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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, mi atterrò scrupolosamente ai cinque minuti che mi ha concesso.
fronte al fatto che in noi rimane il dubbio che quell'emendamento sia stato voluto per favorire quell'operazione, non possiamo certamente votare a favore di questo provvedimento, che presenta diverse luci e diverse ombre.
MANLIO CONTENTO. Sono dati sostanzialmente inattendibili, su cui costruite i vostri provvedimenti di carattere fiscale e su cui vi accingete a costruire anche il disegno di legge finanziaria, oggi presentato.
siete in grado di esercitare quella delega, perché Visco cambia opinione ogni minuto ed il suo esimio collega, che rappresenta il Ministero delle finanze, siccome si deve far spiegare da Tremonti quello che chiede il ministro del tesoro, non è minimamente in grado di presentare i testi unici. State modificando l'ordinamento tributario ogni settimana, ogni quindici giorni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.
FERDINANDO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le misure fiscali all'esame della Camera dei deputati, dopo l'approvazione da parte del Senato della Repubblica, completano la manovra finanziaria del Governo e consolidano l'assetto normativo della finanza pubblica.
attraverso le aree interne, colleghi la Campania con la punta dello «stivale» e decongestioni il sistema viario di quell'area e riscatti quelle terre dal loro isolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi, al quale ricordo che ha dieci minuti di tempo. Ne ha facoltà.
GIORGIO MALENTACCHI. Signor sottosegretario, colleghe, colleghi, come abbiamo già avuto modo di dire nel corso della discussione sulle linee generali e precisamente in merito al tipo di provvedimento omnibus, ribadisco che esso ha una sua logica precisa e stringente. Ognuno (maggioranza ed opposizione di destra) spinge per mettere dentro ciò che gli interessa offrendo in cambio la propria disponibilità ad accettare che l'altro faccia la stessa cosa, magari facendo finta di non vedere e di non sentire.
con la funzione specifica del collegato fiscale?
Il dato vero è che per voi, purtroppo, dopo aver scoperto la centralità dell'impresa esiste solo un assioma: garantire più che la libertà di intraprendere, gli appetiti sempre più insaziabili del sistema delle imprese, dimenticando che l'aumento dei profitti non comporta automaticamente un aumento degli investimenti, mentre una riduzione dei salari certamente impedisce lo sviluppo economico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Repetto. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO REPETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'approvazione del disegno di legge atto Camera n. 7184, cosiddetto collegato fiscale, riveste un ruolo di primaria importanza, riassuntivo di una serie di iniziative che questa maggioranza e questo Governo hanno voluto assumere ad integrazione e supporto di una politica di sviluppo economico e di solidarietà. Nel provvedimento, infatti, vengono previsti benefici sia a favore del sistema delle imprese sia a favore delle famiglie e, più in generale, della persona.
Che il contenuto dell'articolo 6, caro Presidente - vedo che annuisce -, risulti di un certo interesse per le aziende è anche dimostrato dal fatto che l'onorevole Berruti, che sa valutare con alta professionalità tali agevolazioni, ha votato a favore del relativo articolo. Certamente si è trattato di un errore, è vero, ma a volte il subconscio prevale.
e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo - Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Benetti. Ne ha facoltà.
LINO DE BENETTI. Vorrei rivolgermi in modo particolare ai colleghi della maggioranza e al Governo, qui rappresentato dal sottosegretario D'Amico. Non me ne voglia il sottosegretario perché non risalgono a lui alcune responsabilità e alcuni impegni disattesi di cui parlerò.
settori dell'industria o del mercato finanziario? Voglio citare un paio di casi per amore di tempo e di brevità.
Avrei molte altre osservazioni da svolgere, per cui chiedo alla Presidenza l'autorizzazione a pubblicare in calce al resoconto stenografico della seduta odierna il testo di considerazioni integrative al mio intervento.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, onorevole De Benetti.
LINO DE BENETTI. In tali considerazioni integrative, si spiegano le modalità strutturali della riforma. Naturalmente, voglio chiarire che il mio intervento non è uno sfogo con pochi colleghi: rappresenta, oltre che una convinzione, una responsabilità e un impegno che sosterremo in tutte le sedi opportune dalla prossima settimana. Staremo quindi attenti a quale sarà la risposta del Presidente del Consiglio Amato e del Governo di centrosinistra (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e Comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte, al quale ricordo che dispone di cinque minuti. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, oggi lei è presente così come era presente in sede di discussione generale, per cui ricorderà che in quella sede avevamo descritto questo collegato fiscale come un vecchio camion che s'avanza nelle campagne cubane, e non è che il nostro giudizio sia cambiato rispetto a questo autobus. Certo, nel provvedimento sono state approvate molte norme che sono direttamente provenienti da proposte di legge che avevamo presentato in passato; certo il Governo ha fatto una rapida inversione di marcia negli ultimi mesi, accogliendo proposte che fino a qualche mese fa sembravano assolutamente inaccettabili, forse convinto del fatto che all'esterno, nel paese reale, la gente cominciava a considerare le richieste che portavamo avanti come prioritarie. Sono richieste che nei prossimi mesi costringeranno la coalizione di Governo a sbandierare cose che oggi fanno parte del nostro programma politico.
Non possiamo certo essere d'accordo sull'impostazione generale dell'articolo 1. Abbiamo ottenuto qualche passo in avanti da parte della maggioranza, ma non ci soddisfa il testo dell'articolato, che secondo noi è una «norma manifesto». D'altra parte, nelle intenzioni ed anche nelle dichiarazioni del Governo da questa norma dovrebbero derivare 30 miliardi a regime: credo si tratti più di un'impuntatura di una parte del Governo che di una reale innovazione, tale da consentirci di avere una posizione più forte nei confronti degli altri paesi europei.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Conte.
GIANFRANCO CONTE. La ragione vera per cui siamo contrari a questo provvedimento è la copertura utilizzata dal Governo per gli oneri conseguenti alle norme in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Conte, mi spiace dover interrompere i colleghi, ma la legge è uguale per tutti o almeno così si dice.
LUCIANA FROSIO RONCALLI. Signor Presidente, il provvedimento che ci ha visti impegnati in quest'aula completa la manovra fiscale per l'anno 2000 e la sua votazione avviene solo oggi, 4 ottobre, forse un po' in ritardo.
questo provvedimento, che senza alcuna forzatura potremmo definire omnibus, ci siamo visti respingere una quantità enorme di proposte emendative presentate dal nostro gruppo, perché considerate non corrispondenti al contenuto del provvedimento, quando è palese che il Governo ha aggiunto norme che nulla hanno a che vedere con l'impianto originario del provvedimento.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Frosio Roncalli, che è rimasta rigorosamente nei termini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cambursano, che ha dieci minuti. Ne ha facoltà.
RENATO CAMBURSANO. Signor Presidente, colleghi parlamentari del centrosinistra, avete appena sentito il collega Conte che ha detto che il paese ci ha già bocciati. Può darsi che sia vero, ma credo che con questo provvedimento e con gli altri che seguiranno si ricrederà: i sacrifici gli italiani ormai li hanno alle spalle, sono finiti, l'era del risanamento è dietro di noi. Con il collegato fiscale, che ci accingiamo ad approvare, e soprattutto con la legge finanziaria appena licenziata dal Governo siamo ormai al secondo tempo della «partita Europa», quella della restituzione, non del maltolto come ha detto questa mattina il collega Martino, ma di quanto era necessario per entrare nell'unione monetaria.
accettato, impegnandosi ad ampliare la tipologia delle detrazioni fiscali nella direzione del diritto allo studio, alla salute, all'assistenza ai minori, agli anziani e ai malati; tuttavia, al momento, non ho ancora visto tale disposizione nel disegno di legge finanziaria; mi auguro, dunque, che essa venga ripresa nella discussione in Commissione e in aula.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Se vi interessa l'argomento, lasciate parlare il collega Cambursano.
RENATO CAMBURSANO. Signor Presidente, non riescono a fermarmi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo). Inoltre, si è esentati sino a 350 milioni in controvalore per ogni singolo erede, escludendo, quindi, i patrimoni più modesti di molte famiglie italiane che possiedono, ad esempio, un appartamento ma anche titoli. La riforma stabilisce che quei beni, quegli immobili e quei risparmi passeranno all'interno della famiglia senza
oneri. Se poi gli eredi sono minori, portatori di handicap, soggetti deboli, sono esenti fino ad un controvalore di incremento patrimoniale pari ad 1 miliardo (Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia). Questa sì che è vera socialità, concreta, e non fatta soltanto a parole, come la vostra! Armonizza i trasferimenti mortis causa come quelli tra vivi, investe non solo i privati, ma anche le imprese, esentando dalla tassazione l'avviamento, diventando un incentivo per i giovani che vogliono subentrare ai loro genitori nell'impresa. Lo Stato concede loro il passaggio gratuito del patrimonio immateriale accumulato, l'avviamento, appunto: è un messaggio chiaro ai giovani che vogliono fare impresa. La tassa sul morto è morta lei! Saranno esclusi dal prelievo i due terzi dei nostri concittadini e questi cittadini se lo ricorderanno: finalmente i fatti cominciano a parlare (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia)!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, trattenete i vostri entusiasmi o critiche!
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, desidero iniziare il mio intervento dicendo che questi quattro anni di Governo del centrosinistra hanno consentito, attraverso la riforma del sistema fiscale e la riforma dell'amministrazione finanziaria, un determinante risanamento della finanza pubblica italiana. Alcuni anni fa ci trovavamo sull'orlo della bancarotta, mentre oggi siamo confortati dall'andamento degli indicatori fondamentali. Sostanzialmente, il rapporto deficit-PIL, che allora era di circa il 7 per cento, nel 2002 raggiungerà, secondo quanto è previsto, quasi il pareggio. I tassi di interesse negli anni passati erano a due cifre, mentre oggi marciano intorno al 6 per cento. La ripresa produttiva, che ha aumentato la base imponibile, e la lotta all'evasione hanno consentito di conseguire buoni risultati, che finalmente oggi ci permettono di ripagare i cittadini - sia pure solo in parte - dei sacrifici che sono stati chiesti loro negli anni passati, in particolare nel 1997.
alla deducibilità degli oneri contributivi relativi ai servizi domestici e all'articolo 30, relativo alle spese di assistenza specifica, con il quale si prevede una detrazione fino a 12 milioni di lire in favore delle persone meno abbienti, affette da patologie che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. In questo ambito dovremo certamente fare molto di più, aumentando la soglia di detrazione. Inoltre, l'articolo 32 prevede la restituzione dell'80 per cento della tassa sulla salute e l'articolo 33 modifica la qualificazione fiscale dei redditi erogati in relazione ai rapporti di collaborazione, inserendoli nella categoria dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
PRESIDENTE. Ora bisogna però che non la faccia la campagna propagandistica, anche perché il tempo a sua disposizione è terminato!
