Allegato B
Seduta n. 784 del 5/10/2000


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PUBBLICA ISTRUZIONE

Interrogazione a risposta orale:

SBARBATI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
il decreto n. 231 del 28 marzo 1997 ha modificato i requisiti dei piani di studio per accedere ai concorsi di insegnamento, a partire dalle lauree conseguite nell'anno accademico 1999/2000;
questo ha di fatto costretto molti studenti che si trovavano quasi alla fine del corso di laurea, ad adeguare il piano di studi alle indicazioni del decreto, nel timore di eventuali future esclusioni dai concorsi;
alcuni studenti hanno sostenuto uno o due esami in più rispetto al numero previsto per il proprio corso di studi, per essere certi di non subire, in futuro, delle limitazioni;
in seguito il ministero ha modificato le caratteristiche per accedere alle classi di concorso per l'insegnamento, prevedendo un corso di specializzazione biennale, con accesso limitato, senza considerare quanto prescritto dal precedente decreto;
si è creata di conseguenza una situazione anomala per la quale gli studenti che avevano modificato il proprio piano di studi, tenendo conto di quanto previsto dal decreto, sono stati penalizzati nei confronti di coloro i quali, non considerando il decreto n. 231, si sono laureati in minor tempo ed hanno potuto partecipare ai concorsi indetti nel 1999 e frequentare, con uguali condizioni, i corsi di specializzazione -:
se non ritenga necessario sanare questa palese ingiustizia emanando un decreto che consenta agli studenti, che hanno seguito un corso di laurea che assicurava loro l'ammissione ai concorsi, di potere accedere ai corsi di specializzazione propedeutici ai concorsi senza previo esame di accesso.
(3-06373)

Interrogazioni a risposta scritta:

LENTI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
gli atti parlamentari, quelli governativi e le dichiarazioni del ministro, almeno da tre anni a questa parte, danno molto importanza alla qualificazione del personale docente;
gli stessi docenti, chiamati a svolgere nuovi compiti e a mettere in atto nuove competenze o confermati nel loro insegnamento, ritengono utili, necessari e indispensabili l'aggiornamento e la formazione;
per questi obiettivi lo scorso anno erano a disposizione poco più di lire 30.000 a testa, mentre per l'anno scolastico in corso una circolare ministeriale del 3 agosto, ha più che dimezzato la cifra, risultante ora e di lire 13.000 -:
come intenda il ministro far fronte agli impegni contenuti nella legge di riforma della scuola e a quelli verbali sostenuti anche con i sindacati di categoria;
se non intenda rivedere le disposizioni della suddetta circolare e prevedere, invece, da subito, cifre adeguate alle reali necessità di aggiornamento e formazione.
(4-31803)

DEDONI e ACCIARINI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
è stata di recente segnalata all'interrogante la vicenda di Eva Bauer, un'insegnante di Cagliari, risultata, dopo l'espletamento delle prove concorsuali, al 12o posto nella graduatoria per il concorso ordinario a cattedre scuola secondaria, ambito disciplinare K05D Lingua tedesca; cl.c.A545, A546 - regione Sardegna, con punteggio finale di 78, 75/100;
rilevato che, sia in merito agli esiti della prova scritta, da lei sostenuta a Sassari e superata con punti 31/40, che riguardo alla prova orale, sostenuta a Salerno e superata con punteggio di 38/40, la


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concorrente avrebbe denunciato il grave deficit di trasparenza di cui si sarebbero resi colpevoli i due Provveditorati competenti per le sedi di svolgimento delle prove di esame (Sassari e Salerno), negandole in ripetute occasioni il diritto di accesso a visionare gli elaborati: il proprio e quello degli altri concorrenti che la precedono nella graduatoria, nonché l'apprezzamento dei criteri applicati per la valutazione degli stessi;
considerato che la concorrente, dopo aver sottoposto il suo elaborato al parere obiettivo di un docente universitario di Lingua e Letteratura tedesca, ne ha tratto conferma di essere stata penalizzata da un punteggio ingiustamente basso e ha, di conseguenza, avviato, pur tra mille difficoltà, procedura di ricorso -:
se il ministro non ritenga opportuno intervenire per accertare la regolarità delle suddette prove concorsuali e perché, ove possibile, sia facilitato alla ricorrente, ai sensi della legge n. 241 del 1990, l'accesso a tutti gli atti relativi alle suddette prove concorsuali, onde sgombrare il campo da ogni dubbio e chiarire in maniera esauriente ed esemplare l'intera vicenda.
(4-31811)