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PRESIDENTE. Colleghi, per quanto riguarda le altre proposte formulate sui nostri lavori, informo l'Assemblea che il provvedimento in materia di accesso ai corsi universitari non presenta oneri.
GIACOMO STUCCHI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO STUCCHI. Noi chiediamo che venga rispettato l'ordine del giorno. Abbiamo accolto la proposta di stralcio ma crediamo sia opportuno riprendere adesso i nostri lavori con l'esame del provvedimento di cui al punto 2 dell'ordine del giorno. Per tale motivo non possiamo accedere alla sua richiesta, Presidente,
di esaminare il provvedimento concernente le attività delle discoteche nel corso della sessione di bilancio.
PRESIDENTE. Poiché un gruppo si oppone, il provvedimento non potrà essere discusso durante la sessione di bilancio.
GIOVANNI CASTELLANI, Presidente della VII Commissione. Presidente, anche se il relatore su questo provvedimento è l'onorevole Dalla Chiesa, vorrei dirle che non esaminare adesso il provvedimento comporterebbe effettivamente una perdita di fondi. Invito pertanto vivamente l'Assemblea ad esaminare e ad approvare subito tale provvedimento.
PRESIDENTE. Dobbiamo fare un po' d'ordine: proporrei ai colleghi di affrontare il provvedimento relativo agli alloggi e alle residenze per studenti universitari, altrimenti, vi sarebbe una perdita di fondi; si tratta soltanto di due votazioni.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Preferirei procedere con un po' d'ordine. Allora, rimane inteso che, dopo la votazione di questo provvedimento, si proseguirà nell'esame dei punti all'ordine del giorno così come stabilito.
PRESIDENTE. No, questo non resta inteso.
ELIO VITO. Presidente, non possiamo realizzare ogni dieci minuti un'inversione dell'ordine del giorno. Cerchiamo di capire come si intenda procedere, altrimenti abbiamo delle difficoltà. Se lei propone di esaminare ora l'atto Camera n. 6130, con un'inversione dell'ordine del giorno, ciò significa che in seguito si torna ad esaminare i punti all'ordine del giorno precedentemente stabilito.
PRESIDENTE. No, non significa niente.
ELIO VITO. Se vi sono altre proposte di inversione dell'ordine del giorno, analizziamole adesso e cerchiamo di capire come si debba procedere; altrimenti, Presidente, sospenda brevemente la seduta e convochi una riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo fino alle 22 per programmare i nostri lavori.
PRESIDENTE. La cosa è diversa, onorevole Vito. Tenga presente che poco fa abbiamo deliberato di esaminare un determinato provvedimento, senza rivedere tutto l'ordine del giorno. È chiaro che dobbiamo procedere in questo modo, altrimenti, per rivedere complessivamente l'ordine del giorno, dovremmo avanzare una serie di proposte e questo non è possibile.
CARLO GIOVANARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI. Credo che in quest'aula ognuno debba assumersi le proprie responsabilità. Chiedo al Presidente di mettere in votazione il rispetto dell'ordine del giorno e che si discuta del provvedimento sulle discoteche. Se l'Assemblea respinge la mia proposta e se
anche in questa legislatura non sarà varata la legge sulle discoteche, l'opinione pubblica saprà di chi è la colpa.
PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi, non è così. Votare il rispetto dell'ordine del giorno non ha molto senso, se mi permette.
CARLO GIOVANARDI. Ha senso!
PRESIDENTE. L'ordine del giorno c'è.
ELIO VITO. Dovrebbe dare la parola a quattro oratori a favore e a quattro oratori contro, visto che si tratta di quattro provvedimenti!
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Presidente, ho la sensazione che questa sua proposta non sintetizzi bene il dibattito che si è svolto prima tra i gruppi perché lei pone al primo punto una questione molto contrastata, come lei sa bene: la Conferenza di Palermo. Ciò rischia di impegnare l'Assemblea forse ben oltre le 22 e di precludere l'esame di altri punti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Vito, ho proposto questo tema perché riguarda un impegno internazionale. Sono perfettamente d'accordo sull'anomalia delle procedure seguite. Sta di fatto che abbiamo un problema del genere: quel decreto-legge scade in piena sessione di bilancio e, se non vi sarà una legge che metta a posto la questione, verremo meno ad un impegno internazionale. Questa è la ragione per la quale ho proposto la questione. So che è un punto delicato, ma deve essere affrontato in modo tale che, se non ci dovrà essere la conferenza di Palermo, lo si decida e si informi l'ONU. Lasciar cadere la questione senza alcuna deliberazione mi sembra sbagliato.
C'è poi un altro provvedimento, la cui importanza non sta a me giudicare, di cui occorre parlare perché su di esso ci stiamo intrattenendo da tempo, trattandosi di un diritto delle opposizioni. Del resto il collega Giovanardi più volte ha insistito su questo punto. Mi sto riferendo al provvedimento sulle discoteche.
L'onorevole Guerra, a tale riguardo, ha detto che da parte del suo gruppo c'è il consenso ad affrontare questo tema anche durante la sessione di bilancio. Vi è qualche gruppo che avanza obiezioni a tale riguardo?
A questo punto, colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione sulla questione posta dall'onorevole Teresio Delfino relativa all'esame in sede redigente del provvedimento sulle case-alloggio. Il fatto che il provvedimento non venga esaminato adesso comporta una perdita di fondi? Vorrei che il relatore mi rispondesse al riguardo.
Onorevole Tremonti, per cortesia!
Propongo all'Assemblea di affrontare adesso il punto dell'ordine del giorno di cui abbiamo parlato e la mia proposta può essere accettata o respinta; dopo di ciò si passerà al prossimo tema. Se volete un riesame complessivo dell'ordine del giorno, la questione diviene molto più complicata perché dovremmo incrociare due votazioni diverse, non so se è chiaro.
Colleghi, propongo di esaminare prioritariamente il disegno di legge relativo alla Conferenza di Palermo, di passare poi al provvedimento sulle residenze universitarie (Applausi polemici del deputato Giovanardi), di inserire in terzo luogo il provvedimento sulle discoteche e, infine, quello relativo alle Ferrovie dello Stato. Sulla mia proposta darò la parola ad un oratore a favore e ad un oratore contro.
Chiedo di parlare contro.
Ritengo che sia poco utile, da questo punto di vista, inserire la questione più contrastata al primo punto. Ciò perché è in vigore un decreto-legge - come diremo in seguito - e si verificherebbe, quindi, un naturale contrasto, una difformità, un utilizzo contemporaneo di due procedure speciali da parte del Governo: il decreto-legge, attualmente in vigore, e l'esame di un disegno di legge con tempi contingentati.
In base a queste considerazioni, Presidente, la inviterei a rivedere la sua proposta esaminando prima i provvedimenti su cui non vi è contrasto fra i gruppi e ad inserire alla fine l'argomento il cui esame, come lei sa, richiederà molto tempo.
Nessuno chiedendo di parlare a favore della proposta avanzata, la pongo in votazione.
Per agevolare il computo dei voti, dispongo che la votazione sia effettuata mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi, la proposta testé formulata.
(È approvata).