GABRIELLA PISTONE. Mi scusi Presidente, ma quanti minuti ho a disposizione?
PRESIDENTE. Lei ha terminato il tempo a sua disposizione.
GABRIELLA PISTONE. Concludo subito il mio intervento. Mi consenta, Presidente, di terminare la frase.
PRESIDENTE. Questo non glielo impedisco di sicuro!
GABRIELLA PISTONE. La ringrazio Presidente. Lo so che lei è meraviglioso da questo punto di vista (Commenti).
PRESIDENTE. Non conosce gli altri (Commenti)!
GABRIELLA PISTONE. Stavo dicendo che quando noi poniamo certe problematiche (come abbiamo fatto anche oggi nel corso dello svolgimento del question time rivolgendoci al ministro Del Turco), quali ad esempio le pensioni minime, le pensioni sociali, il discorso dell'«incapienza» dei redditi, lo facciamo non perché sia nostra intenzione fare della propaganda, ma perché le nostre opzioni prioritarie e quelle del Governo dovrebbero andare verso la direzione che ho indicato. Ciò è quanto chiediamo a gran voce.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Capua, al quale ricordo che ha cinque minuti a sua disposizione. Ne ha facoltà.
FABIO DI CAPUA. Penso di impiegare meno di cinque minuti per la mia dichiarazione di voto.
sollecitazioni e delle proposte dell'opposizione, registra un passo in avanti nella civiltà politica ed istituzionale di un paese; di questo sono fermamente convinto e credo che oggi si registri sicuramente un momento effettivo di confronto e di dialettica positiva e costruttiva che purtroppo raramente quest'aula ha avuto modo di ospitare.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Di Capua, per questo suo intervento.
STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, signor sottosegretario, colleghi, chi ha seguito con particolare attenzione i lavori parlamentari credo non possa non rilevare che questo provvedimento ha avuto, attraverso i passaggi parlamentari, un iter piuttosto lungo. Si tratta di un collegato che si riferisce alla finanziaria dello scorso anno, che viene approvato alla vigilia dell'esame della finanziaria per il 2001. Nel frattempo, questo provvedimento si è arricchito o appesantito di una serie di norme che, in qualche modo, ne fanno un provvedimento omnibus, oltre alla sua natura più squisitamente fiscale. Il provvedimento, pertanto, avrebbe dovuto essere diviso in più strumenti dal punto di vista dell'efficacia e della leggibilità e della documentazione legislativa.
nonché aiuti a familiari ai titolari di redditi modesti. Tali misure favoriscono una politica familiare caratterizzata da una coerente azione di promozione della famiglia, portata avanti dalla maggioranza in tutti i provvedimenti che sono stati recentemente adottati dal Parlamento italiano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Agostini. Ne ha facoltà.
MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, credo che mai come in questa circostanza sia d'obbligo ringraziare in maniera non formale il relatore di questo provvedimento, il collega Targetti, che con tanto impegno e puntualità ha seguito i lavori, il sottosegretario D'Amico, che per il Governo ha fatto altrettanto, e tutti i colleghi della Commissione finanze, che hanno svolto un lavoro importante sia dal punto di vista quantitativo, sia dal punto di vista qualitativo.
è stato svolto in modo particolare dai colleghi Repetto, Rabbito, Benvenuto e dallo stesso relatore, onorevole Targetti.
l'azione dei Governi di centrosinistra in questi anni è stata proprio questa. Oggi possiamo imboccare questa strada perché c'è stata dietro alle nostre spalle un'azione coerente che ci ha portato a questi risultati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, il CDU esprimerà un voto contrario su questo importante e complesso provvedimento, che presenta ombre e luci di grande portata. Tra le ombre negative sottolineiamo la rinuncia della maggioranza ad imprimere un carattere più radicale alle modifiche positive apportate in materia di semplificazione e di razionalizzazione del nostro sistema fiscale. Riconosciamo che su molte materie si è pervenuto ad una comune valutazione, mentre su altre sono rimaste profonde diversità.
TERESIO DELFINO. Nel corso dell'esame del provvedimento, abbiamo sottolineato con il voto favorevole alcuni aspetti positivi delle misure in discussione, tuttavia il nostro voto finale è contrario perché l'impostazione complessiva del provvedimento fa riferimento alla manovra
finanziaria 2000, che noi avevano decisamente contrastato, perché lontana da scelte di politica economica capaci di cogliere le opportunità di sviluppo non inflazionistico. Condividiamo le preoccupazioni del governatore Fazio per la ripresa dell'inflazione sostenuta dai prezzi petroliferi, dall'andamento delle tariffe e dall'assenza di adeguati interventi da parte del Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tarditi, al quale ricordo che ha tre minuti.
VITTORIO TARDITI. Signor Presidente, affrontando un problema che interessa da vicino molti territori e molte persone del Piemonte ed anche della Lombardia, sembrerà strano che, nell'ambito di un provvedimento che contiene norme di natura fiscale, io parli, invece, di norme che riguardano l'ambiente, il territorio e la salute dei cittadini.
PRESIDENTE. Quasi tutti quelli che lo hanno preceduto!
GIORGIO BENVENUTO, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO BENVENUTO, Presidente della VI Commissione. È tradizione,
quando si giunge al termine dell'esame di un provvedimento complesso, rivolgere alcuni ringraziamenti. Lo farò in maniera non formale, ma sincera e convinta.
Colleghi, molti gruppi hanno consumato più del triplo del tempo loro assegnato, pertanto assegnerò loro 5 minuti ciascuno per le dichiarazioni di voto finale, anche perché si è già largamente discusso sul provvedimento. Tuttavia, per chiarezza dei nostri lavori, vorrei sapere chi interverrà. Hanno chiesto di parlare per dichiarazione di voto gli onorevoli Contento, De Franciscis, Malentacchi, Repetto, De Benetti, Conte, Frosio Roncalli, Cambursano, Pistone, Di Capua, Bastianoni, Agostini e Teresio Delfino. I gruppi che hanno esaurito il tempo avranno a disposizione cinque minuti; gli altri, naturalmente, il tempo regolamentare.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.
Lei ha a disposizione cinque minuti, onorevole Contento.
I motivi che impongono ad Alleanza nazionale di esprimere un voto contrario sul cosiddetto collegato fiscale derivano soprattutto dall'atteggiamento che il Governo ha tenuto in quest'aula in relazione ad un emendamento che, come abbiamo denunciato e ricordato, finisce per favorire una vera e propria operazione finanziaria posta in essere dalla Telecom Spa. Di fronte al silenzio del Governo e di
Per quanto riguarda le luci, riteniamo che Alleanza nazionale sia stata protagonista, per certi aspetti, intervenendo con il suo apporto per migliorare il provvedimento in materia, ad esempio, di trattamento delle associazioni sportive, in materia di imposizione sugli immobili, per quanto concerne le notifiche delle rendite e la possibilità per i cittadini di impugnarle di fronte alle commissioni tributarie.
Ci sono, ripeto, aspetti positivi, come ad esempio, ancora, quello relativo all'imposta di successione, benché anche a questo proposito vi siano delle ombre, in merito al trattamento tributario dei trasferimenti di azienda, che avremmo voluto fosse stato oggetto di maggiore attenzione da parte della maggioranza e del Governo.
Contro questi aspetti positivi pesano altri aspetti, estremamente negativi. Mi riferisco, in primo luogo, all'operazione Telecom: vorrei ricordare che se le nostre analisi sono esatte quello sconto fiscale consentirebbe di beneficiare di circa 1.400 miliardi; si tratta, sostanzialmente, di un importo più che sufficiente ad acquisire un'importante televisione che tutti conoscono, operazione che viene compiuta a spese del contribuente. Vi sono, però, anche altri aspetti negativi. Vedo con piacere che il sottosegretario sorride di fronte a questi aspetti: non so se perché, come ha dichiarato, non ha capito in che cosa consista l'operazione oppure se con il tempo che ha avuto a disposizione l'ha capita, ma non può fare altro che difenderla, perché favorisce un amico di D'Alema. Vede, caro sottosegretario, noi non possiamo che votare contro questo provvedimento perché voi invocate il conflitto d'interessi e può darsi che abbiate qualche ragione a farlo, perché quando si tratta degli interessi di amici di D'Alema e compagni quegli interessi li risolvete voi, con gli emendamenti necessari a favorire le loro posizioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia), quindi capisco che non possiate fare diversamente.
Vi sono poi altri motivi - e mi avvio alla conclusione - per cui il nostro voto sarà contrario. Mi riferisco, per esempio, alla grande elasticità delle coperture: siamo in fase di mobilità della copertura, del resto avete dimostrato con la presentazione delle note di aggiornamento - ben due - di che fatta siano i dati che fornite alla Camera.
Ulteriori motivi che ci impongono il voto contrario sono i ritardi con i quali avete dimostrato la vostra inefficienza. Uno per tutti: il tema delle semplificazioni fiscali per quanto concerne le imprese individuali e le imprese familiari. Vi siete fatti dare una delega nel 1999, non l'avete esercitata ed oggi vi ripresentate di fronte al Parlamento chiedendo un'altra proroga, che noi non riteniamo opportuno darvi, perché quell'opportunità l'avete avuta e non l'avete colta, dimostrando così l'inefficacia dell'azione amministrativa e di iniziativa legislativa del Governo. Lo stesso dicasi per un'altra questione aperta, quella del regime tributario del trattamento di fine rapporto per rafforzare la previdenza contributiva, elemento importantissimo, su cui avete ricevuto una delega che non avete utilizzato, dimostrando quindi che quei ritardi sono frutto di uno scontro politico, ma soprattutto della vostra incapacità di intervenire in materia.
