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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 , nel testo delle Commissioni, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5491-D sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la III Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.
ENZO TRANTINO, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i relatori hanno il dovere di informare il Parlamento, per l'attenzione che il problema merita, che in prima lettura la Camera licenziò un testo che aveva una sua armonia nella struttura; il Senato apportò un emendamento, il quale ha dato causa ad una intersecazione di letture, le più varie possibili, e che comunque, per come si è lamentato da più parti ha innestato una commistione di materie sino alla contaminazione di istituti.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Trantino. Colleghi, per piacere. Onorevole Urso, per cortesia. Prego, onorevole Trantino.
ENZO TRANTINO, Relatore per la III Commissione. In sintesi, ribadendo una filosofia che ci accomuni, mentre l'omicidio - che è il più grave dei reati - elimina un concorrente, con la corruzione, che è il più infido dei delitti, si acquisisce un complice: vi è, dunque, un allargamento a dismisura dell'invidia sociale, in ragione di quella che è oggi la vitalità dell'etica di una comunità, che non può certamente soffrire di un'immagine deturpata che non appartiene all'onore del popolo italiano. Al fine di estirpare la mala pianta della corruzione, concordando tutti i gruppi senza eccezione alcuna, rivolgiamo un invito ai presentatori
degli emendamenti (gli onorevoli Contento e Marotta), affinché ritirino le loro proposte emendative, trasfondendone i contenuti in un ordine del giorno che non sarà il «sigaro cavouriano», ma che diventi un orientamento forte e serio per il Governo, il quale, anche ai fini dell'equilibrio tecnico all'interno della legge, ne terrà conto nelle valutazioni degli opposti. Ove il Governo concordasse con tale posizione, chiedo che lo espliciti in modo da poter arrivare ad una immediata conclusione definitiva.
PRESIDENTE. Il Governo?
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, come...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia; è difficile lavorare in queste condizioni, anche per chi deve parlare.
ELIO VELTRI. Signor Presidente, è chiedere troppo che su una questione di tale natura si possa capire di cosa stiamo parlando?
PRESIDENTE. Basta leggere gli atti. Prego, signor sottosegretario.
ELIO VELTRI. Non è una bella risposta, signor Presidente.
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, come già esplicitato dal relatore per la III Commissione, nella stesura dell'articolo 11 fatta dal Senato sono state inserite le lettere b), c) e d) cui fanno riferimento gli emendamenti soppressivi (Commenti del deputato Veltri).
PRESIDENTE. Onorevole Veltri, il Governo sta esponendo il suo parere.
ELIO VELTRI. È una gazzarra!
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. In effetti, si tratta di fattispecie che, pur di grande rilevanza, appaiono in realtà al di fuori dell'oggetto indicato nella convenzione da ratificare come previsto, invece, nella originaria stesura della Camera dei deputati. Sembrerebbe più opportuno limitarsi alla previsione di un modello generale di responsabilità che in seguito il legislatore potrebbe estendere ad altre fattispecie.
PRESIDENTE. Onorevole Contento?
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, ieri sera, durante la discussione generale, abbiamo illustrato gli effetti negativi che il provvedimento potrebbe avere per molte società ed imprese italiane. Concordiamo con il Governo - lo avevamo già fatto presentando gli emendamenti soppressivi - che ci sia, nei confronti del nostro paese, un'attenzione particolare da parte di tutti gli altri paesi che hanno dato vita agli atti internazionali da ratificare e, addirittura, un'attenzione ulteriore affinché non vi siano altri ritardi nella ratifica degli stessi.
che accettando l'invito del Governo, per far sì che il nostro paese sul piano internazionale non sia oggetto di censure per il ritardo nella ratifica di questi strumenti, Alleanza nazionale dimostri che quando sono in gioco gli interessi del paese questi prevalgono sulle ideologie. Credo sia questo il messaggio che proviene dai nostri banchi nei confronti di un provvedimento concreto al quale guardano con apprensione migliaia e migliaia di imprenditori del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Onorevole Marotta?
RAFFAELE MAROTTA. Signor Presidente, egregi colleghi, noi, come si rileva dagli atti, siamo stati toto corde favorevoli alla rapida approvazione di questo disegno di legge. Abbiamo presentato un emendamento unicamente perché ci è sembrato che il Senato avesse introdotto delle figure assolutamente incompatibili con l'oggetto del provvedimento, che riguarda unicamente il contrasto alla corruzione sul piano interno ed internazionale. Questo contrasto deve essere in cima ai pensieri di tutti e non si dovrebbe approfittare dell'occasione per introdurre surrettiziamente altre ipotesi, in ordine alle quali, oltre tutto, sono già previste nel nostro ordinamento sanzioni penali ed amministrative, oltre che civili.
