Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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...
(Lunghezza dei procedimenti giudiziari con particolare riferimento a quelli riguardanti minori)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Dalla Rosa n. 3-06355 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).
L'onorevole Dalla Rosa ha facoltà di illustrarla.

FIORENZO DALLA ROSA. Presidente, con questa interrogazione si chiede al ministro se sia a conoscenza di fatti ricollegabili a decisioni della magistratura


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che possono essere state lesive dell'integrità psicofisica di minori ed eventualmente si desidera sapere quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare.
Mi riferisco, in particolare, ad un fatto accaduto ad un ragazzo affidato per decisione di alcuni magistrati ad un centro di accoglienza situato in Toscana, di cui penso lei sia a conoscenza. È una vicenda tanto grave quanto esemplare, a mio parere, dello stato della giustizia in questo paese.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia ha facoltà di rispondere.

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. In generale, quando veniamo a conoscenza che nell'espletamento dell'attività della giurisdizione possono esservi atti lesivi dei cittadini e, in particolare, dei minori, naturalmente avviamo subito le indagini conoscitive necessarie. Qualora si ravvisino responsabilità, prendiamo anche i provvedimenti disciplinari conseguenti. Nel caso in questione da lei richiamato, ho chiesto agli uffici competenti di avere una documentazione esauriente; sono in attesa che tale documentazione mi venga fornita e, pertanto, le dico che oggi la mia risposta è interlocutoria; e sono pronto a tornare per dargliene una esauriente, non appena abbia acquisito tutti gli elementi. Qualora da essi risultasse che vi sono stati comportamenti lesivi di diritti, si prenderanno i provvedimenti del caso.
Mi riservo di tornare per lo svolgimento di prossime interrogazioni a risposta immediata per darle una risposta esauriente fornendole la documentazione necessaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Dalla Rosa ha facoltà di replicare.

FIORENZO DALLA ROSA. La Corte europea dei diritti dell'uomo, caro ministro, non solo condanna a ripetizione e con sistematicità il Governo italiano...

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Ma lei sta parlando di altro adesso!

FIORENZO DALLA ROSA. ... anche se la sua parte politica non perde occasione per farsi paladina, a parole - a mio parere - dei diritti dell'uomo, ma ribadisce ormai stancamente, visto il numero delle condanne, il diritto fondamentale del cittadino italiano ad ottenere la sentenza in tempi rapidi. Tuttavia, è ancora più vergognoso per lo Stato italiano che i giudici di Strasburgo condannino l'Italia per le gravissime deficienze che sempre più spesso caratterizzano il sistema di affidamento di bambini. A tale proposito è esemplare la vicenda di una madre, di cui non faccio il nome per non toglierle - se ancora ce l'ha - quel minimo di umana speranza, che si è vista assegnare dalla Corte europea un risarcimento perché il figlio molestato da un'assistente sociale, niente meno che pedofilo - del quale sarei invece tentato di fare il nome - è stato affidato da alcuni magistrati - dei quali speravo invece fosse lei a fare i nomi - ad un centro di accoglienza in Toscana.

PRESIDENTE. Il ministro si è riservato di informarsi: questo è un atto di responsabilità, non una fuga dalle risposte.

FIORENZO DALLA ROSA. Se mi lascia concludere, Presidente, posso esprimere compiutamente il mio pensiero.
Ebbene, due degli organizzatori di questo centro erano stati condannati, precedentemente all'affido del minore in questione, nientemeno che per maltrattamenti ad handicappati e, in un caso, addirittura per abusi sessuali.
A questo punto, mi chiedo e le chiedo: con quali criteri e quanta leggerezza si possono compiere scelte così devastanti per i bambini? Di tali comportamenti, però, tenuti dai magistrati in questione, censurati dalla Corte di giustizia, evidentemente, perlomeno in questo momento, lei non sa nulla, il che vuol dire che non è stato attivato un procedimento disciplinare a loro carico. È vergognoso, invece, che proprio lei, di fronte a tale omissione, abbia affermato di voler intraprendere un'iniziativa disciplinare a carico del magistrato di Andria titolare dell'inchiesta


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sull'uccisione della bambina, avvenuta in Puglia questa estate, solo perché ha divulgato le foto, al fine di agevolare le indagini, di persone gravemente coinvolte nel delitto, tra le quali uno addirittura reo confesso.
Spero che tale disparità di trattamento non sia di natura politica; comunque, se così non fosse - e mi auguro non lo sia -, la sua inerzia testimonia quanta poca attenzione ed importanza attribuite nei fatti ai diritti dell'uomo, anche dei più piccoli ed indifesi.

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