Allegato B
Seduta n. 784 del 5/10/2000


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POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Interrogazioni a risposta in Commissione:

CARLESI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
la direzione generale della pesca sta attuando la «cessazione di validità» delle licenze per la piccola pesca ai sensi e per gli effetti del decreto ministeriale 26 luglio 1995 in riferimento al mancato rinnovo della licenza stessa o al prolungamento del disarmo dell'unità oltre certi limiti di tempo;
questo avviene in un momento di particolare difficoltà per l'intera categoria della pesca in relazione all'aumento del costo del gasolio, all'effettiva inamovibilità verso l'alto del prezzo alla produzione, alla


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sfrenata concorrenza del pesce d'importazione e d'allevamento;
le numerose licenze di pesca a rischio di revoca riguardano soprattutto le piccole unità, armate spesso con sole reti da posta (con stazza lorda di una, massimo due tonnellate) che rappresentano in parecchi casi l'unico mezzo di proprietà e di sostentamento per i pescatori;
in regioni come l'Abruzzo, dove la tradizione della «piccola pesca» porta con sé un prezioso bagaglio culturale e di esperienza, la scomparsa di questa attività determinerebbe pesanti ripercussioni di tipo economico -:
se non ritenga di dover intervenire al fine di concedere una «moratoria» o comunque la fissazione di un nuovo termine entro il quale sia possibile agli operatori della piccola pesca riarmare le unità e rinnovare i documenti.
(5-08300)

ALOI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere:
se sia al corrente dello stato di grande legittima preoccupazione in cui si trovano i cittadini della città e della provincia di Reggio Calabria, oltre che di altri centri della Calabria, che hanno subìto, nei giorni scorsi, danni ingentissimi a causa del maltempo che ha interessato diversi rioni della città e zone della Locride, ed in particolare i comuni di Condofuri Marina, Bovalino, Benestare, S. Luca, Portigliola, Antonimina, S. Ilario, Ciminà e Locri dove si è avuto l'allagamento e lo smottamento di diversi terreni agricoli con danni ingenti a numerose aziende, soprattutto agrumicole -:
se non ritenga di dover prendere iniziative volte ad accertare la consistenza dei danni subiti dagli agricoltori, adottando provvedimenti idonei a venir incontro, attraverso incentivi e sostegni di altro tipo, alle richieste delle aziende interessate, la cui attività è stata compromessa dalle intemperie dei primi giorni del mese di ottobre.
(5-08303)

Interrogazione a risposta scritta:

FAGGIANO e STANISCI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
nella provincia di Brindisi le condizioni atmosferiche eccezionali, quali il caldo torrido che si è avuto nei mesi di giugno e luglio, hanno compromesso le colture di pomodoro, vite ed olivo con una flessione media di circa il 25-30 per cento di produzione lorda vendibile, che procura un nuovo pesante colpo al reddito dei coltivatori ed imprenditori agricoli;
tale situazione ha colpito direttamente anche i braccianti agricoli mettendo in discussione le loro giornate lavorative che potranno e dovranno essere recuperate ai fini previdenziali, grazie agli effetti delle leggi n. 185 del 1992 e n. 223 del 1991 con emanazione di apposito decreto;
il calo della produzione si è naturalmente riflesso su tutta la filiera, riducendo anche la produzione delle industrie di trasformazione con conseguente riduzione delle giornate lavorative, per i dipendenti, che non possono tuttavia usufruire dei benefici previsti dalle citate leggi, pur operando nello stesso settore agricolo;
i danni derivanti dalle persistenti condizioni atmosferiche hanno interessato l'intera regione Puglia che per mesi non ha potuto beneficiare di piogge a ristoro degli aridi terreni e che ancor più di altre regioni è stata fortemente colpita e penalizzata anche dal caro petrolio che ha visto aumentare il costo del carburante agricolo negli ultimi sei mesi di 400 lire al chilo;
il settore dell'agricoltura, attende da tempo altri interventi significativi resi sempre più urgenti anche dalla concorrenza di paesi stranieri che comunque adottano strumenti di sostegno quali i 75 milioni di franchi investiti nel settore ultimamente dalla Francia a sostegno della viticoltura o i piani di sviluppo disposti dalla Spagna per l'olivicoltura -:
se non si ritenga possibile e necessario in fase di emanazione del decreto,


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estendere i benefici delle leggi n. 185 del 1992 e n. 223 del 1991 per il recupero previdenziale delle giornate lavorative oltre che ai braccianti agricoli anche ai dipendenti delle aziende di trasformazione;
se non ritenga utile estendere il riconoscimento dello stato di calamità naturale nei casi di siccità e conseguente desertificazione che, oltre ai danni immediati, procura l'impossibilità di semina per la stagione successiva, al di là dei vincoli, non rispondenti al caso, posti dalla vigente legislazione;
quali misure si intendano intraprendere per accelerare l'iter di approvazione della legge di orientamento, e se non si ritenga utile valutare la possibilità di rinegoziare i mutui agricoli a salvataggio delle imprese agricole in difficoltà, di sostenere il mercato viticolo ed oleario con specifici provvedimenti tesi a ridare fiducia e speranza agli operatori ed ai lavoratori di un settore fondamentale per la nostra economia, in particolare nel Mezzogiorno.
(4-31786)