ELIO VELTRI. È mia la colpa, è mia!
PRESIDENTE. No, la Camera ha fatto quello che doveva fare. Lei ha molte responsabilità, ma non questa, onorevole Veltri.
RAFFAELE MAROTTA. Concludo, Presidente, ribadendo il nostro pieno impegno nel contrasto alla corruzione interna ed internazionale e quindi il nostro pieno accordo su una rapida approvazione della legge, che ci porta, ripeto, a rinunciare all'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Sta bene. Gli emendamenti si intendono pertanto ritirati.
PIERLUIGI COPERCINI. Signor Presidente, anticipo che anche noi della Lega nord Padania sottoscriveremo l'ordine del giorno, come questa mattina in Commissione abbiamo appoggiato gli emendamenti presentati dagli onorevoli Contento e Marotta. Desidero tuttavia sottolineare che questo modo di procedere rappresenta il solito by-pass tecnico per la mancata volontà di risolvere i problemi alla radice. Aderiamo a questa procedura per senso di collaborazione ed anche perché il nostro paese ha già fatto la brutta figura di non aver ratificato per tempo questi trattati. Siamo già spaventosamente in ritardo, quindi buttando benzina sul fuoco senz'altro non si farebbero gli interessi delle nostre popolazioni: di conseguenza, assumeremo l'atteggiamento che ho indicato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, vorrei richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi sull'ordine del giorno di cui si sta parlando. Il mio gruppo voterà
convintamente a favore di questo disegno di legge di ratifica di atti internazionali in materia di corruzione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lombardi. Ne ha facoltà.
GIANCARLO LOMBARDI. Nell'appassionato intervento di Marco Boato vi sono delle illogicità precise che, a mio avviso, la passione non può annullare.
chiede di non modificare perché ciò implicherebbe il ritorno del provvedimento al Senato e quindi un iter più lungo che complicherebbe le nostre relazioni internazionali. Ma il Senato ha introdotto delle variazioni che, come è stato ricordato molto opportunamente dal relatore e dal Governo, sono sostanzialmente estranee alla materia che è stato oggetto di esame, tanto è vero che qui alla Camera le Commissioni competenti avevano esaminato la materia in oggetto decidendo diversamente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Veltri. Ne ha facoltà.
ELIO VELTRI. Presidente, prima ho protestato perché quando si parla di argomenti di questa natura non c'è una agibilità normale in Parlamento. Sapendo che lei, se vuole, mantiene «l'ordine» in questa Camera, mi sono appellato a lei.
ANNA FINOCCHIARO FIDELBO, Presidente della II Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANNA FINOCCHIARO FIDELBO, Presidente della II Commissione. Chiedo scusa ai colleghi se intervengo, ma parlerò per pochissimi minuti.
del fascicolo che contiene il testo, vedranno che il provvedimento è stato approvato per la prima volta alla Camera dei deputati il 24 marzo, che è stato successivamente modificato al Senato della Repubblica il 10 maggio, che è stato poi nuovamente modificato alla Camera il 7 giugno - quindi, pochissimi giorni dopo - e al Senato il 28 giugno. Oggi il provvedimento sarà definitivamente approvato. Ho voluto ricordare queste date per dimostrare che esiste un'attenzione della Camera nell'approfondire l'esame di questo disegno di legge, che ritengo debba essere attribuita esclusivamente a suo merito. Del resto, l'approvazione di questo testo in Commissione è avvenuta esattamente il giorno prima dell'intervista del dottor Colombo.
PRESIDENTE. Colleghi, in relazione alla questione posta dai colleghi Boato e Veltri, evidenzio che innanzitutto la struttura di questo disegno di legge di ratifica è diversa da quella tradizionale, in quanto prevede, all'articolo 14, che, dopo la sua approvazione, gli schemi dei decreti legislativi, di cui agli articoli 11 e 12, siano trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti in modo che il Parlamento possa pronunciarsi nuovamente sul testo. Non si tratta, pertanto, di una delega che, una volta approvata, sfugge completamente dalle mani del Parlamento.
Dichiaro chiusa la votazione.
Il collega Cesetti ed io abbiamo convenuto sull'opportunità di rimetterci al Comitato dei diciotto e, quindi, riferire in aula la sua decisione. Stamattina ci siamo riuniti, vi risparmio la storia perché è di pura computisteria regolamentare. Al fine di evitare una lacerazione su un tema fondamentale per l'immagine del nostro paese, essendo alla vigilia di un incontro importante del ministro degli esteri italiano che rappresenta la politica non di questo o quel Governo, bensì la politica italiana, e cioè la nazione intera, abbiamo una necessità fondamentale: portare a compimento un'opera iniziata con interesse e passione da tutti gli schieramenti.
