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MARCELLO BASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'approvazione di questo provvedimento rendiamo giustizia ai combattenti ed ai partigiani della seconda guerra mondiale, rispetto ai combattenti del primo conflitto. Nel 1968, infatti, a cinquant'anni dalla fine della grande guerra, con la legge n.263, veniva istituito un nuovo ordine onorifico: l'Ordine di Vittorio Veneto, riferito ai combattenti della prima guerra mondiale.
che «l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa per gli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», come recita l'articolo 11 della nostra Costituzione. È un principio sacrosanto, scaturito da una drammatica esperienza di guerra totale, di lotta di liberazione, da un cimento che ha visto, oltre mezzo secolo orsono, il nostro popolo combattere in armi per la propria libertà, per l'affermazione dei diritti inviolabili, per la costruzione di un mondo e di una società da cui fossero estirpate le cause della guerra, le oppressioni culturali ed economica, le intolleranze ideologiche, i pregiudizi razziali, le persecuzioni etniche.
Al di là degli anni, dei tanti decenni trascorsi dal 4 novembre 1918, data dell'armistizio tra Italia ed Austria, l'evento tragico della grande guerra resta fissato come indelebile nella coscienza individuale e collettiva, alimentato com'è dal ricordo di una dolorosa epopea, coltivato in un immaginario le cui ripercussioni ed i cui prolungamenti sono, tutt'oggi, lungi dall'offuscarsi. Riteniamo, pertanto, quanto mai giusto il riconoscimento formale a suo tempo concesso ai combattenti della prima guerra mondiale.
Con questo provvedimento di legge facciamo altrettanto per i combattenti nelle forze armate italiane durante la guerra 1940-1945, nelle formazioni partigiane o gappiste, nonché ai mutilati ed invalidi della guerra 1940-1945 ed agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia. Oltre al giusto riconoscimento, ciò può costituire anche un modo per ravvivare il ricordo di una storia di cui si rischia di perdere traccia, per ribadire che la forza di una nazione sta proprio nella sua memoria storica, non come eredità di un odio o di una vendetta, ma come memoria costitutiva della sua vita civile e politica.
Ed è una memoria che va sicuramente alimentata: ricordare che l'Italia nel 1940 entrò in guerra a fianco della Germania, ma ricordare anche che, con il 1943, soldati, ufficiali e partigiani, uomini liberi e coraggiosi hanno combattuto il fascismo e restituito l'Italia alla democrazia; ricordare
Anche nel secondo conflitto mondiale centinaia di migliaia sono state le vite stroncate.
Riteniamo che ai sopravvissuti, a quelli ancora in vita, sia giusto conferire un riconoscimento.
Riteniamo, altresì, sia giusto istituire l'ordine del tricolore comprendente l'unica classe di Cavaliere e che a beneficiarne siano i soggetti di cui all'articolo 2 di questa proposta di legge. Si tratta, mi pare sia chiaro, di una legge che ha un forte valore simbolico. Il conferimento di detti riconoscimenti potrà costituire un'occasione per ricordare, per non dimenticare; un'occasione per trarre un ammonimento dalla storia, per confermare e rilanciare le nostre aspirazioni di pace, le nostre speranze di una umanità riconciliata e concorde.
Per queste ragioni i deputati del gruppo dei Democratici di sinistra voteranno a favore del provvedimento.


