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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4424 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PIETRO MITOLO, Relatore. Invito l'onorevole Fontan a ritirare i suoi emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3, altrimenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Il Governo?
ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Onorevole Fontan, accede all'invito a ritirare i suoi emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3?
ROLANDO FONTAN. No, signor Presidente e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROLANDO FONTAN. Intervengo su tutti gli emendamenti che ho presentato, considerato che hanno un'impostazione comune.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che, consistendo la proposta di legge in un solo articolo, non si procederà alla votazione dello stesso, ma direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5 del regolamento.
Con questa proposta di legge costituzionale, relativa alla modifica dell'articolo 12 della Costituzione italiana, si inserirebbe nella Costituzione il seguente dettato: «La lingua italiana è la lingua ufficiale della Repubblica». Se si legge attentamente la relazione, si evince come questa dizione, di fatto, già esiste in alcune norme che vengono richiamate, quali quelle sul notariato e sullo stato civile, in qualche passaggio del codice di procedura civile ed anche in altre leggi di minore importanza. Non vi è dubbio che l'italiano sia lingua di questo Stato. Certo è che codificare questo principio a livello costituzionale ci sembra un po' esagerato rispetto alla situazione e alla necessità di cambiamento di questo Stato. Non riteniamo che tale cambiamento sia subordinato al principio che la lingua italiana sia lingua dello Stato o che possa ricevere da esso un imprimatur. Abbiamo, pertanto, presentato emendamenti che non mettono in dubbio il principio che la lingua italiana sia lingua ufficiale della Repubblica, ma che tutelano, altresì, le lingue locali, che pure sono riconosciute dalla Costituzione, cosa ben diversa dal dettato dell'articolo 6 della Costituzione che tutela le minoranze linguistiche.
Riteniamo superflua l'affermazione del principio che la lingua italiana è lingua ufficiale della Repubblica, tuttavia, affermiamo che essa deve essere collegata ad un riconoscimento delle lingue locali. Dall'approvazione o meno di questi tre emendamenti dipenderà la posizione del gruppo della Lega nord rispetto alla votazione finale della proposta di legge costituzionale al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 383
Astenuti 9
Maggioranza 192
Hanno votato sì 41
Hanno votato no 342).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 390
Astenuti 11
Maggioranza 196
Hanno votato sì 39
Hanno votato no 351).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 386
Astenuti 12
Maggioranza 194
Hanno votato sì 37
Hanno votato no 349).


