Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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Sull'ordine dei lavori.

ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, tutti i provvedimenti oggi all'ordine del giorno sono indubbiamente importanti e non desidero affatto ostacolarli. Tuttavia, a nome del Comitato dei nove e della I Commissione, vorrei avanzare una proposta che richiede, se accettata, una sola votazione da parte dell'Assemblea. Al punto 4 dell'ordine del giorno vi è la cosiddetta legge di semplificazione. Questo disegno di legge contiene numerosi articoli sui quali si sta lavorando anche in forte convergenza fra Camera e Senato.
Si tratta di articoli che non contengono stanziamenti finanziari e, quindi, possono essere esaminati ed approvati anche durante la sessione di bilancio. Vi è un solo articolo che contiene uno stanziamento, l'articolo 26, relativo all'istituzione di un servizio volto a promuovere la conoscibilità delle norme. È un articolo importante, ma, a nome del Comitato dei nove, vorrei proporne lo stralcio non per abbandonarlo, ma perché possa confluire in un altro provvedimento o essere approvato successivamente alla sessione di bilancio. Questo ci consentirebbe di andare avanti e di terminare l'esame della legge di semplificazione.

PRESIDENTE. Colleghi, sono stato informato che vi sono più proposte a proposito dei provvedimenti da esaminare oggi. Tenete presente che la questione ha una qualche rilevanza perché domani comincia la sessione di bilancio e, quindi, i provvedimenti di spesa possono essere esaminati adesso, mentre poi bisognerà aspettare il termine dell'esame della finanziaria, quando questa andrà al Senato.
Pertanto, darò la parola ad un collega per gruppo su tale questione e poi delibereremo per fare un po' d'ordine sui pochi provvedimenti che possiamo esaminare.

MAURIZIO GASPARRI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, durante la seduta di ieri io e il collega Leone abbiamo posto il problema, che lei disse avremmo riesaminato al termine dell'esame del provvedimento testé votato, concernente il punto 13 dell'ordine del giorno, che riguarda una serie di proposte di legge di tutti i gruppi in materia di personale in pensione delle Ferrovie dello Stato e di triennalità dei contratti. Si tratta di una questione che credo sia ben nota a numerosi colleghi che se ne sono occupati o che comunque da un paio di legislature sono stati sollecitati ad occuparsene.
La discussione generale di questo provvedimento si è svolta lunedì. Ieri lei aveva convenuto che bisognava prendere una decisione in questo momento. Per le ragioni che lei ha testé richiamato, relative all'inizio della sessione di bilancio, e per la lunga «meditazione» del Parlamento su tale tematica, in atto da un paio


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di legislature, mi permetto di sollecitare che questo provvedimento venga discusso, altrimenti esso slitterà ulteriormente e, trattandosi di pensionati, molti perderanno speranze e tempo.
Mi permetto, quindi, di proporre che si passi alla discussione del punto 13 all'ordine del giorno.