L'ultima questione è relativa all'ennesima delega che ci avete chiesto di prorogarvi, concernente la codificazione delle leggi tributarie, i famosi testi unici. Non
È pertanto evidente che, a fronte - altro che efficienza, come ha detto in quest'aula Visco - di questa inefficienza del sistema tributario, il nostro voto contro il Governo non può che portarci ad esprimere un voto contrario anche su questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Il comparto della finanza pubblica, con le sue luci e le sue ombre, per la verità non ci lascia molto tranquilli. La politica economica posta in essere negli ultimi anni, improntata al rigore ed al risanamento dei conti pubblici, pur non avendo conseguito tutti i risultati auspicati, ha indubbiamente determinato un miglioramento della situazione della finanza pubblica. Vi sono però alcuni aspetti che destano concrete preoccupazioni. Purtroppo oggi, nel Mezzogiorno del nostro paese, tutte le famiglie o gran parte di esse contano nel proprio seno un giovane o anche un meno giovane privo di occupazione. È in questa direzione che, pur riconoscendo la validità della politica economica del Governo, auspichiamo interventi autorevoli e decisivi che possano in qualche modo risolvere questo grave problema.
Si afferma che negli ultimi sei mesi del corrente anno si è verificato un incremento dei livelli occupazionali: sarà anche vero, ma credo che al riguardo non si tenga conto del differenziale tra ingresso ed esodo nel mondo del lavoro. Pur tenendo conto di questo rapporto, il risultato in termini complessivi di nuova occupazione nel Mezzogiorno è purtroppo negativo. Ciò con l'aggravante per il sud che le nuove occasioni di occupazione non hanno riguardato queste regioni, ma hanno interessato soprattutto quelle del nord.
L'esecutivo deve essere pertanto stimolato a prestare maggiore attenzione a questo tema e a dare quindi nuovo impulso a tutti gli strumenti che, finalizzati a tale risultato, possano conferire una concreta speranza alle giovani leve che nel Mezzogiorno aspirano ad inserirsi nel sistema produttivo del paese. Credo che in questa direzione il collegato alla manovra finanziaria all'esame della Camera dei deputati, finalizzato al risanamento della finanza pubblica, porti ad apprezzabili risultati volti a realizzare l'importante obiettivo della crescita dell'occupazione. Credo che tale obiettivo sia alla nostra portata, alla portata delle nostre risorse e coerente con gli obiettivi del programma di Governo, a condizione che l'onerosità fiscale trovi un giusto temperamento e ci siano incentivazioni che, sul piano della concretezza, siano coerenti con i risultati economici che si intendono perseguire. Quindi, contenimento della pressione fiscale, maggiore attenzione ai problemi dell'ordine pubblico e della criminalità e realizzazione di infrastrutture che rendano omogenee le regioni del sud con quelle del centro e del nord del paese e che facilitino lo scambio ed i trasporti tra sud e centro nord. Non è possibile che vi siano una sola autostrada ed una sola strada ferrata che colleghino la Campania con la Calabria che, nel periodo estivo e non solo, presentano un altissimo tasso di impercorribilità. Quindi, oltre al raddoppio della Salerno-Reggio Calabria va realizzata, a nostro giudizio, una nuova autostrada che dallo svincolo della Caserta-Salerno,
Crediamo che queste condizioni si possano realizzare. Tra l'altro nel collegato è stata introdotta dall'ex articolo 69-bis (poi diventato articoli 84 e 85), la riforma del sistema di rappresentanza dei magistrati tributari attraverso l'aumento a 15 membri del consiglio di presidenza e la possibilità di esprimere il voto presso le sezioni regionali e provinciali.
È questa un'esigenza che è stata vivamente avvertita dalla categoria dei magistrati tributari. Tra tutte le magistrature quella tributaria si contraddistingue per la celerità nella conclusione dei processi e per l'esiguità dei costi di quella giustizia; ed è sicuramente l'unica giurisdizione che oggi funziona. È quindi una categoria, quella dei giudici tributari, che merita attenzione e riconoscenza per la meritoria attività che ha svolto e svolgerà a garanzia delle ragioni delle parti nel processo tributario.
Nel contesto normativo contenuto nel collegato andava, a nostro giudizio, prestata maggiore attenzione ai problemi della famiglia e delle piccole imprese, prevedendo in loro favore maggiori sgravi fiscali, nella considerazione che un maggiore contenimento della pressione fiscale determina un'accelerazione dei consumi e provoca conseguentemente l'incremento del ciclo produttivo.
Ci ripromettiamo di affrontare e di proporre questi temi con la legge finanziaria, richiamando sin da ora su questi temi l'attenzione del Governo perché se ne faccia carico e ne tenga conto.
Pur con le sue carenze e le sue lacune, ma anche con i suoi attenti esami dei problemi del paese, giudichiamo il collegato fiscale soltanto come un primo, prudente tentativo e passo nella direzione degli obiettivi di politica economica che ci proponiamo di perseguire.
È per questi motivi che voteremo a favore del provvedimento.
È andata proprio così, tant'è che tutti gli emendamenti presentati da Rifondazione comunista - ed erano molti - sono stati respinti. Per questo voteremo contro il collegato alla legge finanziaria dell'anno scorso. È stato da più parti rilevata la singolarità dell'approvazione di questo importante testo legislativo all'immediata vigilia della prossima legge finanziaria. Non è una questione di pedanteria temporale né di puntiglioso ossequio alle pur doverose regole di efficienza dell'azione legislativa.
Questo semplice elemento cronologico e il prodotto legislativo che ne consegue alludono ad una concezione della gestione dello Stato, della trasparenza delle scelte programmatiche nel rapporto Governo-maggioranza-Parlamento a dir poco stupefacente. Lo abbiamo sommessamente ricordato nel corso della discussione sulle linee generali e lo ribadiamo in questa fase.
Quale rapporto ha questo provvedimento con le indicazioni non dico del documento di programmazione economico-finanziaria dell'anno scorso ma con la stessa legge finanziaria approvata nel dicembre 1999? Cosa c'entrano le più svariate e malcelate interpretazioni autentiche di norme esistenti, i favori o meglio le mance più o meno sostanziose a particolari categorie di contribuenti e il caleidoscopico intreccio di norme microsettoriali
Non avrebbe dovuto essere questo lo strumento per consentire il completamento del disegno di finanza pubblica previsto per il 2000? C'è forse qualcuno che intende contrabbandare questa babele di norme più o meno variopinte come un disegno organico di manovra finanziaria? Come può essere coerente questo supermarket di articoli, nel senso mercantile del termine, al quale si sono aggiunti in queste ultime ore, a prezzi di realizzo, quelli riguardanti la successione con una manovra organica di politica fiscale?
Non so se tutto ciò costituisca - come affermava qualche rappresentante della destra in discussione generale - uno spot elettorale; certo che, se così fosse, il segno di classe - per usare un termine desueto, ma pur sempre attuale - è quanto mai inconfondibile.
Diceva il relatore che questo è un provvedimento che dà e non sottrae: affermazione numericamente incontrovertibile, ma quanto dà e, soprattutto, a chi dà in termini di sostanza? Facciamo un po' di conti e un po' di analisi seria del contenuto concreto degli articoli che sono stati finora approvati e delle loro ricadute sociali. Mi pare unanimemente riconosciuto che questo disegno di legge introduca ulteriori agevolazioni al sistema delle imprese variamente distribuito all'interno dell'articolato. Non è questa certamente una novità nella produzione legislativa dell'ultima legislatura. È stata la maggioranza del centrosinistra a concorrere a determinare una situazione che vede in nostro paese primo in Europa nella quantità di sostegni pubblici per occupato e al secondo posto, in termini assoluti, dopo la Germania. Il nostro paese è rimasto secondo solo alla Grecia per quota di valore aggiunto apportata alla sovvenzioni di Stato.
Badate bene, ad evidenziare questi dati diffusi dalla Commissione europea è stato non un pericoloso estremista di sinistra, ma il commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti. Il che significa, con buona pace di chi continua a piangere lacrime di coccodrillo sulla penalizzazione del sistema delle imprese, che gli aiuti di Stato alle aziende attraverso trasferimenti a fondo perduto, contributi in conto interessi ed esenzioni fiscali e contributive sono nel nostro paese i più cospicui d'Europa.
Allora, il problema non è, caro onorevole Targetti, se siamo o meno favorevoli al rafforzamento patrimoniale dell'impresa ma, per dirla con le parole di un altro pericoloso estremista, Letta, il problema vero è quello di ridurre gli aiuti di Stato alle imprese per non drogare il sistema e di dirottarle - questo lo diciamo noi - a cittadini meno abbienti, dai pensionati ai lavoratori dipendenti.
Noi non vi chiediamo di condividere le nostre opinioni; vi chiediamo semplicemente la decenza di essere conseguente alle vostre affermazioni di principio. Ora, se sono vere le affermazioni del ministro dell'industria, dovreste spiegarci perché - al di là dei giochi contabili che non fanno trasparire gli effetti immediati delle novità apportate con l'articolo relativo alle modifiche sulla disciplina dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cessione di aziende o di partecipazione di controllo e di collegamento che riducono l'aliquota dal 27 al 19 per cento - voi regalate al sistema delle imprese una riduzione fiscale costante e definitiva che costa all'erario oltre mille miliardi all'anno, stando alle stime del Ministero del tesoro, con beneficio medio per ogni contribuente di circa 60 milioni. È, dunque, chiaro quanto e a chi dà questo disegno di legge e questo non è che un esempio, anche se il più macroscopico.
Si dice che vi sono norme che interessano i singoli cittadini e che riguardano la generalità dei contribuenti, quali la tassa sulla salute e la deducibilità dei contributi previdenziali per il personale assunto per i servizi domestici. Certamente sono norme condivisibili, ma hanno il difetto di valere solo per un anno (vedi la tassa sulla salute) o di modificare solo parzialmente e in modo impercettibile il tenore di vita della stragrande maggioranza del paese.
