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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, siamo arrivati al termine dell'esame di una proposta di legge il cui iter è iniziato il 12 novembre 1996, che è stata lungamente discussa in Commissione - e ringrazio i membri della Commissione stessa per il loro apporto - e che il 25 febbraio scorso è finalmente approdata in quest'aula. C'è da augurarsi che nel passaggio alla Camera alta, al Senato, si possa arrivare almeno entro il 4 novembre, giorno delle Forze armate, all'approvazione definitiva del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mitolo. Ne ha facoltà.
PIETRO MITOLO. Signor Presidente, devo brevemente intervenire perché quello in esame non è un provvedimento qualsiasi, che possa passare fra la disattenzione generale ed il brusio della Camera: ha infatti un valore morale altissimo, perché riguarda il riconoscimento del servizio prestato in guerra da una categoria di italiani che purtroppo ormai va scomparendo, dal momento che sicuramente il più giovane non ha meno di settant'anni. Credo che il riconoscimento sia giustificato anche dal precedente dell'Ordine di Vittorio Veneto, che fu concesso nel 1968, a cinquant'anni dal relativo evento; quello di cui oggi ci occupiamo giunge non solo in ritardo (per carità, non vogliamo fare processi) ma anche con una consistenza ridotta rispetto al precedente: infatti, mentre ai cavalieri di Vittorio Veneto è stata consegnata una medaglietta d'oro, ai cavalieri dell'Ordine del tricolore, a causa delle ristrettezze economiche in cui ci troviamo, verrà consegnata soltanto una modesta medaglia di bronzo. Ciò che conta di più, però, non è questo, è invece il valore morale dell'atto.
che, prima di morire, portò al cuore una candela accesa gridando: «Italia e San Marco!».
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Basso. Ne ha facoltà.
MARCELLO BASSO. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo sul provvedimento in esame e chiedo alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo scritto della mia dichiarazione di voto finale.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
MICHELE RALLO. Signor Presidente, intervengo in dissenso dal mio gruppo perché sono stato tentato di votare contro e, alla fine, ho deciso di farlo. Ho deciso di votare contro, e invito i miei colleghi a fare lo stesso, per una considerazione semplicissima: tenuto conto delle finalità encomiabili della proposta di legge in esame, soprattutto per come essa è nata, non posso fare a meno di notare che la stessa reca in sé una particolarità che la snatura e che fornisce una falsa versione della nostra storia nazionale.
VASSILI CAMPATELLI. Eravate con i nazisti!
GIORGIO MALENTACCHI. Stai zitto!
MICHELE RALLO. Cari colleghi, voi potete dare a chi si è battuto sotto un'altra bandiera tutta la vostra riprovazione, ne avete il diritto, così come noi abbiamo il diritto (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Comunista e misto-Rifondazione comunista-progressisti)...
PRESIDENTE. Colleghi, se volete, potrete intervenire successivamente.
MICHELE RALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi che dissentono hanno il diritto di dire che coloro che si batterono sotto una certa bandiera erano cattivi e che erano buoni solo quelli che si battevano sotto l'altra bandiera; lo stesso discorso si può fare da questa parte.
MARIA LENTI. È diverso!
MICHELE RALLO. Intelligenza vorrebbe che, a mezzo secolo di distanza, si riconoscesse che ci furono buoni e cattivi da entrambe le parti. Tuttavia, intelligenza a parte - considerando che non ci sia intelligenza in alcuni settori - non si può disconoscere la verità: ci furono combattenti del sud e combattenti del nord; ci furono repubblicani e monarchici; ci furono fascisti e antifascisti; ci furono comunisti e non comunisti; coloro che si batterono con onore sotto entrambe le bandiere hanno diritto al riconoscimento di questa Italia, comunque la si pensi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Il fatto di averlo inserito in questa proposta di legge è encomiabile, ma è indegno conferire l'onorificenza a coloro che combatterono solo da una parte, quindi esprimerò un voto contrario.
EUGENIO DUCA. Sei tu che sei indegno!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romano Carratelli. Ne ha facoltà.