ROBERTO MANZIONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO MANZIONE. Signor Presidente, esprimo l'assenso del mio gruppo sulla richiesta avanzata dalla presidente Jervolino e su quella formulata dal collega Gasparri che, d'altra parte, concerne il punto 13 dell'ordine del giorno, che riguarda anche una nostra proposta di legge.
Vorrei sottoporre, tuttavia, all'attenzione dell'Assemblea un'altra richiesta di inversione dell'ordine del giorno. Faccio riferimento al punto 14 dell'ordine del giorno, che attiene alla regolarizzazione degli iscritti con riserva ai corsi di laurea a numero programmato.
A tale riguardo, Presidente, ci tengo a dire con grande onestà, rendendo una pubblica confessione, che non sapevo di essere coimputato di un grave reato, in concorso con la Conferenza dei presidenti di gruppo. Il grave reato che ci viene attribuito dalle pagine di un quotidiano di un paio di giorni fa è quello di aver concorso ad inserire nei lavori dell'Assemblea un provvedimento che, secondo l'articolista, non meritava l'attenzione della Conferenza dei presidenti di gruppo, prima, e dell'Assemblea stessa, poi.
Non so in che modo si possa esprimere una valutazione di merito sulle prerogative parlamentari, fra cui quella di tener conto di esigenze pressanti espresse in maniera chiara da alcune persone, ma voglio rendere pubblica confessione: sono uno di quelli che in qualche modo ha «premuto» e quindi, se c'è un reato del quale devo rispondere, sono pronto a farlo, ammesso che la stampa, fra gli altri poteri, riesca ad avocare anche quello di emettere giudizi così perentori equiparabili a sentenze.
Al di là del dato disadorno, la vicenda è nota, e attiene alla regolarizzazione dell'iscrizione con riserva di alcuni ragazzi - circa 2.500 - alle facoltà a numero programmato in seguito ad un provvedimento cautelare di tribunali amministrativi regionali. Quando io mi permisi, insieme ad altri colleghi, di sollecitare l'iscrizione all'ordine del giorno dei lavori dell'Assemblea di questo provvedimento, fui informato dagli uffici che esso prevedeva oneri e quindi era incompatibile con la sessione di bilancio. Se rimanesse questa precondizione di onerosità, mi permetterei di sollecitare con forza la possibilità che l'Assemblea, dopo aver esaminato i due provvedimenti precedentemente richiamati dal presidente Jervolino e dal collega Gasparri, volesse valutare l'opportunità di decidere anche su questo in un modo o in un altro senza affrontare il merito. Diversamente, se questa precondizione dovesse cadere, è evidente che, laddove vi fosse un percorso agibile anche nella sessione di bilancio, potremmo trattarlo immediatamente dopo o all'inizio della prossima settimana.

PRESIDENTE. Risponderò dopo, per il momento anticipo che il provvedimento indicato dall'onorevole Manzione non reca oneri e infatti è stato assegnato alla Commissione cultura senza il parere della Commissione bilancio. Da questo punto di vista possiamo stare tranquilli.

FRANCO FRATTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI. Signor Presidente, esprimo un parere favorevole in ordine alla richiesta della presidente Jervolino di procedere all'esame della legge di semplificazione. Non è un'adesione, come la presidente ha chiarito bene, a che si discuta ora la legge di semplificazione ma, stralciando quell'unico articolo che


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reca oneri, si permetterà durante la sessione di bilancio di esaminarla. Noi su quel provvedimento stiamo lavorando e vi sono punti tutt'altro che chiariti, ma certamente la legge di semplificazione amministrativa è uno di quei provvedimenti che non possono davvero aspettare perché riguarda snodi importantissimi che interessano i cittadini e le imprese. È per questa ragione che noi aderiamo alla richiesta, considerato che si tratta di un unico voto di stralcio di quell'articolo.

SAURO TURRONI, Presidente dell'VIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SAURO TURRONI, Presidente dell'VIII Commissione. Signor Presidente, a nome della Commissione chiedo che nella seduta di oggi si passi all'esame del provvedimento concernente restauro Italia: programma pluriennale di interventi per la tutela e lo sviluppo di itinerari ed aree di rilevanza storico-culturale ed ambientale, che abbiamo approvato in sede redigente. Poiché non ci sono iscritti a parlare, l'esame del provvedimento si concluderebbe con soli sette voti.
Non le sfuggirà, signor Presidente, che dal punto di vista regolamentare non saremmo più nella condizione di tornare sugli articoli - atteso che l'Assemblea può solo approvarli o solo respingerli - nel caso in cui non approvassimo nella seduta di oggi questo provvedimento che comporta oneri di spesa. Ci troviamo di fronte alla scelta obbligata di esaminare un provvedimento che ha incontrato un larghissimo consenso, per evitare che decada definitivamente.

PRESIDENTE. Colleghi, tenete conto che più interventi si fanno più diminuisce la possibilità di fare qualcosa.

GIACOMO STUCCHI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIACOMO STUCCHI. Signor Presidente, concordo con la proposta della presidente Jervolino di procedere allo stralcio sulla legge di semplificazione, senza entrare così nel merito del provvedimento. Successivamente sarà opportuno valutare tutte le altre richieste, anche perché a cominciare dal punto 13 - la cui importanza è stata sottolineata dall'onorevole Gasparri - i provvedimenti importanti sono tanti. Si tratta solo di stabilire le priorità.