Voi finora avete garantito l'aumento dei profitti - come tutte le statistiche dimostrano - ed avete invece ridotto la capacità di acquisto dei salari. Questo provvedimento collegato riafferma la stessa logica e percorre la stessa strada ed è per questo che la Confindustria sollecita la sua approvazione. I padroni badano al sodo e reclamano il pronto incasso! Ecco spiegato l'atteggiamento conciliante della destra che, peraltro, fa il suo mestiere e rappresenta gli interessi dei più forti. Speravamo che voi aveste un progetto diverso; così non è e, pertanto, come deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti, non possiamo votare questo disegno di legge che favorisce ancora una volta i più forti ed elargisce qualche briciola al mondo del lavoro e ai ceti più deboli (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Onorevole Repetto, ha dieci minuti.
La rilevante attenzione posta dal provvedimento che, dopo anni di attesa, riforma l'imposta sulle successioni e donazioni, riforma sulla quale tornerò più avanti per alcune riflessioni, ha indubbiamente influito a porre in secondo piano alcuni aspetti che, personalmente, ritengo debbano essere oggetto di una evidenziazione, stante l'importanza della materia revisionata e dei soggetti destinatari. Per tale motivo, nel mio breve intervento intendo citare alcuni articoli ritenuti fondamentali, specie in rapporto al sostegno che possono fornire relativamente al recupero di condizioni di competitività.
L'articolo 3 reca disposizioni di semplificazione in materia di redditi di impresa e prevede l'ampliamento delle agevolazioni fiscali sugli investimenti (cosiddetta legge Visco), anche riguardo alle categorie catastali riferibili a supermercati, alberghi e locali di intrattenimento, consentendo di soddisfare un'ampia platea di ipotetici utenti, specie nel settore turistico.
L'articolo 6 prevede, tra l'altro, l'interpretazione autentica di una norma agevolativa in materia di operazioni di cessione e conferimento di aziende, fusioni, scissioni e permute di partecipazioni.
Andando oltremodo sopra le righe e con atteggiamenti che contraddicono la conclamata volontà, più volte sostenuta dal Polo, di rispettare le regole del mercato e la libertà d'intrapresa, è stato fatto osservare che l'articolo richiamato ha trovato una collocazione nel collegato per favorire l'operazione Telecom. Nel respingere tale subdola insinuazione, vorrei ricordare agli onorevoli Contento e Molgora - peccato che non siano presenti - che le aziende che operano sul mercato colgono le opportunità, anche fiscali, che di volta in volta lo scenario legislativo è in grado di offrire. Pare ormai accertato che anche Mediaset abbia utilizzato la legge Tremonti al fine di beneficiare di uno sgravio fiscale di circa 200 miliardi; ciò nonostante, nessuno ha mai accusato il ministro delle finanze del Governo Berlusconi di aver fatto approvare una legge per favorire una determinata azienda.
L'articolo 16 fa riferimento all'introduzione di alcune agevolazioni per i settori bancario e finanziario, agevolazioni ripetutamente sollecitate dal settore anche in ordine alle distorsioni concorrenziali che si sono determinate nel mercato europeo.
L'articolo 99 introduce un primo elemento di federalismo fiscale a favore del sistema portuale italiano, prevedendo, nell'ambito di una delega che il Governo dovrà attuare entro il termine di sei mesi, l'individuazione di un sistema di autonomia finanziaria delle autorità portuali. Sotto questo aspetto, credo di poter affermare che noi della maggioranza, piuttosto che i referendum, preferiamo portare avanti provvedimenti molto concreti.
Si parla di federalismo fiscale: vorrei dire ai miei amici liguri che, per quanto riguarda i porti, abbiamo collocato una prima piastrella nel grande mosaico del federalismo fiscale. Credo, però, che la sua attuazione debba essere ricondotta ad atti concreti e non alla demagogia.
Sul fronte della famiglia, desidero sinteticamente ricordare le norme relative alla deducibilità degli oneri contributivi riferiti ai servizi domestici; alla restituzione della cosiddetta tassa sul medico di famiglia; alle disposizioni tributarie in materia di associazioni sportive dilettantistiche; alle agevolazioni per i disabili e all'ampliamento della detraibilità nel caso di malattie a grave patologia.
Desidero svolgere anche alcune brevi considerazioni in merito all'articolo riguardante la riforma dell'imposta sulle successioni e sulle donazioni.
Già prima di me, in maniera lusinghiera e competente, gli onorevoli Pinza ed Acquarone, a nome del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo, hanno espresso soddisfazione e compiacimento per l'obiettivo raggiunto. Al riguardo intendo solo aggiungere che la nuova normativa risponde compiutamente ai principi che noi Popolari abbiamo sempre sostenuto (basti ricordare l'illustre statista Ezio Vanoni). Principi di equità, solidarietà e basati sulla considerazione che l'aliquota debba essere sostenibile: equità, perché i meno abbienti non dovranno pagare; solidarietà, perché chi è stato più fortunato deve concorrere alla redistribuzione delle risorse e al sostenimento dei costi di struttura; aliquota sostenibile, perché interviene a determinare la convenienza a pagare piuttosto che evadere o eludere.
In questi giorni, sulla materia successoria ho ascoltato - alle volte anche in maniera pietistica - più volte accorati appelli a venire incontro ai meno abbienti e ai meno fortunati. Credo che l'attuale Governo e la maggioranza con questa riforma abbiano accolto l'istanza! Auspico che altrettanto siano in grado di fare i professionisti chiamati molte volte per obblighi di legge ad intervenire nei trasferimenti successori, limitando o adeguando gli onorari alle tariffe vigenti (queste sì) in altri paesi europei.
Infine, nel confermare il voto favorevole del gruppo dei Popolari, desidero sottolineare che le modalità di copertura finanziaria del collegato fiscale, proposte dalla cosiddetta Casa delle libertà, erano esclusivamente volte a sottrarre al mondo della cooperazione quei benefici che gli hanno consentito non solo di svilupparsi, ma di creare anche occupazione e benessere e di rispondere a finalità sociali ampiamente garantite dalla nostra Carta costituzionale. Sarà opportuno che il settore in questione, formato non solo dalle cooperative rosse, cominci a preoccuparsi e a guardare al futuro valutando più attentamente eventuali nuovi «compagni di viaggio» e non fidandosi di nuovi patti ed alleanze!
Per questi motivi, noi Popolari voteremo a favore del provvedimento collegato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari
Premetto che i Verdi hanno giudicato positivamente nel suo complesso l'impianto fiscale del collegato.
Hanno anche, con piacere, valutato positivamente alcune riforme che sono state inserite nel collegato fiscale: mi riferisco all'abbattimento dell'IVA al 10 per cento sui medicinali omeopatici (ed è un avanzamento in quella direzione delle terapie non convenzionali, almeno per ora e non soltanto in Italia); alle tasse sui rumori degli aerei di cui proprio oggi pomeriggio ha parlato per primo il collega Galletti.
Debbo però rilevare molto francamente, a nome dei Verdi, che è stato disatteso un impegno rispetto ad una vera riforma strutturale. Non siamo d'accordo, non sono d'accordo: mi rivolgo in modo particolare al Presidente del Consiglio, che avrà modo di annotare queste riflessioni; al ministro dell'ambiente Bordon; al ministro delle finanze Del Turco e naturalmente al ministro del tesoro Visco. Noi riteniamo che l'emendamento (intitolato: detassazione degli investimenti ambientali) offrisse una possibilità che questo Governo ha disatteso in maniera - a nostro avviso - molto grave. Voglio ricordare che vi erano delle premesse su impegni pregressi: ricordo la delega conferita al Governo con l'articolo 11 della legge n. 133 del 1999 per l'introduzione di incentivi con finalità ecologiche che a tutt'oggi, dopo due anni, non è stato ancora attuato; ricordo le risoluzioni votate dalla maggioranza in sede di Commissione finanze e in sede di Commissione delle politiche dell'Unione europea; ricordo gli indirizzi di politica fiscale del recentissimo documento di programmazione economico-finanziaria che andavano in quella direzione e dovevano essere attuati.
Allora noi abbiamo presentato una serie di emendamenti che in seguito, pro bono pacis, ma anche per armonia e per «amore di coalizione», abbiamo ritirato sia al Senato che alla Camera. Abbiamo ritirato anche l'ultimo emendamento che riguardava la detassazione degli investimenti ambientali, ovviamente per l'impegno del Governo di intervenire concretamente in tal senso nella legge finanziaria, che inizieremo a dibattere la prossima settimana. Anche di questo, leggendo la finanziaria, non v'è traccia alcuna. Reputo gravissima questa mancanza nell'onorare gli impegni, ma non soltanto verso i Verdi.
Mi fa ridere, anzi mi fa sorridere perché non si ride di queste stupidaggini, un giornale di questi giorni che scrive: comunisti e verdi con la «sindrome di Lilly», facendo riferimento al fatto che avevamo chiesto di detassare gli investimenti ai fini ambientali e che adesso saremmo arrabbiati perché non sono inseriti nella finanziaria come se fossimo quelli che hanno paura di essere battuti nel corner. Tutte queste questioni sono lontane dallo spirito di riforma vera che anima i Verdi e che propongono in Parlamento dal 1997 e dal 1985 nelle istituzioni locali perché la questione ambientale non è la foglia di fico, come ci ostiniamo a dire da molti anni, anche se ancora una volta sembra che questo sia. Sinceramente vogliamo prendere le distanze da questa ostentata stupidaggine che ci viene sempre affibbiata.