DOMENICO ROMANO CARRATELLI. Signor Presidente, i deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo voteranno a favore della proposta di legge in esame perché dovrebbe aiutarci a superare molti aspetti che sono stati sottolineati in questa sede e che sono stati oggetto di grandi discussioni in Commissione. Il testo che giunge in Assemblea rappresenta un punto di equilibrio, il riconoscimento di una realtà storica accettata ormai da tutti. Credo che il voto favorevole sia un atto giusto nei confronti di coloro che hanno vissuto questa esperienza, la memoria dei quali intendiamo onorare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, i deputati del CDU votano a favore di questo provvedimento sul quale abbiamo molto discusso in Commissione. Credo sia stato raggiunto un equilibrio e, non ritengo sia il caso, in questa sede, di operare forzature e riportare alla luce vecchie fratture che riguardano la storia del nostro paese. Pertanto, il nostro voto favorevole è convinto, anche per il significato che è stato dato a questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luciano Dussin. Ne ha facoltà.
LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, dichiaro la nostra astensione sul provvedimento per le forti perplessità sulle complesse procedure di conferimento delle onorificenze che seguiranno. Tuttavia, per rispetto nei confronti di chi ha partecipato alla guerra come combattente, degli invalidi e degli internati nei campi di concentramento, come ripeto, ci asterremo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crema. Ne ha facoltà.
GIOVANNI CREMA. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati Socialisti su questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.
MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, dopo un lunghissimo iter, oggi questa proposta di legge probabilmente - ce lo auguriamo - sarà approvata.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, indubbiamente la guerra fu una tremenda follia, ma secondo me non si dovrebbe perdere l'occasione di questa legge per la pacificazione.
EUGENIO DUCA. Ma che cazzo dici!
TEODORO BUONTEMPO. Voi perdete questa grande occasione e dimostrate che faziosi eravate e faziosi rimanete (Vive proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo) e il vostro pregiudizio ideologico non vi fa onore!
EUGENIO DUCA. Tu hai portato il disonore! Andate fuori!
VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, questa legge ci è stata molto sollecitata dalle associazioni combattentistiche e partigiane e non sarà sfuggito a nessuno come la Commissione difesa abbia cercato di agire nel modo più unitario possibile: su una proposta di legge presentata dall'onorevole Giannattasio, di Forza Italia, il presidente ha ritenuto di nominare relatore l'onorevole Nardini, di Rifondazione comunista, proprio per avere un'ampia unità dei vari schieramenti politici.
il nostro paese. Noi non potremo avere un'Italia in posizione di equidistanza fra la causa democratica delle potenze alleate, che hanno battuto il nazismo ed il fascismo, e quanti invece, anche per motivi di cui possiamo riconoscere la buona fede (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Comunista e misto-Rifondazione comunista-progressisti) ... Dicevo che non potremo mettere sullo stesso piano due cause che hanno diviso l'umanità e la civiltà in modo così profondo. Il posto dell'Italia democratica è accanto ai valori che condussero a restaurare libertà e democrazia nel mondo nel 1945. Lo dico con grande spirito costruttivo, proprio perché vorrei che non ci fosse alcuna esitazione, che su questi valori tutto il Parlamento fosse unito, che fossero valori condivisi in modo - si usa un anglismo forse scorretto - bipartisan, ma nel momento in cui variamo questa legge, che costituisce un riconoscimento morale per chi ha combattuto e sofferto in quel periodo, credo sia giusto che questi valori a cui l'Italia democratica si ispira vengano riaffermati con chiarezza e con nettezza (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, misto-Rifondazione comunista-progressisti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armando Cossutta. Ne ha facoltà (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
GIULIO CONTI. Basta!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.
Vorrei rispondere al collega Luciano Dussin che ha criticato l'articolo 2, facendogli presente che esiste per ogni militare uno stato di servizio nel quale vengono registrati tutti i giorni passati nei vari reparti e dal quale può risultare anche se lo stesso è stato per una settimana in zona di operazioni oppure no. Non so se il collega abbia fatto il servizio militare, ma senza dubbio sul suo stato di servizio saranno risultati anche i giorni in cui è stato a riposo oppure ricoverato in ospedale.
Non ho altro da aggiungere e ringrazio per i voti favorevoli che sono stati espressi.