LUCA CANGEMI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA CANGEMI. Signor Presidente, a nome dei deputati di Rifondazione comunista, vorrei sottolineare due questioni importanti che hanno entrambe una notevole urgenza. La prima questione attiene agli studenti che rischiano di essere estromessi dalle facoltà di medicina, odontoiatria e da altri corsi universitari.
Signor Presidente, si tratta di un allarme assai grave e di un grande problema che riguarda molte facoltà. Gli studenti sono venuti a protestare davanti a Montecitorio e ritengo sia necessario dirimere una questione che vede opinioni contrapposte, ma che è ormai del tutto istruita: vi sono tutte le condizioni per definirla rapidamente; tra l'altro si tratterebbe di votare su un solo emendamento e su pochi subemendamenti.
La seconda questione che vogliamo sottolineare in modo non neutro alla sua attenzione - sapendo che si tratta di un elemento di discussione politica - riguarda il personale delle Ferrovie dello Stato. Siamo di fronte ad un pronunciamento unanime delle forze politiche che hanno presentato progetti di legge ed hanno espresso in più occasioni, in Commissione lavoro, un indirizzo unanime per risolvere il problema di decine di pensionati delle ferrovie dello Stato; dall'altro lato, siamo di fronte ad un atteggiamento del Governo a dir poco elusivo e non conducente. Non si può, adducendo problemi di ordine del giorno e di sovrapposizione


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delle urgenze, dare al Governo la possibilità di non rispondere alle questioni poste, sulle quali si è comportato in modo elusivo. Pertanto, la pregherei di tenere particolarmente in considerazione le due proposte di legge che ho segnalato per la loro valenza ed urgenza.

TERESIO DELFINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, a nome del CDU vorrei sottolineare il disegno di legge di cui al punto 16 dell'ordine del giorno, concernente disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari. Si tratta di un testo approvato dalla Commissione cultura in sede redigente ed, essendovi la disponibilità di tutta la Commissione, la gestione del provvedimento richiederebbe un tempo limitato e consentirebbe di dare una risposta assai significativa agli studenti universitari: ritengo si tratti di una attenzione dovuta dal Parlamento nei confronti dei giovani.

CARLO GIOVANARDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, nulla osta all'inversione dell'ordine del giorno proposta dal presidente Jervolino, ma voglio ricordare ai colleghi che abbiamo in programma una proposta di legge che tenta di porre argine ad un grave fenomeno che, dalla prima proposta che sarebbe dovuta approdare in quest'aula nel 1992 ad oggi, è costato al nostro paese più di 5 mila ragazzi che hanno perso la vita. Sappiamo, infatti, che le cosiddette stragi del sabato sera rappresentano la prima causa di morte per i giovani in Italia: ogni anno perdono la vita più di cinquecento giovani nella notte tra venerdì e sabato.
Avendo la Commissione proposto un organico disegno di legge che, in qualche modo, si propone di porre fine a quel far west che ogni domenica riempie i giornali e le televisioni di bollettini di guerra, ritengo opportuno che il Parlamento affronti il problema; nel merito si potrà discutere anche se, in realtà, vi è una larga convergenza sugli indirizzi di fondo (lotta alla droga, salubrità dei luoghi in cui si incontrano i giovani, orari dei locali). Se non affrontassimo la questione ci esporremmo, come è già successo nel luglio scorso, a pesanti attacchi da parte della stampa ad un Parlamento che si sottrae al suo diritto-dovere di intervenire sulla materia. Se non lo facciamo ora, visto che il provvedimento dovrà tornare al Senato, per l'ennesima volta avrebbe vinto quella lobby esterna al Parlamento che, in questi anni, è riuscita a far sì che non si approvasse alcun provvedimento. Sono state ricordate tante materie importanti, ma credo che questo fenomeno, per la sua tragicità, debba essere considerato per primo, perché la legge - ne siamo convinti in tanti -, se verrà approvata ed applicata, consentirà di raggiungere un obiettivo importantissimo, quello di ridurre questa tragica perdita di vite umane.