Questa è una riforma che modifica il processo produttivo, che modifica il prodotto, che pone attenzione alle tecnologie e alle politiche innovative. Qui sta il cuore di tutti i disinquinamenti, o almeno uno dei cuori fondamentali dei disinquinamenti possibili. Proprio noi dobbiamo dire che la nuova economia va orientata diversamente, quando vediamo invece l'attenzione che gli viene rivolta da parte di
L'esigenza della detassazione degli investimenti ambientali - che riguarda solo quella parte dell'investimento che si riferisce al miglioramento ambientale e all'abbattimento degli inquinanti in molti campi, nell'energy saver e in tanti altri settori -, seppure con differenti sensibilità e intensità, è da tempo avvertita dalle imprese al punto che si sta affermando quello che viene chiamato il report ambientale, come sviluppo delle tradizionali comunicazioni economiche e finanziarie - lo sa bene il Governo - che sono rese attraverso il bilancio di esercizio delle aziende; tale sviluppo è misurato nelle sue modalità dall'articolo 423 del codice civile dove trovano spazio i costi e gli investimenti ambientali, le passività e il danno ambientale. Non solo - non è una fonte verde o ambientalista quella che cito -: l'attenzione del mondo finanziario non in Italia, ma proprio nella patria della new economy, del consumismo spinto, di parte del liberismo (anche se non è del tutto così), cioè in America verso questi temi è testimoniata, per esempio, dal fatto che alla borsa di New York si chiede alle società quotate il dettaglio dei costi ambientali e degli investimenti ambientali da loro operati, quale indicatore di valore creato dalle aziende, assumendo il fatto che le aziende che effettuano maggiori investimenti ambientali (come abbiamo detto e articolato dovutamente nella riforma) generano maggiore valore per gli azionisti, per lo Stato e per le comunità in genere.
Non dovrei dirle queste cose, perché dovrebbero essere conosciute da chi lavora in campo economico e finanziario. Allora, dichiariamo molto chiaramente che l'utilizzo della leva fiscale può essere tradotto in una vera riforma strutturale, che agisca contemporaneamente, come osservavo poc'anzi, su prodotti, tecnologie, processi produttivi. Ricordo incidentalmente che l'Italia è importatore netto del 65 per cento delle tecnologie pulite ed ambientali: posso citare una pressa idraulica, un rasoio che sia sicuro, cose di questo genere, solo per fare un microesempio. Ebbene, ci riferiamo ad una riforma che rovescia persino il principio «chi inquina paga», nel senso che non è sanzionatoria, non è un balzello, o una tassa in più, ma lavora per la modifica del processo produttivo.
Questa è l'intenzione e la struttura della modifica che abbiamo sostenuto e che è radicata da impegni assunti nelle aule parlamentari, con una delega del Governo che deve essere attuata e risoluzioni della maggioranza cui il Governo deve rispondere; mi permetta il collega D'Amico, che ha fatto ciò che ha potuto su questa vicenda, ma non possiamo essere d'accordo su tali aspetti, rispetto ai quali riteniamo vi sia stato sicuramente un fallimento complessivo. Perché, se è vero che la famiglia ecologista è componente della maggioranza di centrosinistra, allora questo deve essere tradotto nei fatti, nei processi produttivi, nell'economia, altrimenti sono stupidaggini quelle che vengono affermate in questa sede (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo)!
Non tollereremo (mi dispiace dirlo con questi toni, pacati ma duri) nell'ambito della legge finanziaria, ancora una volta, il «lasciate fare, lasciate passare, perché tanto quella è una foglia di fico per i Verdi»: non è così, non sarà così, non accettiamo blindature di nessun genere rispetto a queste modifiche, perché ne siamo convinti, perché abbiamo il sostegno della comunità scientifica più attenta, perché l'Europa va in questa direzione, perché l'Italia ne ha bisogno, perché questo Governo, se vuole accorgersi che esiste una parte del paese moderna, non conservatrice, contro l'industrialismo obsoleto, contro una tradizione di vecchiume che è anche all'interno della nostra coalizione, può vincere tenendo conto di questi punti fondamentali. Li richiamiamo non come questioncelle scherzose ma come punti fondanti della riforma, dell'innovazione, della modernizzazione del paese!
Allora, perché non dire che gran parte delle norme contenute nell'articolo 3 (l'estensione della legge Visco e delle facilitazioni al settore alberghiero, ai cinema, ai teatri, alle grandi superfici commerciali) è frutto dei nostri emendamenti? Perché non dire che la deducibilità degli oneri contributivi sui servizi domestici è frutto di proposte della nostra parte politica? Perché non dire che le spese di assistenza specifica previste dall'articolo 30 corrispondono a nostre richieste? All'interno di questo collegato, infatti, vi sono tantissime norme da noi approvate con convinzione.
Altre norme riguardano la restituzione della quota fissa per il medico di base (articolo 32), le disposizioni tributarie in favore delle associazioni sportive (articolo 35), l'IVA sulle strutture turistiche e ricettive (articolo 47), le agevolazioni a favore dei disabili (articolo 49), le razionalizzazioni in materia di tasse e concessioni governative (articolo 55). Perché non ricordare anche l'intervento realizzato dalla Commissione in merito alla modifica delle rendite catastali, prevista dall'articolo 74?
Ci si chiederà, allora, perché voteremo contro il provvedimento in esame. Voteremo contro perché, accanto alle molte cose buone contenute nel testo, ve ne sono alcune (già evidenziate dai colleghi dell'opposizione) che ci lasciano profondamente perplessi. Vi sono regali a tutto spiano a queste o quelle parti del mondo economico più vicine al Governo e scelte di agevolazioni che potevano essere fatte diversamente: si potevano agevolare di più la famiglia e le piccole imprese, e magari avere un'attenzione non prioritaria nei confronti delle grandi imprese. Certo, si poteva anche evitare di fare il regalo previsto nell'articolo 8 ai CAF e in special modo alle società di servizio, che dispongono di una norma di favore che consente loro di non pagare imposte in riunificazione rispetto alle Spa, che dovrebbero essere le loro madri.
Un'altra «norma manifesto» che è stata sventata è quella contenuta nell'articolo 72, sull'intensificazione dell'attività di controllo, che è stata bocciata da quest'aula. Come ho avuto modo di affermare durante il dibattito, nessuno ancora ci ha detto quanto renda l'operazione relativa agli studi di settore. Nessuno ancora ci ha portato uno «straccio» di cifra che dimostri se esiste veramente un'emersione del sommerso in campo fiscale.
Non ci possono sicuramente piacere le previsioni dell'articolo 98, relativo alla proroga dei termini. La proroga dei termini dimostra l'inefficienza del Governo, che chiede deleghe perché non è in grado di fare quello che deve entro i termini stabiliti. Il Governo, quindi, ci chiede la proroga dei testi unici, la proroga della tassazione degli immobili, la proroga dei decreti legislativi sul reddito delle imprese: quante altre proroghe volete? Siete alla fine di un percorso! Questa legislatura sta finendo; potrete anche chiedere ulteriori proroghe, e sicuramente lo farete nella legge finanziaria, ma non vi servirà, perché il paese reale ha già bocciato la vostra politica.
Voi avete previsto un meccanismo abbastanza complicato, in base al quale con l'articolo 6 oggi concedete delle agevolazioni alle imprese, ma affermate che, se non riuscirete ad ottenere le entrate previste in alcuni articoli di questo collegato, interverrete sull'imposta sostitutiva sulle fusioni e sulle scissioni.
È chiaro che, nel momento in cui oggi passate dal 27 al 19 per cento, le società avranno interesse a pagare l'imposta sostitutiva, che copre l'intero provvedimento, solo se avranno convenienza a farlo, ma se voi la aumenterete, questo non succederà.
Pertanto, questo provvedimento è assolutamente privo di copertura. Noi voteremo contro (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frosio Roncalli, alla quale ricordo che ha a disposizione cinque minuti di tempo. Ne ha facoltà.
Non sto qui ad elencare le cause di questo ritardo; vorrei invece sottolineare la velocità con la quale la Commissione finanze ha dovuto esaminare il provvedimento, nato con 31 articoli e che ha visto aggiungersi 52 articoli durante l'esame al Senato, arrivando quindi a quota 83. Oggi, alla data della sua approvazione, il provvedimento consta di ben 101 articoli (ma uno è stato bocciato). Rilevo, quindi, la difficoltà di valutare, nel breve tempo che abbiamo avuto a disposizione, la portata di tutte le norme con i tempi esigui assegnatici in Commissione.
Ma l'aspetto a proposito del quale vorremmo segnalare il nostro disappunto è che nell'ambito della discussione di
In generale, quindi, il nostro giudizio sul provvedimento è negativo. Si tratta di un provvedimento confuso, che contiene un'ammucchiata di norme tributarie, molte delle quali propagandistiche. È un disegno di legge che non va nella direzione, tanto sbandierata dal ministro delle finanze, della riduzione del carico fiscale o della spesa superflua e dei mille sprechi che si riscontrano nella gestione di questo paese.
Non voglio soffermarmi ora su tutti gli articoli sui quali abbiamo espresso parere contrario, perché lo abbiamo già fatto ampiamente in quest'aula e in Commissione, anche se, a onor del vero, dobbiamo rilevare come alcuni degli articoli contenuti nel provvedimento abbiano avuto il nostro parere favorevole, ma ciò è poca cosa nel contesto generale di un provvedimento che fa acqua da tutte le parti e che non contiene alcun elemento nuovo che vada nella direzione, da noi auspicata, di creare le condizioni economiche favorevoli per lo sviluppo.
Esso non è in grado di dare un aiuto vero alle famiglie, mentre contiene molte norme favorevoli ai grandi potentati economici e molti interventi lobbistici.
Da ultimo, ma non meno importante, vorrei riportare l'attenzione su due questioni fondamentali che ho già sollevato in merito alla mancata rispondenza del testo in esame allo statuto del contribuente. Delle due questioni da me affrontate una è stata risolta grazie alle centinaia di emendamenti da me presentati e approvati dall'Assemblea, che erano volti a garantire la chiarezza e la comprensibilità delle norme in esame.
Ma resta ancora molto da fare e se, da un lato, l'approvazione di tutti questi emendamenti da me presentati non può che farmi piacere, come ho già avuto modo di rilevare, dispiace constatare come questa sensibilità sia venuta da un'unica parte politica, quella della Lega nord Padania, forse perché, a differenza di alcune forze politiche presenti in quest'aula, che hanno fatto della legge sullo statuto del contribuente un manifesto politico di pura enunciazione di principi, noi ci abbiamo veramente creduto, anche se in sede di votazione di quel provvedimento annunciammo la nostra astensione, proprio perché avevamo paura che i molti principi in esso inseriti rimanessero soltanto tali, senza alcun risvolto pratico, come è effettivamente accaduto.
