento va inteso come prodotto commercializzato per il consumo fresco. Se tra il conferimento viene compresa la grandine non si raggiungerà ai la riduzione del 30 per cento. Specificare inoltre che con conferimenti «normali» si intendono le annate ordinarie non interessate da eventi calamitosi. Nell'articolo 8, lettera b, ove si afferma «coprire i maggiori oneri di gestione dell'Ente associato», dire od aggiungere «Ente associato»;
ad operarsi per accelerare l'iter approvativo della modifica della legge n. 185 del 1992 - Fondo di Solidarietà Nazionale in modo da poter offrire alla categoria uno strumento innovativo al quale appoggiare strumenti di garanzia di reddito effettivamente nuovi e di minor costo per le aziende/imprese;
a mettere in atto tutte le misure affinché nella riforma dell'organizzazione comune di Mercato Ortofrutta - Regolamento CE 2200 del 1996, il cui iter per la definitiva approvazione prevede una prima seduta della Commissione fissata per il 24 ottobre 2000, siano posti in essere i correttivi atti a garantire la quota del 4,5 per cento della produzione commercializzata dalla Organizzazione di produttori per ottenere il cofinanziamento comunitario ai Piani Operativi.
(7-00977)
«Paolo Rubino, Olivieri, Schmid».