Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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(Iniziative in materia di ICI e TARSU per i cittadini a basso reddito)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Pistone n. 3-06356 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).


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L'onorevole Pistone ha facoltà di illustrarla.

GABRIELLA PISTONE. La ringrazio, signor Presidente e ringrazio il signor ministro. I comunisti italiani si sono espressi chiaramente da tempo presentando alcuni temi che ci stanno particolarmente a cuore affinché la legge finanziaria avesse delle caratteristiche fortemente sociali e redistributive, prioritariamente verso i redditi bassi, da pensione e da lavoro, e verso le famiglie, cioè chiedendo l'aumento delle pensioni minime, l'aumento salariale per gli insegnanti, l'eliminazione dei ticket, la detassazione della prima casa.
La domanda che le rivolgo, signor ministro, riguarda sostanzialmente i pensionati e i 3 milioni e mezzo di cittadini italiani che sono incapienti, per cui non possono usufruire delle detrazioni. È un problema cui non do una risposta certa e difatti rivolgo l'interrogativo al ministro in questo senso: è possibile immaginare non una detrazione ma una sorta di contributo, di voucher, da parte del Governo centrale, per pagare eventualmente l'importo dell'ICI e della TARSU, non entrando nel merito di quale tassazione coprire...

PRESIDENTE. Non entri, deve uscire!
Il ministro delle finanze ha facoltà di rispondere.

OTTAVIANO DEL TURCO, Ministro delle finanze. Signor Presidente, innanzitutto è bene ribadire quali sono i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria che interessano le famiglie, e tra queste quelle che vivono con redditi da pensione. Si è operato l'innalzamento del primo scaglione, una riduzione progressiva delle aliquote dell'IRPEF, un incremento delle detrazioni: le aliquote scendono, tra il 2001 e il 2003, di tre punti per lo scaglione tra 20 e 30 milioni e di 1,1 punto per i restanti scaglioni. Tutto questo, come lei comprende, onorevole collega, per rendere possibile il successivo passo dell'innalzamento del primo scaglione fino a 30 milioni.
L'incremento delle detrazioni ha permesso di rendere di fatto esenti dall'IRPEF i lavoratori dipendenti e pensionati con circa 12 milioni 600 mila lire di reddito. È inoltre previsto un aumento delle detrazioni per figli a carico di 36 mila lire. Ricordo a lei e ai colleghi che ascoltano che nel 1996, all'inizio di questa legislatura, le detrazioni cui faccio riferimento erano pari a 188 mila lire e che nel 2002 saranno pari a 588 mila lire, che diventano 830 mila se il figlio ha meno di 3 anni. Un'operazione di questa natura, con questa progressione, non era mai stata effettuata nella storia del dopoguerra.
È stata inoltre estesa la fruibilità della detrazione per pensionati anche a coloro che possiedono piccoli appezzamenti di terreno: ciò comporta che di detta detrazione fruiranno circa 250 mila contribuenti aggiuntivi. Il decreto-legge presentato consente di far percepire ai soggetti all'IRPEF, sin dai mesi di novembre e di dicembre di quest'anno, 350 mila lire ciascuno. Sul fronte della manovra e della spesa, è stata incrementata la maggiorazione sociale a favore dei pensionati al minimo che, ricordo, è stata resa esente dall'IRPEF dall'anno 2000 con la scorsa manovra finanziaria. Si tratta di un incremento di 100 mila lire mensili per coloro che hanno più di 75 anni e di 80 mila lire mensili per quelli compresi tra 65 e 75 anni. Questa misura riesce sostanzialmente a dare benefici a buona parte dei pensionati con reddito pari alle pensioni al minimo: al riguardo, occorre infatti distinguere tra numero di pensioni al minimo e numero di soggetti che vivono solo di questo.
Nel merito della proposta ipotizzata nell'interrogazione, devo sottolineare che essa produrrebbe qualche iniquità: faccio presente, infatti, che già oggi i regolamenti comunali possono prevedere detrazioni sull'ICI e sulla TARSU per particolari soggetti, nello specifico anziani a basso reddito, e che il decreto legislativo n. 446, relativo alla riforma della finanza locale, prevede che la detrazione per l'ICI sull'abitazione principale possa essere incrementata


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fino a concorrenza dell'imposta dovuta. Penso che, al fine di agevolare le categorie di cittadini cui fa riferimento l'onorevole collega, si potrebbe intervenire con misure diverse da quelle fiscali, perché con le misure fiscali che abbiamo a disposizione oggi l'operazione indicata non è praticabile.

PRESIDENTE. L'onorevole Pistone ha facoltà di replicare.

GABRIELLA PISTONE. Ringrazio il signor ministro al quale faccio presente che la mia interrogazione non vuole avere alcun intento polemico. Il problema è che alcuni cittadini per incapienza di reddito non possono usufruire delle detrazioni fiscali. Non ho nulla contro i provvedimenti che il ministro ci ha detto essere compresi nella legge finanziaria: li abbiamo fortemente voluti, anzi, alcuni non ci soddisfano, perché secondo il nostro punto di vista sono insufficienti. Tuttavia riconosciamo che l'azione dei Governi che si sono succeduti dal 1996 ad oggi ha consentito il risanamento dello Stato e, proprio in virtù della forte ripresa economica del paese (che è evidente e che sarà più forte nel prossimo futuro) nonché attraverso la lotta all'evasione fiscale, ha consentito un recupero e una ridistribuzione delle risorse in favore delle classi sociali più deboli, e quindi di coloro che occupano le posizioni più basse, riducendo le distanze tra i vari redditi.
Non dico che il problema dell'incapienza di reddito sia limitato all'ICI e alla TARSU, tant'è vero che nella mia interrogazione chiedo se non sia possibile prevedere la concessione di un credito d'imposta.
E allora il discorso è questo: è possibile che i pensionati, ai quali viene riconosciuto un aumento della pensione minima ed anche un innalzamento della quota di esenzione da 9 a 12 milioni, possano vedere nelle loro finanze (che rimangono ancora misere, perché un cittadino con 12 milioni l'anno non può certo considerarsi ricco o benestante) la previsione della concessione di un credito d'imposta? Ci sono ancora fior di pensionati che alla fine del mese vanno a mangiare alle mense della Caritas!
In conclusione, chiedo a lei, ministro, e chiedo al Governo tutto quali misure possano essere adottate in materia: non è quella che io propongo la scelta giusta? È un'altra? Tiriamola comunque fuori! L'incapienza è un problema che riguarda 3 milioni e mezzo di cittadini italiani e di questi una gran parte è rappresentata da pensionati.

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