(Sezione 3 - Valutazione del Governo circa la situazione del carcere di Secondigliano)
C) Interrogazione:
TARADASH - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
i detenuti del reparto S4 del carcere di Secondigliano, in una lettera inviata il 25 marzo ad un quotidiano, hanno manifestato l'intenzione di iniziare uno sciopero pacifico rifiutando il vitto dell'amministrazione a causa delle condizioni di vita nell'istituto, che non rispettano la dignità dei detenuti e confliggono con le finalità rieducative della pena;
benché il carcere sia una struttura di recente realizzazione, i detenuti, nella lettera, hanno chiaramente descritto le condizioni in cui sono costretti a vivere: le celle sono piccole per due persone e non sufficientemente areate, gli impianti di ventilazione dei servizi igienici interni ad esse non sono funzionanti, le finestre insufficienti, vi sono tre docce per ogni sezione, che comprende 50 detenuti, e gli impianti sono privi di parapetti o schermi che tutelino l'intimità;
i detenuti vengono sottoposti, per tre volte di seguito - alle 8.00, alle 15.00 ed alle 20.00 - al controllo stando in posizione di attenti, come è previsto in un solo altro carcere in Italia, quello di Poggioreale;
in occasione dei colloqui, gli avvocati, che per questo motivo sono restii a recarsi nel carcere, e i familiari dei detenuti, compresi le donne e i bambini, vengono sottoposti a perquisizioni personali particolarmente
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invasive, riservate anche ai detenuti al termine delle visite, mentre le celle più di una volta al mese vengono perquisite senza alcun rispetto per l'ordine degli alloggi;
il cibo che l'amministrazione penitenziaria fornisce ai detenuti è di pessima qualità ed essi possono acquistare allo spaccio solo prodotti precotti di un'unica marca che hanno costi che solo pochi riescono a sostenere;
l'assistenza sanitaria è insufficiente sia per le scarse attrezzature di cui è fornita l'infermeria che per la difficoltà di reperire farmaci anche per le terapie d'urgenza;
i detenuti hanno nelle celle solo televisioni in bianco e nero e, ove posseggano una radio, viene loro impedita la ricezione del segnale in modulazione di frequenza, permessa invece in molti altri istituti;
i detenuti non riescono mai, nonostante le reiterate domande, ad incontrare gli educatori e gli assistenti sociali o ad avere colloqui con parlamentari in visita al carcere e con il magistrato di sorveglianza;
la situazione del carcere è tale da determinare un sistema di applicazione della pena in assoluto contrasto con i principi costituzionali e le disposizioni di legge vigenti -:
se non ritenga opportuno inviare tempestivamente un'ispezione presso il carcere di Secondigliano al fine di verificare l'adeguatezza e la dignità delle condizioni di vita dei detenuti ed individuare eventuali responsabilità per il mancato rispetto delle norme vigenti in materia di trattamento penitenziario, assistenza sanitaria e sociale dei detenuti, di tutela delle posizioni giuridiche degli stessi da parte del tribunale di sorveglianza e, in generale, di garanzia dei diritti dei singoli individui. (3-03661)
(6 aprile 1999)