L'altro problema che ho già sollevato fa riferimento ad un altro principio introdotto dallo statuto del contribuente che esclude la retroattività delle disposizioni tributarie. Questo testo contiene numerose norme aventi carattere retroattivo, alcune a favore del contribuente, altre, in maggior misura, a sfavore. Ho già fatto presente questo problema al Governo il quale non si è neppure degnato di rispondermi; ho presentato un ordine del giorno volto ad impegnare il Governo a modificare le norme contenute nel testo in esame contrastanti con lo statuto del contribuente, ma non è stato accolto dal Governo.
Da tutto ciò dobbiamo dedurre che al Governo non importa nulla dei principi contenuti nello statuto e continuerà a legiferare allo stesso modo. Poi non stupitevi se i soggetti a cui lo statuto è rivolto cercano di eludere le norme che in esso sono contenute; non fingete di giocare a braccio di ferro con l'amministrazione finanziaria che vuole, seguendo il vostro esempio, interpretare le norme contenute a suo uso e consumo! Il peggiore esempio lo state dando voi approvando questo collegato fiscale.
Già questo provvedimento dà e non sottrae. A fianco all'opera di razionalizzazione, il provvedimento contiene norme importanti di agevolazione per le imprese, di defiscalizzazione per le famiglie. Per questo e per il lungo tempo di gestazione il provvedimento in esame è largamente atteso da imprese e cittadini. Nel pacchetto famiglia vi sono le disposizioni relative alla detraibilità delle spese per l'assistenza specifica domiciliare e quelle relative alla detraibilità delle spese per i collaboratori e le collaboratrici domestiche e per la baby-sitter.
La ripresa economica italiana deve essere accompagnata da un aumento dell'occupazione, anche femminile; pertanto è necessario che all'interno del nucleo familiare lavorino più persone e queste misure aiutano le famiglie proprio in quella direzione.
Alla Camera è stata introdotta una misura di grande civiltà che consente alla famiglia di detrarre anche le spese sanitarie sostenute per un congiunto che non abbia redditi sufficienti per utilizzare le detrazioni consentite. Misure importanti, quindi, per le famiglie ma anche per le imprese. Alla fase di ripresa economica si accompagna una forte ricomposizione della proprietà dell'impresa che investe sempre di più in operazioni che valicano i confini tra gli Stati; è stata ampliata l'area di incidenza della legge Visco, è stata introdotta l'aliquota agevolativa sull'imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate mediante cessione di aziende o partecipazioni di controllo.
Vi sono poi le misure relative alla rivalutazione volontaria dei beni d'impresa e quelle che modificano la tassazione delle plusvalenze conseguenti alle operazioni di fusione e di concentrazione che danno alle imprese la possibilità di adeguare i loro valori patrimoniali in bilancio a quelli economici effettivi, con ciò eliminando un ostacolo al processo di ricomposizione della proprietà delle imprese, evitando un ostacolo al processo di ricomposizione della proprietà delle imprese medesime ed evitando altresì una particolare disciplina italiana che determina uno svantaggio delle imprese italiane allorché pongono in essere operazioni di concentrazione con imprese di altri paesi.
È stata poi recuperata la riforma dell'imposta di successione e donazione, quale logica premessa per il riordino fiscale avviato con la manovra finanziaria 2001. La decisione costituisce una vera svolta nella politica fiscale che poteva e doveva essere, a nostro giudizio, più coraggiosa sin da questo collegato fiscale.
In questa direzione avevamo presentato quello che è stato definito un maxiemendamento, che prevedeva un ampio sistema di detrazioni fiscali in favore della famiglia intesa come nucleo fondante della società, al di fuori di considerazioni legate al reddito. Il Governo, quindi, ha espresso la propria disponibilità alla sollecita attuazione delle misure in esso previste, che altro non sono se non quanto già approvato dalla Commissione finanze nella primavera 1999 (mi riferisco all'atto Camera n. 1715) ovvero una serie di agevolazioni fiscali alla famiglia. Ricorderete che quel testo non era stato licenziato per carenza di copertura. Ora, invece, le risorse ci sono; ecco perché ho accettato di trasformare quell'emendamento in un ordine del giorno che il Governo ha
Signor Presidente, i deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo voteranno a favore del collegato fiscale, in quanto esso è largamente positivo ed è atteso da famiglie, imprese ed associazioni: vi era chi (Confindustria ed i suoi giornali) temeva che non saremmo riusciti a non varare il collegato fiscale prima della legge finanziaria e, invece, ce l'abbiamo fatta. L'opposizione ha criticato duramente solo l'articolo contro l'elusione fiscale, salvo poi adeguarsi alle dimostrazioni che la maggioranza ha dato; ha soppresso l'articolo 72 - come ci ricordava il collega Repetto - riguardante il controllo sui grandi gruppi ed ha criticato la riforma dell'imposta sulle successioni perché sa che è una norma molto popolare: non è vero, poi, che l'abbiamo varata soltanto perché il Polo delle libertà voleva eliminarla del tutto, ma perché tale intenzione era nel nostro programma, tant'è che il ministro Visco aveva chiesto la delega sin dal 1996. È vero che il Parlamento non gliela aveva concessa, ma ciò dimostra, semmai, che Governo e maggioranza volevano un serio provvedimento prima che il Polo avviasse la propria campagna elettorale, con quella proposta insensata a prima firma del cavaliere.
Signor Presidente, c'è chi fa promesse a vanvera, tanto non costano nulla e chi, invece, non fa promesse ma fatti concreti: questi siamo noi (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia). Gli ultimi esempi sono la riforma dell'imposta sulle successioni, il collegato che stiamo approvando e le anticipazioni sul disegno di legge finanziaria (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia). L'opposizione, ma soprattutto il paese, dovrà capire che d'ora in avanti si troverà di fronte a provvedimenti che, uno dopo l'altro, comporteranno riduzione dell'imposizione fiscale. Aveva ragione, ieri, l'onorevole Pinza, quando affermava che chi ha impostato la propria propaganda politica sull'idea che il centrosinistra e il suo Governo si sono caratterizzati per l'aumento delle imposte, ora si trova sulle sabbie mobili. È vero: le riforme noi le facciamo quando ci sono le condizioni per farle, non le promettiamo soltanto! Questo sa fare il centrosinistra e i cittadini se ne stanno già accorgendo e lo faranno ancor di più nelle prossime settimane. Le faremo seriamente, come abbiamo fatto la riforma delle imposte di successione, che è giusta, equa ed in linea con il principio della capacità contributiva previsto dalla Costituzione.
Una anno fa ci opponemmo perché quella dell'opposizione era una proposta iniqua, che ci avrebbe portato fuori dall'Europa. La nostra è la più importante riforma in materia dal 1923 e ci pone all'avanguardia in Europa: essa elimina i privilegi e scoraggia iniziative elusive e pratiche immorali come le società offshore, le società fiduciarie e quant'altro. È un'imposta semplice (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia): 3 sole aliquote contro le 28 di prima; è equa perché è proporzionale e si applica solo sull'incremento del patrimonio del singolo erede. L'aliquota aumenta con l'allontanarsi del grado di parentela (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
Il provvedimento che oggi ci apprestiamo ad approvare, che vale circa 7 mila miliardi, si colloca nella scia degli indirizzi di riforma portati avanti in questi anni dalle maggioranze parlamentari e dai quattro Governi di centrosinistra, sebbene abbia poi assunto, nel corso del suo iter, una funzione di provvedimento omnibus. D'altronde, con esso si è trovato il modo di dare soluzione a molti problemi che esigevano una risposta.
Tra gli aspetti di particolare rilievo del provvedimento vi è la norma, contenuta nell'articolo 1, relativa alla cosiddetta CFC, che tanto ha fatto discutere in quest'aula ed anche in Commissione e che, sostanzialmente, è una norma di contrasto all'elusione fiscale internazionale, che avveniva ed avviene mediante l'utilizzo di società senza sostanza con sede nei paradisi fiscali. Questa norma sostanzialmente ricalca il contenuto di una nostra proposta di legge, una proposta che i Comunisti italiani hanno presentato sia al Senato sia alla Camera.
Un altro articolo, il 72, che peraltro rappresentava esclusivamente l'attuazione di una decisione già assunta nel precedente collegato fiscale e che era rivolto al controllo delle imprese, è stato soppresso con un emendamento presentato dal Polo, anche per nostra colpa, devo dire.
In ogni caso, vogliamo far rilevare l'importanza che avrebbe avuto questo articolo di cui chiedo al Governo l'inserimento in un altro provvedimento di legge, perché rende attuabili decisioni già prese concernenti il controllo delle grandi imprese con un volume d'affari superiore a 50 miliardi di lire.
Altri aspetti del provvedimento sono assolutamente condivisibili, perché si inseriscono nel quadro di aiuti in favore delle famiglie e dei soggetti più deboli. Mi riferisco, ad esempio, all'articolo 29, relativo
Si tratta di norme assolutamente importanti alle quali si aggiunge quella di cui all'articolo 48 concernente l'IVA sui prodotti omeopatici e quella di cui all'articolo 49, relativo alle agevolazioni fiscali per i disabili. Come ho già detto, l'articolo 72 è stato soppresso ed ho già affermato in sede di dichiarazione di voto che, anche questa volta, i deputati del Polo delle libertà sono stati, come al solito, molto contraddittori lanciando il sasso e nascondendo la mano.
L'articolo 74 affronta la questione della cosiddetta ICI presunta che migliaia di cittadini dovevano pagare in una situazione di totale incertezza e confusione. È stata data risposta a questo problema che, in Commissione finanze, insieme ad altri colleghi, avevo sollevato, impegnando il Governo a risolverlo. Finalmente, tutto ciò è avvenuto.
Infine, la riforma in materia di successioni, di cui ho già parlato, agisce nel senso dell'equità fiscale.