Poiché un'eventuale modifica o un eventuale rinvio - come già detto dal relatore per la III Commissione - comporterebbe un ritardo, il Governo invita i presentatori degli emendamenti, onorevoli Contento e Marotta, a ritirarli e a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno che il Governo si impegna ad accettare; ciò consentirà al nostro paese di onorare gli accordi assunti in sede internazionale.
Credo che accettare la richiesta di ritirare gli emendamenti e di presentare, come ho fatto insieme al collega Marotta, un ordine del giorno che sostanzialmente chiede al Governo di utilizzare i termini della delega tenendo conto degli aspetti che abbiamo sottolineato con i nostri emendamenti sia un comportamento corretto e che guarda agli interessi di molti imprenditori del nostro paese.
Accettando, a questo punto, l'invito a ritirare gli emendamenti ed a presentare un ordine del giorno, desidero anche dare una risposta - che non vuole essere polemica, onorevoli colleghi - ad alcune battute fatte poco fa. Penso di poter dire
Ci rendiamo conto, tuttavia, dell'esigenza di approvare rapidamente il progetto di legge, evitando contrasti con l'altro ramo del Parlamento, per cui aderiamo senz'altro alla proposta dell'onorevole Trantino di ritirare il nostro emendamento per giungere rapidamente all'approvazione di questa legge che, ripeto, è in cima ai pensieri di tutti: quindi, se c'è un ritardo, caro Veltri, non è colpa nostra. Abbiamo approvato anche la legge anticorruzione, che giace al Senato: non so di chi sia la colpa, ma certamente non nostra.
Prego, onorevole Marotta.
Passiamo alla votazione dell'articolo 11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Copercini. Ne ha facoltà.
L'accelerazione positiva impressa dalla Camera all'approvazione di questo disegno di legge è legata all'allarme lanciato, tramite gli organi di stampa, nei giorni scorsi, da parte di qualche magistrato della procura di Milano - in particolare dal dottor Colombo - che ha accusato il Parlamento di essere in ritardo. Ferma restando, come sempre, l'autonomia del Parlamento questo rilievo critico aveva un suo fondamento ed è giusto che ciò abbia contribuito ad un'accelerazione dell'approvazione di questo disegno di legge.
Chiedo la sua attenzione, Presidente, perché vorrei porle una questione. Il Senato, a mio parere positivamente, ha introdotto all'articolo 11 le lettere b), c) e d) che i colleghi di Alleanza nazionale e di Forza Italia avrebbero voluto sopprimere. Tali lettere riguardano non materie ideologiche, collega Contento, ma la tutela dell'incolumità pubblica, la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro e la commissione di reati in materia di tutela dell'ambiente e del territorio. Incolumità pubblica, tutela del lavoro e dell'igiene sul lavoro, tutela dell'ambiente del territorio: sono queste le materie su cui il Senato ha proposto che venga esercitata la delega di cui all'articolo 11 del provvedimento.
Ho apprezzato l'invito del relatore Trantino rivolto ai colleghi Contento e Marotta volto al ritiro degli emendamenti soppressivi delle lettere b), c) e d) del comma 1 dell'articolo 11, ma ritengo non ammissibile un ordine del giorno che impegni il Governo, nel momento in cui, fra pochi minuti, approveremo questo disegno di legge di ratifica che prevede una delega al Governo in queste materie, a non esercitare tale delega. Trovo scandaloso che il Governo, poco fa, si sia dichiarato disponibile a non esercitare la delega che fra pochi minuti il Parlamento, con una legge, gli conferirà (Applausi dei deputati Paissan e Frau)! È scandaloso, signora rappresentante del Governo - da me stimata, come lei sa -, sia sul piano politico, sia su quello legislativo, sia su quello costituzionale, perché il Parlamento sta conferendo una delega al Governo affinché la eserciti! Il Governo dichiara invece di accogliere un ordine del giorno che lo impegna a non esercitare - nella premessa è spiegato dettagliatamente e nel dispositivo è assolutamente esplicito - tale delega riguardo alle lettere b), c) e d), introdotte dal Senato, che riguardano materie non ideologiche, collega Contento, ma - lo ripeto - questioni di incolumità pubblica, di prevenzione sugli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro e di tutela dell'ambiente e del territorio. Quale ideologia è questa?
I colleghi avrebbero voluto sopprimere queste lettere: ciò fa parte della dialettica parlamentare, perché chiunque può presentare emendamenti. Se tali emendamenti non fossero stati ritirati, sarebbero stati sottoposti al voto dell'Assemblea e mi sarei augurato che l'Assemblea, del tutto legittimamente, li avrebbe respinti.