Nel corso della discussione svolta in Commissione e poi in aula, ho sollevato un problema che intendo ancora sottolineare, perché è di grandissima importanza morale e civile: il riconoscimento ai combattenti della Repubblica sociale del loro titolo (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale); purtroppo, però, permangono ancora condizioni di faziosità che turbano la nostra comunità nazionale. Ancora non siamo riusciti a pacificare per intero il nostro popolo rispetto alle tristi vicende che dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 hanno turbato la vita nazionale. Non si può dimenticare che, anche in quel periodo, vi furono combattenti valorosissimi: ne cito uno per tutti, il sottotenente Stefano Bagnaresi, della divisione San Marco, che fu fucilato da un gruppo di partigiani e
Morì, come dice la motivazione della medaglia d'oro concessa a questo eroe, «come i re non hanno saputo morire» e fu un esempio di quella gioventù che si batté onoratamente e valorosamente, ma che ancora oggi non ha avuto un riconoscimento, non per chissà quale qualifica ma per quella per la quale si è sacrificata, cioè il titolo di combattente. Credo sia dovere del Parlamento e del Governo provvedere a sanare e chiudere al più presto questa pagina di storia dolorosa, poiché ciò è importante soprattutto per quanto concerne la pacificazione all'interno del popolo italiano.
Signor Presidente, caro generale Giannattasio, come tu ben sai, pur rendendoti merito per la proposta di legge, saremmo stati tentati di astenerci, se non addirittura di votare contro, ma non lo facciamo soprattutto per il rispetto di tutti coloro che sono caduti nell'ultima grande guerra con molto valore ed onore. Ad el-Alamein vi è una lapide che ricorda il sacrificio di tutti con le parole «Mancò la fortuna, non il valore»: con queste parole ricordiamo tutti i reparti, le divisioni, le truppe che hanno partecipato alla guerra. Oggi, con ritardo, ripeto, compiamo un atto di altissimo valore ed è per questo che annuncio, con convinzione, il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, nella speranza che si realizzi l'auspicio cui poc'anzi ho accennato (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rallo. Ne ha facoltà.
È verità, da qualunque parte ci si sia battuti, e comunque la si pensi sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia d'Italia dal 1943 al 1945, cui nessuno può sfuggire, che in Italia ci siano state due parti che si sono affrontate in una guerra civile e che hanno visto, da una parte, le formazioni partigiane e l'armata del sud e, dall'altra, i militari della Repubblica sociale italiana e delle altre formazioni che combatterono sotto il tricolore per ideali di dignità nazionale (Proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Dai banchi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Comunista e misto-Rifondazione comunista-progressisti si grida: Fascisti!
Anche noi del gruppo di Rifondazione comunista, in un primo approccio, abbiamo avuto difficoltà, che sono state superate nel momento in cui abbiamo giustamente esteso il riconoscimento ai partigiani che hanno militato nelle formazioni partigiane e «gappiste» e nel corpo dei «Volontari della libertà» (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Rifondazione comunista-progressisti e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Certamente non avremmo potuto dare il nostro consenso alla legge, se essa fosse stata articolata diversamente.
Il percorso è stato molto approfondito e il riconoscimento dello Stato a questi uomini, che ormai hanno davvero un'età molto avanzata, deve essere soprattutto simbolico perché la follia della guerra possa non ripetersi più, ma - ahimè - ne abbiamo, invece, una recente alle spalle. Quando ho detto queste cose nel 1997, non avrei mai pensato di trovarmi dopo un po' alle soglie di un'altra guerra. Tuttavia, vogliamo ancora nutrire la speranza che questo sia simbolicamente offerto come pegno dello Stato affinché le guerre non si ripetano (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
In questi anni si sono svolti moltissimi dibattiti sulla pacificazione e lei stesso, onorevole Presidente, più volte ha affermato che la vera pacificazione consiste nel capire le ragioni delle scelte che allora furono fatte. Non si tratta di coprire responsabilità, né di nascondere la verità della storia, ma, a tanti anni di distanza, bisogna anche riconoscere che tanta gente in buona fede ha scelto un campo o l'altro, in base alle circostanze, alle parentele, alle città in cui viveva: città intere e famiglie intere, un fratello da una parte e un fratello dall'altra.
A tanti anni di distanza il Parlamento, se vuole dare un segnale ci civiltà, deve riconoscere il ruolo e la dignità di combattenti a tutti coloro che assunsero una difesa, perché da tutte le parti vi erano coloro che sbagliavano e coloro che odiavano, ma tanti militari, sia dalla parte della sinistra, sia dalla parte della Repubblica sociale, credevano di servire la patria e non di servire un regime e un partito (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Vorrei dare una risposta all'onorevole Rallo, anche perché egli fa parte di uno schieramento che si candida a governare