Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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(Iniziative per far fronte alle calamità naturali nella Locride)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lamacchia n. 3-06358 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
L'onorevole Lamacchia ha facoltà di illustrarla.

BONAVENTURA LAMACCHIA. Signor ministro, l'intensificarsi delle piogge negli ultimi giorni ha provocato in quasi tutta la Locride, per l'ennesima volta, smottamenti, allagamenti e blocchi delle principali vie di comunicazione. L'evidenza del grandissimo dissesto idrogeologico in cui versa l'intero territorio nazionale ed in particolare quello del Mezzogiorno, al di là di eventuali responsabilità di carattere penale, non può restare ancora a lungo priva di risposte.
Dopo i fatti di Soverato e ciò che si è verificato nei giorni scorsi, la popolazione di quei territori necessita di tutta la solidarietà e di tutta l'assistenza possibili. Allora le chiedo quali iniziative si intendano assumere nell'immediato per far fronte alle necessità ed emergenze della popolazione della Locride e, inoltre, quali misure si intenda adottare nel medio periodo onde evitare ulteriori drammatici eventi.

PRESIDENTE. Il ministro dei lavori pubblici ha facoltà di rispondere.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Il Consiglio dei ministri, nella seduta dell'11 settembre 2000, ha dichiarato lo stato di emergenza per il versante ionico della Calabria ed in particolare per le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria.


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Il ministro dell'interno, in data 12 settembre 2000, ha emesso l'ordinanza di protezione civile con la quale sono state attuate le prime misure urgenti. Lo stesso ministro dell'interno, con un'ordinanza del 3 ottobre, ha compreso nei territori danneggiati anche la provincia di Vibo Valentia.
Le due ordinanze complessivamente impiegano 30 miliardi di lire, immediatamente spendibili: 28 destinati agli interventi di emergenza ed altri a diversi interventi minori. Le ordinanze mobilitano, poi, circa 430 miliardi di lire per interventi sul territorio di rimozione del pericolo, prevenzione dei rischi e ripristino delle infrastrutture danneggiate.
Su iniziativa del ministro dell'interno, il Governo si accinge ora a disporre ulteriori misure di sostegno alle attività produttive e agli insediamenti colpiti. Il ministro dei lavori pubblici, nell'esercizio dei suoi poteri, ha emanato una direttiva nei confronti di tutti i suoi uffici periferici affinché forniscano a tutte le autorità di bacino e alle regioni che svolgono attività istituzionale in materia di difesa del suolo ogni possibile conoscenza a loro disposizione. La direttiva riguarda tutto il territorio nazionale, ma la Calabria ne disporrà in maniera particolare.
Contestualmente, il ministro dei lavori pubblici, nella considerazione, purtroppo avvalorata dai fatti di Soverato, dell'incidenza di gravissimi fenomeni di abusivismo quali concause principali della gravità delle conseguenze del dissesto idrogeologico, ha avviato le procedure amministrative per l'istituzione, nel suo ambito, di una direzione generale per la lotta contro l'abusivismo, che si muoverà nell'ambito delle legge n. 183 del 1989, che rappresenta il vero strumento legislativo di sistema per combattere questo problema. Abbiamo allo studio un altro provvedimento di riorganizzazione della direzione generale per la difesa del suolo.
Per quanto riguarda l'ultima parte della richiesta dell'onorevole Lamacchia - che mi sembra sia la più importante -, ricordo che la materia è regolata dalla legge quadro n. 183 del 1989 e dalla legge n. 267 del 1998. Il Governo è impegnato in un serio approfondimento della materia e, nell'ambito del disegno di legge finanziaria, approvato dal Consiglio dei ministri, ha stanziato una somma ingente a questo proposito. Il Consiglio dei ministri affronterà in modo definitivo il problema in una sua prossima riunione, dopo aver analizzato la situazione in due riunioni precedenti.
Il pensiero del mio Ministero, che stiamo confrontando con quello degli altri Ministeri competenti, è che i problemi del dissesto idrogeologico della Calabria debbano essere affrontati attraverso un piano generale e non attraverso piccoli piani settoriali. Questo piano non può prescindere da una concertazione fra i Ministeri competenti e la regione Calabria. Il piano dovrà anche tenere conto delle situazioni derivanti dalla deforestazione. A tale proposito, vorrei cogliere l'occasione per dire che concordo perfettamente con quanto affermato dal ministro delle politiche agricole e forestali a proposito del Corpo forestale dello Stato che deve rimanere dello Stato.
Noi non vogliamo esonerarci da responsabilità in questa materia, anche se è noto a tutti che la competenza in materia di frane e di dissesto idrogeologico appartiene alle regioni da oltre vent'anni. Noi abbiamo già detto al presidente della regione Calabria che il Governo è a disposizione della sua regione, per tutto quello che può fare.

PRESIDENTE. La ringrazio, ministro Nesi. Vista l'importanza della sua risposta, le ho concesso qualche minuto in più.
L'onorevole Lamacchia ha facoltà di replicare.

BONAVENTURA LAMACCHIA. Signor Presidente, prendo atto con soddisfazione di quanto detto dal ministro Nesi. Prendo atto altresì della tempestività con la quale il Consiglio dei ministri è intervenuto per quanto di sua competenza, al di là dei ritardi specifici dei soccorsi, che non dipendono certo dalla volontà e dall'operato del Governo.


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Spero che quello che è stato fatto e quel che si può fare in prospettiva possano dare risposte importanti ad una regione e, più in generale, al Mezzogiorno che hanno bisogno di questo tipo di sostegno in un momento in cui, attraverso il rilancio dell'economia si cerca di risolvere il problema della disoccupazione. Ritengo che si possa intervenire in questo senso anche operando in difesa del nostro territorio, perché attraverso la prevenzione di tali fenomeni si possa rilanciare l'occupazione utilizzando risorse umane specifiche, operai o forze di polizia. Abbiamo infatti il grosso problema della guardie forestali calabresi che, per tanto tempo, sono state considerate il classico esempio di assistenzialismo e che oggi, invece, possono dare una risposta precisa e specifica al problema della difesa e della tutela del territorio. Senza dimenticare, inoltre, che la risorsa più importante per la Calabria è il turismo e, pertanto, la salvaguardia del territorio è un elemento su cui puntare. Ecco perché ritengo che l'intervento del Governo, combinato con quello della regione, che deve dare il suo rilevantissimo contributo, possa risolvere questo problema e magari anche un altro, quello della disoccupazione. In tale modo, cioè gestendo e difendendo il territorio sarà soprattutto possibile creare quelle occasioni di posti di lavoro di cui il popolo meridionale, ma in particolar modo i calabresi, hanno bisogno.

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