Vorrei concludere ringraziando il sottosegretario D'Amico per il ruolo svolto e per il fatto di aver accolto l'ordine del giorno da me presentato, e sottoscritto anche da altri colleghi, che impegna il Governo a risolvere il problema della detraibilità dall'IRPEF della quota parte di mutuo sulla prima casa, di pertinenza del cointestatario privo di redditi propri. Avremmo voluto approvare una norma in tal senso già con il provvedimento al nostro esame, ma non è stato possibile perché il provvedimento è di per sé abbastanza oneroso: mi auguro che ci sia davvero un impegno del Governo a risolvere la questione con la prossima legge finanziaria. Noi faremo di tutto affinché ciò avvenga.
Vorrei altresì aggiungere che condivido quanto affermato dal collega De Benetti. Con lui abbiamo portato avanti, come gruppi politici, come partito dei Comunisti italiani e come Verdi - il Governo può darne atto - una linea politica di estrema correttezza, limitando al massimo il numero degli emendamenti. Ne ricordo due: uno concernente il mutuo per la casa e l'altro concernente la problematica ambientale; tali emendamenti erano stati sottoscritti da entrambi i gruppi anche al fine di dare un significato politico alle questioni poste. Certamente l'emendamento concernente la problematica ambientale aveva un respiro molto più ampio rispetto al provvedimento in esame.
Vorrei associarmi al giudizio espresso dal collega De Benetti. Per gli ambientalisti e per i Comunisti quello dell'ambiente è un problema centrale per l'evoluzione della nostra società. Vediamo intorno a noi cosa sta accadendo. Bisogna osare, bisogna volare alto e non si può sempre ridicolizzare alcune posizioni. Lo deve fare il gruppo a cui appartengo, e credo che ciò possa essere condiviso anche dai Verdi.
Quando noi Comunisti poniamo il problema della tutela delle fasce più deboli, della particolare attenzione verso queste classi sociali, lo facciamo perché è questa la nostra aspirazione prioritaria. Lo diciamo senza accenti demagogici e senza voler svolgere una campagna propagandistica...
Vorrei infine che rimanesse agli atti che la copertura proposta dal Polo delle libertà era sostanzialmente relativa all'annullamento dei benefici fiscali per le cooperative. A tale riguardo credo che il mondo delle cooperative abbia dato tanto e continui a dare tanto a questo paese in termini di solidarietà sociale sul problema dell'occupazione. Vorrei proprio che si tenesse conto anche di questo aspetto (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).
Annuncio il mio voto favorevole (un voto personale in questo momento, visto che nel nostro settore sono il solo ad essere presente) su questo provvedimento che ha avviato il processo di riforma del settore fiscale, tanto atteso e desiderato dal paese, e che ha rappresentato un'iniezione di efficienza all'interno dell'amministrazione fiscale e finanziaria.
A differenza di quanto è stato detto da alcuni colleghi, ritengo che il provvedimento dimostri una sufficiente ed adeguata attinenza alle norme dello statuto del contribuente, e abbia in sé il merito di avviare concretamente e in modo sostanzioso una riduzione della pressione fiscale nel nostro paese e di portare avanti con energia ed efficacia una lotta all'evasione fiscale avviata già da alcuni anni.
È sufficiente tutto questo? Probabilmente no, si può e si dovrà fare di più per rendere il fisco comunque meno vessatorio, più umano, più vicino alle esigenze e alle aspettative del paese, per rendere più efficiente una macchina amministrativa che dovrà con più rigore rispettare i termini e controllare l'efficace funzionamento del suo sistema e di tutti i suoi operatori, anche in termini di garanzia, di legalità e di correttezza di comportamenti.
Certo, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione ai temi ambientali, tuttavia ci saranno il tempo e il modo di recuperare queste carenze e questi ritardi.
Un'attenzione particolare deve essere comunque posta per evitare qualsiasi concessione e cedimento ad amici, alleati e compari di turno. No a privilegi, sì ad un fisco neutrale ed obiettivo, equidistante da tutte le categorie e da tutti i soggetti: questo nel merito del provvedimento.
Dalla mia postazione privilegiata di neutralità politica e di vicinanza al banco del Comitato dei nove, devo dire di aver, comunque, apprezzato alcuni aspetti di questo dibattito. Certo, spesso vi è stato un richiamo all'uso strumentale, demagogico ed elettoralistico delle diverse posizioni; spesso ho sentito un richiamo allo scippo delle idee e delle proposte di legge. Ebbene, devo invece dire che, quando una maggioranza fa propria una parte delle
Credo vi debba essere una valutazione positiva dell'opposizione che riesce ad affermare in un testo di legge alcune sue posizioni, e che una maggioranza che si comporta in questo modo manifesti tolleranza e saggezza.
Per concludere, a questo clima che ritengo positivo hanno sicuramente contribuito l'eleganza e la correttezza degli interventi del sottosegretario D'Amico e di tutti i componenti della Commissione finanze e del suo presidente Benvenuto. Esprimo un particolare ringraziamento al relatore, onorevole Targetti, anche perché con la puntuale lucidità e chiarezza delle sue esposizioni ha aiutato molti di noi non addetti e non addentro alla materia a seguire con attenzione il provvedimento e a partecipare in modo più consapevole al voto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Congratulazioni).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni, al quale ricordo che dispone di dieci minuti di tempo. Ne ha facoltà.
Tempi lunghi, quindi, che però hanno consentito di definire alcuni aspetti importanti relativi a norme di natura fiscale, tributaria, che semplificano una serie di adempimenti che interessano le imprese, i cittadini, le famiglie; per esempio, attraverso una proposta emendativa, è stata introdotta la riforma delle imposte di successione, un passo importante, come è stato ricordato, per le famiglie italiane, una riforma lungamente attesa, che è stata oggetto di un dibattito molto vivace in quest'aula e che credo costituisca un elemento qualificante del provvedimento in esame.
Vi sono altri elementi che devono essere ricordati, come la disciplina fiscale delle società estere controllate, che rappresenta un elemento di civiltà. Nell'ambito delle nazioni occidentali, il nostro paese era uno dei pochi a non avere una disciplina specifica del settore; di conseguenza, le disposizioni introdotte colmano un vuoto legislativo. In tale direzione, quindi, si tratta di un passo importante.
Sono importanti anche le misure finalizzate ad accompagnare la crescita e lo sviluppo economico delle nostre imprese, soprattutto con riferimento alla cosiddetta legge Visco, laddove vengono previste agevolazioni fiscali per gli investimenti; si tratta di una misura importante per accrescere lo sviluppo e creare nuova occupazione. Ad esempio, tali agevolazioni sono state estese anche agli immobili riferiti alle imprese e ciò rappresenta un ulteriore incentivo per l'attività delle aziende italiane.
Un altro importante elemento che deve essere ricordato in questa sede, come hanno fatto anche altri colleghi, riguarda la politica di sostegno concreto alle famiglie. Ad esempio, si prevedono agevolazioni fiscali per i collaboratori e le collaboratrici domestiche e per le baby sitter,
Per tali ragioni, Presidente e colleghi, i deputati di Rinnovamento italiano voteranno a favore del provvedimento in esame (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Rinnovamento italiano, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Onorevole Agostini, ha dieci minuti.
Penso che l'approvazione del provvedimento in esame, che come cercherò di dimostrare nel mio breve intervento è significativo oltreché molto atteso, serva anche a smentire alcune cassandre che, nelle settimane scorse, avevano scommesso sul fatto che la Camera non sarebbe stata in grado di approvare il collegato fiscale prima della sessione di bilancio. Qualcuno - come ricorderete - ci aveva addirittura invitato a non andare in ferie nel luglio scorso; noi, invece, abbiamo fatto regolarmente e tempestivamente tutto quanto andava fatto per consegnare al paese un provvedimento molto atteso, come dicevo, dalle famiglie, dalle imprese, dalle associazioni.
Il collegato fiscale è importante non solo per il suo contenuto, sul quale i colleghi si sono soffermati ed anch'io mi soffermerò brevemente, ma anche perché rappresenta un duplice completamento. Da una parte, rappresenta il completamento della riforma fiscale, la cosiddetta «Visco»: con lo statuto del contribuente nelle settimane scorse, ed oggi con questo provvedimento, con la riforma dell'imposta sulle successioni, si completa, dalla parte del cittadino, del contribuente una riforma importante che sta dando tutti i frutti che ci aspettavamo; dall'altra parte, rappresenta anche un completamento da un punto di vista della manovra più generale che il Governo sta portando avanti con la finanziaria e con il provvedimento collegato per rendere più duratura la ripresa economica, per fare in modo che l'Italia sia pienamente nelle condizioni di cogliere le opportunità provenienti da una situazione economica internazionale che - come è stato autorevolmente detto - non ha eguali negli ultimi decenni e per rendere, al tempo stesso, il paese più competitivo, affinché nell'ambito di questa ripresa internazionale, l'Italia possa giocare un ruolo più forte e più incisivo di quello che ha svolto fino ad ora.
Tutto questo è anche il frutto e la conseguenza dell'azione di risanamento portata avanti in questi anni. Infatti, proprio per quell'azione di risanamento, oggi noi abbiamo un quadro di finanza pubblica certo, stabile e sul quale, appunto, si può fondare la ripresa economica senza «scivoloni» e battute d'arresto.
Mi soffermerò rapidamente sul merito del provvedimento, affrontando soltanto alcuni argomenti.
Uno concerne gli interventi per le imprese. È già stato detto che finalmente anche l'Italia - eravamo gli ultimi tra i paesi del G7, cioè dei grandi paesi industrializzati - si dota di una normativa sulle cosiddette CFC. Anche questa è una normativa adeguata, equilibrata e senza stupidi radicalismi. Credo inoltre che anche la soluzione trovata faticosamente questa mattina sulla cosiddetta esimente sia il frutto di un lavoro intelligente, che
A fianco a questo, vi è l'estensione, molto significativa, della cosiddetta «Visco» per le imprese, che consente la defiscalizzazione parziale degli investimenti finanziati con capitale proprio e che consente anche - al riguardo vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea - di introdurre un'aliquota agevolata sulle plusvalenze da cessione di aziende e, quindi, di tutte quelle operazioni straordinarie - diciamo così - che riguardano fusioni e concentrazioni.