Presidente, non è possibile, quindi, che lei accetti che il Governo accolga un ordine del giorno, magari anche votato dall'Assemblea - questione posta ieri su altra materia -, nel momento stesso in cui il Governo dichiara che accetta di non esercitare una delega nelle tre materie che ho citato, introdotte dal Senato e che noi approveremo fra pochi minuti.
Pongo a lei, in quanto Presidente della Camera e tutore della legalità dei lavori del Parlamento, questo problema politico (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e di deputati di Forza Italia).
Se ho ben compreso, la Camera è chiamata a votare un testo che il Governo
Francamente non si vede perché il Parlamento non sia libero di decidere. Il collega Boato ha detto che è scandaloso che si voti una cosa contraria (Commenti del deputato Boato)... È la Camera che decide di approvare questo testo e contestualmente un ordine del giorno per dire di «no» ad una determinata parte, e ciò in piena libertà e in assoluta coerenza! A mio avviso non c'è nulla di scandaloso.
In conclusione, a me sembra che le posizioni manifestate dal relatore e dal Governo rispondano ad un senso di responsabilità. È certamente vero che le materie oggetto dei tre punti introdotti dal Senato sono meritevoli di attenzione, ma proprio perché meritevoli di attenzione non va bene che siano introdotte surrettiziamente in questo testo che ha altre finalità, altri compiti ed interessi.
So benissimo di che cosa si tratta. La cosa è talmente rilevante che il relatore ha detto che il provvedimento deve essere approvato per evitare che il nostro ministro degli esteri faccia una figuraccia di fronte ai partner europei. Pertanto non posso accettare la sua battuta, signor Presidente.
Detto questo mi dichiaro d'accordo con l'onorevole Boato. Qui si può votare e non c'è bisogno di presentare ordini del giorno e di manomettere successivamente, con una delega pasticciata, la volontà del Parlamento! Si voti! Se il provvedimento passa, bene; altrimenti ritornerà al Senato. Non c'è nulla di strano; il Parlamento si assumerà le proprie responsabilità. Se per caso non dovesse passare, si confermerebbe una volta di più che la maggioranza di questo Parlamento soffre di allergia nei confronti di iniziative e di regole che tendono a stroncare la corruzione nazionale ed internazionale.
In conclusione, Presidente, anch'io la prego di dichiarare inammissibile l'ordine del giorno, altrimenti facciamo un pasticcio. Ed io penso che pasticci di fronte ad un provvedimento che riguarda la comunità internazionale e che è stato già sottoscritto, se non erro, da 27 paesi, non ne possiamo fare.
Credo che siano necessarie alcune precisazioni. Non vorrei che il lavoro non solo celere (Commenti del deputato Veltri), ma anche assai approfondito che la Commissione giustizia e l'Assemblea hanno portato avanti in questi ultimi mesi, venisse travisato come il frutto di una fretta o di un'ansia di rispondere a sollecitazioni pur autorevolissime, che sono venute in questi giorni da personaggi, in particolare dal sostituto procuratore Colombo che da tecnico e specialista di tali questioni ha posto un problema rilevante, quello della lentezza dei lavori parlamentari in ordine all'approvazione di importanti atti di ratifica. Vorrei che si riconoscesse il lavoro svolto dalla Commissione. Se i colleghi avranno la bontà di scorrere il frontespizio
Vorrei aggiungere un'ulteriore annotazione. Questo provvedimento non contiene soltanto la disposizione dell'articolo 11, sulla quale mi limito a dire che non esiste un obbligo di esercizio della delega sancito dalla Carta costituzionale o da altro testo. Tuttavia, il disegno di legge contiene importantissime innovazioni, che non sono limitate all'articolo 11, e credo che dobbiamo salutare con grande e legittima soddisfazione il fatto che il testo sia oggi approvato in quest'aula.
In questa situazione, convengo con i colleghi Boato e Veltri che siamo vicini al margine di ammissibilità - non vi è dubbio che sia così -, ma il dispositivo dell'ordine del giorno Contento n. 9/5491/1 impegna il Governo «ad esercitare la delega di cui all'articolo 11 del disegno di legge in esame, prevedendo la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e degli altri soggetti ivi contemplati per i delitti coerenti con gli impegni internazionali assunti». La delega, pertanto, non è contro gli impegni internazionali assunti, è un indirizzo al Governo. Saranno lo stesso Parlamento, la Camera e il Senato, a valutare in quale modo il Governo abbia trovato un equilibrio tra l'ordine del giorno in questione e il disegno di legge di ratifica.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 431
Astenuti 43
Maggioranza 216
Hanno votato sì 431).


