Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 770 del 26/7/2000
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(Iniziative del Governo in relazione ai recenti tragici fatti avvenuti nel canale di Otranto)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Manzione n. 3-06110 (vedi l'allegato A - Interrogazione a risposta immediata sezione 6).
L'onorevole Manzione ha facoltà di illustrarla.

ROBERTO MANZIONE. Signor Presidente del Consiglio, il giovane Daniele Zoccola, un finanziere di Pontecagnano di 23 anni, ha perso la vita mentre compiva il suo dovere; il gommone delle fiamme gialle su cui era imbarcato insieme ad altri colleghi, uno dei quali risulta ancora disperso, è stato praticamente distrutto dall'impatto volontario provocato dall'imbarcazione guidata dagli schiavisti albanesi. La lunga sequenza di inseguimenti e di battaglie navali conferma, da un lato, l'insufficienza e l'impossibilità di apprestare adeguate risorse tecniche per stroncare il fenomeno e, dall'altro, l'impegno non proprio cristallino da parte del Governo albanese.
I finanziamenti italiani all'Albania, ipoteticamente tesi ad arrestare i flussi migratori, sembrano totalmente inefficaci. Il sequestro da parte italiana di numerosi gommoni albanesi non ha arrestato né il traffico di persone né l'intraprendenza dei criminali. I ragazzi sono stati sacrificati orribilmente ed inutilmente sull'altare di una guerra mai dichiarata apertamente; per quelli che restano vi è la solita busta paga di circa due milioni.
Quale diversa strategia, signor Presidente del Consiglio, il Governo intende mettere in campo per tentare di stroncare il fenomeno?

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Vorrei dire all'onorevole Manzione che dobbiamo rafforzare la nostra strategia, ma in coscienza non credo che quella finora seguita dal Governo sia sbagliata. Come lei, abbiamo vissuto come una tragedia quest'ultimo fatto: un atto intenzionalmente criminale che è costato la vita ai nostri ragazzi. Eppure, nel corso degli ultimi anni la lotta a questo fenomeno ha prodotto risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo, la criminalità opera e continua a commettere delitti in questo come in altri campi, ma ciò non significa che la lotta alla criminalità sia rimasta senza risultati.
Basta che si confrontino tra di loro gli sbarchi avvenuti nel 1998, nel 1999 e nel primo semestre del 2000 per accorgerci che vi è stata una rilevante diminuzione nel numero dei natanti che in questi anni sono partiti e sono stati disponibili a partire dalle coste albanesi. Basta altresì vedere il numero, invece significativamente cresciuto, degli stranieri immigrati clandestinamente che sono stati rimandati nei paesi di provenienza.
I risultati, quindi, ci sono stati, ma si tratta di una strategia da rafforzare, perché siamo in presenza di un fenomeno che continua ad essere virulento. Noi lo facciamo fondamentalmente attraverso la nostra attività di contrasto dal territorio


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nazionale e partendo dalle nostre coste, da tre punti base, ossia il canale di Otranto, lo Ionio settentrionale e lo stretto di Sicilia. Ad operare sono unità navali della marina assistite da radar che adesso hanno visto l'immissione di congegni ancora più perfezionati e ciò consente di intercettare, in modo sempre più efficace, questi mezzi. È evidente però che a questo fine è cruciale, prima ancora dell'attività di contrasto dalle nostre coste, l'azione dal luogo di partenza ed è qui che si pone chiaramente un problema con l'Albania.
Quest'ultima, in questi anni, ci è venuta dietro, migliorando il suo sistema legislativo. L'Albania ha varato l'anno scorso una legge che ha previsto una serie di misure, ma non il sequestro degli scafi quando sono fermi, prima ancora della loro partenza. Sono riusciti a ridurre il numero dei gommoni in attività, ma è unanime la nostra valutazione in Italia che si tratti di uno strumento insufficiente e mi aspetto che prima della mia visita in Albania, che avrà luogo dopodomani, il Governo albanese abbia già approvato una legge migliorativa rispetto a quella citata, che rifletta meglio e con più efficacia gli accordi definiti nel luglio scorso con il nostro ministro dell'interno.
Mi aspetto di dover fare un discorso agli amici albanesi che investa la capacità di dare attuazione alle leggi che adottano, perché questo poi è il vero problema: le leggi possono anche essere migliorate e rese più severe, ma qui c'è un problema di attuazione, in relazione al quale offrirò tutta la più ferma ed attenta collaborazione del nostro paese.
Vi è, infine, un terzo tema, che investe non soltanto noi, ma anche l'Europa, che è quello del governo dei flussi di persone che attraversano le frontiere orientali dei paesi balcanici e che arrivano, anche attraverso alcuni di essi, sulle coste italiane. L'Albania sta diventando una sorta di porta verso l'Europa e quindi verso l'Italia, tramite la quale hanno accesso flussi dalle provenienze più diverse. Abbiamo, pertanto, bisogno di una politica di cooperazione rafforzata europea, che ci garantisca un impegno solidale dell'Unione europea per fronteggiare flussi che, al limite, vanno al di là delle capacità di controllo degli albanesi.

PRESIDENTE. L'onorevole Manzione ha facoltà di replicare.

ROBERTO MANZIONE. Presidente Amato, il dramma di Otranto è ancora purtroppo sotto i nostri occhi. Non si vuole assolutamente sottovalutare l'impegno profuso dalle forze di polizia; anzi, è proprio grazie a quell'impegno che il traffico dei nuovi schiavi, rispetto agli anni scorsi, è percentualmente diminuito. Nello stesso tempo, però, sono purtroppo aumentati il rischio, la follia degli scafisti, il disprezzo totale per la vita degli immigrati e per quella delle forze dell'ordine.
Cosa fare allora, Presidente? Il mancato rispetto o comunque la scarsa incisività, all'atto pratico, da parte del Governo di Tirana degli impegni assunti nei confronti dell'Italia, non favoriscono il dialogo. Dunque, quale soluzione? Sparare contro i gommoni che non si fermano all'alt, come qualcuno reclama in maniera superficiale? È evidente che in tal caso gli scafisti non avrebbero alcuno scrupolo nel farsi scudo con i corpi degli immigrati! Sparare dopo che lo sbarco è avvenuto? Ma sappiamo benissimo - lo ha detto poco fa - che molto spesso gli scafisti conservano a bordo degli ostaggi proprio per evitare che questo possa accadere. Ed allora? Allora, devo riconoscere, signor Presidente del Consiglio, che la via intrapresa dal Governo in questi anni sembra restare la più ragionevole e la più corretta: controllo bilaterale delle coste; coordinamento interforze; sviluppo dell'Albania sia sotto l'aspetto economico che sotto quello della radicalizzazione delle istituzioni democratiche. Purtroppo, però, finora i risultati sono stati inferiori all'attesa!
Bisogna allora pretendere, signor Presidente del Consiglio (lo ripeto: pretendere), un maggiore impegno da parte del Governo albanese. Tutto ciò però bisogna farlo da subito: lo reclamano, tra l'altro, le giovani vite spezzate, tra le quali il


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giovanissimo Daniele Zoccola, figlio della mia terra salernitana, al quale va il mio mesto e triste pensiero; lo reclamano le loro famiglie, alle quali rappresento il sincero sentimento di cordoglio di tutto il gruppo dell'UDEUR; lo reclama inoltre la Guardia di finanza, alla quale rendiamo onore per la professionalità e l'alto senso del dovere sempre dimostrato.

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