Assieme a questo provvedimento, vorrei ricordare quell'altro che è una specie di «Visentini-bis» sulla rivalutazione dei beni aziendali.
Rispondendo ad alcune polemiche che mi sono sembrate davvero strumentali sul fatto che qualche contenuto di questo provvedimento sarebbe stato ideato ad hoc, vorrei ricordare che l'aliquota prevista fino ad oggi era del 27 per cento, da spalmare tra l'altro su cinque esercizi senza interessi e corrispondente quindi ad un'aliquota effettiva del 22-23 per cento. Oggi siamo ad un'aliquota del 19 per cento e vorrei ricordare che quell'aliquota del 27 per cento era in vigore dal 1997: anch'essa è stata quindi il frutto dell'azione di riforma fiscale portata avanti in questi anni! Quindi, noi siamo andati avanti coerentemente aggiungendo il fatto che con questo provvedimento estendiamo questi benefici a tutte le imprese, comprese quelle personali! Credo questo sia un fatto di grande significato. Questo punto del provvedimento è importante perché noi mettiamo a disposizione dell'impresa italiana degli strumenti, anche fiscali, per le concentrazioni, per le fusioni, cioè, per il rafforzamento e la crescita anche di dimensioni della stessa impresa!
Come ho detto più volte e in diverse occasioni, troppe volte anche la sinistra italiana è stata presa da quella ideologia montante degli anni settanta ed ottanta in base alla quale tutto ciò che era «piccolo» era bello. Quella fase è chiusa: non è più vero che tutto ciò che è piccolo è bello. Oggi dobbiamo invece scommettere con forza - e questi provvedimenti vanno in quella direzione - sulla crescita dell'impresa, se vogliamo parlare in maniera seria e fondata degli investimenti per la ricerca e per lo sviluppo, vale a dire di quegli investimenti che sono funzione del fatturato dell'impresa (tutto questo va nella direzione dell'apparato produttivo).
Vi è poi tutta una parte riferita alle famiglie, come è stato ricordato, riguardante la deducibilità fino a 3 milioni dei contributi per gli addetti ai servizi domestici, la deducibilità delle spese sanitarie per l'assistenza di personale paramedico, la deducibilità per spese per patologie gravi (vorrei sottolineare questo punto) di familiari e di membri della famiglia non a carico e, a fianco a questa, anche i provvedimenti, molto attesi dalle associazioni, nel settore sportivo dilettantistico, l'acquisto di veicoli con IVA agevolata per i portatori di handicap e per i loro familiari, l'ampliamento della dotazione del fondo per il volontariato e, last but not least, come si usa dire, le successioni, ma su questo francamente non dico niente perché, sia negli interventi di ieri sia negli interventi di questa mattina, mi pare che abbiamo dimostrato con grande coerenza e anche - consentitemelo - con una certa forza che questa legge è veramente adeguata ad un paese moderno che vuole crescere e che vuole competere.
Ho concluso, signor Presidente. Credo di avere ancora un minuto e voglio soltanto aggiungere una considerazione.
Con la politica economica e finanziaria che adottiamo con questo provvedimento e con la finanziaria per il 2001 non siamo ad una svolta. Non sono d'accordo con quei colleghi che sostengono e sottolineano che siamo ad una svolta. Noi stiamo raccogliendo il logico e conseguenziale completamento di un lavoro che è stato fatto in questi anni. È come quando un'azienda è in crisi e deve necessariamente sottoporsi ad una cura per riportare i costi sotto controllo, per aumentare i ricavi, per ridurre le spese e per compiere gli investimenti necessari:
Ieri, il ministro del tesoro Visco ha parlato di provvedimenti che non sono congiunturali, ma che puntano ad un rafforzamento strutturale e permanente della domanda. Mi permetterei di aggiungere che questi provvedimenti puntano ad un rafforzamento strutturale e permanente complessivo del nostro sistema economico e finanziario. L'Italia oggi è più forte di quattro o di cinque anni fa, ma soprattutto vorrei sottolineare che noi ci stiamo muovendo con grande coerenza lungo una linea che tiene insieme la competitività e l'equità. Questa è la caratteristica della politica economica del centrosinistra. Noi stiamo modernizzando il paese, ma lo stiamo facendo con equità come anche questo provvedimento, che questa sera approviamo, testimonia. In questo modo io credo che noi guardiamo avanti. Non stiamo semplicemente ricandidandoci per quello che abbiamo fatto. Il centrosinistra guarda avanti e sa che in questo modo può battere sul campo l'idea che qualche mese fa si voleva far circolare che la sinistra e il centrosinistra sono buoni per le fasi dei sacrifici e di risanamento, ma che non sono buoni per le fasi in cui bisogna dare stimolo e forza alla ripresa. No, è esattamente il contrario! La garanzia affinché questo paese, dopo il risanamento, possa crescere e raccogliere la sfida internazionale e della competitività è proprio rappresentata dai provvedimenti che noi abbiamo messo in campo perché questa maggioranza è la garanzia per una crescita ancora più forte e certa, competitiva ed equa del nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Anche là dove si prevedono benefici per le imprese, le famiglie, le persone, emergono chiaramente i vincoli, le resistenze di un'impostazione culturale che fatica a riconoscere il ruolo della famiglia e della piccola e media impresa, il valore delle associazioni, il principio di sussidiarietà.
Nel provvedimento, non lo neghiamo, vi sono certamente misure positive di semplificazione per le imprese, di agevolazione per la riorganizzazione delle attività produttive e del settore bancario; sono previsti interventi significativi per la deducibilità degli oneri contributivi sui servizi domestici, per le spese di assistenza sanitaria, per la restituzione della quota fissa individuale per l'assistenza medica di base, per le associazioni sportive dilettantistiche, ma spesso le misure si arrestano a metà del guado. Vi è in questo provvedimento l'importante riforma dell'imposta di successione, che anche per noi è un dato di grande novità, nell'ambito del quale si registra il primo significativo riconoscimento della famiglia come entità fiscale rilevante.
Oggi, forse perché pressati dalle prossime scadenze elettorali, il Governo e la maggioranza concedono ciò che fino a ieri veniva negato, procedono ad una pioggia di interventi di sostegno senza una chiara politica economica strutturale. Infine, è straordinaria ed anche un po' sospetta l'emersione delle risorse che si è verificata in questi ultimi giorni, senza una chiara indicazione della loro provenienza: non vorremmo che il centrosinistra avesse voluto perfino ipotecare le scelte che apparterranno alla nuova futura maggioranza. Per questa carenza di trasparenza, per la mancanza di scelte più radicali e coraggiose, per le forti contraddizioni che rileviamo nel provvedimento in esame, i deputati del CDU esprimeranno il loro convinto voto contrario (Applausi dei deputati del gruppo misto-CDU).
Ne ha facoltà.
Con un provvedimento del 13 dicembre 1999, l'allora Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole D'Alema, aveva stabilito che, prima di trasferire l'ulteriore 33 per cento dei voli da Linate a Malpensa, era indispensabile compiere un'indagine epidemiologica, sull'acqua, sull'aria, sulla salute dei cittadini e, soprattutto, approfondire la possibilità di trasferire i voli charter ed altri voli su diversi aeroporti che fossero compresi nell'hinterland lombardo e piemontese. Tuttavia, pur essendosi iniziata tale valutazione, la stessa non è stata portata a termine e nonostante non sia stata portata a termine, il trasferimento dei voli è avvenuto, per cui la situazione di Malpensa, lo dico con forza, è di totale illegittimità! Si violano infatti norme che lo stesso Governo e la stessa attuale maggioranza avevano approvato.
In tale situazione, oggi si è deciso di istituire una nuova tassa: ebbene, non è con le tasse, amici del Governo e della maggioranza, che potrete risolvere il problema dell'inquinamento acustico e ambientale a Malpensa; non è con la previsione di una semplice imposizione per gli aerei particolarmente rumorosi che risolverete i problemi della salute dei cittadini e dell'ambiente. Voi dovrete vietare i voli notturni e quelli rumorosi, per evitare che vi sia una lotta tra la gente che vive sulla sponda lombarda e piemontese. Dovrete evitare che le rotte non siano equamente distribuite e che interessino soltanto una parte del territorio.
In conclusione, esprimo un parere nettamente contrario sul provvedimento in esame, non tanto per le poche cose che sono state fatte quanto per le molte che sono state ignorate e per il grido proveniente dalla popolazione che questo Governo, come quelli che lo hanno preceduto, costantemente ignora e dimentica (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ringrazio innanzitutto gli uffici della Camera, in Assemblea e in Commissione, per il supporto che hanno dato all'esame di un provvedimento molto complesso, giunto alla Camera solo alla fine di luglio. Il confronto è stato molto intenso sia in Commissione sia in Assemblea. Ringrazio il Presidente Violante per averci consentito, anche durante la discussione in questa sede, di avere il tempo necessario per compiere un esame approfondito e puntuale. In Commissione abbiamo lavorato intensamente, in un confronto dialettico duro con l'opposizione ma in termini costruttivi: di questo voglio ringraziare i colleghi dell'opposizione. Il lavoro che è stato svolto ha tenuto conto anche della recente approvazione dello statuto del contribuente e questo ci ha permesso di apportare al testo pervenuto dal Senato le opportune modifiche.
Un particolare ringraziamento rivolgo al sottosegretario D'Amico, che ha seguito in Commissione il provvedimento ed ha lavorato insieme a tutti noi, nonché all'onorevole Marongiu (Applausi), per il lavoro svolto per l'approvazione dello statuto del contribuente e poi in materia di successioni. Oltre a ringraziare tutti i colleghi, permettetemi di rivolgere un ringraziamento convinto all'onorevole Targetti (Applausi), che ha svolto il suo lavoro con pazienza ed attenzione. Voglio ricordare che egli è stato molto efficace anche un anno fa, in occasione dell'esame del collegato fiscale: ormai è diventato uno specialista convinto (Applausi)!.


