Allegato A
Seduta n. 783 del 4/10/2000


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

(Sezione 1 - Iniziative per la dotazione di risorse per le forze di polizia)

FRATTINI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella seduta del 2 ottobre 2000 il Consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi concernenti il riodino del personale direttivo e dirigenziale della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri;
per quanto concerne la Polizia di Stato, il decreto rinvia per evidente mancanza di copertura finanziaria, ad un futuro e incerto atto legislativo le decorrenze dei nuovi inquadramenti, cioè il cuore del riodino; che, ancora, disattende le richieste degli ispettori e del personale tecnico, categorie a cui il Governo aveva promesso solennemente di garantire una serie perequazione normativa e retributiva; che infine, non viene rivalutata la posizione funzionale del capo della polizia - direttore del dipartimento PS - cui la legge 121 attribuisce il coordinamento fra le forze di polizia, e dunque tale funzionario oggi possiede un livello funzionale equiparato (e non più sovraordinato, come nello spirito e nella «ratio» della legge 121) rispetto al Comandante generale dell'Arma che logicamente ha assunto il più elevato rango di capo di una forza armata;
per quanto concerne l'Arma dei Carabinieri, il Governo ha omesso persino di indicare il decreto presidenziale (che resta incredibilmente segreto) con cui viene istituito e disciplinato l'UCSI che procede, pur in mancanza di esplicita e conoscibile disciplina normativa a raccogliere informazioni sulle persone fisiche e giuridiche avvalendosi anche dell'Arma dei Carabinieri;
in tal modo, si continua a privare il cittadino - come esplicitamente denunziato dal Comitato Parlamentare di controllo sui servizi sotto la presidenza del senatore Brutti - di un riferimento legislativo sulla raccolta di informazioni riservate sui cittadini e le imprese ai fini del rilascio dei nulla osta di sicurezza, atti che - a prescindere dalla loro utilità sostanziale - vengono attualmente firmati in numero particolarmente elevato ogni anno;
non si conoscono indirizzi e propositi per l'attuazione delle delega relativa al personale dei gradi meno elevati, e cioè proprio coloro che più direttamente sono esposti al rischio per la difesa dei cittadini, e che ancora dovranno attendere per conoscere in che modo e con quali risorse verrà data risposta alle loro aspettative -:
se il Governo ritenga di impegnare almeno in parte, rinunciando alle elargizioni elettoralistiche «a pioggia», il bonus fiscale con una quota di risorse non inferiore a 1.500 miliardi, per le esigenze di incremento contrattuale del comparto difesa e sicurezza oltre ai fondi contrattuali già stanziati e del tutto irrisori; per un piano immediato di rinnovo delle dotazioni di mezzi, strutture, armamenti e tecnologie per il personale delle forze di polizia; per il completamento di attuazione delle deleghe previste dalla legge n. 78 del 2000. (3-06361)
(3 ottobre 2000)