Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 777 del 26/9/2000
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La seduta, sospesa alle 10,50, è ripresa alle 11,05.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE

Discussione di documenti in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione di documenti in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Ricordo che a ciascun gruppo, per l'esame di ciascun documento, è assegnato un tempo di 5 minuti (10 minuti per il gruppo di appartenenza del deputato Maiolo). A questo tempo si aggiungono 5 minuti per il relatore, 5 minuti per richiami al regolamento e 10 minuti per interventi a titolo personale.

(Discussione - Doc. IV-quater, n. 148)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Maiolo, pendente presso il tribunale di Perugia, per il reato di cui all'articolo 368 del codice penale (Doc. IV-quater, n. 148).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Maiolo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Carmelo Carrara.

CARMELO CARRARA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Maiolo, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi


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confronti presso il tribunale di Perugia che la vede indagata per il reato di calunnia.
I fatti all'origine della vicenda scaturiscono da un'intervista rilasciata dal dottor Mario Almerighi, magistrato in servizio presso gli uffici giudiziari di Roma, all'epoca presidente dell'Associazione nazionale magistrati. L'intervista fu rilasciata alla giornalista del Corriere della Sera Maria Antonietta Calabrò e fu pubblicata su quella testata il 19 ottobre 1998.
Il dottor Almerighi nel corso dell'intervista, parlando della situazione politica generale - con particolare riferimento alla formazione del Governo D'Alema - e dei rapporti tra l'ordine giudiziario e l'autorità governativa, ebbe a sollecitare espressamente una preferenza per la nomina a ministro della giustizia di un esponente politico le cui vedute fossero sugli argomenti della giustizia e del pianeta giustizia vicine o comunque conciliabili con quelle dei magistrati associati da lui in quel momento rappresentati.
Tale preferenza, tuttavia, venne espressa con frasi particolarmente dure del tipo: «O confermano Flick, appoggiandolo politicamente perché possa varare le riforme che sono in cantiere, oppure dovrebbero metterci qualcuno che sia disponibile al dialogo. (...) Ma se invece ci mettono qualche altro infiltrato del Polo nel partito Popolare (...) lo staff del ministero è pronto a dimettersi». È chiaro che con l'affermazione dello staff il presidente dell'ANM, giudice Almerighi, indubbiamente esprimeva ai componenti dell'ufficio legislativo e del Gabinetto del ministro, che sono tutti giudici togati, una posizione politica, in qualche misura volta a rappresentare pubblicamente le preoccupazioni e le istanze della magistratura associata nella fase della formazione del nuovo Governo. Questo fatto suscitò legittime reazioni da parte di alcuni esponenti politici, tra i quali l'onorevole Maiolo, la quale, nell'esercizio delle sue convinzioni politiche e dunque delle sue funzioni di parlamentare, ha ritenuto di sottolineare la presunta illiceità dell'esternazione del dottor Almerighi, denunciandolo per istigazione a delinquere di cui all'articolo 414 del codice penale.
Il reato ipotizzato sotto il profilo dell'istigazione a delinquere, secondo l'onorevole Maiolo, sarebbe stato quello previsto dall'articolo 287 del codice penale, vale a dire l'usurpazione di potere politico.
In seguito alla denuncia sporta dall'onorevole Maiolo presso la procura della Repubblica di Perugia competente per territorio e per ragioni di rimessione, trattandosi di procedimento riguardante il magistrato Almerighi, quest'ultimo presentò, a carico dell'onorevole Maiolo, una denuncia per calunnia che vede oggi il deputato Maiolo sottoposta ad indagini per il reato di cui all'articolo 368 del codice penale.
La Giunta, com'è prassi, ha ascoltato l'onorevole Maiolo il giorno 20 settembre scorso e, dall'esame dei fatti, ha ritenuto che la denuncia dell'onorevole Maiolo nei confronti del dottor Almerighi si inquadrasse in un ambito di polemica politica e di forte denuncia della parlamentare rispetto ad un'esternazione assolutamente improvvida ed impropria da parte del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, dottor Almerighi. Del resto, il ruolo della magistratura come potere terzo, l'attività di alcune procure italiane nel corso degli anni novanta (ma non soltanto degli anni novanta), la personalità e le esternazioni di taluni magistrati della Repubblica sono tutti elementi che assai frequentemente sono venuti alla ribalta politica, e soprattutto parlamentare, in questa e nelle precedenti legislature ed hanno costituito materia di un confronto, talvolta molto aspro, tra le diverse componenti del Parlamento e tra queste e settori della magistratura.
Non si può pertanto negare che l'onorevole Maiolo abbia agito in un ambito del tutto compreso nel novero delle prerogative parlamentari, tanto più che la vicenda è iniziata proprio con il rilascio dell'intervista del dottor Almerighi, le cui affermazioni, da un lato, investivano la scelta del ministro della giustizia da parte del


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Presidente del Consiglio incaricato (attribuzione spettante a quest'ultimo per espressa disposizione costituzionale) e, quindi, risultavano palesemente un condizionamento di quella scelta, dall'altro, inerivano ad un ambito prettamente parlamentare, giacché la formazione del Governo della Repubblica è materia di stretto interesse delle Camere in vista del successivo voto di fiducia, in mancanza del quale l'esecutivo non è pienamente legittimato.
Per tali ragioni, all'unanimità, la Giunta propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento penale per calunnia a carico dell'onorevole Maiolo concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
Passiamo ai voti.

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