FRANCESCO MONACO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MONACO. Signor Presidente, non ho difficoltà a sottoscrivere pressoché tutte le proposte avanzate, che mi sembrano tutte ragionevoli, ma poi dovremo fare i conti con i tempi. Ho un'obiezione soltanto su uno dei provvedimenti ricordati, quello relativo agli accessi alle università, non già per una ragione di merito - su questo avremo modo di interloquire -, ma per una ragione di economia dei tempi. È facile immaginare, infatti, che si tratta di una questione controversa, sulla quale si svolgerà una discussione intensa e vivace (ma a questo proposito lei, Presidente, ha in parte già anticipato la risposta, dicendo che si tratta di un provvedimento non oneroso, che quindi potrà essere discusso


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anche in seguito), per cui ritengo che non useremmo al meglio il tempo a nostra disposizione.
Sottoscrivo invece, come dicevo, tutte le altre richieste, ed in particolare mi sentirei di sostenere quella avanzata dal collega Giovanardi.

PRESIDENTE. Devo confermare, onorevole Monaco, che il provvedimento sull'accesso alle università non reca spese, quindi potrà essere discusso anche successivamente.

GIUSEPPE DEL BARONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Del Barone, mi scusi, ma non posso darle la parola, perché ha già parlato l'onorevole Giovanardi, suo collega di gruppo.

ROSANNA MORONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSANNA MORONI. Signor Presidente, riconosco l'importanza degli altri progetti di legge sollecitati dai colleghi, però ce n'è uno al quale noi teniamo particolarmente. Si tratta di una proposta di legge che riguarda un tema sottoposto al Parlamento per la prima volta tredici anni fa e che a mio parere aspetta una risposta, in realtà, da cinquantasei anni. Mi riferisco alla proposta di legge Carli ed altri relativa all'istituzione di un parco nazionale della pace a Sant'Anna di Stazzema, luogo in cui il 12 agosto 1944 c'è stato un eccidio ad opera di nazifascisti che ha visto morire 560 persone, in larga parte bambini, donne, vecchi. La discussione generale si è svolta venerdì scorso ed in quella sede è emersa l'unanimità dei gruppi su questa materia.
Oltretutto, è un provvedimento che reca pochissimi articoli, quindi richiederebbe tempi molto brevi. Credo che il Parlamento darebbe un segnale importante e significativo e soprattutto risponderebbe al dovere morale di risarcire in qualche modo - certo, minimo - le vittime di quella tragedia (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

MAURO GUERRA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO GUERRA. Signor Presidente, le questioni sono molte ed i tempi limitati, però credo che se vi sarà uno sforzo da parte di tutti nel dare seguito alle indicazioni che sono state fatte potremo ottenere qualche risultato.
Per quanto mi riguarda, concordo in primo luogo con la richiesta avanzata dall'onorevole Jervolino Russo di esaminare il disegno di legge recante disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi.
In secondo luogo le chiederei, Presidente, di esaminare il provvedimento recante disposizioni per assicurare lo svolgimento a Palermo della conferenza sul crimine transnazionale. Le ragioni sono evidenti: c'è un decreto che scadrà in piena sessione di bilancio e quindi è necessario approvare il disegno di legge di conversione, altrimenti arriveremo alla conferenza senza aver approvato le misure necessarie ed io credo che non possiamo esporci a questo rischio.
Vi è poi un provvedimento sollecitato dall'opposizione (e qui mi assumo un impegno per il mio gruppo, ma già l'onorevole Monaco ed altri colleghi della maggioranza hanno assunto una posizione analoga), relativo alle attività delle discoteche. È un provvedimento, quello relativo alle attività delle discoteche, che ovviamente interessa tutta l'Assemblea ed io credo che se ne possa affrontare l'esame, con l'impegno a garantire le presenze.
In ogni caso, se per ragioni di tempo limitato non dovessimo riuscire ad approvarlo questa sera, pur impegnandoci a lavorare per concluderlo - parlo a nome dei deputati del mio gruppo, ma credo anche dei deputati di altri gruppi della maggioranza -, ci impegniamo fin da ora a dare il nostro assenso per raggiungere


