Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 770 del 26/7/2000
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CONSIDERAZIONI INTEGRATIVE DELLA DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO PIERO RUZZANTE SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 7194

PIERO RUZZANTE. Desidero esprimere a nome del gruppo dei Democratici


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di sinistra-l'Ulivo il voto favorevole sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 163 per la proroga delle missioni internazionali di pace.
Sono 9.477 i militari italiani impegnati nelle missioni di pace all'estero: in Macedonia, in Albania, in Bosnia, ad Hebron ed in Kossovo.
Gli obiettivi fondamentali delle nostre missioni sono quelli di consolidare il processo di pace e il rafforzamento della democrazia con particolare attenzione all'area balcanica.
Voglio qui ricordare in particolare da un lato la funzione dell'Arma dei carabinieri nell'addestramento delle polizie locali per la tutela dell'ordine pubblico e la prevenzione e repressione della criminalità organizzata, dall'altro l'azione nel Kossovo per disciplinare il rientro dei profughi e per concorrere al raggiungimento di una soluzione pacifica nella crisi kossovara.
Questa presenza dei militari italiani all'estero rappresenta il rispetto degli impegni assunti dall'Italia a livello di comunità internazionale ma questi nostri uomini bene interpretando la funzione umanitaria delle missioni di pace hanno fatto acquisire prestigio e stima all'Italia sia da parte delle Organizzazioni internazionali sia da parte delle popolazioni locali. Questo è stato possibile grazie ad un ottimo livello di formazione dei nostri militari favorito da quella carica umana e dei sentimenti di solidarietà che da sempre caratterizzano il popolo italiano.
Tutto questo non è però sufficiente: è necessario da un lato rilanciare la funzione civile di queste missioni attraverso un maggior sostegno alle associazioni di volontariato, alle organizzazioni non governative, alla presenza degli obiettori di coscienza che sostengano, rafforzino e supportino il dialogo e la solidarietà con le popolazioni locali e la ripresa delle normali attività civili.
Dall'altro lato però l'esperienza di questi anni dimostra le necessità di una iniziativa politica forte dell'Europa nell'area balcanica.
Sentiamo la necessità di una conferenza balcanica in grado di porre le basi per un futuro di pace e democrazia che dia garanzia alle popolazioni locali e assicuri in tempi rapidi un allargamento e una reale integrazione di quest'area balcanica nell'ambito dell'Unione europea per uscire definitivamente dalla situazione di emergenza.
Nel merito del provvedimento ribadiamo la necessità, più volte espressa dalla Commissione difesa all'unanimità, di una legislazione di carattere generale che disciplini tutti gli aspetti delle missioni di contingenti militari all'estero, ovviamente senza espropriare il Parlamento dell'autorizzazione legislativa preventiva, all'inizio di qualsiasi spedizione all'estero di contingenti militari.
Guardiamo positivamente allo stanziamento previsto al comma 4 dell'articolo 1 per quegli interventi infrastrutturali da realizzare in favore delle truppe italiane per migliorare la qualità della vita e all'articolo 3 l'utilizzo gratuito delle utenze telefoniche in caso di indisponibilità di adeguate istanze per uso privato. Sono sicuramente elementi migliorativi rispetto ai provvedimenti precedenti che puntano a dare una risposta alla esigenza più volte manifestata dai nostri militari.
Nell'esprimere la soddisfazione per la qualità del dibattito in Commissione e in Assemblea. Non posso non notare la differenziazione nel voto su un tema così importante e delicato che riguarda la politica estera e le politiche della difesa, da parte di alcuni gruppi dell'opposizione (e della Lega nord Padania in particolare).
Lo voglio far notare all'Assemblea nell'esprimere il voto responsabile del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, perché forse quei nostri militari impegnati con qualche rischio personale e distanti dal loro cari, meriterebbero un sostegno unanime del Parlamento italiano.

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