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l'unanimità dei consensi e consentire l'esame del provvedimento anche durante la sessione di bilancio.
Vi sono poi tre provvedimenti che sono stati esaminati in Commissione in sede redigente: mi riferisco ai provvedimenti di cui ai punti 15, 16 e 17 dell'ordine del giorno relativi, rispettivamente, al progetto restauro Italia, a disposizione in materia di alloggi e residenze per studenti universitari e alle disposizioni concernenti la disciplina del settore agricolo e forestale; a questi può aggiungersi anche il provvedimento concernente l'istituzione del parco nazionale della Pace. Si tratta di provvedimenti sui quali vi è un ampio consenso e la disponibilità dei gruppi a limitare gli interventi.
Infine, per quanto riguarda il provvedimento relativo alle norme sui contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale delle Ferrovie dello Stato, visto che stiamo acquisendo gli elementi di conoscenza relativi alla copertura finanziaria per istruire meglio il provvedimento, propongo di valutare la possibilità di rinviarlo in Commissione affinché questa possa svolgere quell'attività istruttoria che finora non è stata possibile per la carenza di elementi relativi alla copertura finanziaria. È un provvedimento che vogliamo esaminare e riteniamo indispensabile istruirlo in modo da poterlo approvare in un testo che tenga conto delle compatibilità finanziarie. Per quanto riguarda il provvedimento relativo all'accesso ai corsi universitari, di cui al punto 14 dell'ordine del giorno, ritengo che, se non comporta oneri, sarebbe utile impegnarci ad esaminarlo nei prossimi giorni.
Chiederemo, comunque, che domani mattina venga esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge recante disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi.

PRESIDENTE. Onorevole colleghi, bisogna fare un po' di ordine.
In primo luogo, vorrei rivolgere all'Assemblea la seguente richiesta: possiamo finire i nostri lavori alle ore 22 e iniziare domani mattina alle ore 10 (Commenti dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania)? Calma, colleghi. La ragione è la seguente: un'ora recuperata domani mattina dà maggior tempo alla Commissione bilancio di esaminare la questione relativa agli stralci; l'ora in più di stasera ci permette di tenere conto delle diverse esigenze prospettate (Proteste dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania). Colleghi, non si vota per ululati, ma in altro modo.
Sulla mia proposta chiedo che l'Assemblea deliberi, perché, a seconda della decisione che verrà presa, potremo decidere cosa fare sulla base di un maggiore o minore tempo a disposizione.

ELIO VITO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Presidente, ricordo che l'ordine del giorno prevede per oggi un'informativa urgente del Governo su gli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente. Nel caso la sua proposta, alla quale noi siamo contrari, dovesse essere approvata, ritengo opportuno svolgere tale informativa domani mattina alle 9, altrimenti l'informativa inizierebbe alle ore 22 e finirebbe alle 23.

PRESIDENTE. Credo che questa sia una proposta saggia, ma non deve impedire alla Commissione bilancio di esaminare la questione degli stralci.

GIACOMO CHIAPPORI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIACOMO CHIAPPORI. Signor Presidente, noi abbiamo impegni e abbiamo fissato anche alcuni appuntamenti: non può protrarre di un'ora la seduta. Anche stamattina era prevista la sospensione alle ore 14, invece abbiamo sospeso alle 14,20. Non si può fare così!


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PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Chiappori, però deve tener presente che sono state avanzate varie proposte e richieste per cui occorre avere un po' di pazienza per sapere quale sarà la decisione.
Fermo restando che condivido ciò che ha detto poc'anzi il collega Vito, ossia di rinviare a domani mattina alle 9, se dovesse essere accolta la mia proposta, l'informativa urgente del Governo sugli ultimi sviluppi della crisi in Medio-Oriente, pongo in votazione mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi, la proposta da me formulata.
(È approvata).

C'è poi una seconda questione. Mi pare che l'unico punto su cui vi è il consenso di tutti gruppi sia quello relativo allo stralcio di un articolo con riferimento al disegno di legge n. 7186. Direi quindi di affrontare questo punto.

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